• Difficoltà di circolazione e di uso delle banconote da 500 e 200 euro

    banconota 500 euro   La Banca d’Italia, con provvedimento 3.04.2013, Sez. V, pag.27 ha disposto che: “…pertanto, in presenza di operazioni di deposito, di prelievo, di pagamento o di qualsiasi altra operazione con utilizzo di banconote di grosso taglio (500 euro e 200 euro) per importi unitari superiori a 2.500 euro – indipendentemente dalla circostanza che l’operazione preveda, oltre tale importo, l’utilizzo di altri tagli – i destinatari devono effettuare specifici approfondimenti, anche con il cliente, al fine di verificare che le ragioni alla base di tale operatività, alla luce delle considerazioni sopra indicate, consentano di escludere la connessione delle stesse con fenomeni di riciclaggio. In mancanza di ragionevoli motivazioni, i destinatari si astengono dall’effettuazione dell’operazione e/o dalla prosecuzione del rapporto continuativo già in essere e valutano se inviare una segnalazione di operazione sospetta (cfr. Parte II, sez. IX).”
    Abbiamo già visto in altra sede che l’utilizzo di danaro contante, di qualsiasi cifra esso sia, è considerato sospetto ogniqualvolta si supera il limite di euro 1.000 (anzi 999,00). Erroneamente si ritiene che l’utilizzo del danaro contante sia lecito quando esso sia inferiore al limite di 1.000 euro se l’intera operazione è superiore al limite previsto dalla legge.
    Se, ad esempio, l’importo complessivo dell’operazione è di 1.200 euro, eseguirla con un assegno di 600 euro e con le restanti 600 in danaro contante fa rientrare l’utilizzo della somma di danaro contante (ancorché inferiore ai limiti di legge) tra le operazioni sospette essendo l’intera operazione superiore alla soglia fissata dalla norma.
    Ora la Banca d’Italia ha introdotto un nuovo motivo di sospetto, legato stavolta all’utilizzo del tipo di banconota. La Banca d’Italia considera banconote di grosso taglio sia quelle da 500 euro che quelle da 200 euro e prevede l’indagine da parte del destinatario dell’operazione anche sulla singola banconota da 200 euro quando è inquadrata in un’operazione superiore ad euro 2.500.
    Qui la Banca d’Italia precisa con esattezza che non ha nessuna importanza il metodo di pagamento per la residua parte della somma. Non ha importanza che la residua parte della somma sia pagata mediante banconote di piccolo taglio o con assegni o altri mezzi: è la presenza delle banconote di grosso taglio (ricordiamo: 200 e 500 euro) che fa scattare i legittimi motivi di sospetto che possono indurre il destinatario non solo al rifiuto di ricezione della somma ma anche alla interruzione del rapporto già in essere (si pensi a un conto corrente bancario) col conseguente invio della segnalazione di operazione sospetta alle Autorità preposte.
    Non è che non si noti come tale previsione comporti imbarazzanti difficoltà operative per tutti coloro che eseguono delle operazioni superiori a 2.500 euro che provengono da singole operazioni inferiori ai limiti di legge.
    È il caso dei professionisti, ma anche di tutte le attività commerciali che hanno rapporti con il pubblico e che a fine giornata debbono compiere operazioni di importo complessivo superiore ad euro 2.500.
    Fermo restando che nessuno si sognerebbe di ricevere danaro in contante per un importo uguale o inferiore a 1.000 euro è possibile che per le operazioni inferiori il pagamento in contanti venga ricevuto tramite una banconota da 200 o da 500 euro. Pienamente legittimo fino a questo punto, ma se a fine giornata occorre poi depositare il totale degli incassi che costituiscono importo superiore a 2.500 euro ecco che questa sarà considerata una nuova autonoma operazione, e la presenza all’interno della somma anche di una sola banconota da 200 o da 500 euro da diritto al destinatario (poniamo ad esempio la Banca) di domandare specifici approfondimenti al cliente, e gli concede il diritto a rifiutare le banconote, di interrompere il rapporto continuativo e di inviare la segnalazione di operazione sospetta.
    Certamente il problema sarà superato dal buon senso degli operatori, ma è certo che con la disposizione della Banca d’Italia sopra riportata il versamento anche di una sola banconota da 200 o da 500 euro costituisca elemento di rischio nella misura in cui il destinatario decida di utilizzare la sua più o meno sospettosa valutazione discrezionale.
    Si tratta, a mio modo di vedere, di un meccanismo che scoraggia fortemente l’utilizzo delle banconote da 200 e da 500 euro che, se affluite successivamente in un’operazione superiore ad euro 2.500, possono costituire motivo di imbarazzo per l’incolpevole operatore economico.
    In tempi recenti autorevoli commentatori auspicavano l’abolizione della banconota da 500 euro, obiettivo che non potè essere raggiunto perché la stampa della banconota è sottratta al potere discrezionale della Autorità Nazionale. Certamente però in Italia l’utilizzo della banconota di grosso taglio (anche 200 euro) è sempre più scoraggiato, potendosi andare incontro a sgradevoli imprevisti.

    notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara

    Difficoltà di circolazione e di uso delle banconote da 500 e 200 euro ultima modifica: 2014-05-20T00:21:27+00:00 da notaio



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