• Concorrenza: sui notai non rimane che il Colpo di Stato!

    palazzo camera notaio d'ambrosio ddl concorrenzaNon c’è bisogno di ripetere qui quanti e quali danni, e di quale gravità, verrebbero causati all’economia italiana dall’abbandono da parte dello Stato del suo controllo e della sua presenza negli atti di compravendita immobiliare, gabellati dagli autori del rivoluzionario progetto come “atti di trascurabile valore”. Mi permetto di rinviare ai numerosi interventi che lo scrivente ha già svolto in numerosi occasioni in tutta Italia , e da ultimo, il recentissimo studio sui rapporti tra notai e avvocati.

    Intervento egemonico di uno Stato estero?

    Non è neppure questa la sede per rappresentare le perplessità sul reale rapporto geo-politico sottostante alla finta “liberalizzazione” e allo specchietto delle allodole del “risparmio” dei cittadini. Già infatti in uno dei primissimi interventi   avevo messo in luce come la lettura del testo del ddl concorrenza, la sua stridente estraneità alla nostra tradizione e all’intero nostro sistema giuridico del diritto privato, potevano ben legittimamente far sospettare all’esistenza di un sotterraneo intervento, potente e brutale, con il quale si persegua l’obiettivo di egemonizzare il sistema culturale e giuridico dei paesi satelliti (tra cui viene fatta rientrare anche l’Italia) con il non troppo mal celato intento di arrivare a un punto in cui, per risolvere una causa a Rovigo, sarà più importante applicare i principi della Corte Suprema del Wisconsin, piuttosto di una legge varata dal Parlamento italiano.  Altro che lobby!

    La concorrenza secondo il “Corriere della Sera”

    Leggo questa strategia anche nella esaltazione incondizionata del concetto di concorrenza, quale panacea di ogni male e quale idolo per risolvere ogni problema, contenuto nel numero del Corriere della Sera del 4.8.2015.
    Con grande risalto, in un articolo a tre colonne sulla prima pagina, dal titolo “La frenata sulla concorrenza”, accompagnato da un secondo articolo, sempre in prima pagina, dal titolo “Ascoltare i cittadini non le lobby”, il Corriere della Sera esalta discutibilmente il concetto di concorrenza, che significa,per quel quotidiano, sempre e comunque “prezzi più bassi, meno rendite per i monopolisti, e quindi benefici per i consumatori”. I viaggi in tutto il mondo, il progresso della tecnologia, lo sviluppo sociale economico del paese è, secondo il Corriere della Sera, attribuibile solo ed esclusivamente alla “concorrenza”.
    Non è certo questa la sede, né il nostro obiettivo, di contestare questa visione fideistica: tutti i nostri lettori sanno benissimo che acquistare un prodotto cinese significa rinunciare alla qualità, e quindi spendere almeno il doppio per poterne ricomprare uno nuovo e funzionante, senza contare le vite umane e il sangue che costa all’origine la produzione di un bene ad un costo più basso di un’impresa europea.
    Ai tempi della mia infanzia, a Roma, vicino a casa mia, c’era un negozio che vendeva solo tortellini fatti in casa ed ivi campeggiava un enorme scritta che diceva, in romanesco: “Volete la robba bbona? Pagatela!”.
    Se il Corriere della Sera non si rende conto che fornire un prodotto buono, efficiente, duraturo, funzionante e, nel caso di genere alimentare, non dannoso per la salute, comporta un costo maggiore che non è attribuibile all’interesse del bieco monopolista, finiremo per mangiare cibi velenosi rovistandoli di notte nei secchi della spazzatura, come già, purtroppo, dolorosamente, succede.

    Le lobby

    Questa impostazione fideistica sulla concorrenza comporta conseguentemente, per il Corriere della Sera, che tutti coloro che non sono d’accordo sul beneficio filosofico della concorrenza fanno parte della categoria dei “cattivi”, che agiscono in maniera sotterranea, segreta, strisciando lungo i muri nottetempo, per corrompere e impedire il bene dei cittadini: sono le famose “lobby”.
    Per il Corriere della Sera quelli che non la pensano come lui sono solo le “lobby” dei biechi monopolisti, che si vogliono arricchire succhiando il sangue degli italiani. E se proprio non fanno parte direttamente delle lobby, ne sono influenzati, comandati, in maniera poco pulita, forse illecita e corruttiva. In questo senso si legge il titolo dell’articolo anzidetto: “Ascoltare i cittadini non le lobby”, che è un invito esplicito al Parlamento, alla Camera, alle Commissioni Finanze e Attività Produttive della Camera.
    Secondo il Corriere della Sera il Parlamento non agisce infatti per il bene dei cittadini, ma per la pressione di questa o quella lobby, che comanda, che ordina, che ha in pugno il nostro sistema parlamentare e che addirittura si esprime attraverso “diktat”.

    L’invito eversivo

    Conseguentemente, il Corriere della Sera, dopo essersi stracciato le vesti contro i parlamentari che hanno modificato il ddl concorrenza che Renzi ha redatto nottetempo (non sappiamo con chi, chi l’ha suggerito,  e perchè) e averli accusati di non saper dire di no alle lobby,  invoca a gran voce “Matteo Renzi dovrebbe chiudere la discussione con un emendamento che reintroduca le norme stralciate e blocchi ulteriori interventi in Parlamento che altro non fanno se non assecondare i diktat delle lobby” (tra cui quella dei notai), così rappresentando un chiaro invito eversivo dal sapore dittatoriale.
    È evidente come il Corriere della Sera invochi l’ “uomo forte”, che non si curi del Parlamento, che non si curi del dibattito e dei sistemi democratici e parlamentari del nostro paese, che spazzi via le decisioni del Parlamento, perché quelle decisioni non sono, a priori, per partito preso, favorevoli ai cittadini, ma sono solo espressione di squallidi monopolisti che si aggirano nell’ombra.
    Il disprezzo nei confronti del dibattito parlamentare è evidente, la disistima del nostro ordinamento costituzionale balza agli occhi, il disprezzo per le opinioni diverse dalle proprie è palpabile.
    Si rifletta bene su queste invocazioni all’ “uomo forte”, si rifletta bene sul significato degli articoli del Corriere della Sera, essi sono una neanche troppo mascherata invocazione alla dittatura assolutistica.
    Secondo il Corriere della Sera deve esserci un “capo” che chiuda la discussione in Parlamento, e che “blocchi” gli interventi in Parlamento, cioè la nostra vita costituzionale, impedendo ai deputati e ai senatori di parlare, perché essi, se non sono d’accordo col pensiero del Corriere della Sera sono cattivi, sono traditori, sono coloro “che altro non fanno se non assecondare i diktat delle lobby”.

    Orrore

    Non ci sono parole per descrivere l’orrore di questa impostazione, e se il Corriere della Sera arriva ad invocare l’uomo forte, da parte mia non posso che richiedere a tutti i parlamentari di riprendersi la propria dignità, il rispetto della propria funzione, del proprio ruolo, e costringere quelli che vogliono schiacciare la vita parlamentare e il nostro sistema democratico ad obbedire alle regole della nostra Costituzione.

    notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara

    camera deputati concorrenza notaio d'ambrosio

    Concorrenza: sui notai non rimane che il Colpo di Stato! ultima modifica: 2015-09-06T11:43:57+00:00 da notaio
    Ti è piaciuto? Condividilo!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on Twitter

    Categoria: Notai e liberalizzazioni

    Tag:, , , , , , , , , , , , , ,

    Articolo precedente:

    Articolo Successivo:


    © Tutti i diritti sono riservati. È vietato qualsiasi utilizzo, totale o parziale dei contenuti inseriti nel presente blog, senza autorizzazione scritta del notaio Massimo d'Ambrosio.

    Lascia un commento