• Divieto di atti simulati per non pagare le imposte

    divieto atti simulatiL’articolo 11, comma 1° del D.Lgs. 10 marzo 1974, come modificato dal D.L. 31 maggio 2010 n. 78 convertito in L. 30 luglio 2010 n. 122 recita:
    “E’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad Euro 50.000 aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. Se l’ammontare delle imposte sanzioni ed interessi è superiore ad Euro 200.000 si applica la reclusione da un anno a sei anni”

    La volontà delle parti negli atti notarili

    Non è questa la sede per ripercorrere tutte le ipotesi civilistiche e penalistiche di atti simulati, totalmente o parzialmente, o di atti fraudolenti, è bene però ricordare che il notaio non può scegliere discrezionalmente, come invece tutti gli altri professionisti, se prestare o no il proprio ufficio, se ricevere o rifiutare l’atto notarile, ma laddove non siano presenti aspetti oggettivi ed evidenti che rendano l’atto notarile “espressamente proibito” ha l’obbligo penalmente sanzionato di prestare il suo ministero in forza del disposto degli articoli 27 e 28 della Legge Notarile.

    Se il notaio non riceve un atto e si rifiuta di stipulare senza validi motivi  sull’esistenza di aspetti immediatamente rilevabili di contrarietà alla legge compie un reato di omissione d’atti d’ufficio, sicché ogni compartecipazione del notaio alle fattispecie simulate è da esaminare con estrema attenzione.

    Il notaio svolge un servizio pubblico, e il suo compito è di eseguire bene il servizio pubblico, senza avere l’obbligo di indagare se questo servizio pubblico è adoperato per fattispecie criminose.

    Mi spiego con un esempio: l’autista dell’autobus di linea comunale ha il dovere di trasportare i passeggeri e di aprire e chiudere le porte dell’autobus alle fermate previste, e non può essere considerato responsabile se sull’autobus salgono dei rapinatori che adoperano il suo mezzo di trasporto per andare a compiere una rapina a mano armata in banca.

    Certo se è evidente l’intenzione, perché i passeggeri magari mettono in bella mostra le armi all’interno dell’autobus di linea, è ovvio che insorge l’obbligo dell’autista di avvertire la pubblica autorità e di segnalare senza indugio il fatto.

    Ma l’autista dell’autobus di linea non ha l’obbligo di indagare quali siano i motivi per cui i singoli passeggeri hanno preso quel determinato autobus per quella determinata tratta, né ha il diritto di compiere elucubrazioni non consentite sui passeggeri che scendono alla fermata che, guarda caso, si trova di fronte alla filiale della banca (che i passeggeri hanno intenzione di rapinare).

    L’indagine sulla volontà delle parti

    Non deve trarre in inganno l’esistenza dell’obbligo per il notaio di indagare la volontà delle parti, così come prescritto dall’articolo 47, comma 3° , della Legge Notarile. L’indagine della volontà delle parti si ferma all’esame dello scopo ultimo dei comparenti, in modo da dedurre, consigliando adeguatamente, se il comparente intende usufruire dell’uno o dell’altro strumento giuridico a sua disposizione, ma si ferma di fronte ai motivi reconditi e sottostanti che non hanno alcun rilievo nei confronti del notaio (e che comunque normalmente non vengono neanche evidenziati dalle parti).

    Il notaio dunque dovrà valutare, a titolo di esempio, se le parti raggiungano più adeguatamente il fine di trasferire un immobile ad un proprio congiunto attraverso un atto a titolo gratuito, oppure un atto a titolo oneroso, contenente una determinata clausola, o magari quella contraria, ma non ha il potere di indagare perché la parte vuole effettivamente trasferire il determinato immobile .

    Se la parte che si rivolge al notaio chiedendo lumi sul miglior sistema per trasferire un immobile è stata in realtà minacciata, o agisce perché sottoposto ad usura, o magari per altre finalità illecite , quali, ad esempio, quelle previste dalla norma citata in premessa, sfugge al notaio, né il notaio ha il compito di procedere ad un interrogatorio del cliente per indagare quali siano i motivi per cui il cliente vuole vendere o vuole comprare.
    Salvo, ovviamente , per riferirsi all’esempio del conduttore di autobus, che il motivo sottostante non risulti evidente .

    Ma se il cliente non dice espressamente al notaio, di sua spontanea volontà  “io intendo trasferire questo bene in modo da lasciare l’erario a bocca asciutta”  il notaio non avrà mai la possibilità di conoscere l’intento fraudolento, che sfugge alla sua cognizione e al suo potere.

    Responsabilità solo per il contribuente

    Si noti inoltre che la norma punisce solo chiunque voglia sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di interessi o sanzioni amministrative, sicché sembra che addirittura la norma esenti da responsabilità tutti gli altri partecipanti all’atto che non sono direttamente i contribuenti interessati.

    Sicché se qualcuno trasferisse un immobile ad un proprio parente per lasciare l’erario a bocca asciutta, colui che riceve l’immobile non è responsabile, perché non è il contribuente interessato.

    A maggior ragione il notaio, che non è un “partecipante” all’atto ma è solo il pubblico ufficiale che sancisce l’esistenza o meno della volontà di compiere la transazione.

    E’ appena il caso di notare che la legge punisce poi l’attività simulata solo se finalizzata a rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva al disopra di un certo importo . Ciò comporterebbe che la conoscenza del notaio non solo dell’attività simulata, ma anche che questa attività simulata si riferisca a un determinato importo di riscossione erariale, circostanza questa, palesemente poco probabile a verificarsi.

    Verifica antiriciclaggio

    Neppure deve trarre in inganno il complesso di obblighi di adeguata verifica della clientela previsti dal D.Lgs. 21 novembre 2007 n. 231in materia di antireciclaggio.

    E’ ben vero che secondo la normativa il notaio è obbligato a segnalare un’operazione simulata o in frode ai terzi anche in caso di meri sospetti, ma solo quando questi sospetti riguardino un’attività strumentale alla realizzazione di finalità di riciclaggio odi finanziamento del terrorismo. Fattispecie completamente diversa da quella prevista dalla normativa citata e relativa a impedire la riscossione da parte dell’erario.

    Il sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo si muove su un piano totalmente diverso da quello previsto dalla norma incriminatrice ora all’esame. Senza contare che anche in caso di sospetto di reato di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo il notaio continua ad avere l’obbligo di ricevere l’atto notarile, salvo valutare a posteriori se effettuare le apposite e doverose segnalazioni.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Divieto di atti simulati per non pagare le imposte ultima modifica: 2015-11-26T21:15:20+00:00 da notaio



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    2 Commenti su “Divieto di atti simulati per non pagare le imposte

    • silvale62 ha detto:

      Buongiorno, ho provato a cercare qualcosa che potesse essermi utile ma non ho trovato!
      Nel 2008 ho acquistato una prima casa nella quale ho fatto vivere mia madre fino ad oggi mettendovi sia la mia residenza che la sua. Nel 2010 ho perso il lavoro e con esso anche le detrazioni del mutuo e quindi, da allora, attraverso un bonifico sul mio conto paga mio marito (possiede al 100% una sua prima casa, siamo in separazione di beni, nella quale risiedono lui e nostro figlio 21enne). Per morivi di salute da qualche mese sia io che mia madre viviamo nell’appartamento di mio marito. A questo punto vorrei spostare la residenza mia e di mia madre a casa di mio marito e portare la residenza di nostro figlio studente universitario nella mia prima casa. Fiscalmente non avendo nè io nè mio figlio redditi sarò comunque costretta a pagare l’imu, la tasi e quant’altro ? Ho tentato di venderla ma non si riesce e non sappiamo più come fare per non incorrere in eventuali sanzioni… Grazie infinite per quanto mi potrà dire!

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