• Cos’è e come si fa l’ accettazione della eredità?

    acettazione dell'eredità

    Un antico sigillo notarile del Regno delle due Sicilie

    L’accettazione è lo strumento con il quale l’erede di una persona defunta acquista l’eredità, cioè diviene titolare dei beni e dei diritti che appartenevano al defunto.

    L’accettazione dell’eredità può essere manifestata in maniera esplicita (accettazione espressa) o implicita (accettazione tacita) e può essere pura e semplice (ossia senza riserve), oppure con beneficio di inventario.

    Con l’accettazione pura e semplice il patrimonio del defunto si “fonde” con il patrimonio dell’erede e diventa un tutt’uno: al momento dell’accettazione si produce la confusione tra il patrimonio del defunto e quello dell’erede. Se nell’asse ereditario ci sono debiti, l’erede sarà dunque tenuto a pagare i debiti del defunto anche con i propri beni e disponibilità personali, qualora l’attivo della massa ereditaria non fosse sufficiente a tal fine.

    Modalità di accettazione

    L’accettazione espressa è fatta con dichiarazione formale contenuta in un atto pubblico dinanzi ad un pubblico Ufficiale (Notaio o Cancelliere) o in una scrittura privata autenticata da un notaio dalla quale risulti l’intenzione di accettare l’eredità o l’assunzione del titolo di erede.

    L’accettazione tacita consiste in un un atto che presuppone necessariamente la volontà di accettare e che l’erede non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede (se ad esempio l’erede che vende un immobile ereditario, vuol dire che ha implicitamente e tacitamente accettato l’eredità), seppur in mancanza di un atto formale. Non costituiscono atti che implicano accettazione tacita la denuncia di successione e il versamento delle imposte in quanto obblighi previsti dal legislatore.

    L’accettazione non può essere sottoposta a condizione, nè vincolata a un termine, non può essere parziale, è irrevocabile e può essere validamente effettuata dai chiamati alla successione nel termine di 10 anni dal momento dell’apertura della successione.

    Gli effetti dell’accettazione, in qualsiasi momento venga effettuata, retroagiscono nel momento in cui si è aperta la successione: l’erede si considera tale come se avesse accettato sin dal momento del decesso.

    Se il chiamato all’eredità muore senza averla accettata, il diritto di accettarla si trasmette ai suoi eredi. In altri termini, il chiamato che muoia senza aver accettato, trasmette ai suoi eredi il suo patrimonio insieme al diritto di accettare l’eredità che gli era stata devoluta, per cui gli eredi se rinunceranno all’eredità propria del defunto, rinunceranno anche all’eredità che questo aveva diritto di accettare.

    Ascolta l’opinione del notaio Massimo d’Ambrosio sulla accettazione tacita in soli 5 minuti

     

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Cos’è e come si fa l’ accettazione della eredità? ultima modifica: 2017-04-03T23:29:52+00:00 da notaio



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    13 Commenti su “Cos’è e come si fa l’ accettazione della eredità?

    • Rondinara Giuseppe ha detto:

      Sempre esauriente e’ coinciso. Grazie e buon lavoro.

    • Enzo70 ha detto:

      Le volevo chiedere una informazione: Sono erede assieme ad altri parenti di un immobile soltanto, senza ulteriori eredità, che apparteneva ai miei nonni, sono trascorsi 27 anni dalla loro morte, non avendo fatto la successione ad oggi perché non c’è stata la volontà di vendere da parte degli altri parenti, quindi rimasta in sospeso vorrei rinunciare , le volevo chiedere se è possibile farlo e come procedere. Spero di essere stato chiaro nella descrizione. Grazie

      • notaio ha detto:

        I termini per la rinuncia sono di 3 mesi dal decesso, se l’erede è nel possesso dei beni, o di 10 anni dalla morte, se l’erede non è nel possesso dei beni. Trascorsi 10 anni dalla morte del defunto (o 3 mesi se l’erede è nel possesso dei beni) non si può più rinunciare all’eredità. Prima di vendere bisogna quindi regolarizzare tutti i passaggi intermedi di proprietà e presentare le relative dichiarazioni di successione, pagandone le imposte.

    • amianto ha detto:

      Buonasera, insieme ad una quindicina di parenti siamo eredi della metà di una casa del valore di 50.000 €, vorremmo donarla ad una zia: il costo del eventuale atto notarile è 1 diviso per 15, o diventano 15 singoli atti e, di conseguenza, anche l’importo va a moltiplicarsi per 15? Ringrazio e saluto

    • giancarlo85 ha detto:

      Salve notaio buongiorno per la trasmissione del diritto di accettare l’eredità, bisogna effettuare due accettazioni quindi devo pagare due volte l’accettazione di eredità

      • notaio ha detto:

        Il diritto di accettare l’eredità si trasmette quando un erede non vuole (ad esempio perchè vi ha rinunciato) o non può (ad esempio perchè è premorto) accettare l’eredità. Il diritto si trasmette agli eredi del chiamato e presuppone che questi non abbia accettato l’eredità. Quindi va fatta una sola accettazione di eredità.

    • Emanuele Rotondo ha detto:

      Buonasera notaio, volevo chiederle un’informazione sull’accettazione dell’eredità. Se un testamento viene ritrovato dopo 10 anni dalla morte del de cuius, ad esempio 15 anni dopo la morte del de cuius, coloro che sono designati come eredi in questo testamento possono accettare l’eredità o no? grazie anticipatamente.

      • notaio ha detto:

        Il diritto di accettare l’eredità si prescrive in dieci anni dal giorno dell’apertura della successione. La questione è stata anche affrontata dalla Cassazione la quale ha stabilito che l’impedimento ad accettare l’eredità, sofferto dal chiamato testamentario per via dell’ignoranza dell’esistenza del testamento a suo favore, è solamente un impedimento di mero fatto, che quindi non produce né sospensione né interruzione dei termini di prescrizione. La mancata conoscenza del testamento non esime il chiamato dall’onere di accettare l’eredità nel termine di dieci anni dalla data di apertura della successione, pena la prescrizione, a nulla rilevando che il testamento sia stato scoperto in data successiva alla scadenza del termine. In pratica il diritto di accettare l’eredità da parte del chiamato in base a un testamento ritrovato dopo dieci anni dalla morte è da ritenersi prescritto. La soluzione potrebbe anche sembrare ingiusta ma in realtà è finalizzata (come in tutte le ipotesi di prescrizione) al perseguimento della certezza delle situazioni giuridiche. È quindi ispirata dalla esigenza di cristallizzare in modo definitivo, dopo un certo lasso di tempo, la regolamentazione dei diritti ereditari tra categorie di successibili.

    • nunob81 ha detto:

      Buongiorno Sig. Notaio,

      mi permetto di farLe una domanda in materia di successione.

      Leggo che il diritto all’accettazione (espressa o tacita) dell’eredità di prescrive in 10 anni.

      Se un immobile attualmente risulta ancora intestato (risultante da visura ipotecaria) ad un soggetto morto nel 1975, il quale non ha lasciato testamento, si presume che gli eredi non abbiano mai accettato l’eredità del de cuius ?

      Come posso stabilire con certezza se gli eredi ancora in vita abbiano perso tale diritto ? Quale tipo di documentazione posso richiedere per accertare tale situazione ?

      La ringrazio e La saluto cordialmente.

      Michele

      Egr. Sig. Notaio,

      supponiamo che i miei genitori siano già defunti e che io abbia 5 fratelli. Supponiamo che mio padre, con testamento olografo, abbia nominato tutti noi 6 figli eredi universali, ma abbia legato una specifica proprietà a soli 4 di noi, specificando la sua volontà di accrescimento nei ns. confronti.

      La mia domanda è:

      1) La successione per questa specifica proprietà avverrà sempre e solo tra i discendenti di noi 4 legatari o in futuro potranno entrare “in gioco” anche i discendenti degli altri due fratelli (comunque eredi universali di mio padre) ?

      La ringrazio e La saluto cordialmente.

      Michele

      • notaio ha detto:

        Bisogna consultare i pubblici registri immobiliari e vedere se gli eredi abbiamo accettato espressamente l’eredità o se hanno compiuto un atto che importi accettazione tacita di eredità. Se nel testamento è prevista una sostituzione e cioè è stato previsto che nel caso in cui uno dei legatari non possa o non voglia accettare il legato, la sua quota si trasferisca a favore degli altri legatari, i discendenti degli altri due eredi (non legatari) non avranno alcun diritto sull’immobile.

    • MAURIZO ha detto:

      Buongiorno Notaio,
      vorrei chiederle un informazione sull’accettazione dell’eredità. Ho interpellato varie persone, tra cui anche 2 studi notarili e non sono riuscito a venire a capo della questione, perchè le risposte sono state sempre differenti. Io e mio fratello abbiamo una casa, ereditata dai nostri genitori, nella quale lui vive. Siamo al Rogito, per vendere la mia parte di casa a lui. Il Notaio ci chiede 4 accettazioni dell’eredità. Mio padre è morto 19 anni fa e mia madre nel 2015. Dobbiamo fare per chiudere la compravendita due accettazioni a testa, una a testa per ogni successione per il valore di 2000 euro totali. Ho letto ovunque su internet che dopo 10 anni va in prescrizione, ma non trovo lo stesso riscontro quando lo chiedo. Inoltre ho chiesto se potevamo farle congiunte, in modo da non doverne fare 4 ma solo 2, ma mi è stato risposto che si spenderebbe di più. Mi piacerebbe avere il suo parere in quanto ho letto le sue risposte e l’ho trovate sempre molto esaurienti. Grazie anticipatamente.
      Maurizio.

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