• Come donare ad uno dei figli in sicurezza

    donare ad uno dei figliIl primo consiglio di un notaio sulla volontà della parte di donare ad uno dei figli è negativo. La donazione ad uno solo dei figli viene considerata dalla legge come una anticipata successione, e la rinuncia da parte degli eventuali altri futuri coeredi non ha assolutamente alcun valore, se non altro per l’ovvio principio che nessuno può rinunciare a qualcosa che non ha ancora.

    La rinuncia dei coeredi è invalida

    Una rinuncia da parte dei coeredi è valida solo successivamente all’apertura della successione, cioè quando nei confronti dei coeredi insorge il diritto di richiedere la propria quota spettante di diritto anche sull’immobile che è stato oggetto di donazione da parte del genitore.
    Quello che spesso si vuole evitare è proprio questo, fare insorgere questo diritto nei confronti degli altri fratelli e lasciare serenamente e tranquillamente l’immobile ad uno solo di essi.
    Vi sono molteplici circostanze che fanno insorgere tale problematica, e non certo solo di esclusione di alcuni nei confronti degli altri. Basti pensare alla frequente ipotesi in cui alcuni fratelli sono stati già soddisfatti durante la vita dei genitori in altro modo, magari facendo loro acquistare casa direttamente con danaro fornito dai genitori.
    In questo caso l’acquisto degli altri coeredi con danaro dei genitori, non essendo una donazione diretta tra genitore e figli non potrà essere impugnato dagli altri, mentre tutti coloro che hanno ricevuto questi benefici indiretti durante la vita dei genitori possono reclamare la loro quota nei confronti dell’unico fratello (o coerede) che ha ricevuto direttamente l’immobile tramite donazione.

    Ipotesi della vendita

    Una delle possibili soluzioni è quella di trasferire al figlio (coerede scelto) l’immobile tramite un atto di alienazione a titolo oneroso: ma non deve essere una vendita simulata perché il danaro deve passare realmente dal figlio ai genitori e deve essere oltretutto congruo con i valori di mercato. Ciò non solo per motivi fiscali e di anti-riciclaggio ma, per quanto qui stiamo esaminando, per evitare le impugnazioni di simulazione.
    Gli altri coeredi, essendo all’interno della famiglia, sanno se la vendita nei confronti del fratello è autentica o ha costituito solo una “escamotage”, quindi sono agevolati nel provare di fronte al giudice che non di vendita si è trattato, bensì di donazione, facendo rientrare l’immobile nella ipotesi precedentemente delineata.
    Se non si vuole (o non si può) procedere ad una vera e propria vendita soccorre un altro meccanismo che ha un costo superiore a quello della donazione ma inferiore a quello della vendita dell’intero immobile.

    La donazione con vendita

    Si tratta cioè di donare l’intero immobile a tutti i futuri eventuali coeredi, nelle parti e nelle percentuali che sono previsti dalla legge (magari donando una porzione maggiore al figlio a cui dovrà andare l’intera proprietà, in considerazione della esistenza del diritto a lasciare la disponibile a chi si vuole). Contemporaneamente gli altri eventuali coeredi che hanno ricevuto la porzione minore per donazione dai loro genitori provvederanno a trasferire la loro quota al coerede a cui dovrà andare l’intera piena proprietà dell’immobile.

    Il consenso di tutti

    Certamente è necessario in questo caso il consenso di tutti i coeredi, cioè che essi siano presenti all’atto notarile con la loro manifestazione di volontà, ma in questo modo la blindatura del trasferimento nei confronti del coerede scelto dai genitori è totale, in quanto gli altri non potranno mai contestare l’acquisto, perché essi, sia pure per una porzione temporale ridottissima, sono stati proprietari delle loro quote di diritto spettanti sull’immobile e volontariamente le hanno dismesse trasferendole nei confronti del coerede scelto dai genitori.
    Si tratta, in pratica, della realizzazione della “rinuncia” che in principio abbiamo detto come non valida per i diritti non ancora sorti. Facendo insorgere nei confronti degli altri coeredi un vero e proprio diritto di proprietà ecco che, in quel momento, essi possono “rinunciarvi”, e cioè trasferirlo al fratello che ne abbia il diritto morale, salvaguardandogli per il futuro la solidità e la bontà del suo acquisto.

    La sicurezza del donante

    Come abbiamo detto prima è necessario il consenso di tutti, ma si consideri che in questo caso si evitano rischi futuri successivi alla scomparsa del donante. Il genitore, in questo modo, è sicuro durante la sua vita del risultato raggiunto dalla sua operazione perché l’operazione integrale viene fatta col consenso e la presenza di tutti mentre, una volta scomparso il genitore-donante, tutto può, ahimè, ovviamente, succedere.

    Massimo d’Ambrosio

    notaio massimo d'ambrosio (2) a Pescara

    Il notaio dal terrazzo dell’ufficio

    Come donare ad uno dei figli in sicurezza ultima modifica: 2015-01-09T12:54:48+00:00 da notaio
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    Categoria: Info e novità notarili

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    142 Commenti su “Come donare ad uno dei figli in sicurezza

    • ildel77 ha detto:

      Salve Notaio,
      nel caso della donazione dei coeredi ad un solo fratello, non potrebbero un domani i figli dei coeredi impugnare la donazione?
      Saluti

      • notaio ha detto:

        Certo, possono sicuramente impugnarla qualora alla morte del genitore, i beni caduti in successione, non siano sufficienti a coprire la quota di legittima spettante a ciascun figlio, in quanto nella massa ereditaria vanno ricompresi anche in beni di cui il defunto era proprietario in vita ed usciti dal suo patrimonio per effetto di donazioni fatte in vita.

    • moni85 ha detto:

      Buona sera notaio,
      di seguito pongo un quesito.
      Nel caso in cui ricevessi in donazione un fabbricato completamente da ristrutturare (la cui ristrutturazione sarebbe totalmente a mie spese) il valore dell’immobile al momento della successione è calcolato sul valore del bene inizialmente ricevuto oppure sul valore acquisito in seguito alla ristrutturazione da me totalmente sostenuta?
      ringrazio in anticipo per l’attenzione.

      • notaio ha detto:

        Il valore della donazione è, naturalmente, il valore di quello che riceve, ossia il valore del fabbricato al momento della donazione. Sarebbe opportuno far periziare il fabbricato prima della donazione e della ristrutturazione in modo da poter dimostrare, in futuro, che la ristrutturazione e le migliorie sono state apportate successivamente a sue spese.

    • Barbaradp ha detto:

      Gentile Notaio, volevo chiederle un consiglio. Nel 2012 i miei genitori mi hanno donato la casa dove loro attualmente vivono e di cui hanno l’usufrutto.
      Ho una situazione difficile e mi sto informando per avvalermi della legge del sovraindebitamento 3\2012.
      La mia paura è che i creditori mi portino via la casa dei miei fatta con tanti sacrifici.
      Posso e come tutelarla? Rinunciare alla donazione anche se sono passati 4 anni ?
      I miei genitori possono revocarla? Grazie per un consiglio

    • janni ha detto:

      Gentile Notaio, le sarei davvero grata se volesse darmi alcune delucidazioni in merito a una compravendita immobiliare tra me e mia madre, avvenuta quasi due anni fa.

      Per tutelarmi il più possibile da eventuali quanto potenziali impugnazioni da fratelli maggiori con cui non corre buon sangue, sposati con figli, che già dai tempi della lira hanno già beneficiato di quanto gli spettava – e per evitare di incappare nel reato di vendita fittizia – mia madre ha realmente incassato l’intera cifra della vendita della nuda proprietà della casa nella quale attualmente viviamo insieme.

      Tuttavia in più tornate mi ha finora trasferito tramite bonifico circa il 70% della somma, qualcosa in più e non in meno.

      Mia madre ha una certa età, vorrebbe togliersi questo peso di dosso quanto prima e sinceramente anche io, ma non so proprio cosa possa succedere e mi preoccupa molto questa cosa della vendita fittizia.

      Lei insiste nel dire che i soldi sono i suoi, che è libera di farci quello che vuole e che gli altri figli hanno già avuto tutto. Io che vorrei tanto risolvere la situazione nel migliore dei modi, per quanto anch’io vorrei abbreviare i tempi, freno il suo impulso di farmi altri bonifici.

      Cosa si può fare?

      Cosa succederebbe se mia madre mi trasferisse il restante così, d’emblée?

      Si tratta di meccanismi che scattano automaticamente?

      Da chi o cosa ci si deve guardare?

      Esiste un tempo limite oltre il quale mia madre potrà restituirmi la somma che ha incassato, liberi finalmente da questa angosciante ipotesi di reato di vendita fittizia?

      Gentile notaio, pongo piena fiducia nella sua gentilezza e nella sua pazienza per sopportare questa batteria di domande e altrettanto fiduciosa di ricevere una sua risposta esaustiva, la ringrazio anticipatamente e le porgo i miei più cordiali saluti.

      • notaio ha detto:

        Innanzitutto la tranquillizzo sulla paventata gravità dei fatti: una vendita fittizia non è certo un reato! Costituisce solo un rischio che, una volta accertata giudizialmente, si sia costretti a rimetterne il valore nell’asse ereditario. Detto ciò non mi sembra che la vendita sia fittizia: la venditrice ha incassato il prezzo! Ha ragione sua madre nel dire che coi suoi soldi (anche quelli frutto della vendita) può fare quello che vuole, anche regalarli a lei. E se ho ben capito sua madre ha beneficiato ugualmente i suoi fratelli con altre donazioni in passato. Quindi io: 1) metterei da parte per il futuro le prove che il prezzo è stato pagato e incassato; 2) metterei da parte le prove che i suoi fratelli hanno già ricevuto altri benefici economici in passato. Sicchè nella malaugurata ipotesi che venisse chiesta la collazione delle somme di danaro regalate lei potrà richiedere lo stesso per i loro benefici ricevuti; 3) stipulerei un contratto di assistenza che dimostri come i regali delle somme di danaro non sono un regalo ma un compenso per una prestazione; 4)) a ogni buon conto farei testamento notarile in cui sua madre lascia la disponibile a lei.

        • janni ha detto:

          Gentilissimo Notaio, la tingrazio per la risposta, esaustiva e rassicurante.

          Riguardo la compravendita tra me e mia madre, che è avvenuta con tutti i crismi proprio come tra due estranei, l’intera documentazione è ben custodita. Per ciò che concerne i miei fratelli purtroppo non siamo in possesso di nulla e occorrerebbe tornare indietro ai tempi della lira.

          Ma quel che più ci conforta è il ridimensionamento di questa cosa della vendita fittizia e la libertà di mia madre di poter gestire le proprie sostanze come meglio crede, a maggior ragione che gli altri fratelli ne hanno già beneficiato.

          Grazie ancora!

    • Salvo83 ha detto:

      Gentile notaio,spero che risponderà a questa domanda perché per me molto importante.
      Mio padre vuole lasciare casa a me è non a mia sorella per vari motivi che non sto qui ad elencarle..attualmente ci viviamo sia la mia famiglia perché sono sposato,sia i miei genitori..
      Mi sa dire se un contratto di mantenimento potrebbe andare bene,perché mia sorella non abbia nulla di nulla e non si possa avvalere di niente?o l unica soluzione è l atto di vendita?in poche parole mia sorella non deve avere nulla di questa casa,perché ci sono i sacrifici di una vita..
      In attesa di una sua risposta,la ringrazio anticipatamente,cordiali saluti.

    • loris65 ha detto:

      Buongiorno, sto cercando di trovare una soluzione ad un mio problema. La mia famiglia di origine è composta dai miei genitori, da me e da mia sorella. Quest’ultima, da qualche anno, ha praticamente interrotto qualsiasi rapporto con noi, se si escludono un paio di veloci visite l’anno, forse per assicurarsi che siamo ancora in vita. Ora, i miei genitori sono proprietari della casa in cui vivono ed hanno una discreta somma investita in buoni postali. I buoni postali, fatti dal 1987 in avanti, sono in eguale numero intestati a me e mia sorella (e cointestati con i miei genitori). Mia sorella non sa niente di questi buoni. A questo punto i miei genitori vorrebbero ritirare alcuni (non tutti) dei buoni intestati a mia sorella e girarli a me. C’è un modo per mettersi al riparo di un’eventuale futura causa di mia sorella nei miei confronti?Naturalmente non si tratterebbe di ritirare tutto il patrimonio investito ma solo una parte.

      • notaio ha detto:

        Se i suoi genitori li possono ritirare, li ritirino: lei non c’entra proprio. Successivamente i suoi possono fare quello che vogliono con i loro danari ricavati dalla dismissione dei buoni: se vengono intestati a lei non cadranno in successione. Piuttosto io penserei alla casa.

    • loris65 ha detto:

      Grazie per la veloce risposta, ma avrei un altro quesito. Se i miei genitori ritirassero i buoni e li intestassero solo a me, mia sorella, in caso di decesso di uno dei miei genitori, potrebbe fare una ricerca titoli in posta andando a ritroso nel tempo, e chiedere che i buoni in questione rientrino nell’eredità perchè effetto di una forma di donazione? Per la casa i miei genitori non hanno intenzione di fare nulla, e quindi far ereditare a mia sorella la sua parte.

      • notaio ha detto:

        Il mio blog fornisce risposte di carattere generale che possono essere utili a tutti i lettori. Per i casi particolari come il suo, che oltretutto non possono tecnicamente essere trattati in poche righe, occorre rivolgersi al proprio notaio di fiducia.

    • luca80 ha detto:

      Egr. Notaio, Le sarei grato se volesse darmi alcune delucidazioni riguardo la donazione di una porzione di terreno, su cui avevo in mente di realizzare casa.

      Premetto che i miei genitori, sono proprietari di circa 7000mq e in una porzione insiste la loro abitazione. I restanti 6000 mq, senza alcun vincolo, dovrebbero dividersi in eque porzioni tra me e gli altri miei due fratelli.
      L’intenzione mia era quella di ricorrere alla donazione riguardo la porzione di terreno a me spettante, per poter realizzare la costruzione. Sono venuto però a conoscenza dall’Istituto dove ho intenzione di richiedere il mutuo che, per potervi accedere è necessario, che passi un determinato tempo tra la donazione e la richiesta di mutuo.
      Inoltre, mi è stato detto che bisogna vedere la tipologia di donazione che farà mio padre nei miei confronti. Se ciò fosse vero quale sarebbe la strada alternativa da percorrere? Dovrei ricorrere, inevitabilmente, all’acquisto del terreno e, quindi, andare incontro a spese alquanto elevate? Se così fosse dovrei pagare il terreno in base al reale valore di mercato?
      Fiducioso di una Vostra risposta, porgo distinti saluti.

      • notaio ha detto:

        Per non avere problemi con l’Istituto di credito è opportuno procedere ad una vendita, il che comporta un pagamento di un corrispettivo ed, purtroppo, maggiori imposte da pagare. Nella vendita di terreni l’imposta di registro ammonta al 15% (se trattasi di terreno agricolo) ed al 9% (se terreno non agricolo). Inoltre per non incorrere in accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate il prezzo di vendita deve corrispondere al valore di mercato del terreno.

        • luca80 ha detto:

          La ringrazio vivamente per la risposta esaustiva.
          In merito volevo farle un ultima domanda: come da Lei detto bisogna che ricorro all’acquisto del terreno in base al valore di mercato;si potrebbe fare l’acquisto sul valore catastale della sola porzione che spetterebbe a me?

    • laura000 ha detto:

      Ciao, mi scuso in questo modo a contatto con voi, ho solo
      per vedere il tuo profilo e dico che tu sei la persona
      Ho bisogno. In breve, il mio nome è Laura ROSSI
      di origine italiana e vivo in Francia. Soffro di una grave
      malattia che mi condanna a morte certa è il cancro alla gola,
      e ho una somma di € 90.000, che vorrei
      una donazione ad un affidabile e onesto in modo che in
      fa buon uso. Possiedo un attività di importazione
      olio rosso in Belgio, e ho perso mio marito in quel 6
      anni, che mi ha colpito molto e che non potevano sposarsi di nuovo fino
      giorno, non abbiamo avuto figli. Vorrei fare questo una somma
      regalo prima della mia morte, che i miei giorni siano contati colpa sua
      malattia non è quello che avevo, ma un rimedio calmante in Francia
      Non risulterebbe se è possibile beneficiare di questa donazione.
      Qui è il mio indirizzo e-mail: laurarossi25@outlook.fr

      ti ho portato a rispondermi

      • notaio ha detto:

        Cara Laura, in questo blog si esaminano i principi generali. Lei potrà compere una donazione in vita o un testamento. Ma il nome del beneficiario, sia esso una persona fisica o un ente, ecclesiastico o di beneficenza, deve deciderlo lei

    • francesco20nov ha detto:

      Buona sera notaio, ho una domanda da farLe: sono divorziato e vorrei tutelare il mio unico figlio nel lasciargli la casa di mia proprietà visto che se dovessi risposarmi la mia futura moglie , in caso di mia morte, erediterebbe il 50% della casa. La mia futura moglia ha già detto che non è assolutamente interessata alla mia casa ma io vorrei tutelare mio figlio e lasciargli per intero la casa. Come devo fare? grazie

      • notaio ha detto:

        Deve fare un atto di vendita, o un atto di donazione o un testamento. Sappia che sia la donazione che il testamento possono essere impugnati dopo la Sua morte dalla Sua nuova moglie (se ritiene violata la Sua quota di legittima) in quanto con il matrimonio acquista anche lei la qualità di erede legittimario. La vendita invece presuppone il pagamento di un corrispettivo.

    • PintoG ha detto:

      Gentilissimo notaio,
      sono il primo di tre figli e mio padre ha deciso di donare un’abitazione ad un figlio che attualmente ci abita già (e siamo tutti d’accordo) ma ancora non è stata fatta donazione, poi possiede un immobile in una zona artigianale, regolarmente frazionato, e vuol donare una parte a me e l’altra all’ultimo figlio. L’immobile è formato da due laboratori identici al piano terra, da un appartamento e da uffici al primo piano. Quando è stato fatto il frazionamento ad ogni laboratorio è stata unificata la parte superiore e quindi le due porzioni si presentano:
      1. Laboratorio+Appartamento;
      2. Laboratorio+Uffici
      Ho scoperto che mio fratello vuol farsi donare la porzione con appartamento e mio padre temo sia d’accordo. Ora vorrei chiederle: è una cosa che possono fare senza il mio consenso? Se lo fanno, potrò impugnare la donazione? E se sì, in che modo potrò impugnare la donazione?

      • notaio ha detto:

        Si, possono farlo senza il Suo consenso in quanto è richiesto il consenso del donante e del donatario. Lei può impugnare la donazione solo nel caso in cui venga violata la sua quota di legittima mediante un’azione giudiziale (ossia occorre instaurare una causa) volta ad ottenere le reintegra della legittima e l’eventuale restituzione del bene.

    • Ghosta67 ha detto:

      Egregio Notaio,
      Mi è arrivata un RR da un avv di un mio creditore, dove si richiede di versare una cifra abbastanza alta entro 7 GG dalla stessa, non Le spiego ora da dove scaturisce questa richiesta perché sarebbe lungo da spiegare
      Il problema è che fatalità… Ho appena acceso un mutuo per l acquisto di una casa… Ovviamente con ipoteca da parte dell Istituto
      Sono a chiederLe se c è modo di salvarla magari donandola a stretto giro ai miei figli, Le chiedo questo perche dietro la richiesta di tale somma c è un’ingiustizia, se così posso definirla e non per ovviare ad eventuali responsabilità da parte mia
      Tra l’altro un acquisto avvenuto con dei sacrifici e con una caparra abbastanza sostenuta, anticipata da una terza persona, quindi sono proprio in un brutto guaio
      Spero di esser stato abbastanza chiaro, confidando in Suo gentile riscontro, Le porgo i miei cordiali saluti

      • notaio ha detto:

        Chiarissimo. Purtroppo. La sua è la domanda che mi viene più spesso rivolta dai clienti. Anzi, è la prima domanda che mi venne fatta il mio primo giorno di notariato. L’ unica soluzione è vendere la casa a una sua persona di fiducia. Subito. Ma l’arrivo della raccomandata, l’acquisto recentissimo, il grado eventuale di parentela, ecc., costituiscono elementi di alto sospetto in caso di azione di simulazione da parte del creditore

        • Ghosta67 ha detto:

          La ringrazio per la sollecita risposta, ma non ho ben capito… potrei provare a venderla subito ad una persona di fiducia, non parente, invece che donarla?
          Grazie ancora

          • notaio ha detto:

            Cara Claudia, le alternative sono tante, e nessuna sicura al 100%. Il suo notaio di fiducia potrà illustrarglele tutte, spiegandole vantaggi, svantaggi e rischi, e lei potrà scegliere se fare qualcosa o no, assumendosene la responsabilità.

    • LuchinoA ha detto:

      Egregio Notaio,
      avrei necessita’ di un Suo parere in merito ad una questione che mi sta molto a cuore:
      Approssimativamente 10 anni fa io e mia moglie abbiamo donato ad uno dei nostri due figli un rustico con annesso terreno, un box e la meta della casa che mia moglie aveva ereditato dai suoi genitori, in modo che questa venisse ristrutturata diventando la dimora principale di mio figlio.
      Abbiamo permesso tutto questo andando a deporre le nostre firme di consenso alla donazione da un notaio, ed in quel frangente nostro figlio si è premurato di ottenere la firma di rinuncia alla rivalsa da parte di nostra figlia. In cambio nostro figlio godendo della nostra fiducia, ha espresso verbalmente il nulla osta al fatto che la casa dove ora abitiamo sarebbe diventata di proprieta di nostra figlia.
      Ad oggi avendo la figlia espresso il desiderio di entrare in possesso della nostra casa in modo da ristrutturarne la parte superiore, vivendo noi in quella inferiore, si è vista ostacolata dal fatto che nostro figlio contrariamente alla promessa fatta, ha avanzato la pretesa di avere una metà della nostra casa.
      Tutto ciò nonostante che la parte che nostro figlio ha ricevuto a suo tempo corrisponda approssimativamente al valore della casa genitoriale, dopo perizia da parte di un tecnico da noi incaricato.
      Se come genitori avessimo avuto anche il minimo dubbio che ciò avesse potuto accadere, non avremmo certo donato a suo tempo parte dei nostri beni a nostro figlio.
      Attualmente i rapporti tra i nostri figli si sono inaspriti e noi vorremmo un consiglio su come rimediare a questa situazione dove il principale ostacolo è rappresentato dalle pretese di nostro figlio, tutelando gli interessi di nostra figlia tenendo conto della promessa che verbalmente a suo tempo, tutti insieme e spontaneamente le abbiamo fatto.
      Cordialità.

    • giu24 ha detto:

      Gentile Notaio,
      sto vendendo un immobile donatomi dai miei genitori(ancora in vita) nel 2004 (allora il suo valore era di 50.000 euro).
      Mio fratello invece in un atto di donazione del 2014 ha ottenuto circa 130.000 euro per lavori su un suo immobile, e nello stesso atto scrivemmo anche che lui rinunciava a qualsiasi azione nei confronti della mia proprietà.
      Adesso ho trovato gli acquirenti che dovranno in parte pagare grazie ad un mutuo.
      Vista la puntigliosità delle banche, penSa che si possano mettere di traverso nella concessione del mutuo ?
      Mi sembra tutto limpido, anzi vanterei anche un credito, e vorrei evitare nuove spese dovute a revoca e nuova donazione di denaro.
      Le anticipo che sono in ottimi rapporti sia con la mia famiglia che con gli acquirenti.
      Grazie

      • notaio ha detto:

        Certo che si metteranno per traverso! Sicuramente! La problematica della donazione riguarda molteplici ipotesi, anche se statisticamente poco probabili. Se vengono fuori creditori? O magari un figlio naturale non riconosciuto di cui neppure i suoi genitori sospettavano l’esistenza? Veda i miei diversi articoli sulla donazione inserendo la parola “donazione” nella casella di ricerca del mio blog.

        • giu24 ha detto:

          grazie.
          Però in mio aiuto dovrebbe venire la disponibile, se ho capito come funziona. I miei genitori hanno ancora almeno 100.000 di proprietà, che sommati alla mia donazione 50.000 e quella di mio fratello 130.000 fanno un totale di 280.000. Dovendo eventualmente dividere in 3 anziché in due(io e mio fratello) sarebbero 93.333 euro ciascuno che possono essere prese dal capitale dei genitori. Giusto?

          • notaio ha detto:

            La massa ereditaria si può calcolare con esattezza solo al momento della morte poichè la situazione potrebbe variare in meglio o in peggio rispetto a quella attuale. Purtroppo le Banche non entrano nel merito di queste questioni, della legittima e della disponibile. Se si rifiutano di concedere il mutuo al suo acquirente non resta che procedere con la retrocessione della donazione o con altra modalità che le soddisfi. O cambiare acquirente.

    • onlus62 ha detto:

      Gentilissimo Notaio, volevo porgerle una domanda:I miei genitori contestatari di Conto Corrente, in vita possono permettere, (consapevoli e coscienti),di far prosciugare ad un solo figlio/a, anche se unica/o, a prendersi cura di loro!!! de cuius,gli altri fratelli/sorelle possono impugnare quando permesso in vita dai nostri genitori e richiedere la cosiddetta quota legittima del suddetto Conto Corrente?.Grazie

      • notaio ha detto:

        Ognuno dispone in vita dei propri beni (compreso il denaro) come meglio crede. Alla morte del de cuius, se gli eredi legittimari ritengono sia stata violata la loro quota di legittima (anche mediante ingenti donazioni in denaro fatte in vita dal de cuius ad altro erede) possono sicuramente chiedere giudizialmente la reintegra della loro quota di legittima. Ciò comporta necessariamente l’instaurarsi di un contenzioso e la prova delle accuse mosse.

    • onlus62 ha detto:

      Grazie.
      Quindi,solo di ingenti somme donate direttamente ad un solo erede!.
      Diversamente, quest’ultimo/a, prelevando modiche/medie somme mensilmente dal C/C cointestato ai propri genitori, con il loro benestare (fornendo la propria carta e P.I.N.),prosciugando nel tempo il Conto, nulla può essere addebitato “de cuius” giudizialmente?

      • notaio ha detto:

        No, per “ingenti” intendo le donazioni che esorbitano dalla legittima. Per fare il calcolo dell’esubero della disponibile si possono sommare anche una miriade di piccole donazioni. Naturalmente le modalità che hai descritto rendono piuttosto difficile la prova che le somme prelevate consistano effettivamente in donazioni, in quanto formalmente risultano prelevate dagli intestatari del conto.

    • carter84 ha detto:

      Buongiorno gentile notaio, volevo porle un quesito per me importante.
      A seguito della perdita di mia suocera, nel 2016 mia moglie ha ereditato un immobile assieme ad altri 3 zii, immobile che nell’1988 è stato passato con “atto di rinuncia” dalla nonna ai 4 (all’epoca) figli. Ora si è trovato l’acquirente e si dovrebbe procedere al rogito per la vendita dell’immobile. Il notaio dell’acquirente ci fa notare che è richiesto questo “atto di rinuncia” ma nè mia moglie nè gli zii riescono trovarlo. C’è modo di reperirne una copia in qualche ufficio tecnico? E nel caso non si riesca proprio a trovarlo, come bisogna muoversi giuridicamente per non perdere l’accordo e quindi la vendita?
      La ringrazio per l’attenzione, cordiali saluti

      • notaio ha detto:

        Se lei mi parla di un atto di rinuncia all’eredità, può reperirlo presso il Tribunale del circondario dove si è aperta la successione in quanto la rinuncia all’eredità va inserita nel registro delle successioni tenuto, appunto, dal Tribunale. Se la rinuncia è stata fatta da un notaio può chiederla direttamente al notaio stesso. Se il notaio non esercita più la professione la può chiedere all’archivio notarile distrettuale.

    • elisa castania ha detto:

      Buonasera gentile notaio, volevo porle un semplice quesito per me molto importante al momento: i miei genitori vorrebbero fare una donazione a me e a mio fratello (ancora minorenne,14 anni, io invece ho 23 anni) dell’immobile in cui vivono, in cui i miei come saprà certamente avranno l’usufrutto e noi la nuda proprietà. Il quesito che vorrei porle è questo: ci saranno conseguenze economiche qualora io spostassi la mia residenza nella casa in cui dovrò vivere col mio futuro marito? Ovviamente mi riferisco alle tasse che al momento pagano i miei genitori. E cosa succederà al momento della morte dei miei genitori? Cosa potrei fare esattamente in quel caso? Grazie in anticipo per la risposta

      • notaio ha detto:

        La legge sulle agevolazioni prima casa prevede che bisogna avere o trasferire la residenza nel Comune in cui si trova l’immobile ma nulla dice su quanto tempo bisogna mantenerla, per cui lo spostamento della residenza, dopo averla acquisita nel Comune ove sia ubicato l’immobile acquistato con le agevolazioni, non comporta la decadenza dalle stesse. Quanto al secondo quesito l’usufrutto si estingue con la morte ed è sufficiente presentare una domanda di voltura al Catasto.

    • clemonj ha detto:

      Salve vorrei sottoporvi una domanda, il Fratello di mia nonna ( non ha figli ) è morto ed ha lasciato testamento con scritto che mia mamma è l’erede di uno specifico appartamento , invece gli altri appartamenti in suo possesso vengono divisi con i fratelli di mia madre. Mia mamma vuole intestarlo o donarlo a me ( unico figlio ), nel momento in cui andremo dal notaio per la successione. E’ possibile farlo ? ci sono da aspettare tempi di legge o si può fare subito in quella sede ? La ringrazio per l’attenzione , Cordiali saluti

      • notaio ha detto:

        Prima occorre fare la successione, pagare le relative imposte ed effettuare la voltura catastale. Poi Sua madre può tranquillamente disporne. Il passaggio non è immediato ma si risolve in tempi relativamente brevi.

    • m.moraschini ha detto:

      Buongiorno notaio, vorrei sottoporle un quesito.
      Mio padre ha appena fatto un frazionamento del terreno su cui sorge l’abitazione di famiglia, in modo da far costruire sul nuovo lotto l’abitazione di me e della mia compagna.
      Attualmente mio padre possiede quindi due lotti, quello su cui sorge la sua abitazione e quello nuovo, edificabile, dove verrà costruita la nostra prima casa.
      Poiché sono l’unico figlio, questa operazione è stata fatta con serenità, in previsione di avere le due case vicine. Abbiamo però scoperto che la legge italiana crea molti problemi in un’operazione come questa, cioè in un padre che “regala” un proprio terreno al figlio per costruire la prima casa, senza alcuno scambio monetario.
      Poiché, inoltre, dovremo fare un mutuo per poter costruire, le cose si complicano ulteriormente.
      Grazie anche al supporto del commercialista, ma prima di aver parlato con il notaio, le soluzioni che abbiamo trovato sono queste:
      – compravendita del terreno e poi mio padre paga una parte delle rate del mutuo che coprono il valore della compravendita;
      – compravendita del terreno tramite una somma che mio padre donerebbe a me (anche in forma ufficiale tramite atto notarile), in questo modo eventuali futuri eredi potrebbero rivendicare solo un valore economico, e non una parte del terreno su cui sorge la nostra casa;
      – costruzione della casa con mio padre come committente (e quindi senza beneficiare della prima casa) e poi vendita di essa (possibilmente nello stato di avanzamento minore possibile) a me, che posso quindi ultimarla con i benefici della prima casa.

      Le chiedo quindi se queste vie sono tutte possibili o no e economicamente quale di esse ci converrebbe di più.
      La ringrazio molto,
      Cordiali saluti

      • notaio ha detto:

        Tutte e tre le soluzioni sono fattibili. La prima e la seconda sono identiche, cambiando solo il modo con cui suo padre le dona il danaro (a rate nel primo caso e in unica soluzione nel secondo). Non saprei dire quale è più costosa senza consultare tutte le carte. Certo la meno conveniente è la terza perchè l’acquisto di un terreno con una casa (per quanto con stato di avanzamento iniziale) è più oneroso dell’acquisto del solo terreno

    • Lulujungle ha detto:

      Buongiorno Notaio, e complimenti per il Suo blog!
      Sono un’italiana (con passaporto svizzero, avendo vissuto molti anni nel Canton Ticino) e da qualche anno ho trasferito la residenza in Spagna.
      Possiedo alcune proprietà immobiliari in Italia, ereditate insieme ai miei fratelli alla morte di nostro padre; ognuno di noi é proprietario di 1/4.
      Ora vorrei beneficiare il mio convivente della parte di proprietà che mi appartiene.
      Per rafforzare questa decisione, avevo pensato anche di far redigere un testamento in vita.
      Quali rischi può correre il mio convivente al momento di una mia dipartita e apertura di una successione ereditaria?
      Ringrazio e saluto cordialmente
      Lucia

      • notaio ha detto:

        Senza testamento al convivente non va nulla. Con testamento al convivente si può lasciare tutto, salvo le quote dei legittimari che leggerà in: https://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/quote-legittima-erede-successione/
        Il testamento lo rediga da un notaio italiano secondo la legge italiana! I casi di impugnazione sono molti.
        Tenga presente però che lasciare solo una quota indivisa è foriero di molti problemi: le difficoltà nell’amministrazione, la complessità della gestione e dell’utilizzo, la divisione coattiva con conseguente vendita all’asta dei beni, solo come esempi, possono bloccare il godimento degli immobili per 20 anni (tempi ordinari di un giudizio fino alla Cassazione), o costringere il suo convivente a svendere ai suoi fratelli la quota per pochi soldi.
        Suggerisco di trovare con urgenza un accomodamento con gli altri coeredi e procedere ad una divisione ereditaria in vita in modo da essere proprietaria di immobili in piena proprietà.

        • Lulujungle ha detto:

          Buon pomeriggio Notaio, ha centrato il problema. La contatterò quanto prima in privato.
          Le anticipo solo che il rapporto con i miei fratelli è pessimo e non esiste accordo riguardo le proprietà comuni.
          Immagino che se parlassimo di un “coniuge”, la donazione non avrebbe bisogno di essere corroborata da un testamento..
          La ringrazio molto e spero contattarla presto

    • onlus62 ha detto:

      Gentilissimo Dottore,siamo tre fratelli (due maschi ed una femmina),di cui due con cadenza quindicinale effettuiamo regolari turni di assistenza ai nostri anziani genitori(giorno e notte) ed uno non ne vuole sapere niente! però in definitiva pretende la sua parte anche se non partecipa all’assistenza. La mia domanda è: un domani noi due possiamo far valere i sacrifici effettuati con le turnazioni sopra descritte? senza pretendere la luna sicuramente,ma almeno riconoscerci l’impegno sia nostro che delle rispettive famiglie,in sostituzioni di una badante o meglio due badanti/e (visto la mole di lavoro e sacrificio per due anziani, giorno e notte). Grazie

      • notaio ha detto:

        L’assistenza ai genitori è un dovere morale, non un lavoro. Certo le spese per l’assistenza sono un credito verso i genitori che possono essere calcolate ai fini ereditari. Ma occorre provarle dettagliatamente. Suggerisco che i genitori provvedano a compensarvi in vita, se sono in grado di intendere e volere.

    • Parra1796 ha detto:

      Gentilissimo Dottore, siamo due fratelli mio padre vuole donare tutti terreni e la casa in cui vivono, la situazione sarebbe questa:
      Io: casa ed una porzione di terreni
      mio fratello: terreni e per compensare la porzione di casa che spetterebbe a lui gli verrà dato interamente un’altro terreno posseduto in comunione con mia madre.
      Abbiamo raggiunto un’accordo, il problema è che io vorrei fare l’atto di donazione dal notaio ma mio fratello adducendo il fatto che non ha i soldi per pagare le spese di donazione vuole rimandarlo il più tardi possibile (parliamo di qualche anno).
      Se mio padre mi dona la mia parte che abbiamo definito di comune accordo con mio fratello dopo molte controversie io corro il rischio in futuro di una riduzione della donazione da parte di mio fratello? Le chiedo inoltre se ha valore una sua eventuale firma con cui accetta questa donazione fatta nei miei confronti?
      La ringrazio anticipatamente per la risposta che vorrà darmi

      • notaio ha detto:

        Potete fare la donazione in suo favore con intervento di suo fratello in atto per rendere la dichiarazione di rinuncia all’opposizione alla donazione stessa. Nell’attesa di procedere alla seconda donazione suo padre, e sua madre per la sua quota, possono fare un testamento con il quale attribuiscono i rimanenti beni a suo fratello

    • onlus62 ha detto:

      Buonasera Dottore;
      Io, personalmente la penso allo stesso modo,esclusivamente (dovere morale)! un Genitore cresce cento figli! cento figli non riescono ad assistere un solo,dico un solo genitore,figuriamoci due.Siccome attualmente i Genitori sono nelle piene facoltà di intendere e volere, inoltre hanno sempre sostenuto chi fa l’assistenza “vita natural durante”beneficia dei soldi messi da parte con tanto sacrificio,considerato che già
      precedentemente con atto notarile hanno donato definitivamente senza diritto di usufrutto,ha ciascun figlio un appartamento più un apprezzamento di terreno,la mia domanda è:Nelle piene facoltà,con regolare atto,possono destinare una somma in denaro solo ai figli inservienti?un domani l’altro non disposto all’assistenza,può impugnare in qualche modo tale volere!GRazie

      • notaio ha detto:

        Certamente. Solo che l’atto deve essere fatto bene. In sintesi deve essere chiaro che si tratta di una donazione remuneratoria, per l’assistenza e/o le spese conseguenti. Una donazione astratta e non titolate andrebbe incontro alla collazione ereditaria

    • denis cicerchia ha detto:

      Salve il padre di mia morosa a una casa e del terreno la casa ha un valore di 100.000 euro il terreno 200.000 e la vuole donare a me che sono il fidanzato e la figlia .Il terreno un domani dovrà essere del fratello.La casa è da finire di ristrutturare è quindi dovremmo prendere un mutuo come possiamo fare ???

      • notaio ha detto:

        Purtroppo difficilmente le banche concedono mutui ipotecari su immobili ricevuti in donazione. Il problema si pone nelle donazioni tra padre e figlio (che sono considerate un anticipo della successione), figuriamoci nelle donazioni tra estranei (per legge lei è un estraneo perchè tra donante e donatario non c’è nessun vincolo di parentela, nè di affinità). Per non avere problemi dovete acquistare la casa, ossia dovete pagarla.

    • elyfede ha detto:

      Buonasera Dottore,
      le scrivo per avere un chiarimento su quello che riguarda ‘ vendita tra padre e figlia ‘.
      Mi sto per sposare e ho deciso di ‘acquistare’ casa dei miei, prendendo il primo e secondo piano già abitabile (i miei sono a piano terra sullo stesso condominio) .
      Dico acquistare poichè ci hanno sconsigliato sin da subito di effettuare una donazione in quanto io ho dei fratelli sposati che abitano per conto loro…
      Mio padre quindi vorrebbe dividere adesso i propri immobili tra noi fratelli in modo da non avere problemi futuri…
      Mi sono informata presso la mia banca, dove attualmente ho il c/c aperto, richiedendo il muto e spiegando che la casa vale € 80.000 , ma il compromesso con il venditore sarà chiuso a € 35.000 (valore catastale € 30.000) , fin qui tutto bene nessuna spiegazione.
      Nel momento in cui il Direttore ha compreso che si trattasse di casa di mio padre mi ha risposto dicendo che non si poteva fare nulla, il mutuo non poteva essere erogato appunto perchè si tratta di familiari.
      Io non capisco …. Non stiamo parlando di atto di donazione (quale la banca non ha alcun possesso) ma atto di vendita quindi la banca può avere l’ipoteca sull’immobile!!
      Quindi per quale motivo tutto ciò? I miei fratelli , come me , avranno l’atto di vendita per gli altri immobili…
      Come si potrebbe fare?
      Grazie in anticipo per la disponibilità .

      • notaio ha detto:

        Il suo non è un caso isolato. Molte banche non concedono mutui per gli acquisti tra familiari perchè ritengono che trattasi di una vendita simulata, ossia di una donazione. Provi a cambiare banca.

    • Lachemi ha detto:

      Salve dottore, le scrivo per un chiarimento. La casa dove abito con la mia famiglia è ancora indivisa tra mio padre e i suoi due fratelli, due di questi abitano in questa casa da più di 30 anni, e l’altro fratello vuole, dopo 20 anni dalla morte del padre, la quota che gli spetta. Ora mio padre, non potendosi intestare la casa per problemi con la banca, ha optato per la donazione a mio fratello, poiché nemmeno io posso intestarla. Poiché i soldi della quota al fratello di mio padre dobbiamo darla io e la mia fidanzata, e lei vuole giustamente più garanzie, non è possibile che mio padre possa intestare la casa direttamente a lei tramite donazione semmai ci sposiamo tramite matrimonio civile? E in caso di donazione, dopo quanto tempo la casa si potrà vendere? La situazione è abbastanza complicata, spero di essere stato chiaro. Saluti e buon lavoro.

      • notaio ha detto:

        Suo padre può donare i suoi beni a chi vuole. Naturalmente le donazioni sono revocabili dai creditori del donante e impugnabili dagli eredi del donante. La vostra situazione però è già ingarbugliata e quindi vi sconsiglio di procedere ad una donazione. Meglio fare una vendita anche perchè, da quello che mi scrive, ci saranno esborsi di denaro da parte sua e della sua fidanzata.

    • mbr ha detto:

      Buon giorno, le volevo chiedere della donazione con vendita di cui ha parlato. In particolare, le volevo chiedere se si tratta di un unico atto, che viene fatto, contemporaneamente, in cui il genitore dona a tutti i figli e questi ultimi, subito dopo, trasferiscono la loro quota al fratello “designato”.
      Inoltre, le volevo chiedere se, il trasferimento della loro quota, da parte degli altri fratelli, al fratello “designato”, debba avvenire, necessariamente, con passaggio di denaro o può avvenire anche senza, garantendo, comunque, che eventuali eredi legittimari (tipo il coniuge) di uno dei fratelli, che ha trasferito la proprietà al fratello designato, non possa chiedere in futuro la sua quota legittima.
      La donazione con vendita, di cui lei ha parlato, potrebbe essere una soluzione non impugnabile da mio marito un giorno…..però volevo sapere se serve il trasferimento di denaro tra fratelli perchè sia valida.
      Le spiego meglio il mio problema, mia madre è ancora in vita e vorrebbe, col mio accordo, lasciare tutti gli immobili che possiede (due) a mia sorella. Io sono sposata, in separazione dei beni, voglio divorziare, ma, in attesa di essere divorziata, vorrei io e mia madre mettere al sicuro i beni di mia madre, perchè, qualora, malauguratamente, venisse a mancare prima lei e poi io e non fossi ancora divorziata, mio marito erediterebbe e questo, io mia madre e mia sorella, non vogliamo che succeda.
      Oppure, ci sono altre alternative, che possono tutelare la mia famiglia, escludendo mio marito totalmente dai beni di famiglia, qualora prima mia madre e poi io venissimo a mancare e io non fossi ancora separata?
      Avevamo anche pensato ad un atto, senza trasferimento di soldi, che mia mamma potrebbe fare sui suoi beni immobili a mia sorella per assistenza (giustificato dalla sua età e dal fato che mia sorella vive con lei e la può assistere, mentre io lavoro e non posso). Ma un tale atto potrebbe un giorno essere impugnato da mio marito (in caso di morte di mia mamma prima, poi mia e in caso di divorzio non ancora avvenuto)?
      Cosa possiamo fare per metterci al sicuro da mio marito in tutto e per tutto?

      • notaio ha detto:

        In realtà sono due convenzioni separate, che possono essere contenute in un unico atto o in due atti separati. Il trasferimento al fratello “designato”, se avviene dietro corrispettivo è una vendita e quindi deve essere tracciata la modalità di pagamento, se avviene in assenza di corrispettivo è una donazione, e come tale può in futuro essere impugnata dagli eredi. La vendita con obbligo di assistenza è una vendita a tutti gli effetti con l’unica particolarità che il pagamento non è in denaro ma è dilazionato nel tempo mediante l’assistenza. Non credo che suo marito possa impugnare la vendita con obbligo di assistenza da sua madre a sua sorella.

    • califfo ha detto:

      Volevo chiedere,,,,,se vi è una compravendita che di fatto è una donazione ed un coerede ha il 60% di un immobile e gli altri due coeredi il 20% possono questi ultimi fare azione di riduzione verso quello che ha avuto di più? Il fatto che siano presenti non costituisce un’accettazione visto che sono passati 13 anni?

    • califfo ha detto:

      grazie per la risposta ma forse non ci siamo capiti. E’ una compravendita ma la casa è stata comprata da mio padre a tre figli. Ad uno il 60% agli altri il 20%. . Possono dopo la morte chiedermi un azione di riduzione quelli che hanno avuto il 20% se riescono a provare che è stata una donazione indiretta? O se erano presenti hanno ormai dato per assodato che avevo pagato io?

      • notaio ha detto:

        Io ho capito benissimo 🙂 E ti confermo che l’acquisto della casa è inattaccabile, non avendo nulla a che fare con la eventuale donazione di danaro per costituire la provvista da dare al venditore. Ovviamente se in giudizio riescono a provare che hai avuto in donazione più danaro della legittima e della disponibile sommati assieme possono richiedere la somma di danaro eccedente.

    • margherita82 ha detto:

      Buongiorno, gentile signor notaio. Vorrei esporle il mio caso ed avere un suo consiglio. I miei genitori, senza motivo alcuno e senza informare me e mia sorella, hanno venduto una villa a mio fratello e a mia cognata ad un valore inferiore al prezzo di mercato, Né io, né mia sorella abbiamo ricevuto alcun anticipo sull’eredità. Qualche anno fa mia sorella è morta e loro hanno venduto un’altra villa senza nemmeno informarmi. So benissimo che fino a quando saranno vivi non potrò agire per chiedere ciò che mi spetterebbe di diritto, ma quando morirà uno dei due, avrò la possibilità di impugnare i due atti di vendita avvenuti a mia insaputa e pretendere qualcosa? Non crede sia stata intaccata la legittima?
      La ringrazio per una sua risposta.

      • notaio ha detto:

        La legittima può essere intaccata da disposizioni testamentarie o donative, non dalle compravendite in quanto queste ultime prevedono un pagamento di un corrispettivo ed ognuno può vendere a chi vuole senza dover interpellare i propri parenti. La reintegra della legittima si fa infatti riducendo proporzionalmente le donazioni e le disposizioni testamentarie. Il fatto che nella vendita fatta dai suoi genitori a suo fratello e sua cognata sia stato previsto un corrispettivo inferiore al prezzo di mercato dell’immobile teoricamente non cambia nulla perchè rientra nella trattativa privata delle parti che sono ben libere di contrattare ogni aspetto patrimoniale. Ovviamente se dal prezzo (magari molto inferiore al valore) e/o da altri elementi, si può dedurre che si tratta di donazioni camuffate da compravendita, potrai agire per far riconoscere la donazione dissimulata, ottenerne la sua dichiarazione di nullità e quindi la tua quota di legittima.

    • Antonio85 ha detto:

      Gentile Notaio, i miei genitori vorrebbero donarmi l’appartamento in cui vivono, mia sorella è d’accordo quanto ha ricevuto una somma di denaro con cui ha comprato casa.
      In questo caso la donazione è priva di eventuali rischi? O in alternativa quale sarebbe la soluzione più congeniale?
      Grazie

      • notaio ha detto:

        I rischi sussistono, sia per le difficoltà probatorie per la donazione di danaro, sia per la sproporzione di esso col valore della casa al momento della apertura della successione. Suggerisco una vendita, con le modalità che ti consiglierà il notaio rogante da te incaricato.

    • Bart ha detto:

      Gentile Notaio, i miei genitori hanno una villetta nella quale abito anche io con mio fratello. Stiamo progettando la costruzione di un ulteriore piano (che si estenderà in parte sul lastrico solare ed in parte sarà adiacente rispetto alla struttura attuale, ovvero in sospensione su delle colonne nel giardino di proprietà) sfruttando i benefici del “piano casa”, nel quale costruire 2 appartamenti, uno per me e uno per mio fratello. La situazione finale desiderata sarebbe quella di avere 3 prime case (una intestata ai miei, una a me e una a mio fratello) con 2 mutui su prima casa, uno a nome mio e uno a mio fratello (con garante mio padre per quest’ultimo, in quanto mio fratello non dispone di un reddito fisso tale per cui richiedere un mutuo). Da quello che leggo la soluzione della donazione mi sembra poco flessibile sia in termini di una eventuale rivendibilità futura che per quanto riguarda l’impossibilità di accesso ai benefici dell’avere il mutuo per la prima casa (in quanto i 2 appartamenti sarebbero donati). Quale crede che possa essere la soluzione migliore da intraprendere?
      La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità, saluti

      • notaio ha detto:

        Se non ho capito male sia Lei che suo fratello dovete accedere ad un mutuo. Ebbene potete chiedere un mutuo per acquisto e costruzione/ristrutturazione. In tal caso voi acquistate l’immobile pagandolo con parte del ricavato del mutuo e con l’altra parte procedete alla costruzione/ristrutturazione.

    • Nausicaa90 ha detto:

      Buonasera notaio, ho questi quesiti da sottoporre.
      Mia sorella ha ricevuto anni fa una donazione in denaro da mio padre mentre io e fratello nulla.
      Il tutto é stato fatto senza alcun atto notarile ma solo con trasferimento di denaro con assegni circolari e un foglio word firmato da mio padre e mia sorella dove lei riceve questa somma di denaro.
      La mia domanda è.. Quando ci sarà la successione, visto che mio padre ha un palazzo di proprietà, mia sorella avendo preso già dei soldi, dovrà ricevere di meno rispetto a me è mio fratello giusto? O la donazione nella successione non viene considerata? E visto che mio padre é ancora vivo devo e posso far in modo di regolare il tutto attraverso atti notarili o va bene questo foglio firmato? la ringrazio in anticipo per la sua disponibilità.

      • notaio ha detto:

        Se le case saranno ancora intestate a suo padre al momento della morte, anche queste andranno indicate nella dichiarazione di successione e, in assenza di testamento, andranno pro quota a favore di tutti gli eredi, compresa sua sorella. Nella successione andranno indicate anche le donazioni in denaro, questo ai fini della determinazione delle quote di legittima e della quota disponibile. Per non avere problemi in futuro vi consiglio di formalizzare davanti ad un notaio il trasferimento delle due casa a vostro favore.

    • Nausicaa90 ha detto:

      Buongiorno,

      mia sorella ha ricevuto anni fa una donazione di soldi da mio padre per l’acquisto di una casa tutto scritto su un foglio word firmato da lui e da lei senza atti notarile.. nel momento della successione, io e mio fratello dobbiamo ricevere la stasera somma donata da lei per l’eredità corretto? nostro padre ci ha dato una casa a me e mio fratello ma non ce lha donate sono ancora di sua proprietà e hanno un valore di mercato inferiore ai soldi che ha ricevuto nostra sorella.. Spero di avere un suo riscontro.. Cordialmente

      • notaio ha detto:

        Se le case saranno ancora intestate a suo padre al momento della morte, anche queste andranno indicate nella dichiarazione di successione e, in assenza di testamento, andranno pro quota a favore di tutti gli eredi, compresa sua sorella. Nella successione andranno indicate anche le donazioni in denaro, questo ai fini della determinazione delle quote di legittima e della quota disponibile. Per non avere problemi in futuro vi consiglio di formalizzare davanti ad un notaio il trasferimento delle due case a vostro favore.

    • robyfusco ha detto:

      Salve dottore

      2 anni fà mi sono spostato con mia moglie da una casa di proprietà a Roma a una casa in affitto in provincia per assistere una figlia con problemi di salute.

      Per ricavare qualche soldo abbiamo deciso di frazionare la casa di Roma in 2 unità  di 50 mq ciascuna donando ( o vendendo ? ) una all’altro figlio e l’altra in vendita al migior offerente.

      Con il ricavato di questa vendita vorremmo acquistare la casa nella qule viviamo ora in uaffitto.

      La complicazione nasce nel momento in cui il “miglior offerente” è il figlio stesso che vorrebbe acquistare l’immobile ( che pertanto sarebbe una seconda casa essendoci anche quella donata) e affittarlo .Per pagarmi questa vendita  ( reale ed a prezzo di mercato ) vorrebbe stipulare un mutuo che non avrebbe nessun problema per la rata mensile visti i proventi dell’affitto.

      Faccio presente che il figlio è un lavoratore autonomo e può dimostrare di avere un redudito.

      Per finire per “parcondicio ” la casa che acquisteremo in provincia vorremmo intestarla alla figlia mantenendo l’usufrutto.

      Sono a conoscenza delle difficoltà del mutuo per compravendita tra parenti e delle limitazioni della donazione.

      Specifico infine che i lavori di frazionamento sono terminati ma non sono ancora state registrate le variazioni catastali ( avevo pensato di vendere / donare l’intero appartamento e poi mio figlio avrebbe provveduto alle variazioni catastali ma come fà a chiedere il mutuo con la momentanea difformità catastale ?)

      Grazie per l’attenzione

      • notaio ha detto:

        Un immobile che non è in regola con la normativa urbanistica-edilizia e con quella catastale non può essere venduto, nè donato. Inoltre sarà anche il perito stesso della banca a segnalare tali difformità quindi la banca non accetterà mai di iscrivere ipoteca su un immobile non in regola. Dovete quindi prima regolarizzare l’immobile dal punto di vista urbanistico e catastale. In breve: frazionate la casa, eseguite le opportune variazioni chiedendo eventuali autorizzazioni edilizie se necessarie, donate la prima al figlio e vendetegli la seconda (ormai in regola).

    • libertar ha detto:

      Buongiorno Sig. Notaio.

      siamo 4 figli e mio padre, ancora in vita, ha varie proprietà non ancora donate a noi figli.
      Ho già fatto progetto di ristrutturazione di una di queste proprietà e prima di poter partire formalmente devo risolvere la questione del trasferimento della proprietà dell’immobile a me da parte di mio padre.
      Per adesso l’intenzione è di cominciare solo con me lasciando in seguito ulteriori donazioni per gli altri figli.

      devo valutare IPOTESI DI VENDITA perchè stò riscontrando seri problemi a trovare banca che mi accorda mutuo di ristrutturazione su immobile donatomi da mio padre
      da parte di mio padre.

      In tal caso se faccio mutuo per acquisto prima casa dell’immobile di proprietà di mio padre….
      può poi mio padre pagarmi i lavori con quell’importo ricevuto dalla banca? In tal caso quel pagamento risulterebbe una donazione a me visto che la proprietà è diventata mia? o cosa?

      Grazie in anticipo degli eventuali suggerimenti e delucidazioni

      • notaio ha detto:

        Suo padre può fare quello che vuole con i soldi che ricava dalla vendita di un suo immobile. Naturalmente il pagamento dei lavori a suo favore configurerà una donazione in denaro (e non una donazione dell’immobile), con tutte le dovute conseguenze, comunque diverse dalla donazione di immobile.

        • libertar ha detto:

          Sempre nel caso in cui faccio mutuo per acquistare da mio padre e nel caso in cui io e mio padre avessimo conto cointestato e tale conto venisse indicato come conto cui la banca deve versare i soldi del mutuo… io poi potrò tranquillamente utilizzare tale conto (essendo cointestato) per pagare i lavori a mio nome quindi…..corretto?

          So che i soldi nei conti cointestati non sono esclusivamente di uno dei cointestatari fino a prova contraria… ma la “prova contraria” chi potrebbe darla? i miei fratelli? ed in tal caso riguarderebbe i soldi e non più la proprietà giusto?

    • katu ha detto:

      Gentile Notaio,
      vivo da anni nella casa di proprietà di mia madre. Ho una sola sorella e mia madre vuole ora vendere la casa a me. Per far in modo che entrambe le figlie abbiano la loro parte, io pagherei a mia madre solo la metà del valore dell’immobile, denaro che poi lei trasferirebbe a mia sorella.
      Tra me e mia sorella non ci sono buoni rapporti ma siamo giunte a questo accordo: io stipulo un contratto di compravendita con mia madre e contestualmente firmiamo anche con mia sorella una scrittura privata nella quale dichiariamo di essere tutte e tre d’accordo su questa procedura.
      La mia domanda è se sarei tutelata da qualsiasi eventuale azione futura da parte di mia sorella(anche dopo la morte di mia madre) ricorrendo a questa scrittura privata. Avrà essa valore?

      • notaio ha detto:

        La donazione può essere impugnata perchè, essendo un trasferimento a titolo gratuito, può ledere i diritti degli altri legittimari. La vendita invece avviene dietro pagamento di un corrispettivo, quindi se stipula un normale contratto di vendita e non un contratto di donazione può stare tranquilla.

        • katu ha detto:

          Gent.mo Notaio,
          vorrei porle un ulteriore quesito: la scrittura privata che le avevo sopra menzionato potrebbe configurare l’ipotesi di un patto successorio? Nel qual caso, trattandosi di fattispecie suscettibile di nullità, quali potrebbero essere le conseguenze in sede di un eventuale giudizio tra me e mia sorella, qualora quest’ultima voglia rivendicare più denaro?

          • notaio ha detto:

            Non so cosa avete scritto nella scrittura privata. Comunque se avete disposto delle vostre successioni o di diritti che vi possono spettare su una successione non ancora aperta, o rinunzia ai medesimi, allora trattasi di patto successorio e come tale nullo e quindi privo di effetti. In ogni caso se lei acquista l’immobile pagandolo e poi sua madre dona il denaro ricevuto dalla vendita a sua sorella, sarà sua sorella a doversi preoccupare.

    • califfo ha detto:

      buonasera,
      nel 2004 ho comprato insieme mio padre una casa. L’acquisto è stato fatto transitando per comodità sul conto di mia madre (aveva banca nella città di acquisto immobile).
      Ora i miei fratelli hanno fatto risultare la compravendita nell’eredità di mia mamma presentando assegni circolari relativi all’acquisto del conto di mia madre.
      Di fatto però c’èra stato il passaggio dei miei soldi e quelli di mio padre precedentemente.che hanno finanziato il conto di mia madre.
      Le banche mi dicono che non mi danno gli estratti oltre dieci anni.
      Ora non so come fare . Come posso provare il passaggio dei soldi se la banca non mi da gli estratti conto?

    • dirk pitt ha detto:

      Buongiorno sig. Notaio.

      Le chiedo chiarimenti; i miei genitori possiedono due appartamenti identici, nello stesso condominio esattamente uguali.
      Io ho la resistenza e vivo in uno di questi, che tra l’altro è stato promesso a me , mentre l’altro è stato promesso a mio fratello che vive in affitto con una ragazza in altra sede.
      Io vorrei acquistare un appartamento e i miei genitori vorrebbero vendere l’appartamento dove vivo io e regalarmi il ricavato. La mia domanda è questa: possono i miei genitori regalarmi 100000 euro ricavati dalla vendita di questo appartamento?
      Vorrei sottolineare che io e mio fratello abbiamo un ottimo rapporto, sia tra di noi che con i nostri genitori.
      Ovviamente quando i miei genitori non ci saranno più io lascerò l’appartamento intestato a loro tutto a mio fratello, ma questo è un accordo di famiglia, non sono convinto della fattibilità della cosa. Dovrò pagare tasse particolari dopo aver ricevuto i 100000 euro ?

      • notaio ha detto:

        Certo che possono farlo. Ognuno fa quello che vuole con i propri soldi. La donazione in denaro fatta ai figli non sconta alcuna tassazione al di sotto della franchigia di 1.000.000 di euro quindi potete stare tranquilli dal punto di vista fiscale.

    • kronos ha detto:

      Buongiorno,

      siamo due fratelli e mio padre è da poco stato trasferito in una struttura a seguito di una crisi sincopale (affetto da parkinsonismo, epilessia, depressione). In seguito al ricovero in casa di riposo si è ripreso ed ora è vigile e orientato.

      Quando è stato male, ho avvisato mio fratello con il quale mio padre aveva interrotto i rapporti nel 1994 in quanto aveva firmato da garante a mio fratello per una cifra di 100 milioni di lire che mi padre ha dovuto rimborsare alla banca in quanto mi fratello è fallito con la sua attività. Nel 2004, sempre mio fratello, si è rifatto vivo tramite il suo avvocato per richiedere la liquidazione della quota legittima di mia madre che è morta quando eravamo piccoli. Dopo una serie di contrattazioni, ho acquistato io la quota legittima e pertanto ora sono comproprietario con mio padre di una casa e un capannone.

      Mio fratello, la casa di riposo e l’assistente sociale, pretendono che nominino un amministratore di sostegno (io sono comunque cointestatario dei conti e pago la retta). Mio fratello non vuole che sia io a ricoprire questo ruolo da quando, poco dopo che mio padre è entrato in casa di riposo, mi ha chiesto un prestito che gli ho negato.

      Io e altri parenti vorremmo opporci alla nomina quando arriverà la notifica, visto che sta portando avanti tutto il figliol prodigo. Crede sia possibile?

      Altresì, mio padre non vuole lasciare nulla a mio fratello. Due anni fa ci siamo recati da un notatio che ci ha proposto una rinuncia abdicativa per il bene immobile e per i soldi una semplice scrittura olografa da parte di mio padre, assicurandoci che non rientra tra le donazioni indirette.

      Gentile notaio, lei cosa pensa? concorda con il nostro notaio e sopratutto è consigliabile farlo ora? mio padre non vuole più saperene e lasciare nulla a mio fratello.

      Grazie per la gentile risposta

      • notaio ha detto:

        Non basta essere vigile ed orientato. Bisogna essere in grado di intendere e volere, cioè capire le conseguenze di atti patrimoniali. Certamente potrete opporvi giudizialmente alla nomina, e se il Giudice riterrà che è in grado di intendere e volere, suo padre potrà fare qualsiasi cosa

        • kronos ha detto:

          Grazie per la gentile risposta.
          Le condizioni di mio padre sono ulteriormente migliorate grazie all’accudimento in struttura.
          È lui stesso ora a chiedermi di vendere i beni immobili. La nomina dell’ads è stata bloccata. Possiamo procedere?
          Non ha alcun senso tenere immobili chiusi e che sono solo un costo.

    • salimbeni ha detto:

      Salve Notaio,mia moglie gia’ proprietaria di una casa vorrebbe donare un appartamento ciascuno alle nostre figlie(sarebbe prima casa) e per evitare problemi futuri avrei pensato di fare cosi: La nuda proprieta’ alla figlie e l’usufrutto a mia moglie salvo poi fare un comodato d’uso gratuito in quanto ci andrebbero ad abitare le figlie. Al rogito dal notaio mia moglie pagherebbe la cifra ai proprietari
      facendo una donazione indiretta e riservandosi l’usufrutto.Secondo Lei la cosa e’ fattibile ? Oppure e’ meglio intestare la nuda proprieta’ a mia moglie e l’usufrutto alle figlie? Grazie

      • notaio ha detto:

        La prima soluzione è quella giusta. Salvo per il comodato che non c’è bisogno di scriverlo formalmente. Naturalmente nel presupposto che non ci siano altri eredi, e ovviamente dopo aver riflettuto quanto scritto sul mio articolo relativo ai consigli sulla donazione

    • Mony ha detto:

      Preg.mo Notaio,
      mio suocero vorrebbe donare a mio figlio minorenne, suo nipote, l’unico bene immobile in suo possesso. Facendo ciò alla sua morte non ci sarebbero beni in lascito ai figli eredi.
      Cosa consiglia di fare per evitare una revoca di donazione da parte di mia cognata?
      Una donazione remuneratoria, una cessione con mantenimento o altro?
      Ringrazio.

    • max40 ha detto:

      Buongiorno Notaio
      Le chiedo cortesemente: anni fa per vari motivi ho dovuto vendere un immobile di mia proprietà a mia madre. Chiaramente l’operazione all’epoca fu fatta con tutti i criteri, ma una parte del denaro dell’acquisto era il mio, la rimanente parte di mutuo, fu trasferita a mia madre. Di tutto questo, chiaramente erano, e sono al corrente i miei tre fratelli, con cui al momento ho un ottimo rapporto. dopo la vendita/trasferimento uno dei miei fratelli, andò ad abitare nella casa divenuta di proprietà di mia madre,trasferendo anche la residenza, senza nessun tipo di contratto essendo un familiare, ed iniziò a pagare il mutuo/affitto utilizzando il suo conto corrente, e versando i soldi su un conto cointestato tra me e mia madre.
      Ora il mutuo si è estintivo, mio fratello si sta comprando un altra casa, e quindi lascerà la casa di mia madre, ed io, avendo nel frattempo fatto una famiglia, vorrei rientrare in possessore mio bene.
      Le soluzioni sono 2, ma vorrei capire quale delle 2 sia la meno rischiosa per un futuro quando mia madre non ci sarà più.
      1 riacquistare la casa da mia madre con atto notarile, ma in questo caso, credo che si debba comunque fare un passaggio di soldi che dopo dovrebbero essere da mia madre rigirati di nuovo a me, o lasciati sullo stesso conto di cui anche io sono utilizzatore.
      2 vendere ad un estraneo la casa, che verserebbe i soldi sul conto da anni cointestato tra me e mia madre, che a sua volta potrebbe e dovrebbe girarli a me.
      In tutte e due le soluzioni i soldi incassati da mia madre sarebbero poii in seguito utilizzati da me, questo potrebbe in qualche modo essere impugnato? inoltre la parte del mutuo che mio fratello ha versato per la definizione dell’acquisto della casa, potrebbe essere ripreteso dallo stesso?
      Le banche potrebbero mettersi di traverso per la vendita?
      La ringrazio se vorrà essere così cortese da rispondere.

      • notaio ha detto:

        Le vendite simulate possono sempre dar luogo a problemi ed ad azioni rivendicatorie. Se poi la simulazione è fatta in danno dello Stato ci sono anche responsabilità penali. Quello che posso dirle è che sua madre, con i suoi soldi, può fare quello che vuole quindi può tranquillamente donarle la somma che ricaverà dalla vendita dell’appartamento. Naturalmente anche le donazioni in denaro possono dar luogo a impugnazioni per violazioni di legittima. Inoltre le banche non vedono di buon occhio le vendite tra parenti.

    • sabino ha detto:

      Buongiorno sig.notaio.siamo due fratelli , adulti e mio padre proprietario della casa dove lui abita ,all’interno, ha fatto una vendita di nuda proprietà’ a mia sorella con usufrutto v.n.d.
      nel 2014,ad oggi ,io non sono mai stato messo a conoscenza di questo atto pubblico fatto da un notaio a Firenze.lo può’ fare???,dovevo essere messo a conoscenza?? ho diritto anche io ad una quota parte, o sono stato escluso a priori….

      grazie mille anticipatamente

      • notaio ha detto:

        E’ stato escluso. L’unica chance sarà provare in Tribunale, dopo la morte di suo padre, che la vendita era fittizia, e nascondeva una donazione, facendola così ritornare nel calcolo della legittima

    • Stefano7 ha detto:

      Buongiorno.
      Mio padre proprietario di una quota della ditta sua e di suo cugino, una volta andato in pensione ha lasciato l’intera quota a mio fratello che lavora nella suddetta ditta. Volevo gentilmente sapere se un procedimento del genere è corretto o se di diritto come erede metà della quota sarebbe aspettata a me.
      La ringrazio anticipatamente.

      • notaio ha detto:

        Con la parola “lasciare” si intende la successione a causa di morte, non il pensionamento. Non so quindi quale “procedimento” sia stato fatto. Comunque la risposta è semplice: come erede, al momento della morte di suo padre, avrà diritto alla sua quota di legittima. Solo allora potrà calcolare il minimo che le spetta per legge sommando i valori dei beni relitti a quelli donati in vita ad altro erede.

    • Andrea Meglio ha detto:

      Salve, vorrei un consiglio, o meglio come muovermi in questa situazione le scrivo a nome di mia sorella
      E sposata in seconde nozze, ed e proprietaria di una casa, acquistata prima del secondo matrimonio, lei con l’attuale marito è in separazione dei beni. Lei ha 2 figli maggiorenni è 2 figli maggiorennil lui. La domanda è questa: come bisogna fare per far si che alla sua morte la casa vada interamente ai suoi 2 figli? Perché mi sembra di aver capito che nella situazione attuale il 50% andrebbe ai suoi figli e l’altro 50% al suo attuale coniuge che a sua volta diverrebbe con i suoi 2 figli. Le chiedo gentilmente, come evitare tutto ciò e lasciare tutta la casa ai suoi 2 figli. Inoltre le chiedo se è possibile contattare lei, oppure a chi rivolgermi per conoscere tutta la procedura da effettuare per giungere al suo volere. La ringrazio resto in attesa.

      • notaio ha detto:

        Deve vendere la nuda proprietà ai suoi due figli. Può stipulare una vendita con assistenza se non ci sono disponibilità di danaro. L’atto lo può stipulare qualsiasi notaio perchè non è molto difficile. Se ha problemi e se se la sente di spostarsi può contattarmi per mail

    • Michy ha detto:

      Buonasera,i miei nonni (hanno solo una figlia,mia mamma)(anche io sono figlia unica)mi hanno donato un immobile qualche anno fa ed ora vogliono vendere a me ed il mio fidanzato per 1/2 ciascuno altri due appartamenti (tenendo l’usufrutto su uno) e tre piccoli appezzamenti di terreno agricolo. Ora,quando i miei nonni non ci saranno più,mia madre potrebbe dire di essere stata lesa nella sua quota di legittima (mettendo che quello che rimane ai miei nonni fossero pochi soldi)? So che potrebbe riavvalersi sulla donazione (in caso non passino 20 anni) ma potrebbe farlo anche sulla vendita? Inoltre i miei nonni possono vendere a me nipote passando davanti a mia madre? Ringrazio per la risposta.Cordiali saluti

    • Mariad ha detto:

      Buonasera, spero vogliate rispondere al mio quesito sull’argomento..siamo 4 fratelli, mia madre ha già aiutato gli altri con somme di denaro (di cui forse c è qualche matrice) e lasciando in uso un appartamenti gia da piu di 15 anni senza percepire alcun affitto anzi ha aiutato a mettere in sesto con somme di denaro , idem con altri fratelli.. ora per pareggiare la.questione con.Me vorrebbe intestare un altro appartamento,e nn tutti sono d accordo perché il valore di questo immobile è più alto degli altri.. la domanda è questa :in caso di eredità conta il fatto che loro usufruiscono dei beni già da un bel pezzo ed io no..

      • notaio ha detto:

        Purtroppo, qualora non riusciate a trovare un accordo pacifico, sono circostanze da evidenziare in sede di contenzioso, e la prova deve essere fornita solo attraverso documenti. In sede di successione vanno prese in considerazione tutte le donazioni fatte in vita, comprese le donazioni in denaro, ad eccezione di quelle di modico valore e le spese ordinarie sostenute per il mantenimento, l’educazione, malattia, istruzione ecc..

        • Mariad ha detto:

          Grazie notaio per la.sua risposta, non mi è chiara una cosa..l utilizzo dei beni immobili(quindi non la donazione)se comprovato da residenza viene considerato in caso di.giudizio?parliamo di persone sposate quindi appartenenti ad un diverso nucleo familiare. Sempre.Grazie per.Il.chiarimento che vorrà darmi.

    • francesco.83 ha detto:

      Salve,
      il mio problema è il seguente:
      la mia famiglia d’origine è composta da mio padre, mia madre, mio fratello ed io.
      Mio padre è proprietario di una casa che vuole donare a entrambi.
      Io voglio cedere in cambio di compenso in danaro, la mia parte donata a mio fratello.
      Mio fratello per acquistare la mia quota dovrà accedere ad un mutuo, le banche però ad oggi quando sentono parlare di donazione mettono le mani avanti per possibili impugnazioni dell’atto, da parte di coeredi.
      Cosa ci consiglia per far sì che mio fratello prenda le mie quote e allo stesso tempo possa dimostrare alle banche che in qualche modo ha blindato la sua proprietà?
      Grazie mille per la sua disponibilità.
      Salluti
      Francesco

      • notaio ha detto:

        Suo fratello acquisterà l’intero immobile con mutuo bancario, pagando. Suo padre poi donerà ad entrambi la metà ciascuno del danaro ricevuto. Suo fratello potrà poi utilizzare il danaro per estinguere la metà del mutuo

    • libertar ha detto:

      Salve Signor Notaio,

      mi trovo in questa situazione. Siamo 4 figli e mio Padre e mia madre hanno più di u na proprietà. Ho intenzione (da 2 anni ormai) di ristrutturare un immobile disabitato ormai da piu di 10 anni che si trova quasi in stato di rudere (per mancata manutenzione da parte di mio padre) ma ha una suo accatastamento (in totale 15 subalterni tutti di cat A e C)

      Dopo un anno di verifiche dei lavori da fare e concertazioni con la banca ed il tecnico siamo addivenuti a questa strada:

      A) Mio padre comincia lui a redigere il progetto di ristrutturazione che alla sua approvazione
      porterà al passaggio di categoria catastale in F3 o F4

      B) Facciamo il trasferimento di proprietà o con donazione (atto di donazione solo a me) o con acquisto (io acquisto da mio padre)

      C) Accendo mutuo di ristrutturazione/completamento

      I miei dubbi sono questi

      1) è fattibile tranquillamente sia vendita che donazione da parte di mio padre giusto?

      2) se dovesse consigliare la donazione o l’acquisto da mio padre quale consiglierebbe? quale sarebbe meno dispendiosa e senza complicazioni?

      3) nel caso di vendita… il prezzo di vendita dell’immobile in quella categoria PROPOSTO quanto può essere basso?

      Grazie in anticipo delle risposte che vogliate darmi

      • notaio ha detto:

        Sono fattibili entrambe le ipotesi, dipende solo da voi: la donazione è un trasferimento fatto a titolo gratuito e per spirito di liberalità, la vendita è a titolo oneroso e quindi comporta il pagamento di un corrispettivo. La donazione tra padre e figlio costa sicuramente meno dalla vendita ma non tutte le banche accettano in ipoteca un immobile di provenienza donativa. Se l’immobile è accatastato come “in corso di costruzione”, non ha una rendita catastale e quindi le tasse si pagano sul valore dichiarato in atto dalle parti. Naturalmente io non posso sapere quanto vale l’immobile, fatelo stimare da un tecnico.

    • Rya1508 ha detto:

      Buonasera notaio, il mio problema è il seguente: mio padre ha avuto una figlia durante il suo precedente matrimonio, al momento del divorzio ha lasciato alla ex moglie le proprietà che aveva. Questa signora è deceduta circa 15 anni fa lasciando le proprietà sopra citate a mia sorella. Ora è possibile che io riesca ad ottenere una parte di queste proprietà? Se si cosa dovrei fare per ottenere qualcosa? Dovrei anche aggiungere che io sono nata dopo il divorzio da un secondo matrimonio. Grazie in anticipo.

      • notaio ha detto:

        No perchè sua sorella ha ereditato quei beni dalla madre e non da suo padre. Quei beni sono usciti dal patrimonio di suo padre nel momento in cui sono stati assegnati, in sede di divorzio, alla ex moglie. Lei invece non ha nessun diritto ereditario sui beni della prima moglie di suo padre.

    • onlus62 ha detto:

      Buonasera gentile notaio;
      Mio padre ancora in vita,l’anno scorso mi a sottoscritto un testamento orafo,lasciandomi tutti i suoi avere che ammontano a circa 60.000 euro,su C/C cointestato con mia madre che in data successiva al testamento è deceduta,da questa somma alla sua…….dovevo versare ai nipoti (figli dei mie due fratelli),circa 30.000 euro,ma non loro, che si sono sottratti alla dovuta assistenza.Premesso che la suddetta somma antecedentemente alla scomparsa di mia madre mi è stata versata dai miei genitori su libretto postale a me intestato per permettere quanto su detto,poi successivamente su suggerimento di un amico,(rischio collazione) ho di nuovo versato stessa somma nuovamente sul C/C dei miei genitori.Io personalmente non vorrei svelare tale scrittura,anzi vorrei dividere in parti uguali tale somma con i miei fratelli,ultimamente però si è intromessa una cognata,divulgando a persone non familiari che alla scomparsa di mio padre,faremo i conti?,non capisco quali,visto che la somma versatami dai miei genitori è stata interamente restituita da C/C a C/C intestato ai miei genitori ancora in vita.Io volevo esaudire i desideri dei miei genitori un domani,non appropriarmi dei soldi,infatti potrei beneficiare della disponibile di mio padre,io non voglio questo, quale rischio?
      Ringrazio per la risposta.Cordiali saluti

      • notaio ha detto:

        Chiunque è in possesso di un testamento olografo è obbligato a presentarlo a un notaio per la pubblicazione, appena ha notizia della morte del testatore. Se poi, qualche erede ritiene di essere stato ingiustamente leso e/o pretermesso, può impugnarlo. L’occultamento di un testamento olografo costituisce reato.

    • califfo ha detto:

      nel 2005 ho acquistato un immobile. Compravendita.
      Avevo reddito e vivendo con mio padre utilizzavo il suo conto ed ho inviato il 70% del denaro a mia madre.
      C’è ora un preliminare di compravendita che attesta che l’immobile è pagato con assegni di mia mamma ed il 70% risulta dagli estratti conto che viene dal conto di mio padre.
      Essendo passati 12 anni naturalmente non posso provare che versavo i miei soldi sul conto con mio padre.
      Potrò avere il problema che in futuro mi contestano che il 70% non erano miei soldi dicendo che era una donazione indiretta?
      Mio padre è già morto, mia madre è ormai in alzheimer avanzato

    • dina ha detto:

      Gentile Notaio, nel ’99 mio padre decise di donare all’unico figlio maschio una gran parte di casa familiare (unica eredità), non proprio in accordo con le altre 3 figlie (io e una sorella eravamo ancora minorenni, quindi incapaci di intendere cosa significasse per il futuro,la figlia più grande tentò di opporsi ma alla fine rinunciò).
      La casa è un unico complesso di 2 piani (ogni piano misura complessivamente circa 120mq netti): il piano interrato usato come laboratorio/garage, il primo piano è praticamente il piano abitativo della famiglia, il terzo tutto di mio fratello.. che all’epoca era allo stato grezzo. Le parti in comune,(come il terrazzo, il giardino, i garage nel retro della casa, la cantina, e il lavatoio) sono state suddivise ad 1/3 a mio fratello e 2/3 a mia madre.
      Lasciando un intero piano ad un solo figlio su 4, ha messo i restanti 3 in condizione di avere un pezzo di casa impossibile da dividere.
      Prima di morire, mio padre lasciò testamento olografo, dichiarante che le 3 figlie e la moglie ricevessero i rimanenti averi immobili e “liquidi” al 67%, perché il figlio era già stato taciuto da donazione. Quindi ci trovammo con un’eredità liquida davvero irrisoria e con una casa indivisibile. Tra l’altro testamento poi firmato da mia mamma e noi 4 fratelli.
      Ora chiedo, con questi presupposti, si potrebbe chiedere una rivalutazione al testamento in quanto non paritario per tutti? Ci si può rivalere legittimamente sul fratello chiedendo la parte che ha avuto in più?
      E altra cosa, un genitore può versare tranquillamente dei soldi ad un solo figlio?
      La ringrazio!

      • notaio ha detto:

        Se non sono passati 10 anni dalla morte potete impugnare il testamento per violazione della legittima chiedendone la reintegra. Quanto alla seconda domanda che mi pone, ognuno può dare il proprio denaro a chi meglio preferisce senza dover interpellare nessuno, ma, poichè anche le donazioni in denaro sono donazioni a tutti gli effetti, anche queste sono soggette a collazione e possono essere impugnate per violazione della legittima.

    • daniela82 ha detto:

      Buongiorno
      Innanzitutto vorrei ringraziarla per il suo articolo molto chiaro.
      Volevo chiederle un consiglio, i miei genitori vorrebbero darmi in donazione un immobile (rudere) ma il problema è che siamo tre fratelli.
      Mi chiedevo se dato che io ho varie ruderi di proprietà potrei donare un rudere di uguale valore ad ognuno dei miei fratelli e cosi evitare il problema della donazione dell’immobile da parte dei miei genitori?
      Grazie mille

      • notaio ha detto:

        Le consiglio un’altra soluzione: i suoi genitori donano a tutti e tre i figli (1/3 ciascuno) e poi lei riacquista le quote dei suoi fratelli o mediante un atto di compravendita (quindi con pagamenti in denaro) o mediante un atto di permuta (ossia dando in cambio gli altri immobili di sua proprietà)

    • MJ ha detto:

      Gentile notaio,
      mio padre mi ha appena comunicato che avrà bisogno di una mia firma in un ufficio notarile in quanto mi ha intestato (non so quando) un immobile, ma non so in quale percentuale. Le premetto che ne vengo a conoscenza ora, non sono mai stato al corrente di essere l'”intestatario” di qualsivoglia immobile. Si parla di una casa di proprietà già ai tempi di mio nonno paterno e di mia nonna paterna.
      È possibile che sia stato in grado di intestarmi una casa (ripeto, non conosco la percentuale della parte che mi è stata intestata) senza che io ne sapessi nulla? Non so quando l’abbia fatto, se al tempo fossi minorenne o se invece risale ad un fatto recente.
      La ringrazio.

      • notaio ha detto:

        Può darsi che eri minorenne, e quindi, con l’autorizzazione del giudice, non ti hanno detto nulla. Lo stesso in caso di successione ereditaria. Da maggiorenne è impossibile intestarti qualcosa senza il tuo consenso. Fai una ricerca ipocatastale a tuo nome e vedi.

    • onlus62 ha detto:

      Grazie,della Sua godibile disponibilità ai nostri tantissimi problemi e/o dubbi;
      In tal caso,riferendomi sempre al testamento olografo,rilasciatomi da mio padre! non volendo un domani usufruirne a mio vantaggio, quindi rendendolo pubblico;Mio padre in vita e nelle sue ancora eccellenti capacità mentali,potrebbe con scrittura olografa in data successiva annullare detto testamento?,anche se persone(non familiari) sono ha conoscenza di quest’ultimo?,senza incorrere nell’occultamento del testamento e quindi reato.Grazie

    • Gas ha detto:

      Gentile Notaio,
      sono (felicemente) sposato in comunione dei beni con mia moglie.
      Abitiamo in una abitazione dei miei suoceri, in comodato d’uso.
      Adesso dobbiamo provvedere alla donazione.
      I miei suoceri donano a noi la casa.

      1)
      Possono donarla ad entrambi (alla comunione dei beni)?
      Oppure si può donare solo a mia moglie, loro figlia, come anticipo della successione..? (Sono 3 fratelli)

      2)
      Nel caso di donazione ad entrambi, essendo per entrambi prima (ed unica) casa, abbiamo le agevolazioni spettanti per la “prima casa”?

      3)
      Le spese per la donazione a quanto ammontano nel caso di donazione ad entrambi?

      4)
      Cosa mi può consigliare per fare tutto senza problemi con gli altri eredi? (ognuno avrà un piano della stessa palazzina, quindi tecnicamente al momento della successione avranno avuto tutti la stessa “donazione”

      Nell’attesa di un suo riscontro (ogni suo consiglio per noi è molto importante) le porgo i miei migliori saluti

      • notaio ha detto:

        1) possono donarla sia solo a sua figlia che attribuirli alla comunione;
        2) entrambi potete usufruire delle agevolazioni per la prima casa;
        3) purtroppo non posso calcolarle le spese senza conoscere la pratica e senza aver alcun documento. Posso solo dirle che le tasse sulla donazione con agevolazione prima casa sono relativamente basse;
        4) è opportuno fare un atto plurimo ossia un atto con più donazioni dove ad ogni figlio viene attribuito un appartamento con rinuncia reciproca all’opposizione alle donazione fatte agli altri. Altra soluzione è una donazione indivisa ai 3 figli e successiva divisione tra gli stessi.

    • califfo ha detto:

      vivo nella casa dove vivevo con il mio genitore defunto. I miei fratelli hanno fatto fare un testamento a mio padre (malato di alzheimer) che lasciava loro la casa perchè io avevo avuto del denaro (cosa non vera). Ora la casa è loro ed ho dovuto impugnare il testamento mentre vivo ancora in questa casa . Loro hanno richiesto il rilascio dell’immobile.
      Potrà arrivarmi un provvedimento del giudice di lasciare l’immobile (anche se è chiara la lesone della legittima) finchè non c’è la sentenza?

    • stellina ha detto:

      Gentilissimo notaio,
      Mi scuso son da subito perché non conosco i termini tecnici esatti ma spero di essere chiara e di avere una risposta da lei.
      Le spiego: Mio padre ha acquistato un terreno agricolo circa 7 anni fa, diventato edificabile da poco. Nel progetto è prevista la costruzione di tre piani, e di questi lui vorrebbe il primo e gli altri vorrebbe donarli a me, ma questo è possibile?quando? Terminati tutti i piani o possibilmente anche dopo avere finito il primo piano(suo) e così poi donarmi” l’area”?
      Spero nuovamente di essere stata chiara e spero in una sua risposta. Grazie.
      Saluti.

      • notaio ha detto:

        Il legislatore ha previsto all’art. 771 cc il divieto di donazione dei beni futuri, con il fine di tutelare il donante dalla prodigalità, considerando che la futurità del bene non permette la reale consapevolezza del depauperamento del patrimonio del donante. Suggerisco invece una vendita di bene futuro, che è ammissibile. E’ possibile certamente donare l’area, fin da adesso, ma poi sarà necessario un atto di divisione per individuare l’esatto immobile.

    • Francesco Asti ha detto:

      Buonasera, viviamo come molti genitori le difficoltà di crescere un figlio con problemi di disabilità. I genitori di mia moglie non avendo mai accettato la nostra unione e le scelte della figlia, non considerata all’altezza dei fratelli e la conseguente, a loro dire, nascita del nipote con un grave handicap hanno da subito rotto oggi rapporto con la nostra famiglia. Non siamo neppure stati invitati ai recenti secondi matrimoni di un fratello e una sorella di mia moglie. Da poco abbiamo appreso che hanno venduto il loro alloggio molto prestigioso a Venezia per prendere in affitto una casa fuori città. La somma ricavata viene man mano elargita ai fratelli e nipoti per ogni loro necessità dalle quelle più importanti come il mantenimento dei nipoti all’università, al pagamento delle spese per i matrimoni e arredo per le nuove case dei fratelli, all’acquisto di costosi regali e crociere e viaggi per tutta la famiglia. Il loro intento e far si che il ricavato della vendita vada pian piano e con soldi contanti a solo ed esclusivo beneficio dei fratelli di mia moglie. Mio figlio non riceve da anni neppure un regalo di Natale o una telefonata dai nonni. Non ha mai conosciuto gli zii e i cugini. Io e mia moglie non vorremmo nulla dai sui genitori ma ci chiediamo quanto tutto questo sia giusto nei confronti di nostro figlio che un domani, senza di noi, sarà senza affetti familiari e senza disponibilità economiche. Vorremmo un suo consiglio per sapere se è possibile trovare delle soluzioni a tutela del futuro di nostro figlio. Grazie per la sua consulenza.

      • notaio ha detto:

        Le donazioni – anche di danaro e anche se frazionate in modeste somme – a favore di altri eredi possono essere oggetto di collazione, se però si possono portare delle prove in giudizio. La vedo molto difficile quindi. L’aspetto affettivo familiare è irrisolvibile. Occorre perdonare e rimettersi al giudizio di Dio

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