• A che serve la costituzione di una S.r.l. semplificata?

    società responsabilità limitata semplificataLe problematiche tradizionali

    – Non ci si vuole qui dilungare sulle problematiche tradizionali già esaminate dalla dottrina sulla costituzione della S.r.l. semplificata. La prima riguarda la dubbia validità di tutte le S.r.l. semplificate per la violazione di legge a seguito della necessaria adozione di uno schema di atto costitutivo difforme da quello che la legge espressamente dichiara come “inderogabile”.
    Quando vennero “inventate” le S.r.l. semplificate venne previsto dalla legge che esse potevano costituirsi solo seguendo uno schema tassativo e inderogabile (così espressamente chiamato dalla legge) di atto costitutivo. E in effetti con successivo Decreto ministeriale venne pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il modello standard, cui tutti i notai dovevano tassativamente attenersi. Sono poi cambiate le regole del gioco, e nuovamente la legge ha previsto che le nuove S.r.l. semplificate potessero costituirsi secondo un modello standard inderogabile. Il problema è che questo secondo modello standard inderogabile non è stato mai emesso, e quello precedente non va più bene non essendo più conforme alle nuove regole.
    Della problematica il lettore si potrà fare un’idea leggendo la corrispondenza col sottoscritto pubblicata sulla pagina di un noto quotidiano online di dottori commercialisti, e che riportiamo in fondo al presente scritto. A seguito di una lettera al direttore di un commercialista che aveva difficoltà di trovare un notaio per la costituzione di una S.r.l. semplificata, lo scrivente ha ritenuto di dare risposta, a cui poi successivamente il direttore ha aggiunto un suo commento.
    Dalle lettere pubblicate si potrà evincere anche il secondo problema che rende difficoltosa la costituzione di S.r.l. semplificate. Il notaio è un privato che spende il suo danaro per l’esercizio di una funzione pubblica, ed una legge che imponga al privato di lavorare gratis e di spendere i suoi soldi per la cittadinanza è chiaramente incostituzionale. Sicché è perfettamente naturale la ritrosia dei notai alla costituzione di S.r.l. semplificate, aumentata dalla circostanza che la legge continua a far incombere sui notai gravi e pesanti responsabilità, sicché, a titolo di esempio, se un domani prevalesse la tesi della violazione di legge nella adozione dello statuto che deroghi a un modello inderogabile, ovviamente tutti i clienti e i loro avvocati si precipiterebbero a chiedere i danni al notaio.
    Senza contare che, in ogni caso, per sua formazione e sua struttura mentale al notaio non piace affatto violare la legge e scrivere nei propri atti clausole formalmente dichiarate proibite, anche se sostanzialmente nello “spirito della legge”. Al notaio certo non spetta questo ruolo “creativo” della norma, in particolare se in contrasto col disposto letterale.

    Inoperatività delle S.r.l.s.

    Spunto per questo scritto è leggere, da alcune statistiche della Camera di Commercio, che ad oggi circa il 50% delle S.r.l. semplificate non è ancora attiva: risulta infatti che  in tutta Italia hanno presentato la dichiarazione di inizio di attività solo il 45% delle S.r.l. semplificate giovanili e solo il 57% delle S.r.l. Semplificate con soci over 35.
    Il 50% circa delle S.r.l. Semplificate si è quindi fermato all’atto costitutivo dal notaio senza neanche compiere il minimo sforzo di presentare la documentazione per l’inizio della attività. È da notare che la presentazione della dichiarazione di inizio di attività alla Camera di Commercio è solo il primo passo, dopo la quale certo non consegue automaticamente il successo economico, finanziario e occupazionale della nuova iniziativa imprenditoriale.

    Le motivazioni di un arresto operativo

    Innanzitutto il costo, perché se è vero che le S.r.l. semplificate sono esenti da imposte di bollo, da diritti di segreteria, e che per esse non devono essere richiesti onorari notarili ma solo rimborsi, chi costituisce la società deve ancora pagare le imposte di registro, i diritti camerali annuali, i tributi per l’apertura della P.Iva e tutte le altre imposte e tasse previste per la S.r.l. ordinaria. Nessuna semplificazione è inoltre prevista per i conseguenti obblighi contabili e fiscali, per il bilancio annuale, e quindi per le spese di tenuta della contabilità da affidare a un professionista qualificato. Le legge infatti è stata emanata sull’onda della dissennata leggenda metropolitana in base alla quale l’attività di impresa in Italia è ostacolata dagli onorari notarili. Il perverso odio di classe che rode dall’interno il nostro paese ha accentrato nella figura del notaio l’ostacolo allo sviluppo economico dell’attività imprenditoriale.
    Ma, mai come in questo caso, le bugie hanno mostrato le loro gambe corte.
    La circostanza che il 50% delle S.r.l. semplificate si sono fermate al palo, cioè subito dopo che i costituenti sono usciti dallo studio del notaio, la dice lunga al riguardo. Tenendo presente che l’aver poi presentato la denuncia di inizio di attività alla Camera di Commercio non è che modifica di molto le speranze di successo della nuova società.
    Ma non solo chi vuole costituire una S.r.l. semplificata si deve portare sulle spalle il pasticcio degli atti notarili, la confusione di un atto costitutivo traballante, il peso di tutti gli altri costi (che sono ben più pesanti dell’onorario notarile) assolutamente inalterati, senza contare la solida e inscalfibile burocraticità anti-impresa dei pubblici uffici, ma le S.r.l. semplificate hanno un carico di problemi di gran lunga superiore alle S.r.l. ordinarie.

    Rigidità dell’atto costitutivo

    Tanto per cominciare si sappia che il notaio, pur forzato a compiere una violazione della inderogabilità per il nobile fine di non vanificare le politiche finalità della legge, non potrà certo stravolgere per tutti gli altri aspetti non essenziali alla costituzione della S.r.l. semplificata il modello standard.
    Ciò comporta di conseguenza che i soci debbono far a meno della indicazione della durata della società, con la conseguenza che per espressa previsione dell’art.2473 c.c. tutti i soci avranno diritto di recesso senza le limitazioni che possano apporsi negli atti costitutivi delle S.r.l. ordinarie.
    Così incerta è l’indicazione della scadenza degli esercizi sociali che non è scontato se terminino il loro periodo annuale al 31 dicembre o al 365° giorno dalla costituzione. È inoltre inibito disciplinare i poteri di amministrazione, come ad esempio la necessità di firma congiunta o la concessione dei poteri di rappresentanza solo ad un amministratore, e l’autorizzazione dei soci per gli atti di straordinaria amministrazione. Neppure le clausole di prelazione o di gradimento in caso di cessione delle quote possono essere previste, con la possibilità che il socio venda a chiunque, anche estraneo alla società.
    La liquidazione della quota sociale, la successione a causa di morte del socio, le maggioranze diverse da quelle standard per la deliberazione della assemblea dell’atto costitutivo, le clausole di conciliazione e di arbitrato, la proroga a 180 giorni per l’approvazione del bilancio, così come pure i finanziamenti dei soci alla società sono tutti elementi importantissimi nella corretta vita societaria che sono esclusi dalle S.r.l. semplificate.
    Alle perplessità sopra dette si aggiunge quindi quella di un atto costitutivo monco, limitato, che qualora abbia bisogno di essere anche minimamente integrato obbliga le parti a una previa trasformazione della S.r.l. semplificata a S.r.l. ordinaria con aumento esponenziale dei costi.
    Ma se gli alti costi (dalla cui somma la sottrazione dell’onorario notarile è davvero inavvertibile), le perplessità sull’atto costitutivo, e le pesanti limitazioni allo svolgimento della vita societaria e al raggiungimento dei suoi fini sono delle più che abbondanti giustificazioni perché il 50% delle S.r.l. semplificate si fermino alla partenza, a mio modo di vedere le vere difficoltà sono quelle sostanziali.

    Cosa si vuole realizzare con la S.r.l. semplificata?

    Aver costituito una S.r.l. semplificata non impedisce alle banche, ai fornitori, agli interlocutori tutti, di pensare e di ragionare su chi essi abbiano di fronte.
    In Italia chi vuole esercitare una impresa in forma collettiva ha sempre dovuto scegliere tra i tipi della S.r.l. o della S.p.A. La struttura e le garanzie di queste società non sono di per sé sufficienti a garantire tutti coloro che si trovano in rapporti di affari con la compagine societaria. Ma questa è la previsione normativa, sicché le banche o i fornitori non possono che prendere atto che il sistema giuridico italiano è in un certo modo stabilito.
    Perché mai costui – si domanda legittimamente l’interlocutore – ha scelto di derogare alla scelta tradizionale di costituire una S.r.l. o una S.p.A.? Perché mai costui ha scelto di assoggettarsi a tante problematiche e difficoltà? La risposta che si forma in mente all’interlocutore è semplice. E cioè che ci si vuole sottrarre alla responsabilità patrimoniale e non si vuole neppure rischiare per la nuova impresa il modesto capitale di euro 10.000, come tradizionalmente è sempre stato per le S.r.l. ordinarie. Se non peggio.
    L’impressione quindi che la S.r.l. semplificata rappresenta ai terzi è di essere composta da chi non crede, lui per primo, alla propria iniziativa, alla propria impresa, tant’è che non vuole rischiare assolutamente nulla di suo, ma vuole far rischiare banche, finanziatori, o fornitori di servizi che gli diano ingenuamente credito, pronto a nascondersi dietro lo schermo della limitazione di responsabilità.
    Si tratta di un biglietto da visita pessimo nei confronti del mondo circostante, che può essere aggravato ulteriormente dalla lettura dell’oggetto sociale e dall’esame della compagine sociale.
    Se, come spesso accade, l’oggetto sociale ha, al suo interno, roboanti propositi di costruzioni di dighe, autostrade, aeroporti, o macchinari dal costo di milioni di euro l’uno, è perfettamente evidente la contraddizione con la scelta dell’imprenditore di assoggettarsi a tutta la problematica e tutte le anzidette difficoltà giuridiche e operative per la costituzione di S.r.l. semplificata. Se poi ci si aggiunge la circostanza che spesso la S.r.l. semplificata è costituita da una sola persona, magari una ragazza di 18 anni che firma un atto costitutivo al cui interno ci sono propositi di opere pubbliche per miliardi di euro, è evidente che l’interlocutore ha solo la scelta tra sorridere o sentirsi oggetto di un possibile tentativo di inganno.
    Lascio ai lettori la valutazione teorica, ma è certo che, allo stato, nessun credito sia economico che giuridico può essere concesso a una S.r.l. semplificata. Ha maggior credito, e quindi maggiori possibilità di inserimento nella attività produttiva, la persona fisica singola, la ditta individuale. Perché l’idraulico che viene a ripararvi il tubo di casa, per lo meno, è un professionista serio che crede nel suo mestiere, che ha una casa, o almeno un’automobile, sicché se gli capitasse di combinare dei guai, rischia di suo.

    notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara

    lettera sulle srlsrisposta del notaio sulle srlsrisposta del direttore al notaio

    A che serve la costituzione di una S.r.l. semplificata? ultima modifica: 2014-03-11T17:39:28+00:00 da notaio



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    Commenti su “A che serve la costituzione di una S.r.l. semplificata?

    • notaio ha detto:

      ULTIM’ORA: Il Ministero dello sviluppo economico, con la Nota Prot. n.6404 del Direttore Generale in data 15 gennaio 2014, in risposta ad un quesito che gli era stato posto da uno Studio Professionale, sostiene che sembra evidente che le uniche modifiche che è possibile apportare al modello standard delle srl semplificate sono solo quelle indispensabili per renderlo coerente con la Legge Notarile. – La nota esclude quindi che possano essere apportate altre modifiche, come quelle che si formulano per rendere il modello standard coerente con la nuova formulazione dell’art. 2463 bis c.c. – Non si può negare che la nota ministeriale riapre un problema gravissimo di legittimità per tutte le srl semplificate, che sembrava ormai sopito e accettato dalla prassi.

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