• Il nuovo APE (Attestato di prestazione energetica)

    apeIl Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 26 giugno 2015 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.162 del 15 luglio 2015 regolamenta per la prima volta il contenuto dell’attestato di prestazione energetica ( APE ), che fino ad oggi non era stato oggetto di nessuna norma di carattere nazionale né da punto di vista legislativo né dal punto di vista regolamentare.
    Il testo integrale del decreto , con il nuovo formato del certificato lo potrete leggere direttamente sulla Gazzetta Ufficiale a cui rinviamo.
    Il decreto è stato prontamente oggetto di un esame interpretativo da parte del Consiglio Nazionale del Notariato che esamina punto per punto le problematiche della importante regolamentazione e a cui parimenti rinviamo.
    Da parte nostra abbiamo il compito di mettere in luce le rilevanti novità che peraltro accolgono le perplessità già da noi espresse in questo nostro Blog.
    Ciò con particolare riferimento all’assunzione di responsabilità del certificatore e alla serietà della compilazione dell’APE che non poteva non richiedere almeno un sopralluogo sull’immobile. Sopralluogo che è ora col decreto stato reso obbligatorio, anche per evitare il malcostume di APE che sono tali solo da punto di vista formale.

    La problematica della allegazione dell’APE è stata già da noi evidenziata ai lettori.
    Ovviamente tutta la nuova normativa ha vigore dal 1° ottobre 2015 , con la conseguenza che tutti gli attestati rilasciati prima del giorno 1° ottobre 2015, purchè conformi alle regole previgenti, rimangono ancora utilizzabili, ovviamente se e in quanto ancora in corso di validità.

    Ambito di applicazione

    Il decreto distingue tra le regioni che abbiano già provveduto ad adottare autonomamente una loro normativa in materia di certificazione energetica e le regioni che non abbiano ancora legiferato al riguardo.
    Nelle prime le norme del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico non trovano immediata applicazione, perché vi è l’obbligo per tali regioni o provincie di adottare misure atte a favorire l’adeguamento dei propri strumenti locali alla nuova normativa. Col risultato che, laddove le regioni non abbiano ancora provveduto ad adeguare la normativa , rimane in vigore la disciplina previgente al1°ottobre 2015.
    Le Regioni autonome che non hanno legiferato alcunché al riguardo, e per le quali quindi si applica immediatamente, dal 1° ottobre 2015, la nuova regolamentazione sono: Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise e Sardegna.
    Dal 1° ottobre 2015 quindi solo per queste Regioni il nuovo APE è in vigore,  deve avere la nuova veste grafica ed essere redatto secondo le nuove regole tecniche contenute nel decreto a cui vi abbiamo rinviato.

    Oggetto dell’APE

    Il nuovo APE deve riportare obbligatoriamente, a pena della sua non validità la prestazione energetica globale dell’edificio, la classe energetica, la qualità energetica del fabbricato, i valori di riferimento vigenti a norma di legge , le emissioni di anidride carbonica, l’energia esportata e, per ultimo, le raccomandazioni del tecnico per il miglioramento de dell’efficienza energetica dell’edificio con le proposte degli interventi più significativi ed economicamente convenienti.
    Tali attestazioni sono importanti, perché la mancanza anche di una sola di esse determina l’invalità dell’APE, che, se utilizzato ai fini dell’allegazione di un atto notarile, non mette al sicuro le parti dall’applicazione della sanzione pecuniaria prevista in caso di assoluta mancanza di allegazione dell’attestato.

    Modalità dell’APE. Il sopralluogo

    Come dicevamo, innanzi tutto diventa obbligatorio effettuare almeno un sopralluogo presso l’edificio o l’unità immobiliare oggetto di attestazione. La questione è rilevante, per la serietà dell’attestazione ed è stata già da noi segnalata.
    Le classi di prestazione energetica diventano dieci e precisamente: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G.
    Sono altresì invertiti cronologicamente gli adempimenti a cura del certificatore, in quanto l’APE, dopo essere stato compilato e firmato dal certificatore, deve essere trasmesso da questi in forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio alla Regione o provincia competente per territorio, dopo di che, entro i successivi giorni quindici, il certificatore deve consegnare la copia dell’APE al soggetto richiedente. Il Notaio quindi farà bene a richiedere al cliente, oltre al suo esemplare dell’attestato, anche copia della ricevuta di trasmissione alla Regione o alla Provincia autonoma, ancorché non sembra dalla lettura del decreto che la mancata trasmissione alla Regione incida sulla validità dell’attestato di prestazione energetica (APE).

    Responsabilità del certificatore

    Il certificatore, con la sottoscrizione dell’APE, assume la completa e totale responsabilità del suo contenuto. Esso ha infatti valore di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, comportando quindi la non corrispondenza di quanto dichiarato al vero anche ad una responsabilità penale . Il nuovo formato dell’APE infatti, a conferma di quanto detto, richiama immediatamente prima della sottoscrizione del tecnico il contenuto di atto di notorietà della certificazione, con rinvio all’articolo 47 del DPR. 445/2000 e all’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 192/2005, così come modificato dall’art. 12 D.L. 63/2013

    Non necessarietà dell’APE

    Non è necessario l’APE peri fabbricati isolati con una superficie utile inferiore a cinquanta metri quadrati; per gli edifici industriali e artigianali che utilizzano il riscaldamento o raffrescamento per esigenze del processo produttivo; per gli edifici agricoli, rurali, non residenziali, sprovvisti di impianti di climatizzazioni; per gli edifici che risultano non compresi nelle categoria di edifici sulla base delle destinazioni d’uso necessarie, e cioè i box,  cantine, autorimesse, parcheggi, depositi, strutture stagionali etc; per gli edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose, per i ruderi (purché tale stato venga espressamente dichiarato nell’atto notarile); per i fabbricati in costruzione (purché tale stato venga espressamente dichiarato nell’atto notarile); per i manufatti non riconducibili alla definizione di “edificio” (ad esempio una piscina all’aperto, una serra etc).

    Compiti del notaio

    Non sembra che siano mutati gli obblighi, e il loro contenuto, a carico del notaio. Il Notaio, verificata la necessarietà dell’allegazione dell’APE, deve limitarsi a verificare la corrispondenza del modello di APE con il nuovo formato utilizzato dal Ministero (che si trova allegato alle linee guida cui vi ho già rinviato-link).
    Non spetta certamente al notaio l’esame sulla correttezza o sulla completezza sostanziale delle informazioni riportate nel certificato, per le quali, peraltro, il Notaio non ha neppure le competenze specifiche .
    Spetta quindi al Notaio verificare esclusivamente se ci si trova in uno dei casi in cui l’APE deve necessariamente essere allegato, e la verifica formale consistente nell’uso del formato ministeriale e la sua valida sottoscrizione . L’unica responsabilità, civile e penale per la validità dell’APE dovuta per una non corretta formulazione grava quindi esclusivamente sul tecnico certificatore.
    Rimane opportuno, come accennavamo, che il Notaio sia così diligente da richiedere alla parte l’esibizione della ricevuta della presentazione alla Regione competente (essendosi invertito l’ordine degli adempimenti).

    notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara

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    Il nuovo APE (Attestato di prestazione energetica) ultima modifica: 2015-10-12T13:44:49+00:00 da notaio



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    9 Commenti su “Il nuovo APE (Attestato di prestazione energetica)

    • Fabio75 ha detto:

      Buongiorno Sig. NOTAIO.
      Nella previsione di un atto di compravendita immobiliare, ho incaricato un architetto per la produzione dell’ape di codesto immobile.
      Il problema :
      L’architetto “si rifiuta” di mandare in forma cartacea la varia documentazione, adducendo che questa per legge debba essere inviata al notaio tramite PEC e firma digitale che oramai ha valore legale.
      Il notaio risponde che non fornisce tale servizio. E che qualora scaricasse suddetta PEC, il tutto avrebbe un costo notarile “alquanto” importante a carico dell’acquirente dell’immobile.
      Mi trovo perciò tra due fuochi, e non essendo competente in tale materia, le chiedo gentilmente lumi perchè non so più come comportarmi.

      • notaio ha detto:

        Non capisco il problema. Ogni notaio ha per legge una PEC attiva e riceve normalmente documenti e copie firmati in formato digitale. Non capisco neppure perchè il tecnico non voglia fornire la copia cartacea, che va benissimo. C’è sicuramente un equivoco. Suggerisco di parlare direttamente col notaio che le chiarirà la situazione.

    • Fabio75 ha detto:

      Gentile Sig. Notaio,
      Sotto suo suggerimento ho chiamato lo studio notarile per avere delucidazioni in merito.
      Mi ha risposto la segreteria…
      Mi è stato detto che il contenzioso non riguarda la pec dal momento che tutti i notaio ne sono per legge provvisti.
      Il problema è che inviando tramite PEC la certificazione Ape, la notaio sarebbe costretta ad aprire un repertorio (che io da ignorante non so neanche che significa). E che il costo dell’apertura di questo repertorio è a carico dell’acquirente che vedrebbe perciò aggravato il costo della consulenza notarile.

      • notaio ha detto:

        Comprenderà che non posso pronunciarmi su questioni già alla attenzione di altro notaio, che ignoro totalmente. Ma se il problema non riguarda la PEC, contrariamente a quanto lei aveva ipotizzato nel precedente suo quesito, non capisco perchè non va da un tecnico, si fa fare un APE su carta e lo consegna direttamente a mano.

    • Fabio75 ha detto:

      Perché per l’architetto è diventata una questione di principio. Tutti accettano documenti tramite PEC perciò non si capacità della non accettazione da parte del notaio che presenta solo scuse, adducendo che non accetta “da nessun possibile cliente, APE in formato digitale. L’architetto ha consigliato di cambiare notaio, e ha comunicato che qualora suddetto documento da lui prodotto non venga accettato ma rigettato, è pronto a ricorrere alle vie legali.

    • marco campagna architetto blogger ha detto:

      Salve, mi introduco nella discussione in quanto facente parte dei tecnici che redigono gli APE ed a cui i notai rivolgono sempre la richiesta di atto cartaceo. La questione è la seguente: le modalità di trasmissione dei documenti redatti da noi tecnici ormai sono di forma digitale per quasi tutte le regioni, e l’adempimento per noi si conclude con la trasmissione di un file digitale, spesso firmato digitalmente, attraverso PEC o altro sistema regionale che consente una certificazione digitale. Ci chiediamo quindi perché, se il nostro adempimento prevede la produzione di un documento esclusivamente digitale, senza cioè supporti cartacei, dal Notaio invece occorre produrre un “secondo originale” timbrato su fogli cartacei, inevitabilmente diverso – per forma e non per contenuti ovviamente – dal documento effettivamente inviato. Mi chiedo e le chiedo se esiste un pronunciamento del consiglio del notariato o un dettame normativo che consente a noi tecnici di poter inviare al notaio il “vero” APE, che per noi è quello contenuto nel file firmato digitalmente, e a voi di adempiere all’obbligo di allegare il documento medesimo senza necessariamente chiedere un “secondo originale” di dubbia veridicità.

      • notaio ha detto:

        Senza assolutamente entrare in merito al caso pratico trattato sopra, di cui non conosco i dettagli e sul quale, come ha letto, mi sono astenuto dal pronunciarmi, per quanto riguarda me posso confermarle che accetto tranquillamente qualsiasi documento firmato digitalmente, e quindi anche l’APE. Ma…. la procedura non è semplice. L’APE va firmato digitalmente dal tecnico e inviato tramite PEC al notaio, il notaio deve aprirlo e stampare la relazione di verifica della firma che va pure allegata, e inoltre poichè la legge dice che i documenti digitali possono essere allegati solo ad un altro documento digitale e l’atto notarile non è documento digitale ma cartaceo, occorre un verbale notarile da allegare che trasformi il documento digitale in documento cartaceo. Questo verbale, che va pure allegato all’atto, va messo a repertorio e bisogna pagarci le tasse (e un po’ di onorario). Di fatto quindi conviene che il cliente vada a piedi, anzi in ginocchio, fino dal tecnico e ritiri un documento cartaceo.

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