• Abrogato per legge il fallimento delle imprese

    fallimento delle imprese italianeDa tempo la Commissione Europea ha invitato gli Stati membri a procedere ad una significativa revisione delle procedure concorsuali, anche in relazione alla mutata realtà in cui viviamo, raccomandando un nuovo approccio per salvare le imprese e dare una seconda opportunità agli imprenditori onesti.

    L’obiettivo è quello di privilegiare, anziché la liquidazione, la ristrutturazione precoce delle imprese sane in modo da impedirne l’insolvenza e la conseguente perdita di lavoro.

    Obiettivo: consentire all’azienda di continuare a produrre

    Le norme nazionali, comprese quelle italiane, dovrebbe quindi permettere alle imprese sane di rimanere in attività, mantenendo così i posti di lavoro e allo stesso tempo migliorando la prospettiva dei creditori di recuperare una percentuale più elevata dei loro investimenti.

    In quest’ottica si inquadra il nuovo disegno di legge delega recante la “Delega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza”, elaborato lo scorso 25 novembre 2015 dalla Commissione ministeriale istituita dal Ministro Giustizia con decreto 24/02/2015 e successive integrazioni, e approvata dal Consiglio dei Ministri il 6 febbraio 2016. Questo disegno di legge, una volta approvato dal Parlamento, dovrebbe sostituire, o quantomeno modificare, la vecchia disciplina della Legge Fallimentare (Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 267).

    Obiettivo: affrontare i casi di crisi aziendali

    Il provvedimento muove da una premessa di fondo: un’azienda con problemi rischia di trascinare con sé altre imprese (fornitori di beni e servizi e intermediari finanziari), continuando a contrarre obbligazioni che non potrà soddisfare.

    Affrontare tempestivamente i casi di crisi aziendale consente di limitare le perdite del tessuto economico, sia nella dimensione strettamente imprenditoriale, sia sul piano finanziario, o di risanare l’azienda, con benefici sul piano occupazionale e più in generale tutelando il tessuto economico contiguo ed indotto.

    Abrogato il fallimento e procedure di allerta

    Con il disegno di legge delega viene innanzitutto abrogata la parola fallimento, mettendo al centro i concetti di gestione della crisi e dell’insolvenza o liquidazione giudiziale.

    In secondo luogo vengono previste procedure di allerta, volte ad anticipare l’emersione della crisi in aiuto all’imprenditore, con un nuovo ruolo per gli organismi di composizione della crisi: essa è finalizzata a consentire alle imprese sane in difficoltà finanziaria di ristrutturarsi in una fase precoce, per evitare l’insolvenza e proseguire l’attività.

    Tali procedure, si legge nella relazione di accompagnamento al disegno di legge “dovrebbero essere concepite in modo da incoraggiare l’imprenditore ad avvalersene. Perciò si è previsto che siano contrassegnate da confidenzialità e si è preferito collocarle inizialmente al di fuori del tribunale, per evitare il rischio che l’intervento del giudice possa essere percepito dal medesimo imprenditore o dai terzi quasi come l’anticamera di una successiva procedura concorsuale d’insolvenza. Si è quindi scelto di affidarle a un’apposita sezione degli organismi di composizione della crisi, già oggi contemplati dalla normativa in tema di sovraindebitamento, i quali, naturalmente, dovrebbero essere adeguatamente rafforzati e resi idonei all’espletamento di questo nuovo compito”.

    Obbligo di dare l’allarme

    Viene poi previsto l’obbligo degli organi di controllo societari e del revisore legale di avvisare l’amministratore della situazione di crisi: si pone a carico degli organi di controllo societari (collegio sindacale in primis) ma anche del revisore e della società di revisione, l’obbligo di avvisare immediatamente l’organo amministrativo della società in merito all’esistenza di fondati indizi di crisi. In caso di omessa o inadeguata risposta dell’amministratore, gli organi di controllo dovranno informare direttamente il competente organismo di composizione della crisi.

    Anche i creditori qualificati (Agenzia delle entrate, enti previdenziali ecc.) dovranno segnalare al collegio sindacale o, in mancanza, all’organismo di composizione della crisi gli inadempimenti dell’impresa, pena la perdita dei loro privilegi sui crediti di cui sono titolari.

    Controllo giudiziario e nodi da risolvere

    Ed infine viene esteso il controllo giudiziario in tutte le srl dotate o meno di collegio sindacale. In pratica, si tornerà alla situazione ante riforma del diritto societario con le procedure, ex art. 2409 c.c., ammesse in ogni società di capitali.

    Al momento, come già spiegato, siamo ancora nella fase embrionale trattandosi solo di un disegno di legge. I tempi presumibilmente non saranno brevi poiché una volta approvato dal Parlamento lo schema di ddl delega saranno concessi ulteriori 12 mesi per la redazione dei decreti di recepimento con concreta possibilità che la riforma non venga alla luce prima degli ultimi mesi del 2017 o addirittura nel 2018

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Abrogato per legge il fallimento delle imprese ultima modifica: 2016-05-03T10:00:01+00:00 da notaio



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