• Il bonifico quale pagamento del prezzo di vendita della casa

    il bonifico per la vendita della casaQuest’oggi affrontiamo un argomento utile a tutti i consumatori sul pagamento del prezzo di vendita di una casa con il bonifico.

    Pagamenti che impiegano 1, 4, 7 giorni o 10 secondi? I giornali esaltano sempre di più l’organizzazione bancaria che consentirebbe di far arrivare a destinazione una somma di danaro in pochi attimi.

    Certamente! Non c’era certo bisogno di importanti giornalisti su diffusissimi quotidiani per dirci che un bonifico può arrivare a destinazione in dieci secondi. È un bel po’ di tempo che siamo abituati a mandare mail, e se una mail arriva in pochi secondi non vedo quali difficoltà tecniche si possono incontrare per organizzare un trasferimento elettronico di fondi con la stessa velocità.

     

    I bonifici urgenti e l’accredito

    Il sistema bancario però rimane arretrato. E i bonifici continuano a marciare a dorso di mulo, anche perchè, diciamocelo, i bonifici (o anche gli assegni) che svolazzano nell’ “aura sanza tempo tinta” (Inf., C.3, n.29) sono una bella fonte di finanziamento per il sistema bancario a danno degli interessi dei proprietari delle somme il quale inutilmente si dedicherà al “suon di man con elle” (Inf., C.3, n.27).

    Poi magari si scopre che per i bonifici urgenti c’è un sovrapprezzo, poi magari si scopre che la regolamentazione comporta un tasso di errori (e quindi di incertezza) rilevante sicché l’interessato il proprio bonifico se lo deve rincorrere a piedi, ma questa è tutta un’altra storia.

    Non è infatti scopo di queste mie brevi parole discettare sul meccanismo dei bonifici bancari. Ma solo richiamare un punto fondamentale. E cioè che, 7 giorni, 4 giorni o 10 secondi, non importano granchè, il fatto è che il pagamento può considerarsi effettuato quando il destinatario controlla il suo estratto conto e verifica che i soldi vi sono stati effettivamente accreditati. (e a volte neppure in questo caso, perchè esiste pur sempre l’istituto dello “storno”).

    Di conseguenza il venditore che accetta un bonifico, specie se rilevante perchè trattasi del saldo del prezzo di vendita della propria abitazione, tenga presente che non può considerarsi pagato fino al momento in cui non vede il danaro nel suo conto.

    Differenza tra l’ordine di bonifico e la sua ricezione

    Occorre fare un’importante distinzione, che a quanto pare non è chiara nel pubblico, tra la “richiesta di bonifico” ovvero l’ “ordine di bonifico”, e il bonifico effettuato. In troppi casi ho visto sbandierare solenni richieste di bonifico che non hanno valore alcuno, perchè magari dopo pochi secondi sono state già revocate.

    In un caso ho visto anche una bella richiesta di bonifico, fatta per cassa, con delle belle firme in originale, ma sul quale erano stati aggiunti artificiosamente alcuni zeri.

    Clausola di mancato pagamento e tracciabilità

    Per quanto riguarda questa distinzione sopra descritta è certamente compito del notaio farla rilevare. Oggi esiste un obbligo di tracciabilità dei pagamenti e la semplice richiesta di bonifico, a mio avviso, non soddisfa l’obbligo di legge, per cui se l’acquirente, magari anche con il consenso del venditore, esibisce al notaio una richiesta eseguita, il notaio non potrà inserire quella richiesta nell’atto, e dovrà dare conto che quel prezzo (se il venditore accetta) non può considerarsi pagato al momento del rogito.

    Il notaio avvertirà le parti della differenza tra richiesta di bonifico e pagamento vero e proprio e potrà adempiere ai suoi obblighi in materia di tracciabilità solamente quando gli viene eseguita una documentazione sufficiente a dimostrare che il bonifico non è stato solo ordinato ma anche effettuato dalla banca del mittente.

    Compiti e consigli del notaio

    Attenzione però, perchè in base a quanto detto prima, l’assolvimento dei doveri del notaio che inserisce nell’atto gli estremi del bonifico veramente effettuato non vi da la garanzia dell’arrivo a destinazione.

    Analogamente in materia di assegni. Se il venditore riceve un assegno (bancario o circolare) il notaio sarà soddisfatto ai sensi di legge e inserirà quegli estremi nell’atto, ma se poi il conto è scoperto, l’assegno circolare è rubato, o l’assegno vi viene rapinato appena usciti dallo studio notarile il professionista non vi potrà offrire nessuna garanzia.

    Lo stesso, appunto,  per quanto riguarda i bonifici. Una volta che è soddisfatta la normativa sulla tracciabilità con la verifica da parte del notaio dell’esistenza di un bonifico effettuato, non vuol dire che il professionista vi garantisce che quel bonifico arrivi veramente nelle vostre tasche.

    Il consiglio del notaio è quindi quello di accettare bonifici solo anticipatamente, in modo che il giorno della compravendita si possa verificare, magari anche online dallo studio notarile, se il danaro c’è o non c’è, se è arrivato o non arrivato. Se invece il bonifico viene fatto contemporaneamente al rogito, mi spiace, ma il consiglio del notaio è quello di cautelarvi con i mezzi consentiti dall’ordinamento, come si indica di seguito.

    La soluzione finale è il deposito prezzo sul conto dedicato

    Voi non accettate un bonifico posticipato e l’acquirente però non vuole farvelo anticipato perchè teme che, una volta incassato il prezzo, non gli date più la casa e scappate con la cassa? No problem! C’è ora la nuova legge sul deposito prezzo! L’acquirente paga anticipatamente ma sul conto dedicato del notaio, sicchè si puù verificare al momento del rogito che il danaro ci sia effettivamente, e provvederà quindi il notaio a versare al venditore la somma, fatte le eventuali verifiche o comunque seguendo le vostre indicazioni. Semplicissimo!

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Il bonifico quale pagamento del prezzo di vendita della casa ultima modifica: 2018-02-09T17:23:01+00:00 da notaio

    Categoria: Rivolgersi al notaio

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