• Il notaio vi spiega come lasciare una eredità al vostro gatto o cane

    gatto notaio d'ambrosio

    La gattina del notaio

    Quanti sono gli articoli dei giornali che ci narrano di eredità milionarie lasciate al proprio amico domestico a quattro zampe, di solito il proprio gatto che ha tenuto compagnia amichevole per tanto tempo!

    Le notizie sono eco di vicende reali che si verificano negli States, dove  è ammesso dalla legge e dove è appunto possibile fare un testamento direttamente al favore del proprio gatto o cane.

    E’ possibile lasciare i propri beni al proprio gatto?

    Ma in Italia, a differenza degli Usa, questo non è possibile o, perlomeno, non lo è in maniera diretta. Una disposizione testamentaria tipo “lascio tutto al mio gatto Fuffi” o “nomino erede il mio cane Fido” è nulla inderogabilmente,  in quanto gli animali non hanno capacità giuridica. La capacità giuridica è, appunto, l’idoneità di un soggetto a essere titolare di diritti e obblighi, e questa capacità nel nostro Ordinamento è riconosciuta solo alle persone fisiche, giuridiche, e agli enti.  Gli animali sono invece giuridicamente considerati, ai fini civilistici, come “cose”, e pertanto, non avendo capacità giuridica, non possono beneficiare di eredità o legati.

    Come fare per non abbandonare il proprio gatto?

    Come fare per non lasciare abbandonato, o peggio, il proprio amico di casa? L’unico modo per aggirare l’ostacolo e garantire, indirettamente, al proprio animale domestico “un certo tenore di vita”  per il tempo in cui il padrone non potrà più occuparsene, è quello di nominare erede o legatario qualcun altro, cioè una persona fisica o giuridica di fiducia (ad esempio un’associazione animalista) che amministri l’eredità, e si prenda cura di lui. In questo modo “Fuffi” o “Fido” diventeranno, di fatto, beneficiari del testamento senza essere eredi diretti. Quindi è valido un testamento che contenga una disposizione del tipo “lego all’associazione X la somma di Euro X con l’onere di provvedere al mantenimento e alla cura del mio fidato gatto Fuffi per tutta la sua vita” o  “nomino erede il signor X a condizione che provveda al mantenimento e alla cura del mio fidato cane Fido per tutta la sua vita”.

    Ovviamente la eredità o il legato dovrà essere proporzionata, per invitare l’erede o il legatario ad eseguire la disposizione: l’erede deve avere un interesse patrimoniale!

    Eredità o legato?

    La scelta tra legato e istituzione di erede dipende esclusivamente dalle volontà del testatore, in quanto la differenza principale tra i due istituti sta nel fatto che l’erede è un successore a titolo universale, ossia subentra nella titolarità dell’intero patrimonio ereditario o in una quota di esso, mentre il legatario è un successore a titolo particolare che subentra in uno o più determinati rapporti giuridici attivi; in altri termini il legatario non ha una quota del patrimonio ereditario come accade per l’erede, con la conseguenza che il legatario non è tenuto a far fronte ai debiti ereditari, mentre l’erede è obbligato a pagarli.

    Come garantire il gatto?

    Poichè il gatto non ha capacità giuridica e non può protestare (a volte non ha neppure la parola) possono ben verificarsi episodi incresciosi come quello perfettamente tramandatoci nel film “Gli aristogatti“. Come fare per proteggerlo? Certo in caso di inadempimento dell’onere qualsiasi interessato può adire l’autorità giudiziaria per vedere pronunciata la risoluzione della disposizione testamentaria per inadempimento, e quindi la revoca del lascito, se ciò sia stato espressamente previsto o quando l’onere sia stato l’unico motivo che ha spinto il testatore a prevedere quella disposizione.

    Ma non è sufficiente, e  il notaio consiglia un lascito alternativo: “lego al signor X  la somma di euro X a condizione che provveda al mantenimento e alla cura del mio fidato cane Fido per tutta la sua vita, e se non vorrà o potrà farlo nomino legatario in sua sostituzione il signor Y con lo stesso onere”. Solo così ci si garantirà che il signor X sarà controllato da qualcun altro che avrà un interesse a far dichiarare decaduto dal legato il primo legatario.

    L’esecutore testamentario

    Per avere la certezza che le ultime volontà vengano realmente rispettate, è opportuno nominare anche un esecutore testamentario ossia una persona (sempre fisica o giuridica) che si preoccuperà di verificare che le somme indicate dal defunto siano effettivamente usate per il benessere del cane o del gatto. In tal caso, se i fondi vengono utilizzati per altri scopi, o se Fuffi non verrà adeguatamente accudito (magari su denuncia di Y)  l’esecutore testamentario avrà il diritto-dovere di  chiedere giudizialmente la revoca del lascito del defunto.

    Quindi, ad esempio, si può nominare erede l’associazione X affinchè provveda al mantenimento e alla cura del gatto o del cane, dando anche, se del caso, disposizioni sulle modalità, prevedere un erede alternativo Y,  e nominare il signor Z quale esecutore testamentario.

    In ogni caso – in considerazione della delicatezza della questione è opportuno affidarsi sempre alla consulenza di un notaio per la redazione del testamento – e in particolare di un notaio che abbia la giusta sensibilità – il quale saprà consigliarvi al meglio sia su come formulare le disposizioni di ultima volontà, anche per non incorrere nel rischio di scrivere disposizioni nulle o impugnabili per violazione delle norme sull’intangibilità della legittima.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    gatto

    Cerrone Eduardo 1935 – 2011 (Dalla collezione privata del notaio)

     

     

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    Il notaio vi spiega come lasciare una eredità al vostro gatto o cane ultima modifica: 2017-12-01T23:54:12+00:00 da notaio
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    Categoria: Rivolgersi al notaio

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