• Decadenza della agevolazione prima casa e costi del mutuo

    agevolazione acquisto prima casa notaio d'AmbrosioTutti noi siamo perfettamente al corrente dei risvolti fiscali in caso di decadenza della agevolazione prima casa relativamente al rogito di acquisto del nostro appartamento.
    Non mi riferisco certo al caso delle dichiarazioni mendaci, ma semplicemente a sopraggiunte nuove strategie di carattere familiare. Ad esempio, pur avendo promesso nel rogito notarile di trasferire la residenza nel Comune ove è sito l’immobile che si stava acquistando, può capitare che un avvenimento di lavoro o una diversa finalità familiare inducano a non prendere più la residenza in quel Comune. Senza contare l’ipotesi di rivendita della casa prima dei cinque anni senza l’immediato riacquisto (entro un anno) di una nuova residenza da adibire a prima casa.
    C’è chi provvede saggiamente col ravvedimento operoso, e cioè, per evitare ulteriori sanzioni, dichiara spontaneamente al Fisco che non può più rispettare le condizioni prima casa, e paga la differenza assieme agli interessi. Per differenza intendo la somma “risparmiata” al momento dell’acquisto con l’applicazione della più favorevole aliquota del beneficio prima casa.

    Il maggior onere del mutuo

    Spesso però ci si dimentica che il maggior onere non è solo quello, ma è anche quello della differenza dell’imposta sostitutiva applicata all’eventuale mutuo.
    Anche il mutuo che si contrae con la banca per l’acquisto di una prima casa beneficia infatti di una agevolazione, e cioè l’imposta sostitutiva dello 0,25% anziché dell’ordinario 2%.
    Sicché in caso di decadenza dal diritto alla agevolazione occorrerà anche precipitarsi a pagare all’Agenzia delle Entrate l’1,75% dell’importo totale del mutuo originario.
    Si tratta di un valore notevole, e da tenere in considerazione prima di prendere una decisione, anche perché in caso di mancato pagamento della differenza dell’1,75% potrebbe essere tenuta la banca a pagare la differenza per vostro conto.

    Il rischio della risoluzione del mutuo

    La banca non perderà così tempo a mettervi in mora, con l’applicazione dei più salati interessi correlativi, e in caso di vostro mancato immediato pagamento potrà risolvere il contratto di mutuo procedendo contro di voi per il recupero forzoso dell’intera somma (con gli interessi di mora sul totale).
    Non a caso in tutti i contratti di mutuo le banche inseriscono sempre una clausola che preveda ferrei obblighi del mutuatario nella ipotesi di decadenza delle agevolazioni fiscali, clausola che troppo spesso è considerata di routine, ma che nelle circostanze in cui si applica può costituire per il mutuatario una sorpresa molto dolorosa

    notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara

    minor imposta sostitutiva notaio d'Ambrosio

    Decadenza della agevolazione prima casa e costi del mutuo ultima modifica: 2015-08-25T01:18:40+00:00 da notaio



    Vuoi interpellare il notaio Massimo d'Ambrosio per un quesito personale?

    Accedi alla sezione quesiti



    Categoria: Info e novità fiscali

    Tag:, , , , , , , , ,

    Articolo precedente:

    Articolo Successivo:


    © Tutti i diritti sono riservati. È vietato qualsiasi utilizzo, totale o parziale dei contenuti inseriti nel presente blog, senza autorizzazione scritta del notaio Massimo d'Ambrosio.

    6 Commenti su “Decadenza della agevolazione prima casa e costi del mutuo

    • rstigliani ha detto:

      “Buongiorno
      ho un quesito da porre. Ho acquistato un appartamento in contanti attiguo al mio (già prima casa e dove ho residenza) dichiarandolo come prima casa in quanto ho il desiderio di unire le due case. Dovrei avere quindi un periodo di 3 anni per unirle dal punto di vista catastale e senza peredere benefici prima casa. Nel frattempo poterei affittare l’appartamento acquistato?
      Grazie”

    • Massimiliano ha detto:

      Buongiorno Notaio, le chiedo un parere sul mio caso che le descrivo brevemente. Nel 2015 ho acquistato la prima casa godendo delle agevolazioni relative. Ora ho ricevuto una proposta lavorativa che se accettata mi porterebbe a trasferirmi in un’altra città di un’altra regione italiana. Nel caso decidessi di vendere la mia casa, non essendo trascorsi i 5 anni, e nel caso in cui non desiderassi acquistare una nuova casa nel posto in cui mi trasferisco, sono soggetto alle sanzioni per perdita delle agevolazioni di cui ho goduto? esistono cause di forza maggiore che mi tutelino? Grazie mille

      • notaio ha detto:

        La vendita entro i 5 anni dall’acquisto comporta la decadenza dalle agevolazioni prima casa con conseguente recupero da parte dell’l’Agenzia delle Entrate delle imposte nella misura ordinaria oltre che di una sovrattassa pari al 30% delle stesse imposte. Quindi per evitare la decadenza e le sanzioni deve riacquistare entro un anno dalla vendita altra prima casa. In alternativa può presentare un’istanza all’Agenzia delle Entrate prima che scada il termine annuale in cui può chiedere di versare la differenza tra l’imposta ordinaria e quella agevolata. In tal caso si paga solo la differenza delle imposte ma si avita la sanzione (ossia quel 30%).

    • Ezio Perro ha detto:

      Buongiorno Notaio, le chiedo la cortesia di un parere per il seguente mio caso. Residente con i genitori acquisto un alloggio in altra città in cui lavoro utilizzando l’agevolazione prima casa. Applico lo specifico caso relativo alla sede di lavoro che non richiede il trasferimento di residenza. Il notaio effettua il rogito richiedendo una dichiarazione del datore di lavoro e la banca concede il mutuo agevolato.
      Dopo 2 anni cambio lavoro; la sede è in un comune diverso, ma vicino, per cui continuo ad utilizzare l’alloggio acquistato e non ho intenzione di venderlo. Si deve considerare che siano venuti meno i requisiti di prima casa oppure, mancando una precisa disposizione di legge, posso continuare a detrarre gli interessi del mutuo? Grazie.

      • notaio ha detto:

        In realtà la legge prevede lo spostamento della residenza nel Comune in cui è sito l’immobile acquistato (ovvero nel Comune in cui il contribuente svolge la propria attività lavorativa) entro 18 mesi dall’atto e prevede, tra le ipotesi di decadenza dalle agevolazioni prima casa, il trasferimento a qualsiasi titolo dell’immobile entro 5 anni. Nulla dice in relazione a quanto tempo la residenza debba essere mantenuta nel Comune. Quindi lo spostamento della residenza, dopo averla acquisita nel Comune ove sia ubicato l’immobile acquistato con le agevolazioni, non dovrebbe comportare la decadenza dalle stesse.

    Lascia un commento