• La cessione del credito. Forma, efficacia e notifica.

    cessione creditoLa cessione del credito è il negozio attraverso il quale il creditore (cedente) trasferisce ad un terzo (cessionario) il diritto di credito che egli vanta nei confronti del debitore (ceduto). Questa costituisce dunque una modificazione soggettiva del rapporto obbligatorio dal lato attivo a causa variabile, in quanto assume di volta in volta diversa giustificazione causale, sulla base del negozio in concreto idoneo al trasferimento.

    Non tutti i crediti sono cedibili, infatti l’art. 1260 c.c. individua tre ipotesi di incedibilità assoluta:

    • crediti strettamente personali (intuitu personae), intesi quali crediti nei quali rileva la persona del creditore;
    • crediti per cui è la legge a stabilire un divieto di cessione (ad es. il divieto di cessione del credito alimentare ai sensi dell’art. 447 c.c.);
    • crediti per cui sono le parti che volontariamente stabiliscono un divieto di cessione.

    Quando si producono gli effetti?

    Ai sensi dell’art. 1264, I comma c.c., la cessione produce effetti nei confronti del debitore ceduto quando questi l’abbia accettata (credito relativamente incedibile) o quando gli è stata notificata (credito liberamente cedibile) . Ne consegue che il diritto di credito si trasferisce per effetto del consenso delle parti, e ai sensi dell’art. 1376 c.c. gli effetti si producono al momento che le parti raggiungono l’accordo, ma affinché sia opponibile anche al debitore ceduto è necessario che questo lo accetti o gli venga notificata.

    L’accettazione del debitore, la quale si pone come una circostanza esterna al negozio, costituisce nel caso di credito liberamente cedibile, una dichiarazione di scienza, una presa di coscienza della cessione da parte del ceduto; invece, nella diversa ipotesi di credito relativamente incedibile, l’accettazione rientra nell’ambito dell’autorizzazione privata.

    L’accettazione del debitore ceduto non integra dunque un requisito di efficacia del negozio, che pur in difetto di questa resta valido ed efficace, ma la sua assenza rende inopponibile la cessione al debitore ceduto, nei confronti del quale rimarrà creditore, quindi, il cedente.

    La rilevanza della notifica della cessione del credito

    Nondimeno, l’accettazione ha massima rilevanza nell’ipotesi in cui lo stesso credito abbia formato oggetto di una pluralità di cessioni a diverse persone. Ai sensi dell’art. 1265 c.c., in caso di conflitto tra più aventi causa del medesimo dante causa, prevale quello che per primo abbia notificato o abbia ricevuto l’accettazione dal debitore, comprovato con atto avente data certa, anche se il suo acquisto era temporalmente successivo a quello di altro avente causa.

    Soltanto nel caso della cessione che abbia ad oggetto pigioni o fitti non scaduti per un periodo superiore a tre anni, il requisito dell’opponibilità è eccezionalmente costituito dalla data della trascrizione del titolo.

    La forma della cessione del credito

    In generale, la cessione del credito non ha oneri di forma, salvo quelli imposti dalla tipologia di negozio che di volta in volta va ad integrare e soprattutto salvo il caso in cui il credito ceduto non sia assistito da ipoteca, per cui, ai fini dell’annotazione a margine della stessa è necessaria la forma dell’atto pubblico o della scrittura privata con sottoscrizioni autenticate.

    Tuttavia, ai fini di una maggiore certezza della circolazione del credito stesso ed evitare dunque eventuali conflitti tra più aventi causa del medesimo dante causa, è consigliabile l’intervento del notaio.

    Notaio Massimo d’Ambrosio

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    La cessione del credito. Forma, efficacia e notifica. ultima modifica: 2020-04-05T23:50:19+02:00 da notaio



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