• Il mito della concorrenza e la funzione del notaio

    notaio d'ambrosio concorrenza renziIntervento del notaio d’Ambrosio al Convegno de La Spezia: – Come sapete io sono notaio, faccio il notaio…no, anzi non faccio il notaio, io faccio l’esattore delle tasse! Perché il mio compito è quello di strappare ogni mese due-trecento-quattrocento mila euro ai clienti, sperando che poi alla fine ci rimanga qualcosa per pagare le mie bollette della luce e mettere un po’ di metano nella mia Panda a metano.

    La realtà del notaio oggi

    Rendetevi conto della situazione, di quello che sono costretto a fare, ho 25 anni in Magistratura, 7 anni ho insegnato ad Urbino, una vita…. anzi. fra l’altro. la mia vita professionale è cominciata qui, iperché ho iniziato subito dopo la laurea a lavorare ai Cantieri navali riuniti di Riva Trigoso! Mi vanto di aver costruito la prima fregata lanciamissili Lupo, e se adesso controllate le date mi renderete conto della mia età… (voce dal pubblico)….Ah, perbacco, hai azzeccato perfettamente in pieno.

    Ebbene, dicevo, adesso, alla fine della mia carriera, che devo fare? Anche se parlo perfettamente in latino? Dire a tutti i clienti: “Paga, paga! No, sequestro, pignoralo, fuori i soldi! Paga!” Questa è la mia vita, a questo punto così sono costretto a comportarmi.

    E vi parlo quindi a nome di una categoria che come vi rendete conto si è un pochettino innervosita, perché di fronte a questo sforzo che sta facendo per lo stato, per la legalità, per l’Erario, si è trovata di fronte ad una volontà del Presidente del Consiglio di distruzione totale, di abrogazione. Con il ddl concorrenza il Presidente del Consiglio ha detto chiaramente che i notai sono un orpello, non servono gli atti notarili, ciascuno se li deve fare per conto suo, scrivendoci le peggiori nefandezze.

    Notai e certezza del diritto

    E da qui si ricollega anche l’importanza per il mercato immobiliare, perché vi rendete conto che senza i notai non c’è più la certezza del diritto. Adesso in tutti i paesi emergenti si copia il notariato italiano, la legge cinese è identica alla legge notarile italiana, i notai cinesi sono identici ai notai italiani (salvo gli occhi a mandorla); tutti i paesi dell’est l’hanno copiata perché si rendono conto che per attirare investimenti  c’è bisogno che chi compra un terreno, una cas sappia che è veramente il proprietario e sia tutelato, e non venga fuori magari qualcuno che può dire: “No è mio”. Noi italiani invece non l’abbiamo capito….Quindi vorrei prima protestare a gran voce contro il significato sciagurato che si da adesso alla parola concorrenza, così come usata oggi nel mondo politico, parola che è diventata un fattore determinante, secondo i giornali, del nostro benessere economico e sociale:  se andiamo su automobili e non su carri trainati dai cavalli è per la concorrenza, se telefoniamo con i cellulari e non i segnali di fumo degli indiani è per la concorrenza, se la vita media dell’uomo si è allungata è per i farmaci trovati grazie alla concorrenza.

    Il mito della concorrenza

    Concorrenza come termine sacro, e criticarla, come sto facendo io, significa essere additato come amici dei monopolisti, degli imprenditori che sfruttano i cittadini, come amici dei nemici del popolo, perché tutto si basa sulla credenza che la concorrenza comporta necessariamente, e sempre, un prodotto migliore a un prezzo più basso, ma non è vero, o per lo meno non in tutte le circostanze. Certamente ci possono essere effetti distorsivi del mercato che la concorrenza corregge a favore dei cittadini. In caso di monopolio è chiaro che il produttore di beni o l’erogatore di servizi tende ad approfittarsene, massimizzando il ricavato, ma quando le aziende produttrici vengono coattivamente, eccessivamente, frammentate il risultato è, dopo un’iniziale ribasso del prezzo, quello di un aumento dei medesimi per far fronte all’aumento dei costi globali.

    Illusorio ribasso dei prezzi

    Faccio un esempio: se vi sono mille notai che hanno nel loro ufficio una fotocopiatrice da 10.000 euro il mercato globale dei consumatori pagherà dieci milioni di euro, se vi sono centomila notai che comprano una fotocopiatrice molto più modesta da 1.000 euro e quindi ci sono centomila notai con una fotocopiatrice da 1.000 euro ciascuno, il mercato dovrà rimborsare e pagare cento milioni di euro. L’obiettivo dello Stato di abbassare i prezzi per i cittadini con la moltiplicazione coattiva dei produttori di beni e servizi, se è compiuto indiscriminatamente, senza collegamento con la realtà, comporta l’effetto contrario.

    Il peggioramento della qualità

    Non parliamo poi della qualità. L’ipotesi che la moltiplicazione coattiva delle aziende produttrici possa costituire un miglioramento della qualità dei prodotti è utopistica. Potrebbe avvenire in quei rari casi in cui la differenza di qualità tra un prodotto e l’altro sia immediatamente avvertibile dal consumatore, ma ciò avviene raramente. Quando ero bambino vicino casa mia c’era un negozio che vendeva tortellini fatti in casa, e sull’insegna campeggiava un’enorme scritta in romanesco che diceva: “Volete magnà bene? Volete la robba bbona? Pagatela”. Il principio è sempre quello, perchè se il consumatore si accorgesse della differenza di qualità potrebbe decidere volontariamente se acquistare i tortellini buoni a un prezzo più alto o quelli di plastica a un prezzo più basso. Ma i produttori di beni e servizi mascherano la diminuzione della qualità con confezioni riccamente colorate, e ciò vale anche per le libere professioni intellettuali, tra cui inserisco la professione di mediatore, perché anche se la professione di mediatore non è iscritta in Albi, Collegi e Ordini semplicemente perché è venuta dopo, anch’essa è una professione controllata, sanzionata, e che richiede un minimo di qualità per poter superare l’esame iniziale.

    La professioni protette

    Il consumatore non sa se il professionista si è dedicato anima e corpo a lui oppure ha cercato di minimizzare il suo impegno. Basti considerare quello che il Governo voleva, vuole fare col Notariato, dove la mancanza di qualità il nostro Governo ha cercato di crearla ad arte. Le libere professioni sono chiamate “professioni protette”, ma ciò è un termine mal interpretato, perché la vera protezione che deve dare lo Stato, e da lo Stato, non è al professionista ma al consumatore. Nervo essenziale di ogni società è l’esistenza di soggetti preparati nelle singole materie, ingegneri, medici, geometri, periti industriali, notai anche, che sono in grado di dare un contributo alla società di valore e culturale, così come anche i mediatori professionisti, ed è questo principio della moltiplicazione delle aziende che lede l’interesse dei consumatori e dei cittadini che invece lo Stato sarebbe obbligato a garantire. Il Nucleo Nas dei Carabinieri può indagare se il pizzaiolo ha messo la mozzarella finta ma come può indagare se il professionista ha pensato più o meno al problema del cliente? Ve l’ho detto prima, quello che il Governo Renzi voleva fare con il ddl concorrenza, e forse cercherà ancora di fare, è una vera e propria frode nei confronti dei consumatori.

    La Notary Fraud

    In America da dove sono state mutuate le normative è prevista dal codice penale, e si chiama “Notary fraud”, ed è diffusissima negli Stati Uniti. E’ cioè  l’inganno nei confronti dei cittadini recenti di origine latino americana che il Public Notary americano dia le stesse garanzie del notaio latino italiano, che ha anche il Messico e il Sud America, per cui si comprano negli USA case con assoluta tranquillità per scoprire dopo che non c’è stato nessun controllo e nessuna responsabilità. E lo stesso ha fatto il Governo Renzi dicendo “abbiamo spostato le competenze nei confronti degli avvocati”, mentre non è vero, è stato tolto completamente ogni ingerenza di chiunque, perché gli avvocati hanno solo il potere di certificazione:  l’atto ciascuno se lo fa da sé, con il crollo completo e totale della legalità e di qualsiasi presenza dello Stato.

    Questa è la direttiva in cui si è mosso il nostro Governo, non sappiamo perché. C’è la teoria del consenso in base alla quale il Presidente del Consiglio, preso atto che la maggioranza degli italiani ce l’ha con i notai, antipatici esattori delle imposte, ha deciso di recuperare  consenso vellicando coloro che sono contrari al Notariato. C’è la teoria cosiddetta bolscevica, in base al quale i notai, soggetti ricchi ed esosi, sono da ascrivere all’elenco dei nemici del popolo e quindi da abbattere. C’è la teoria geopolitica che rileva come gli articoli nefasti del ddl concorrenza ricalchino in maniera anomala alcune normative statunitensi e ci legge la volontà egemonica degli Stati Uniti ad espandere il loro sistema in tutto il mondo, raggiungendo l’obiettivo di far sì che un giorno per risolvere una causa a Padova sia più importante fare riferimento alle decisioni della Corte Suprema del Wisconsin piuttosto che alla nostra Corte di Cassazione. C’è comunque evidente l’assoluta ignoranza tecnica, scientifica, culturale, di chi non sa assolutamente qual è il prodotto e il servizio del notaio, e non sapendo cosa effettivamente fornisca, ritiene che non ci sia nulla di male a rinunciarvi.

    No contrasti tra avvocati e notai

    Le norme sono state fatte passare fraudolentemente come elementi di contrasto tra la categoria dei notai e quella degli avvocati, un tentativo mediatico politico di confondere il significato della concorrenza, attribuendo alla protesta dei notai di tutta Italia una specie di contestazione della onestà e della capacità degli avvocati. Nulla di più falso. Nulla di più fuorviante. Nel ddl concorrenza, come vi dicevo, non sono stati trasferiti compiti dei notai agli avvocati, ma sono stati semplicemente eliminati i controlli, mediante l’eliminazione della presenza del notaio. Il notaio, per fare un atto notarile, non è solo un consulente, ma è anche un rappresentante dello Stato, e deve scervellarsi per obbedire alle migliaia e migliaia di norme di una presenza penetrante dello Stato in tutti gli atti notarili. È chiaro che il Governo non poteva abrogare centomila leggi, a cominciare da quella sulle donazioni. Rendetevi conto, il vecchietto che si scrive la donazione di tutti i suoi beni su un foglietto per conto suo, e poi va dall’avvocato lo certifica. È proprio il paradiso delle badanti, questo nuovo sistema! Ebbene non si potevano abrogare centinaia e migliaia di norme, allora si vorrebbe abrogare il controllore, colui che queste norme le deve far rispettare. Ed è questo che ha fatto inorridire i notai perché se vi fosse stato uno spostamento di competenza, avremmo protestato, ma con altre argomentazioni. I reggitori della nostra cosa pubblica non sanno che il notaio non è solo un libero professionista, ma anche rappresentante dello Stato della legalità e del Fisco. Quanti obiettivi di carattere sociale economico si raggiungono con l’equilibrio delle clausole interne di un atto! Pochi anni fa, ad esempio,  una legge recentissima a reso nulli gli atti se il notaio non controlla la corrispondenza tra l’aspetto catastale e il controllo di carattere ipotecario. Non avete idea quant’è complessa questa legge! Sono andato a un convegno in cui un professore ordinario ha parlato per un’ora e mezza sul significato dell’errore del numero civico della via,  e adesso questa legge che ha messo in fibrillazione tutti i notai due anni fa anche questa è tra le centinaia di migliaia totalmente abrogate.

    Lo stralcio del Parlamento

    Non voglio più dilungarmi, non vi voglio far perdere tempo, voglio solo raccontarvi che queste cose che dico sono alla portata di ogni persona sensata e così è fortunatamente successo in sede parlamentare, dove gli articoli sciagurati sono stati stralciati e sostituiti da un’altra importante normativa, e cioè una modifica del meccanismo del deposito prezzo, e anche una modifica del registro per le successioni che potrebbe essere successivamente anche oggetto di un dibattito interessante .

    La lobby anti-notariato

    Ringraziamo i parlamentari di questa loro sensatezza, ma da questo stralcio fatto dalle Commissioni parlamentari in sede consultiva è possibile verificare lo stato di fanatismo dei cosiddetti fanatici della concorrenza, di cui vi ho detto prima, che contemporaneamente sono anche i fanatici antinotarili. È impressionante la lettura del Corriere della Sera del 4 agosto 2015 con articoli in prima pagina, che proseguono con ampio risalto all’interno. Quello che una volta era il più equilibrato quotidiano italiano, dopo essersi lasciato andare a quelle valutazioni fideistiche nei confronti della concorrenza, di cui v’ho detto prima, e  che ho citato appunto dal Corriere della Sera, di carattere oserei dire religioso, accusa senza mezzi termini il Parlamento di agire solo e solamente su pressione delle lobby, tra cui la famosa lobby del Notariato, anzi, non su pressione, ma addirittura obbedendo ai diktat delle lobby, e invoca la presenza di un uomo forte, e cioè il nostro Presidente del Consiglio, chiedendogli, in sostanza,  “intervieni col tuo potere, riproponi tutta la normativa stralciata, disinteressatene di tutto il Parlamento, fai in modo che il Parlamento sia messo a tacere”. Questo è stato scritto sul Corriere della Sera. Riteniamo intendesse un decreto legge da sottoporre alla fiducia, ma certo un chiaro esempio di carattere eversivo che calpesta la dignità del nostro sistema democratico e parlamentare, dal contenuto incredibilmente offensivo e umiliante per il nostro Parlamento che sarà pure pieno di cooptati e corrotti, come disse Monsignor Galantino, ma che come istituzione tutti noi dobbiamo difendere, perché è il nostro Parlamento democratico.
    Grazie

    notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara

    Il mito della concorrenza e la funzione del notaio ultima modifica: 2015-09-24T23:39:03+00:00 da notaio



    Vuoi interpellare il notaio Massimo d'Ambrosio per un quesito personale?

    Accedi alla sezione quesiti



    Categoria: Notai e liberalizzazioni

    Tag:, , , , , , , , , , , ,

    Articolo precedente:

    Articolo Successivo:


    © Tutti i diritti sono riservati. È vietato qualsiasi utilizzo, totale o parziale dei contenuti inseriti nel presente blog, senza autorizzazione scritta del notaio Massimo d'Ambrosio.

    Lascia un commento