• Senza notai Sir Messina Denaro sbarca a Downing street

    registro delle imprese notai notaio d'Ambrosio“Sir Messina Denaro sbarca a Downing street” è il titolo di un brillante articolo pubblicato il 14 novembre 2017 sulla prima pagina de “Il Sole 24 ore” dai giornalisti Roberto Garullo e Angelo Menicuzzi .
    I giornalisti, in sintesi, hanno dimostrato come nei paesi anglosassoni, con poche spese e qualche “click” nella pagina ufficiale del Registro delle Imprese della Gran Bretagna, è possibile costituire una società di capitali, amministrata dal noto boss Matteo Messina Denaro, e, oltre tutto, a sfregio, anche avente sede al n. 10 di Downing Street , residenza del Primo Ministro britannico.

    I giornalisti de Il Sole 24 ore hanno anche pubblicato sul sito del quotidiano una piccola inchiesta video-giornalistica sull’argomento che vi consigliamo di visionare.

    Attraverso questo sistema nei paesi anglosassoni è possibile compiere qualsiasi operazione illecita, anche di carattere criminale, spostando e amministrando capitali frutto di delitti, frodando la pubblica opinione e i cittadini, eludendo qualsiasi normativa, ed evadendo qualsiasi tassa.

    Tutto questo già si sa, tutti lo sanno, il Procuratore generale antimafia lo sa, anche noi lo sapevamo già, e ne abbiamo trattato nel nostro articolo “Firma digitale e notaio, blockchain e controlli” a cui vi rinvio, in fondo al quale pubblicavamo le avvertenze del Registro delle Imprese inglese che ammoniscono gli utenti sul fatto che le informazioni che le società inviano al Registro delle Imprese non sono verificate, né controllate, perché il Registro delle Imprese accetta e pubblica qualsiasi informazione senza alcun controllo. Riportiamo ancora, in fondo al presente articolo, l’immagine delle avvertenze del Registro delle Imprese inglese.

    Quello che consideriamo gravissimo è come tutto ciò sia disatteso dai nostri politici e da molti gruppi di potere mediatico che, giorno dopo giorno, esaltano il sistema anglosassone, ribadendo fino alla nausea che il notaio è inutile, che nel sistema inglese è tutto perfetto, che tutto costa meno, che si possono raggiungere gli stessi risultati utilizzando le nuove frontiere del digitale. Il tentativo di convincere i cittadini che il sistema anglosassone sia migliore è gigantesco, la spinta politica e mediatica verso il sistema anglosassone – ora stigmatizzato dai giornalisti de Il Sole 24 Ore – è enorme, come è dimostrato dalla recente autorizzazione legislativa a costituire da soli le Start-up innovative direttamente col proprio pc , nonostante la messa in guardia dei notai italiani.

    Aggiungo che probabilmente, se non ci fosse stato il sacrificio personale ed economico dei notai italiani a costituire le srl semplificate gratuitamente, senza onorario, togliendo così alla politica l’arma preferita della propaganda mediatica sui costi, il sistema societario e del Registro delle Imprese oggi si sarebbe già sfasciato, anzi, meglio, anglosassonizzato! Merito al  senso di responsabilità della categoria!

    Non voglio annoiare il lettore ripetendo quanto abbiamo già scritto nell’articolo dianzi citato, il cui contenuto è stato ulteriormente ribadito in uno scritto pubblicato a margine del recente 52° Congresso nazionale del notariato di Palermo, intitolato “Blockchain e criptovalute. Garanzia di sistema per l’Italia digitale” stampato su un numero speciale della rivista “Mondo professionisti” e distribuito in occasione di quel congresso.

    Mi preme però qui sottolineare con forza le mie perplessità su un aspetto fondamentale che io considero gravemente ingannevole nei confronti dei cittadini.

    Non è questa la sede per riaprire la questione sull’importanza e sul ruolo del notaio nelle trattazioni immobiliari o nell’attività societaria (i due problemi sono esattamente uguali). Dicevo infatti già che “non spetta a me decidere”, e lo confermo.   Ma sottolineo che trovo gravemente ingannevole veicolare il messaggio che senza notaio, con i nuovi sistemi informatici, sia possibile ottenere gli stessi risultati, che sia cioè possibile una sostituzione dei controlli del notaio mediante un presunto più efficiente sistema di controllo “informatico” che in realtà non esiste, che non costituisce nessuna verifica, di nessun genere, come l’inchiesta da cui prende le mosse questo articolo dimostra.

    Il venir meno, o anche soltanto l’indebolimento, della funzione notarile comporta necessariamente il venir meno del valore di certezza e di affidabilità del Registro delle Imprese e, in campo immobiliare, comporta il venir meno della sicurezza e dell’affidabilità delle transazioni immobiliari. La alternativa è ineludibile. Questo i cittadini debbono saperlo!

    Certamente senza i notai il costo potrebbe (uso il condizionale) essere inferiore perché ovviamente i controlli costano , e se non si fanno i controlli ci potrebbe essere (sempre al condizionale) un risparmio di carattere economico. Ma indebolendo la istituzione notarile, i cittadini debbono rammentare che si indeboliscono anche i controlli di legalità, la sicurezza dei traffici giuridici , la certezza di essere proprietari di una casa, la tutela dalle operazioni border-line eseguite attraverso lo strumento societario che è in grado di spostare, trasferire e occultare ingenti capitali di derivazione criminale in tutto il mondo.
    Tempestare i cittadini con notizie, proposte, che tendono ad accusare il sistema notarile come un sistema medievale esistente solo in Italia non è solo falso, ma nasconde principalmente questo obiettivo: fare a meno dei controlli, lasciare spazio libero a grandi attività criminali come anche alle forse più pericolose piccole furbizie quotidiane di cui certo in Italia non manca la fantasia.

    L’ipocrisia è enorme! Da un lato ci si dichiara scandalizzati che il sistema inglese permetterebbe a Matteo Messina Denaro di fare quello che vuole, dall’altro si spinge forsennatamente per introdurre lo stesso sistema in Italia!

    L’attuale dibattito sul notariato è un po’ come dire a tutti i cittadini che l’automobile costa troppo, che la benzina ha un costo eccessivo, e che per le famiglie italiane ci sarebbe un risparmio notevole risparmiando sulla benzina, sull’acquisto delle automobili e sulla riparazione o sull’acquisto dei pezzi di ricambio. Mi va benissimo, d’accordissimo, ma l’onestà vuole che quando si dica che potremmo risparmiare senza possedere una automobile si ricordi sempre che senza automobile… si va a piedi!

    Sorprende questo atteggiamento di molti politici volti a distruggere forse l’ultima istituzione che in Italia funziona, e sorprende molto l’ignoranza di molti cittadini, tra i quali anche personaggi che ben dovrebbero conoscere a fondo la questione, sull’altra faccia della medaglia.

    Io auspico che al cittadino si dica la verità, sempre la verità, che non ci si accodi a un sistema di linciaggio mediatico contro dei professionisti e pubblici ufficiali che compiono quotidianamente il loro dovere per prestare un servizio insostituibile all’economia del paese. Si aboliscano dunque i notai, ma chi ne chiede la distruzione ha il dovere di mettere i cittadini in condizione di decidere se è meglio il sistema notarile di tipo latino (con tutte le spese conseguenti) o il caos, l’incertezza, l’illegalità, il sopruso che, a conti fatti, comporteranno per il cittadino e per il paese un danno economico ben maggiore.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Le “avvertenze” stampate in ogni documento del Registro delle Imprese inglese

     

    Senza notai Sir Messina Denaro sbarca a Downing street ultima modifica: 2017-11-14T20:20:32+00:00 da notaio
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    Categoria: Notai e liberalizzazioni

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