• Blockchain e criptovalute. Garanzia di sistema per l’Italia digitale

    blockchainSi apre oggi a Palermo il 52° Congresso del Notariato italiano sul tema: “Notaio: garanzia di sistema per l’Italia digitale“.
    Blockchain, criptovalute e smart contracts digitali rappresentano i temi che vengono in questi ultimi anni trattati maggiormente nel mondo finanziario e commerciale. L’idea sottostante è che possano esistere tecnologie digitali capaci di garantire l’affidabilità dei dati rendendo inutili i controlli e le garanzie che il diritto è in grado di svolgere.
    Il notaio Massimo d’Ambrosio, in vista dell’Assise Nazionale del Notariato, ha espresso la sua opinione, pubblicata alla pag. 2 della rivista “Mondo professionisti” ,“Edizione speciale 52° Congresso del Notariato”, in distribuzione a tutti i partecipanti.
    Nel breve articolo  il notaio d’Ambrosio tratta il tema “Blockchain  senza notai e senza controlli”. L’argomento del Blockchain è già stato più diffusamente trattato dal notaio Massimo d’Ambrosio in altri suoi scritti ancora assolutamente attuali.

    Di seguito il testo integrale dell’articolo. In fondo allo scritto la pagina della rivista “Mondoprofessionisti”.

    Per quanto riguarda il tema delle criptovalute, trattasi di questione di estrema pericolosità, essendo “un’opportunità di riciclaggio di denaro sporco, di guadagni frutto dell’evasione fiscale e anche di finanziamento del terrorismo e naturalmente proliferazione di schemi fraudolenti tramite cui normali cittadini possono ritrovarsi vittime”, e non è il caso di aggiunger altro a quanto saggiamente ben delineato in un recente discorso del Presidente russo Putin.

    Massimo d’Ambrosio
    BLOCKCHAIN  SENZA NOTAI E SENZA CONTROLLI

    Il mainstreaming della stampa sta martellando quotidianamente i cittadini italiani sul blockchain e sulle nuove frontiere della tecnologia digitale, mediante la quale con una smart card e un codice numerico sarà possibile velocizzare le compravendite, risparmiare denaro e fare a meno della obsoleta istituzione notarile, residuo medioevale che esiste solo in Italia.
    Il Parlamento può fare quello che vuole e tutelare gli interessi che intende tutelare, a condizione, però, che dica la verità ai cittadini.
    Sappiamo tutti come funziona il blockchain: arriva una proposta di vendita firmata digitalmente con criptazione ad altissima impenetrabilità, si può verificare la provenienza del documento. Si può mandare l’accettazione della proposta con lo stesso mezzo e , oplà, si diventa proprietari.
    E questo sarebbe il grande progresso?
    Come fate a sapere se nel pc la manina che ha inserito la smart card e digitato il codice del venditore è proprio quella del venditore? E’ difficile, secondo voi , sottrarre una smart card o venire a conoscenza di un codice segreto?
    Come fate a sapere se in quel momento il venditore, digitando il codice, aveva ben capito che stava vendendovi casa ?
    Come fate a sapere se il venditore era in grado di intendere o di volere, o magari aveva bevuto un bicchierino di troppo?
    Come fate a sapere se il venditore in quel momento era proprio lì, di fronte al computer, o aveva lasciato in custodia la smart card e il suo codice a qualcun altro?
    Come fate a sapere se il quel momento il venditore era libero o stava ricevendo pressioni morali, psicologiche, fisiche, o truffaldine?
    Come fate a sapere se non si sia di fronte ad un progetto criminale più ampio?
    I controlli notarili non consistono affatto nella banale verifica di un codice numerico. Il notaio deve controllare se la persona , di fronte a se, è sana di mente, se è ubriaca, se ha capito l’importanza della sua manifestazione di volontà, aiutandola a superare tutti i suoi problemi. Il notaio non autentica una firma, ma accerta la volontà !
    E’ il sistema del blockchain non dà nulla di ciò anzi, non dà neppure la certezza della identità della persona perché, almeno, il notaio controlla se il venditore è proprio il venditore, mentre con la digitazione sulla tastiera di un codice neppure questo controllo c’è.
    E che succederà quando si verificheranno i casi che vi ho sopra descritto? Il venditore (o, ovviamente, l’acquirente) sarà ammesso a provare che lui il quel momento era in barca a mille chilometri di distanza, intraprendendo una causa quindicennale, o la giurisprudenza della Cassazione applicherà il noto brocardo latino “Chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato”?
    E diciamola finalmente la verità . Il legislatore decide che le verifiche e i controlli sono inutili, e vanno aboliti? Benissimo, è una responsabilità del Parlamento. Ma è illecito che si inganni il pubblico dichiarando che si possono sostituire i controlli con dei non controlli, dichiarando che sono controlli.
    Blockchain criptovalute notaio Massimo d'Ambrosio

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Blockchain e criptovalute. Garanzia di sistema per l’Italia digitale ultima modifica: 2017-10-12T12:18:45+00:00 da notaio
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    Categoria: Notai e liberalizzazioni

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