• Cessione di azienda o di ramo di azienda. Differenze

    cessione o ramo d'aziendaNon va confuso il trasferimento della azienda con la cessione di un solo ramo di essa, come ad esempio un negozio o un punto vendita specifico.

    L’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa. Comprende quindi le attrezzature, le merci, e tutto quanto necessario all’esercizio dell’attività. L’azienda può, ovviamente, essere ceduta.

    Con la cessione un soggetto (cedente), dietro corrispettivo, trasferisce ad un altro soggetto (cessionario) la propria azienda, con i suoi beni materiali (mobili ed immobili) e immateriali (avviamento), inclusi i contratti stipulati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa.

    La cessione comprende tutti i beni che compongono l’azienda, anche se non espressamente elencati, salvo quelli che siano esplicitamente esclusi.

    Nulla a che vedere, ovviamente, con l’affitto di azienda, di cui abbiamo già parlato.
    La cessione è generalmente finalizzata a permettere ad un terzo la continuazione dell’impresa, con essa muta il titolare dell’attività e i rapporti preesistenti continuano con il nuovo titolare.

    L’azienda può comprendere anche i beni immobili, se sono di proprietà del cedente, come ad esempio i locali in cui avviene l’esercizio dell’impresa.

    Azienda o ramo di azienda?

    L’operazione può riguardare sia l’intera azienda sia un solo ramo dell’azienda. In tal caso il trasferimento ha per oggetto solo una parte del complesso aziendale, cioè un insieme di beni e rapporti giuridici che pur facendo parte di un’unica azienda, sono organizzati per l’esercizio di un’attività suscettibile di esercizio separato.

    Prima di procedere all’acquisto di un’azienda o di un ramo di essa, occorre analizzarne attentamente sia gli aspetti giuridici, sia quelli contabili!

    Divieto di concorrenza

    L’alienante non può iniziare, nei cinque anni successivi, una nuova impresa che per l’oggetto o l’ubicazione o altre circostanze possa fare concorrenza all’azienda ceduta. Il divieto di concorrenza può essere anche escluso, previo accordo espresso tra le parti, così come può essere ampliato purchè non impedisca ogni attività professionale all’alienante, e in ogni caso il divieto non può avere una durata superiore a 5 anni.

    La successione nei contratti

    L’acquirente subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa, che non abbiano carattere personale, sempre salvo patto contrario. Come per i beni anche i contratti possono essere esclusi dalla cessione con una espressa pattuizione, salvo i contratti di lavoro subordinati.

    La legge infatti tutela il diritto dei dipendenti di conservare il posto di lavoro anche nei confronti del nuovo titolare. Nell’ipotesi di cessione di un’azienda esercitata in locali oggetto di locazione, il cessionario può subentrare anche nel rapporto di locazione in essere con il proprietario locatore. Secondo un recente orientamento della Corte di Cassazione, tuttavia, il subentro nel contratto di locazione in essere è solo una “facoltà” e, in caso positivo, deve emergere da una specifica pattuizione contrattuale e non può quindi essere presunta.

    I crediti ed i debiti

    Il subentrante diventa il titolare dei rapporti di credito a partire dal momento dell’iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese, sempre fatto salvo il patto contrario. Tuttavia il debitore ceduto è liberato se paga in buona fede all’alienante.

    L’alienante non è liberato dai debiti inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori abbiano rinunciato, e l’acquirente risponde sia dei debiti che risultano dalle scritture contabili, sia di quelli nei confronti del fisco.

    Il dipendente conserva i diritti derivanti dall’anzianità raggiunta e l’acquirente è obbligato in solido con l’alienante per tutti i crediti che il dipendente aveva al momento della cessione.

    E’ quindi prevista una responsabilità solidale tra venditore e acquirente per i debiti pregressi. Attenzione: questa responsabilità solidale è prevista anche nei casi di subentro nel contratto di locazione (quando l’esercizio dell’azienda è condotta in un locale in affitto), pertanto il cedente non è liberato dal pagamento dei canoni nei confronti del proprietario locatore, salvo che questi vi abbia rinunciato.

    Forma e tassazione

    La cessione di azienda deve risultare da atto notarile, deve essere depositata presso il Registro delle Imprese ed è soggetta a tassazione. L’imposta di registro ammonta al 3% del prezzo pagato ma se nell’azienda sono compresi beni immobili sul loro valore si applicano anche le imposte previste per le compravendite immobiliari. Infine il venditore è soggetto a plusvalenza che è tassata nell’ambito della dichiarazione dei redditi con le normali aliquote progressive.

     

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Cessione di azienda o di ramo di azienda. Differenze ultima modifica: 2018-03-10T18:14:25+00:00 da notaio



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