• Che cos’è la collazione ereditaria, l’imputazione e la riunione fittizia?

    collazione ereditaria

    Capita spesso di sentir parlare di collazione o di leggere negli atti di donazione la dispensa dalla collazione. Ma cos’è?

    La collazione è un istituto relativo alla divisione ereditaria ed ha lo scopo di individuare esattamente la massa ereditaria da dividere, facendovi rientrare anche i beni che vi sono usciti per effetto di donazioni fatte in vita dal defunto.

    Con la collazione chi ha ricevuto dei beni per donazione (figli, i loro discendenti e il coniuge), ha l’obbligo di conferire nell’asse ereditario quanto ricevuto, al fine di formare le porzioni.

    La collazione è quindi l’atto con cui i figli, i loro discendenti e il coniuge del defunto, conferiscono alla massa ereditaria – intesa come l’insieme dei beni che saranno oggetto di eredità – tutti i beni mobili e immobili ricevuti a titolo di donazione dal defunto quando questi era in vita.

    Le donazioni fatte dal defunto quando era in vita possono infatti incidere anche significativamente sia sul complesso dei beni lasciati dal defunto, sia, di conseguenza, sull’entità delle porzioni di beni spettanti a ciascuno degli eredi. Con la collazione, la legge intende pertanto ripristinare, a favore dei parenti più stretti del defunto, l’uguaglianza di trattamento nella ripartizione del patrimonio ereditario.

    In pratica la collazione comporta un aumento della massa ereditaria che sarà composta da tutti i beni che appartenevano al defunto al tempo della morte e dai beni (o dal valore dei beni) donati dal defunto finché era in vita.

    Un esempio  di collazione ereditaria e imputazione

    Tizio, vedovo con due figli, muore lasciando beni per 150 e donazioni effettuate in vita al figlio Caio per 50. Caio dovrà restituire alla massa ereditaria ciò che ha ricevuto in vita dal padre. Il patrimonio da dividere tra i due fratelli sarà quindi costituito da 150 + 50 = 200. Il patrimonio dovrà poi dividersi in parti uguali tra i due figli ossia 100 ciascuno. Senza la collazione al figlio Caio sarebbe spettato 75 (ossia la metà di 150) + 50 già ricevuti in donazione quindi 125 mentre all’atro fratello solo 75 (ossia la metà di 150).

    I soggetti tenuti alla collazione sono solo i figli, i loro discendenti ed il coniuge e viene fatta a favore di tutti i coeredi. La collazione di beni si fa, a scelta del coerede che ha ricevuto la donazione:

    • o in natura, restituendo esattamente il bene ricevuto per donazione – che cesserà pertanto di essere in sua esclusiva proprietà e diventerà oggetto di comunione (cd. conferimento in natura);
    • oppure per equivalente, ossia conferendo una somma di denaro corrispondente al valore del bene al momento dell’apertura della successione (cd. conferimento per imputazione).

    Collazione ereditaria, imputazione, riunione fittizia

    La collazione non ha luogo quando il defunto abbia dispensato dall’obbligo di collazione od imputazione il soggetto che ha ricevuto la donazione. In tal caso, la successione e la divisione si svolgono come se il bene oggetto di donazione dispensata non vi fosse mai stato (nella successione).

    Naturalmente la dispensa è valida ed efficace solo nei limiti della quota disponibile, infatti restano ferme le norme sull’intangibilità della legittima, sicchè anche se non soggetto a collazione od imputazione il valore del bene dovrà essere pur sempre conteggiato con una riunione fittizia dei beni per conoscere se la concessa dispensa da collazione od imputazione ne copre il valore, e in che misura il bene donato influisce per la determinazione delle quote di legittima e disponibile.

    Da ultimo è bene precisare che non sono soggette per legge a collazione le donazioni di modico valore a favore del coniuge, le spese per il mantenimento e l’educazione dei figli, quelle sostenute per malattia, quelle ordinarie fatte per abbigliamento o per nozze e comunque le spese ordinarie sostenute per l’istruzione.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Che cos’è la collazione ereditaria, l’imputazione e la riunione fittizia? ultima modifica: 2016-10-25T13:04:54+00:00 da notaio



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    34 Commenti su “Che cos’è la collazione ereditaria, l’imputazione e la riunione fittizia?

    • ambrogio ha detto:

      Buongiorno Notaio, vorrei porle questo quesito. I miei genitori erano coniugati in regime di comunione dei beni ed erano titolari di due conti correnti intestati separatamente, uno al papà ed uno alla mamma. Durante tutta la lunga vita coniugale hanno però gestito i conti come se fossero cointestati pagando spese relative alla mamma per esempio dal conto del papà e viceversa. Ora che la mamma è deceduta come si fa a stabilire quali sono le reali disponibilità da lasciare agli eredi marito e figli? Occorre ripercorrere le spese degli ultimi 20 anni per imputarle correttamente a chi le ha sostenute? Grazie anticipate

      • notaio ha detto:

        No. Nell’asse ereditario cadono solo i beni (le somme nel suo caso) di cui il de cuius era proprietario al momento esatto della morte. Eventuali donazioni agli eredi (il coniuge è un erede) possono essere oggetto di imputazione per il calcolo delle quote di legittima. L’erede però che ritiene di essere stato danneggiato dalle donazioni in vita del de cuius deve non solo agire in giudizio, ma principalmente deve provare le donazioni.

        • ambrogio ha detto:

          Quindi, anche se in comunione dei beni, il conto intestato solo al papà non cade nell’asse ereditario?

          • notaio ha detto:

            Il saldo attivo di un conto corrente intestato soltanto ad uno dei coniugi (coniugato però in regime di comunione legale dei beni), e nel quale siano affluiti proventi dell’attività separata svolta dallo stesso, se ancora sussistente al momento dello scioglimento della comunione (nel Suo caso la morte di Sua madre), devono considerarsi pure facenti parte della comunione legale dei beni al momento del decesso dell’intestatario (art. 177, primo comma, lett. c del c.c.). Quando cioè si verifica in concreto lo scioglimento della comunione determinato dalla morte, se esiste un saldo attivo di un conto corrente intestato al defunto, il coniuge superstite ha diritto alla metà del saldo e l’altra metà cade in successione tra tutti gli eredi. Ritengo invece che il conto intestato solo a Suo padre non rientri nell’asse ereditario di Sua madre.

    • serena70 ha detto:

      Buon giorno dottore e grazie per il servizio reso. Volevo chiedere gentilmente la spiegazione della seguente frase posta in un atto di donazione . Anticipo l’esistenza di un Sempronio come secondo figlio non menzionato ma consapevole del documento : ” Il signor Tizio dona riservandosi l’usufrutto vita natural durante, senza obbligo di cauzione né di inventario, a titolo di anticipata successione per la legittima e per l’eventuale supero a titolo di disponibile con dispensa da collazione ed imputazione al figlio Caio” . Grazie in anticipo e cordiali saluti

      • notaio ha detto:

        Troverà spiegazioni dettagliate in altri articoli del mio blog. Comunque è semplice: essendo la donazione un anticipo di successione il donante precisa che alla sua morte lascia al donatario anche la disponibile, se il valore dell’immobile donato dovesse superare la quota di legittima.

        • serena70 ha detto:

          Grazie mille dottore, però una cosa mi è poco chiara: -essendo l’immobile unico bene in possesso del donante,- a Sempronio cosa spetta? pur consapevole della donazione ma non menzionato nell’atto. Grazie ancora

          • notaio ha detto:

            Sempronio, erede legittimario, può sempre richiedere la reintegra della legittima. Se ci sono altri beni può rifarsi su questi, se non ci sono può chiedere la riduzione della donazione nei limiti della sua quota di legittima, o l’equivalente in denaro.

            • serena70 ha detto:

              Grazie nuovamente delle sue risposte ma non avendo alcuna conoscenza della materia le domande sorgono spontanee e mi chiedo: il tutto solo alla morte del donante? oppure Sempronio ha potuto ricevere l’eventuale denaro dal fratello Caio con Tizio ancora in vita? inoltre: se Sempronio, (visto che è consapevole della donazione fatta solo al fratello Caio) non volesse chiedere la riduzione della donazione nei limiti della sua quota di legittima o l’equivalente in denaro, il suo erede e figlio deve soccombere all’eventuale rinuncia all’eredità fatta dal padre Sempronio o può agire contro la donazione fatta allo zio Caio? Attendo con impazienza e forte curiosità ma ringrazio sempre e comunque

            • notaio ha detto:

              A) si i conti si fanno alla morte del donante. B) Se ci sono dazioni di danaro da Caio a Sempronio si conteggiano anche quelle. C) si, i figli di colui che non vuole o non può accettare possono agire al posto del loro padre Sempronio

    • jojo ha detto:

      Buonasera, volevo sapere se dovrebbero rientrare in collazione dei soldi che sono stati bonificati ad un unico figlio (somma proveniente da un conto cointestato dei genitori) nel caso di decesso di un unico genitore. Sono rimasti genitore + 3 figli di cui uno ha ricevuto tale somma di denaro. Siccome è già stata fatta la successione, è possibile per “sistemare la situazione” e riequilibrarla restituire la somma percepita in eccesso che viola la legittima??
      Cordialità.

      • notaio ha detto:

        Non sono soggette per legge a collazione le spese per il mantenimento e l’educazione dei figli, quelle sostenute per malattia, quelle ordinarie fatte per abbigliamento o per nozze e comunque le spese ordinarie sostenute per l’istruzione. Se trattasi invece di donazione di ingenti somme di denaro possono di certo essere oggetto di collazione. Potete sicuramente sistemare la situazione anche dopo la dichiarazione di successione.

    • antofusco60 ha detto:

      Buonasera
      mio padre e deceduto e lascia in eredita a me e mio fratello un appartamento del quale mio fratello richiede la mia rinuncia in quanto in vita mio padre ha acquistato per me un altro appartamento, ma altrettanto mio padre in vita ha donato a mio fratello dal suo C/C circa 100.000 euro.
      e giusto che io rinunci alla mia quota spettante della proprieta ereditata
      e come agire per stabilire l eguaglianza
      grazie

      • notaio ha detto:

        La rinuncia o meno all’eredità è una sua scelta personale, non posso di certo dirle se è giusta o sbagliata. Per ristabilire le quote potete accordarvi economicamente o adire l’autorità giudiziaria.

    • antofusco60 ha detto:

      chiedo scusa dimenticavo che nell appartamento che ereditiamo mio fratello vi abita con la sua famiglia da circa 25 anni a titolo gratuito

      • notaio ha detto:

        La rinuncia o meno all’eredità è una sua scelta personale, non posso di certo dirle se è giusta o sbagliata. Per ristabilire le quote potete accordarvi economicamente o adire l’autorità giudiziaria.

    • antofusco60 ha detto:

      Notaio La ringrazio per la risposta
      ma volevo chiederle io non chiedo una rivalutazione dei beni mobili in nonostante la proprieta ereditata di mio padre ha un valore piu alto di quella che io ho avuto in precedenza ma credo che perlomeno dovremmo dividere la somma 100,000 che mio padre ha elargito a mio fratello
      e giusto o mi sbaglio
      ancora grazie

      • notaio ha detto:

        Posso solo dirle che se la somma che suo padre le ha elargito per l’acquisto dell’appartamento, sommata alla quota dell’appartamento caduto in successione, sono inferiori alla sua quota di legittima (che è diversa a seconda di quanti sono gli eredi e della presenza o meno del coniuge), lei può sicuramente chiedere l’azione di riduzione. Diversamente non può farlo se, invece, la donazione in denaro fatta a favore di suo fratello rientra nella quota disponibile.

    • emilio farigu ha detto:

      Tizio muore e lascia moglie e due figlie:a ciascuna lascia 1/3 dei suoi immobili di Roma e Milano.
      Tizia, vedova, dona con dispensa da imputazione e collazione alla figlia Caia un immobile a Milano di sua esclusiva proprietà, più 1/3 di un immobile a Roma ereditato dal coniuge.
      Tizia, successivamente, con testamento olografo lascia gli immobili ereditati dal coniuge:
      – a Caia quelli di Roma;
      – a Sempronia quelli di Milano.
      Scaturisce nella donazione una lesione a danno di Sempronia.
      Caia, con l’accordo di Sempronia che rinuncia all’ azione di riduzione, conferisce nella massa comune il negozio di Milano.
      A titolo di divisione Caia e Sempronia si accordano come segue:
      Caia riceverà gli immobili di Roma,
      Sempronia quelli di Milano.
      DOMANDA: quante divisioni avremo?
      Ringrazione per l’attenzione e saluto cordialmente.
      Emilio Farigu

      • notaio ha detto:

        Innanzitutto la rinuncia all’azione di riduzione si può fare solo dopo la morte della persona della cui eredità si tratta e Lei non mi ha detto se Tizia è deceduta o meno. Inoltre c’è il diviato di patti successori ossia non si può disporre di diritti derivanti da future successioni fin quando la successione non si è aperta. Comunque, dando per scontato che sia aperta anche la successione di Tizia, si tratterà di un solo atto di divisione ma con più masse, le cd. “masse plurime” in quanto le comunioni tra i medesimi soggetti, che trovano origine in più titoli, sono considerate come una sola comunione se l’ultimo acquisto di quote deriva da successione a causa di morte, altrimenti si considerano come più comunioni. In questo caso, ogni titolo di acquisto genera una comunione e, perciò, ogni bene è oggetto di autonoma comunione. Qualora si proceda alla divisione di questi beni, non si avrà un unico negozio giuridico ma tanti quanti sono i titoli originari.

    • Emanuele Rotondo ha detto:

      Buongiorno Notaio, vorrei farle una domanda riguardo il rapporto tra riunione fittizia e collazione. Se il de cuius mediante testamento ha istituito eredi i suoi due figli( in favore di uno di essi aveva effettuato una donazione quando era in vita) e un terzo estraneo, poniamo un suo amico, il figlio beneficiario della donazione è tenuto alla collazione solo nei confronti dell’altro figlio? E quando accade un qualcosa di simile deve realizzarsi prima la riunione fittizia e poi la collazione? E in caso di lesione della legittima? grazie mille anticipatamente!

      • notaio ha detto:

        La collazione è funzionale alla divisione dell’eredità ed ha lo scopo da aumentare la massa ereditaria da divedere al fine di ripristinare l’uguaglianza di trattamento nella ripartizione del patrimonio ereditario. Nella collazione non ci sono legittimari da tutelare, ma una eredità da dividere, ed è necessario che questa eredità sia completamente divisa comprendendo per intero anche i beni che vi sono usciti a causa di donazioni. La riunione fittizia serve invece a far rientrare nella massa ereditaria tutti i beni che sono stati donati al fine di calcolare la quota disponibile. Quindi I beni donati rientrano nella massa ereditaria ma solo per l’ammontare del valore necessario per reintegrare la quota del legittimario che sia stata lesa dalle donazioni.

    • gzzlbrt@yahoo.com ha detto:

      Gentile Notaio,
      Mia madre, in regime di comunione dei beni con mio padre, ha ereditato un immobile e un terreno. Nell’immobile abitava con mio padre il quale ha pagato tutte le spese di adeguamento e ristrutturazione.
      Adesso che mio padre è deceduto, le spese pagate per l’immobile di proprietà di mia madre rientrano nell’ambito di donazione e quindi oggetto di collazione?
      Mio padre poi ha venduto a mia sorella un immobile a sua volta ereditato. Sempre lui ha pagato tutte le spese di ristrutturazione. Anche queste spese sono oggetto di collazione?

      Grazie per la sua utilissima rubrica e un saluto.

      • notaio ha detto:

        Le donazioni in denaro sono donazioni a tutti gli effetti in quanto producono l’effetto di arricchire una persona, per spirito di liberalità, provocando un impoverimento del patrimonio del donante, senza che questi ottenga alcunché in cambio. Di conseguenza si applicano tutte le regole sulle donazioni, ivi compresa la collazione. Questo non vale per le donazioni di modico valore, nè per quelle ordinarie sostenute per il mantenimento, l’educazione e l’istruzione dei figli o per malattia. Pertanto se le spese sono ingenti e di facile tracciabilità, saranno oggetto di collazione.

        • gzzlbrt@yahoo.com ha detto:

          Le donazioni fatte in vita dal de cuius sono quindi tutte soggette a collazione, anche oltre i venti anni precedenti la morte?
          Grazie ancora.

          • notaio ha detto:

            Tutte le donazioni sono soggette a collazione in quanto la collazione serve a ripristinare, a favore dei parenti più stretti del defunto, l’uguaglianza di trattamento nella ripartizione del patrimonio ereditario. Altra cosa sono invece i termini di impugnazione delle donazioni.

        • gzzlbrt@yahoo.com ha detto:

          E se i conti correnti sono 2, unico intestatario il de cuius, in regime di comunione dei beni, a mia madre spetta il 50% di tutti e due?
          Le spese di luce di appartamenti apartenenti a mia.madre ma pagate da mio.padre, sono soggette a collazione pure quelle?
          Grazie ancora per le risposte

          • notaio ha detto:

            Se il conto corrente è intestato solo a suo padre, si ritiene che le somme ivi accantonate non rientrino nella comunione dei beni, semmai nella comunione de residuo (ossia vi rientrano ai soli fini della divisione, se ed in quanto esistano al momento dello scioglimento della stessa). Ribadisco nuovamente che le donazioni di modico valore, nè per quelle ordinarie sostenute per il mantenimento non rientrano nella collazione quindi a mio avviso il pagamento delle utenze non rientra assolutamente nella collazione.

    • claudioper ha detto:

      Gentilissimo notaio, in caso di eredità un erede sta ritardando a mettere a disposizione una somma. Vorrei sapere se per richiedere un bene per collazione c’è un termine? Perchè non vorrei stesse ritardando apposta. Grazie infinite Claudio P,

      • notaio ha detto:

        Ogni diritto di prescrive. I termini di prescrizione sono solitamente di 6 mesi, 1 anno, 3 anni, 5 anni o 10 anni, dipende dai casi. Non so in quale tipologia rientra il suo caso. Posso solo dirle che l’azione di riduzione si prescrive in 10 anni dalla morte. Se c’è il rischio di prescrizione può sempre compiere un atto che la interrompa, tipo un l’inizio di un giudizio o ogni atto che valga a costituire in mora il debitore.

    • Lauretta ha detto:

      Gentilissimo Notaio,
      vorrei sottoporre la sua attenzione a questo quesito.
      siamo due sorelle, nel 2003 i miei genitori hanno fatto una donazione, presso un notaio, donando a me la nuda proprietà della casa dove vivono per un valore di 50.000,00 e a mia sorella un valore in denaro pari a 70.000,00 euro, denaro che è servito a mia sorella per costruire la sua abitazione (negli anni 1992). Premetto che, essendo i miei genitori ancora in vita, io non ho potuto godere del bene ricevuto in donazione mentre mia sorella grazie al denaro ricevuto ha potuto costruirsi una casa. Ma comunque sia, il mio dubbio è questo: al momento della morte dei miei genitori, quindi al momento della successione, il mio bene che mi è stato donato verrà inserito nei beni da dividere e valutato per il valore di mercato? Perchè se così fosse, è probabile che la casa valga di più dei 70000,00 euro che mia sorella risulta aver ricevuto in donazione e quindi dovrei darle la differenza, se non ho capito male. La ringrazio per la sua gentile risposta che mi fornirà.

      • notaio ha detto:

        Innanzitutto l’usufrutto si estingue automaticamente con la morte e non cade in successione quindi la casa che lei ha ricevuto in nuda proprietà non andrà inserita nel quadro “attivo ereditario” della dichiarazione di successione, ma andrà inserita nella stessa solo nel quadro dedicato “donazioni e liberalità” solo ai fini del calcolo della franchigia prevista per l’imposta sulle successioni e donazioni. Nello stesso quadro andranno inserite, naturalmente, anche le donazioni fatte in denaro. Nel caso in cui un erede ritenga essere stato pregiudicato da una o più donazioni (sia di immobili che di denaro) può far valere i suoi diritti giudizialmente mediante l’azione di riduzione. Ma il calcolo dell’asse ereditario può essere fatto solo al momento dell’apertura della successione partendo dal valore dei beni caduti in successione, detratti i debiti del defunto e aggiungendo i beni donati dal defunto finché era in vita. Sul totale così formato (asse ereditario) si calcola la quota di cui il defunto poteva disporre (porzione disponibile) e la quota di cui non poteva disporre (porzione indisponibile o quote di legittima).

    • Xabro ha detto:

      Buongiorno Notaio,
      i miei genitori sposati in regime di comunione dei beni hanno donato nel 2013 a mio fratello un immobile di valore.
      Quest’anno è venuto a mancare mio padre.
      Posso chiedere a mio fratello la collazione del bene essendo ancora in vita mia madre? Se si, in quale misura?
      La ringrazio anticipatamente della risposta.

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