• Il divieto dei patti successori. Nullità ex lege.

    patti successori divieto notaio massimo d'ambrosioIl patto successorio è quella convenzione (bilaterale o unilaterale) che ha ad oggetto, in tutto od in parte, una futura successione. L’art. 458 del codice civile espressamente dispone che “… è nulla ogni convenzione con cui taluno dispone della propria successione. È del pari nullo ogni atto col quale taluno dispone dei diritti che gli possono spettare su una successione non ancora aperta, o rinunzia ai medesimi .”

    I patti successori limitano la libertà del testatore

    L”unico modo per disporre consapevolmente dei propri beni per dopo la propria morte è quindi il testamento. La ratio di questo divieto si ravvisa nell’intenzione di salvaguardare la libertà del de cuius nel disporre dei propri beni per il periodo in cui avrà cessato di vivere. Quest’esigenza, infatti, sarebbe gravemente compromessa dal ricorso allo strumento contrattuale che può essere sciolto solo per mutuo consenso delle parti o nei casi tassativamente previsti dalla legge. Infatti a differenza del testamento che può essere revocato e/o modificato unilateralmente fino all’ultimo istante di vita, il contratto può essere revocato solo con l’accordo di entrambe le parti e nei casi previsti dalla legge. La libertà di scelta del disponente sulla sorte dei suoi beni sarebbe quindi gravemente compromessa da un contratto qualora il disponente cambiasse idea dopo aver concluso un patto successorio, diversamente dal testamento che ha invece effetto solo al momento della morte e che può essere revocato e/o modificato all’infinito.

    Nullità. Patto di famiglia

    Il legislatore dunque sancisce la nullità di ogni convenzione attraverso la quale si realizzi l’effetto di disporre della propria successione o dei diritti che possono spettare su una successione non ancora aperta o comunque implicante la rinuncia agli stessi, con la sola eccezione del patto di famiglia. L’articolo 458 c.c. infatti ammette espressamente il patto di famiglia ossia il contratto attraverso il quale l’imprenditore trasferisce in tutto o in parte un’azienda o quote di partecipazione ad uno o più eredi. Sono parti del contratto tutti coloro che sarebbero legittimari se al momento della stipula si aprisse la successione dell’imprenditore.
    Il patto di famiglia costituisce quindi uno strumento atto a consentire che il passaggio generazionale dell’azienda avvenga sulla base di una scelta consapevole da parte del titolare che pervenga all’individuazione, tra i discendenti, di quello maggiormente capace e meritevole evitando la successione fra tutti gli eredi. La ratio di questa deroga al divieto dei patti successori si ravvisa infatti proprio nell’esigenza dell’imprenditore di garantire alla propria azienda (o partecipazione) un passaggio generazionale a favore degli eredi ritenuti più competenti, incidendo quindi, sulla futura successione del disponente.

     

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Il divieto dei patti successori. Nullità ex lege. ultima modifica: 2017-09-07T23:21:31+00:00 da notaio
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    Categoria: Info e novità notarili

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    4 Commenti su “Il divieto dei patti successori. Nullità ex lege.

    • pilatogiu ha detto:

      Articoli sempre chiari ed esaustivi.

    • kiarapermy ha detto:

      Buongiorno,

      avrei bisogno di una consulenza in ambito di donazione.

      Non sono sposata ma ho avuto due figli dal mio compagno con il quale attualmente non convivo.

      Il mio compagno invece è divorziato ed ha un figlio.

      Sono proprietaria di alcuni immobili: sui quali ho mantenuto la nuda proprietà lasciando al mio compagno l’usufrutto, ora vorrei donarli alle mie figlie.

      Oggi io e il mio compagno vorremmo sposarci, ma vorremmo anche tutelarci da eventuali pretese del figlio.

      La mia domanda è: potrebbe suo figlio, in caso di morte del padre (che nel frattempo sarà diventato mio marito) impugnare al posto di suo padre la donazione che io farò, prima delle nozze, ai miei figli?

      La ringrazio molto

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