• Cessione di quote con firma digitale senza notaio? Attenti ai rischi!

    cessione di quote notaio d'ambrosioSpunto di queste riflessioni è la sentenza del Tribunale di Roma 23.01.2017 n. 1127 pubblicata da processociviletelematico.it a cui vi rinvio per il testo integrale e che vorrei qui commentare.
    La sentenza, la cui motivazione è molto curata nei dettagli del fatto, in realtà non direbbe niente di nuovo, almeno per chi è esperto di diritto.
    In sintesi vi potrete leggere le vicende di una cessione di quote fatta senza notaio, con la procedura della firma digitale curata dal commercialista, che poi ha provveduto alla trasmissione della comunicazione al Registro delle Imprese.

    Il risparmio nella cessione di quote

    Molti adoperano questa modalità ai soli fini di “risparmio”. Ci sarebbe ovviamente da domandarsi se il risparmio effettivo c’è, perché oggi i costi notarili per una cessione di quote sono così bassi chè un commercialista, per essere concorrenziale, dovrebbe prestare la propria opera gratuitamente. E in effetti così può succedere, perché il cliente va dal commercialista attratto dagli articoli sensazionalistici che gli dicono che senza notaio non si paga.

    Lo scrivente continua a stipulare numerose cessioni di quote, come prima della riforma, proprio in base a queste considerazioni: il commercialista non ha nessuna voglia di prestare la propria opera gratuitamente, perché sa che andando dal notaio il cliente deve pagare, mentre rivolgendosi a lui il cliente cerca di non pagare.
    Ma – chiediamo scusa – queste digressioni ci fanno uscire fuori tema.

    L’annullamento della cessione di quote

    Il fatto delineato nella sentenza, e riprendo ora il filo del discorso, è molto semplice. Il venditore ha dichiarato in Tribunale che la firma digitale per la cessione delle quote della sua società era un abuso del suo commercialista, che deteneva fiduciariamente la sua smart card, e ha poi provato in giudizio che al momento della firma digitale lui era da tutt’altra parte, e non poteva quindi essere stato lui a inserire la smartcard nel lettore digitale e a digitare sulla keyboard del pc il proprio Pin. Il Tribunale gli ha dato ragione, la cessione di quote è stata annullata, non so con quali conseguenze per il commercialista, ma certo non piacevoli.

    Intendiamoci: io difendo sempre il commercialista, anzi amo i commercialisti, tant’è che ho deciso di sposarmene pure una. Probabilmente il commercialista ha solo peccato di eccesso di fiducia nei confronti del cliente.

    Io immagino, per ipotesi, che il cliente ha telefonato al commercialista e gli ha dato ordine di provvedere alla cessione di quote, il commercialista fiduciosamente ha eseguito, e poi si è trovato a dover rispondere penalmente e civilmente per questo suo eccesso di fiducia. Certo non poteva dire di aver ricevuto l’ordine verbale, il reato sarebbe stato ancora più grave, ed ha così insistito in giudizio – purtroppo senza successo – nell’affermare che il cliente si era recato personalmente nel suo studio a quell’ora determinata,

    Ma ora mi voglio mettere nei panni dell’acquirente. L’acquirente ha pagato, l’acquirente è entrato in possesso dell’azienda, l’acquirente ha fatto degli investimenti nell’azienda acquistata e se la vede scippare, senza alcuna possibilità di rientrare in possesso del danaro speso, e oltretutto all’improvviso, senza che sia stato neppure interpellato, per una vicenda nella quale lui è assolutamente e totalmente estraneo. Che il venditore abbia materialmente digitato nella tastiera il suo PIN o abbia delegato l’operazione ad altri è una questione che sfugge completamente alla cognizione, alla conoscenza, al controllo dell’acquirente.

    La differenza tra atto notarile e cessione di quote con firma digitale

    Questa è l’enorme differenza tra la stipula di un atto con firma digitale e quello con l’intervento del notaio. E’ incredibile come la stampa spinga i cittadini a credere che si tratti di due fatti assolutamente fungibili.

    Con la firma digitale e il sistema di crittografia della smartcard noi abbiamo solo la sicurezza che qualcuno ha inserito la smartcard in una piccola fessura del lettore, e che qualcuno, col suo ditino, ha premuto i tasti del pc in una certa sequenza.  Null’altro.

    Non sappiamo se veramente era o no la persona fisica del venditore a digitare il Pin, come trattato nel caso della sentenza in esame, ma non sappiamo neanche se il venditore era ubriaco o sobrio, se il venditore era cosciente o meno di quello che stava facendo, se il venditore era in grado di intendere e di volere, se il venditore non era stato ingannato, o costretto, con pressione di ogni genere.

    Non sappiamo, in sintesi, se la manifestazione di volontà del venditore era valida o meno. Tutte cause di nullità della cessione! Ed ovviamente ora mi sto riferendo al caso trattato dalla sentenza in esame, ma le stesse considerazioni valgono mettendosi nell’ottica del venditore nei confronti dell’acquirente che usi il sistema della firma digitale.

    Acquistare, vendere, fare operazioni con la sola firma digitale, come peraltro nel nostro sistema è permesso solamente in determinati casi (per fortuna) è come giocare dei numeri a lotto.

    Pagate una cifra magari ingente per delle quote societarie? Non avrete mai con la firma digitale la certezza di essere veramente proprietari! Acquistate una società e in pochissimo tempo, grazie al vostro lavoro e ai vostri investimenti, la fate salire nel suo mercato specifico? Non potrete mai sapere se dopo due o tre anni tutto questo non vi verrà scippato, senza neanche interpellarvi!

    Ritengo che oggi il meccanismo della firma digitale al posto delle verifiche, dei controlli, e delle responsabilità del notaio sia un imprudente pazzia. Si risparmierà forse una mezz’oretta di tempo ad attendere lo svolgimento delle operazioni presso lo studio notarile, si risparmieranno forse le 2-300 euro del notaio (più le tasse), perché tanto pensate di non pagare per niente il commercialista, ma sono vantaggi trascurabili e infinitesimali su quello che io considero il valore più importante in una transazione: essere sicuri che col proprio danaro si compra qualche cosa, e non lo si butta fuori dalla finestra.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Cessione di quote con firma digitale senza notaio? Attenti ai rischi! ultima modifica: 2017-12-19T19:08:48+00:00 da notaio



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