• In difesa del diritto e della tradizione giuridica italiana

    (Intervento alla “Agorà del notariato”, Napoli, 28.3.2015)

    No alle illusioni!

    Non so se ve ne siete accorti, ma ci stanno abolendo, definitivamente e totalmente.
    Non ci illudiamo. Abbiamo sbagliato ad illuderci quando ci hanno tolto le competenze per gli autoveicoli, per le cancellazioni ipotecarie o per le cessioni di quote. Ora l’illusione non è più ammessa perché il programma di Renzi è già tracciato.

    Leggendo la relazione illustrativa ci si rende immediatamente conto perché si sono fermati alla soglia di Euro 100.000. E cioè solo per “non gravare in maniera eccessiva sulla parte assicurativa dei professionisti che possono intervenire in sostituzione del notariato”. Non certo per riconoscimento della nostra competenza.
    Leggendo la relazione illustrativa ci si rende immediatamente conto che non si è prevista la competenza delle autentiche degli avvocati per gli immobili abitativi solo a causa di un “approccio a volte ideologico che si ha nell’acquisto della casa di abitazione”. Non quindi per rispetto della nostra competenza, ma solo perché Renzi non ha ritenuto ancora maturi politicamente i tempi per un’abolizione totale del notariato.
    Ma prestissimo matureranno, e non appena gli avvocati si organizzeranno, o il pubblico si sarà abituato ali’idea che è molto più semplice fare autenticare la sottoscrizione di una donazione dal primo avvocato che capita, piuttosto che sottoporsi alle stressanti formalità dell’atto pubblico notarile, Renzi affonderà definitivamente il coltello nella nostra schiena.

    Cosa è successo al nostro diritto?

    Cosa è successo? Renzi si è fatto due conti, ha visto dai sondaggi che il 60% degli italiani è contrario alla categoria notarile , e solo il 10% è favorevole, con un 30% di indecisi. Il suo calcolo è stato quindi quello di attirare il consenso del 60°/o che  costituisce un vantaggio politico enorme, di gran lunga superiore alla perdita del consenso da parte del10%.

    Ininfluenza dei fatti

    Danni alla certezza del diritto? Maggiori spese per le parti? Aumento vertiginoso del contenzioso? Rischio di perdita dell’immobile? Diminuzione degli introiti fiscali? Subordinazione del più debole ai poteri forti? Sono tutte argomentazioni che a Renzi non interessano affatto, perché tanto cominceranno ad affiorare fra 10 o 20 anni, mentre la strategia del consenso di un politico ha come obiettivo il risultato immediato.

    Cosa dovevamo fare?

    Dovevamo impedire che arrivasse il momento che qualcuno, conti alla mano, decidesse che era più conveniente per lui abolire il notariato piuttosto che mantenerlo. E non l’abbiamo fatto.
    Dovevamo combattere strategicamente la marea di risentimento nei confronti delle categoria che è montata negli ultimi vent’anni. E non l’abbiamo fatto.Dovevamo scindere la nostra responsabilità dalla responsabilità dello Stato rappresentando ai cittadini che se esosi siamo, lo siamo per ordine della legge, e che se problemi creiamo al momento della stipula, li creiamo, per ordine della legge. E non l ‘abbiamo fatto.
    Dovevamo condurre una strategia legislativa sia interna che esterna, sia deontologica che parlamentare, con le più opportune iniziative volte a non farci trascinare nel fango da politici corrotti. E non l’abbiamo fatto.

    Che abbiamo fatto?

    Abbiamo perso vent’anni di tempo combattendoci tra di noi senza capire che il nemico era all’esterno.

    Invece di scrollarci di dosso l’accusa di essere esosi rastrellatori di danaro ci siamo inventati il deposito prezzo! Entrando da noi il venditore non potrà avere il prezzo della sua vendita , mentre entrando dagli avvocati potrà fare quello che vorrà, intascando prima di tutto il suo prezzo. Si faranno bruciare vivi piuttosto che entrare nello studio di un notaio!
    Invece di combattere l’accusa di essere un ostacolo alla libertà di ìmpresa ci siamo inventati l’orario di chiusura, i soffocanti protocolli notarili, perché evidentemente molti di noi, sordi alla richiesta della cittadinanza di celerità e di semplificazione, sono convinti che la legge notarile del 1913 sia troppo semplice e vada ulteriormente complicata.
    Dovevamo combattere per gli autoveicoli, per le cessioni di quote, per le cancellazioni, per le Srl semplificate, dimostrando l’errore delle scelte legislative e invece abbiamo dato al nemico la convinzione di essere un gregge di pecore che si fa macellare senza protestare.

    Che fare ora?

    La mia opinione è che occorra modificare integralmente, e subìto, l’intera nostra strategia.
    Le trattative e le riunioni non possono avere alcun effetto se permane in Renzi l’idea del vantaggio politico. E per modificare il vantaggio politico occorre sollevarsi in piedi e cercare di recuperare l’enorme gap tra i meriti della nostra professione e come essa viene vista dall’esterno. Dobbiamo morire combattendo, con la piena consapevolezza che questa è la nostra ultima spiaggia, è la nostra ultima battaglia decisiva.
    In questo momento immediato trovo quindi scandaloso che non si organizzi una protesta corale di tutta la categoria, in tutte le sedi cui si può giungere.
    Trovo incredibile che non ci si renda conto che le trattative riescono solo se all’esterno della sala le truppe combattono.
    Trovo superficiale chiamare importanti società di marketing: soldi spesi inutilmente! Che potranno fare i pubblicitari sia pur bravissimi se è la stessa categoria che non ha capito bene quale è il messaggio da trasmettere al pubblico?

    Scelte dell’immediato

    La macchina anti-notariato è già partita. Renzi ci ha messo la faccia, le grandi banche già cantano vittoria. Non possiamo pretendere un revirement totale. Dobbiamo presentare una controproposta innovativa e coraggiosa che dia a Renzi la vittoria politica, alle banche i soldi che vogliono, ma salvando la nostra funzione! Semplifichiamo le procedure, accettiamo la modifica all’art. 147 L.N. che tanto interessa, accettiamo tutto dal punto di vista economico, anche quella di metterei a stipendio, proponiamo subito nuove nostre aree di competenze, insomma accettiamo proprio tutto pur di salvare la nostra identità!
    Quindi trattative, controproposte, subito, d’accordissimo, anzi, andiamo a trattare prima di tutto con i vertici delle banche, da dove è partito l’attacco al notariato, e che tengono in pugno il Governo, ma avrebbe potuto ottenere dei vantaggi politici Putin a Minsk se non avesse dispiegato le sue truppe in Crimea e nell’Ucraina orientale? Avrebbe ottenuto dei risultati se non si fosse preparato per premere il bottone dell’apocalisse nucleare?
    Ci si ricordi che se al posto di Putin andava a trattare il Reggente della Repubblica di S. Marino, forte di un esercito di 15 gendarmi, il risultato non sarebbe stato lo stesso.
    Grazie!

    notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara

    notaio d'ambrosio ddl concorrenza

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    In difesa del diritto e della tradizione giuridica italiana ultima modifica: 2015-04-27T11:38:29+00:00 da notaio



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    Categoria: Notai e liberalizzazioni

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