• Che cos’è e come si fa la divisione ereditaria?

    notaio.d.ambrosio-divisione-ereditariaQuando la proprietà o altro diritto reale su una cosa spetti a più soggetti insieme in conseguenza di una successione a causa di morte (sia essa legittima o testamentaria), si ha la comunione ereditaria. Mentre nella comunione ordinaria (che si ha quando la proprietà o altro diritto reale su uno o più beni spetti a più persone per causa diversa dalla successione mortis causa, ad esempio a seguito di un atto di acquisto congiunto da parte di più persone) ogni partecipante può liberamente alienare la propria quota, in quella ereditaria l’articolo 732 del codice civile prevede che i coeredi hanno diritto di essere preferiti agli estranei, per cui qualora uno di essi intenda cedere la sua quota o una parte di essa (ovviamente se si tratta di una quota di eredità, non del singolo bene), al coerede spetta il diritto di prelazione, ovvero il diritto di essere preferito nella cessione.

    Pertanto ogni coerede può sempre domandare la divisione. La divisione ereditaria è infatti l’atto con il quale si scioglie la comunione ereditaria, che sorge nel caso in cui vi siano più eredi del patrimonio del defunto. Con la divisione i coeredi pongono fine alla comunione ereditaria e diventano unici proprietari dei beni che gli verranno assegnati.
    La divisione ereditaria si differenzia dalla comunione ordinaria in quanto non ha ad oggetto un singolo bene, bensì il patrimonio intero del defunto. Per il resto la divisione ereditaria non differisce da quella ordinaria e le norme sulla divisione in generale sono quindi applicabili anche alla divisione ereditaria.

    Divisione ereditaria amichevole, giudiziale o testamentaria

    La divisione può essere di tre tipi, amichevole, giudiziale o testamentaria. Tutti e tre i casi costituiscono materia tipicamente notarile, per cui il vostro notaio saprà consigliarvi in dettaglio.
    Comunque, sia pur nella necesaria brevità di questo mezzo vi ricordo che la prima si ha quando i coeredi raggiungono un accordo sulle modalità della divisone stipulando il relativo contratto consensualmente. Quella giudiziale si ha quando non vi sia accordo tra i coeredi, i quali si rivolgono all’autorità giudiziaria per giungere alla divisione. In quest’ultimo caso, lo scioglimento della comunione avviene per ordine del Giudice, su domanda di uno qualsiasi dei coeredi. Quella testamentaria è invece effettuata a monte direttamente dal testatore che divide i suoi beni tra gli eredi mediante testamento.
    Prima di procedere alla divisione bisogna formare la massa ereditaria e procedere alla stima dei beni. Poi vengono individuate le quote da attribuire a ciascun coerede e corrispondenti alla quota di diritto ad essi spettanti nella comunione ereditaria. In altre parole occorre formare porzioni di valore corrispondente alla quota ideale vantata nella comunione. Di norma la divisione è fatta in natura se la cosa può essere comodamente divisa in parti corrispondenti alle quote dei partecipanti. Se i beni non sono divisibili si può procedere alla vendita ad un terzo ovvero con l’attribuzione a un condividente in cambio di una corrispondente somma di danaro da dividere tra i coeredi (conguaglio). Individuate le quote si procede all’assegnazione in capo ai coeredi. Una volte avvenuta la divisione, ciascun erede è reputato solo ed immediato successore in tutti i beni componenti la sua quota, e si considera come se non avesse mai avuto la proprietà degli altri beni ereditari.
    Se ad esempio oggetto della comunione ereditaria sono un appartamento del valore di 100.000,00 ed un locale del valore di 200.000,00 ed i coeredi sono solo due, Tizio e Ciao in parti uguali tra loro, può assegnarsi a Tizio l’appartamento ed a Caio il locale commerciale con l’obbligo di corrispondere la somma di Euro 50.000,00 a favore di Tizio a titolo di conguaglio, in modo da ristabilire le quote di diritto, ossia 150.000,00 ciascuno. Supponiamo invece che oggetto della comunione ereditaria è solo un appartamento del valore di Euro 100.000,00 che non può essere comodamente diviso in natura, e che i coeredi sono sempre due, Tizio e Caio in parti uguali tra loro. In tal caso o si procede alla vendita ad un terzo ed il ricavato sarà ripartito in parti uguali tra Tizio e Caio, o si procede all’assegnazione solo in capo ad uno dei due con l’obbligo di corrispondere il conguaglio all’altro (in tal caso di Euro 50.000,00).

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Che cos’è e come si fa la divisione ereditaria? ultima modifica: 2017-01-03T15:00:48+00:00 da notaio
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    Categoria: Rivolgersi al notaio

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    39 Commenti su “Che cos’è e come si fa la divisione ereditaria?

    • carlo ha detto:

      buongiorno egregio dottore.
      Spero non aver sbagliato su dove effettuare laiannarone domanda.
      sono un pensionato vedovo e ho un figlio di 27 anni che non lavora e non ha reddito.
      ho 3 immobili che vorrei che un domani andassero al 100% a mio figlio.
      il problema è che ho una compagna alla quale vorrei però far spettare la reversibilità della mia pensione.
      per quanto abbia cercato soluzioni come donazione o passaggio della nuda proprietà tutte poi sarebbero impugnabili dalla mia eventuale futura nuova moglie per ottenere la legittima.
      Esiste secondo lei una soluzione che mi permetta di cautelare mio figlio e far ottenere la reversibilità ala mia compagna?
      grazie

    • pino ha detto:

      Buon giorno sig. notaio,
      la ringrazio per la sua rubrica, e le chiedo il favore di una sua sicuramente cortese risposta.

      Sono sposato, ma non abbiamo figli.
      Ho tre fratelli tutti sposati e con figli.
      L’età avanza e già due dei fratelli sono morti.

      Le chiedo: se alla mia morte l’ eredità spetta obbligatoriamente per un terzo solo a mia sorella o se questo terzo dovra essere divisa tra la sorella supestite ed i cognati (e/o nipoti) ?

      Un cordiale saluto
      nella speranza d’incontrarla quanto prima.

      • notaio ha detto:

        Nel caso di successione legittima (ossia senza testamento) l’eredità va:
        – in mancanza di figli, di genitori, di fratelli e sorelle, al coniuge si devolve l’intera eredità ;
        – in mancanza di figli ed in presenza di genitori, fratelli o sorelle l’eredità si devolve per 2/3 al coniuge e per 1/3 ai genitori, fratelli e sorelle. Ai fratelli o sorelle premorti subentrano per rappresentazione i loro discendenti ossia i nipoti, ma non i rispettivi coniugi. Il terzo nel suo caso dovrà essere diviso in tre, a sua sorella 1/9, ai figli di un fratello 1/9, ai figli dell’altro fratello 1/9. se i figli di un fratello premorto sono più di uno il nono va diviso ulteriormente

    • marco99999 ha detto:

      Gentile notaio, i miei genitori possiedono tre appartamenti, quello in cui risiedono più due attualmente in affitto. Loro vorrebbero assicurarsi di lasciare, dopo la loro scomparsa, il loro appartamento e quello in affitto più grande a me, mentre quello in affitto più piccolo a mio fratello, il quale però non è d’accordo e vorrebbe che tutti e tre fossero a metà tra noi due. C’è qualcosa che i miei genitori possono fare per avere rispettata la loro volontà, anche contro quella di mio fratello? Quali sono le possibilità? La ringrazio molto.

      • notaio ha detto:

        Un palliativo può essere un testamento con cui si attribuisce a lei la disponibile. Ma la soluzione definitiva può avvenire solo con un atto di trasferimento a lei a titolo oneroso mentre sono ancora in vita.

    • SAVERIO ha detto:

      Buongiorno, la divisione testamentaria, qualora avvenga consensualmente e prima di depositare la dichiarazione di successione, comporta costi aggiuntivi? per esempio due fratelli ereditano 100.000 euro ed un appartamento dello stesso valore e decidono di dividere tenendo uno i soldi e l’altro l’immobile, vi sono costi aggiuntivi?

      • notaio ha detto:

        Se per “divisione testamentaria” intendi la divisione fatta dal testatore già nel testamento, no problem. Ciascuno eredita secondo la volontà del de cuius e non è necessario altro. Se intendi “divisione ereditaria” invece i costi ci sono certo. Occorre prima fare la successione (pagando le tasse), poi la accettazione, e poi la divisione di fronte al notaio.

    • piero80 ha detto:

      La nullità della divisione testamentaria determina anche l’invalidità delle istituzioni ereditarie?

      • notaio ha detto:

        La dichiarazione di nullità della divisione fatta dal testatore comporta il permanere della comunione ereditaria (con conseguente possibilità che si faccia luogo ad ulteriore divisione su richiesta di qualunque interessato), e non inficia le disposizioni testamentarie istitutive di eredi (sulla base delle quali il testatore aveva effettuato la divisione): si tratta infatti di atti negoziali diversi ancorché collegati.

    • Franco ha detto:

      Buongiorno dottore, sono alle peese con una successione di un mio zio defunto e avrei bisogno di alcuni chiarimenti. La situazione è questa: il defunto lascia il coniuge e una sorella la quale ha due figli. Le quote di successione sono quindi rispettivamente 2/3 ed 1/3. La sorella rinuncia e i due figli entrano in successione con una quota di 1/6 ciascuno. La prima domanda abbastanza banale (immagino per l’ovvia risposta) è questa: va fatta prima la successione ereditaria e poi la divisione? Durante la divisione, bisognerà scrupolosamente rispettare le quote di successione o c’è spazio all’accordo tra le parti? La ringrazio per l’attenzione.

      • notaio ha detto:

        Va fatta prima la successione e poi la divisione. Nella divisione vanno rispettate le quote di diritto dei condividenti, ossia il valore dei beni attribuiti deve essere proporzionale al valore delle quote di diritto, diversamente dovrà farsi luogo a conguagli. Naturalmente nella divisione saranno le parti stesse a dichiarare il valore fiscale dei beni.

    • zannabianca ha detto:

      Buonasera Egregio Notaio,
      volevo sottoporle un quesito.
      Mia madre ha intenzione di donarmi una parte della sua quota, la restante parte potrebbe vendermela?
      Per quel che riguarda la parte eventualmente acquistata è prevista la comunicazione agli altri eredi?
      Se sì, in quale momento, prima dell’acquisto o successivamente?
      Possono opporsi?
      Nel caso in cui non facessi alcuna comunicazione quali potrebbero essere le conseguenze?
      Ipotizzando di avere la maggioranza delle quote, sia quella di mia madre che la mia, posso chiedere la divisione dell’immobile senza essere ostacolato?
      Cordiali saluti.

      • notaio ha detto:

        ln caso di comunione ereditaria, al coerede è riconosciuto dalla legge il diritto di prelazione ossia il diritto ad essere preferito agli altri nell’acquisto a parità di condizioni. Il coerede che intende alienare la sua quota indivisa dovrà quindi comunicare, con qualsiasi mezzo idoneo, agli altri coeredi la proposta di vendita o l’offerta ricevuta dal terzo, con indicazione a pena di nullità del prezzo della vendita. In caso di vendita della quota ereditaria senza aver rispettato tali regole sulla prelazione, i coeredi hanno diritto di riscattare la quota dall’acquirente e da ogni successivo avente causa, finchè dura lo stato di comunione ereditaria. Naturalmente potete sempre richiedere la divisione ereditaria.

    • contenitore21 ha detto:

      io e mio fratello siamo gli unici eredi di mia madre che ha lasciato un immobile interamente suo, quote di immobili di cui io e mio fratello abbiamo altre quote ereditate da ns padre e titoli e contanti depositati in banca.
      Io e mio fratello siamo d’accordo su quali beni immobili vorremmo andassero interamente all’uno e all’altro e su come valorizzarli per procedere ai relativi conguagli sul contante.
      Qual è il modo piu semplice ed economico per gestire la cosa?
      Fare la successione e poi fare degli atti di vendita fra noi? O procedere alla divisione amichevole e poi alla vendita tra noi delle quote già ereditate da ns padre? C’è modo di fare degli atti di “scambio” di quote di immobili risparmiando sulle imposte catastali?
      Il tutto è sotto il milione di euro.
      Grazie

      • notaio ha detto:

        Dovete fare prima la successione e poi la divisione. Non importa che la comunione ereditaria derivi da due successioni, si tratta sempre di una unica divisione. Procedete quindi alla semplice divisione ereditaria con pagamenti dei conguagli nel caso in cui i valori dei beni che vi attribuite non sono proporzionali ai valori delle quote di diritto a voi spettanti nella comunione.

    • Alberto buono ha detto:

      Buonasera Egregio Notaio. Vorrei sottoporle il seguente quesito. Io, mia madre e mia sorella alla morte di mio padre, avvenuta circa 10 anni fa, abbiamo ereditato per legittima successione un fabbricato di due piani in cui attualmente vivono mia madre (piano primo) e mia sorella con marito e figli (piano terra), con annessi terreni. Siccome quando mio padre era in vita ha contribuito materialmente alla realizzazione dell’abitazione di mia proprietà in cui vivo con mia moglie e i miei due figli, per un fatto di coscienza non vorrei avanzare grosse pretese riguardo la mia quota. Di comune accordo con mia madre e mia sorella e ricevendo anche la piena approvazione di mia moglie, abbiamo deciso di ripartire la suddetta eredità nel modo seguente: il sottoscritto diverrebbe proprietario di una piccola parte di terreno da destinare ad uso agricolo, mia sorella della restante parte di terreno e dell’intero fabbricato; mia madre avrebbe l’usufrutto vitalizio sull’abitazione in cui vive. Vorrei sapere una siffatta divisione è ammessa dalla legge (visto che mia sorella diverrebbe proprietaria della quasi intera eredità di mio padre), e se mia moglie e i miei figli (oggi minorenni) potrebbero impugnare in futuro la divisione, rivendicando una quota di legittima. Cordiali Saluti.

      • notaio ha detto:

        La divisione è ammissibile ma quando le quote attribuite non corrispondono alle quote di diritto (e così mi sembra) si creano i conguagli che possono essere tranquillamente pagati in denaro oppure potete rinunciarvi. Se a lei spetta un conguaglio vi può rinunciare o può compensarlo riconoscendo di aver avuto in vita da suo padre delle donazioni di denaro.

    • Stefano Gio ha detto:

      Buongiorno Dott.volevo chiederle un informazione,
      un anno fa è deceduto mio padre, che era in comunione di beni con mia madre, 10 anni fa lui e mia madre hanno donato un terreno e un abitazione (il 50% ho pagato io l’abitazione anche se intestata ai miei) a mio fratello hanno donato un immobile ma del valore molto superiore di quello donato a me senza calcolare il mio contributo, in più l’immobile ricevuto da mio fratello era un negozio che lui ha sfruttato per 20 anni senza mai pagare nulla ne di affitto ecc..
      Ho diritto a un conguaglio o di una leggittima pari a mio fratello ?
      Se mio padre ha lasciato un testamento a chi vanno gli immobili deve essere uguale per entrambi il valore ?
      Poi mio fratello vive in un appartamento che era di mio padre e mia madre da 20 anni e mia madre vive in un altro appartamento sempre di beni comiìuni, loro nel testamento lasciano a me dove vive mia mamma con usufrutto e mio fratello dove vive, è giusto che lui abbia dei vantaggi per l’immobile di dobazione e di dove vive e io invece l’immobile con usufrutto di mia mamma (spero viva oltre 100 anni ma per avere le cose giuste e uguali con mio fratello) grazie.

      • notaio ha detto:

        Per sapere se ha diritto a impugnare o meno la donazione fatta a favore di suo fratello bisogna fare qualche calcolo. In un altro mio blog “Legittima e successione. Calcolo delle quote dell’erede” ho ampiamente illustrato le quote di legittima riservate ai figli.

    • FrancescoDJ ha detto:

      Buongiorno Egregio Notaio. Vorrei sottoporle il seguente quesito.
      In data 28 aprile 2017 mi sono aggiudicato un immobile all’ asta presso il Tribunale Ordinario di Brescia.
      L’ avviso era di “VENDITA NELLA CAUSA PER DIVISIONE GIUDIZIALE”.
      Vertente tra SIgn. XXXX, (attore), la sign.ra XXXX (convenuta) e la Banca Mediolanum (intervenuta).
      Il notaio preposto secondo l’ordinanza del giudice è stata delegata, ai sensi dell’ art 788 c.p.c al compimento delle operazioni di vendita degli immobili oggetto di causa giudiziale, nella perizia in atti viene venduta la Piena ed esclusiva proprietà.
      Quanto in oggetto è interessato dall’ iscrizione ipotecaria (del 31 agosto 2005) a favore di soggetto intervenuto nella causa divisionale.
      Dalla repertazione ventennale (inviatami dall’ ANPE di BRESCIA dopo l’ aggiudicazione) si evince che la banca vanta un credito di 220mila euro per ipoteca volontaria dai due soggetti.
      L’ aggiudicazione dell’ asta è stata di 184mila euro.
      Una settimana prima della trascrizione il Notaio preposto mi comunica quanto segue:
      “La presente per informarVi che il Giudice Istruttore dr.ssa XXXX, da noi interpellata sulle eventuali cancellazioni delle formalità pregiudizievoli da ordinare con il decreto di trasferimento, ci ha comunicato che non provvederà ad ordinare la cancellazione dell’ipoteca volontaria che grava sull’immobile in oggetto, iscritta a suo tempo a favore di Mediolanum. Ciò perché non si tratta di una vendita all’esito di una esecuzione ma di una mera divisione giudiziale. Si dovrà pertanto procedere successivamente ad un atto di cancellazione di ipoteca con la vecchia Banca mutuante.
      Si tratta pertanto ora di trovare, con l’ausilio ed il consenso di tutte le parti interessate, una soluzione soddisfacente per tutti.
      In primis, chiedo a Banca Intesa se sarebbe disponibile a stipulare comunque il contratto di mutuo pur in presenza di una ipoteca precedente iscritta a favore di MEDIOLANUM (peraltro citata sia nel bando di vendita che nella mia relazione preliminare), ipoteca che – non appena disponibile la somma per il pagamento a Mediolanum – verrebbe comunque cancellata…
      In settimana procederemo ad un nuovo incontro col Giudice, quando possibile, chiedendo eventualmente l’autorizzazione ad un primo riparto parziale delle somme, in modo da poter pagare subito Banca Mediolanum ed ottenere da essa l’assenso alla cancellazione dell’ipoteca.
      Vi segnalo tuttavia che i soggetti coinvolti sono parecchi e con ognuno di essi dovrà essere fatta una qualche riflessione, per cui credo che inevitabilmente i tempi si dilateranno. Tra l’altro il Giudice e Banca Mediolanum soprattutto non sono sempre immediatamente contattabili.
      A questo punto ritengo si debba procedere ad un rinvio dell’atto fissato. Abbiamo controllato la scadenza dei 120 gg. per l’aggiudicatario, ma in tal senso non ci sono problemi per un rinvio, scadendo i termini a settembre.”
      Oviiamente sono sgomento..La data di stipula è stata spostata al 21 settembre.. nè il mio avvocato nè il Notaio e tantomeno il giudice .. e l’ANPE mi sanno chiarire:
      – Perchè questa conclusione del Giudice (è stata cmq una vendita in asta) e dovrebbe cmq essere liberata da tutti i vincoli pregiudizievoli (ipoteca compresa).
      – La ripartizione non viene fatta solo se ci sono più soggetti creditori?
      – Quali scenari si prospettano? (La mia banca ha dato disponibilità a deliberare un nuovo mutuo con una ipoteca MOMENTANEA di secondo grado, anche se non è MAI capitata nemmeno a loro una situazione del genere)
      – La Banca creditrice (che nessuno riesce a contattare) deve accettare e cancellare (visto che l’ immobile è finito in asta) o può pretendere altro da me?O cmq non cancellare?
      Ringraziandola anticipatamente le porgo
      Cordiali Saluti

      • notaio ha detto:

        Mi sembra ovvio: non è una asta per esecuzione forzata, che comporta la cancellazione delle pregiudizievoli pregresse. E’ una divisione giudiziaria tra soggetti che non si sono messi d’accordo a farla amichevole davanti al notaio. Si è proceduto alla vendita perchè il bene non era divisibile materialmente. I creditori precedenti vanno pagati affinchè consentano alla cancellazione. Il Giudice potrebbe pure decidere di procedere alla vendita lasciando il debito interamente a carico dell’acquirente: se il debito era citato nel bando hai comprato col debito.

    • michele ha detto:

      Buongiorno,
      volevo sottoporle un caso particolare. Mia mamma ha donato a me 1/6 della sua quota di comproprietà indivisa di uno stabile ove ci sono un negozio di 300 metri al pian terreno e tre appartamenti al piano primo e secondo di circa 100-120 metri l’uno Ora, lo stabile era originariamente di mia mamma e la sorella; questa, deceduta senza figli nè coniuge, ha fatto testamento lasciando a me la nuda proprietà e a mia mamma l’usufrutto. Mia mamma ha donato a me e a mia sorella 1/6 ciascuno di tale proprietà, a mio fratello 1/6 più la disponibile e a mio padre l’usufrutto sulla sua quota di piena proprietà. Mio fratello ha acquistato il sesto di nostra sorella.
      Ora siamo quindi nudi proprietari io e mio fratello, io per la metà della zia e 1/6 della mamma e lui per la restante parte.
      Volendo procedere alla divisione potremmo io e mio fratello attribuire a ciascuno il 50% del valore dell’immobile? (a me il 50% in piena proprietà e a lui il 50% in nuda proprietà con l’usufrutto di mio padre donatogli dalla mamma)

      Io rinuncerei a una parte di proprietà in suo favore poiché prendendo io la piena proprietà prendo “maggiore ricchezza”..è fattibile o potrebbe essere vista come una donazione di usufrutto nascosta nei miei confronti e come una permuta (usufrutto v/nuda proprietà) a cui adempie mia mamma per far avere più proprietà a mio fratello e quindi come una donazione indiretta a lui?

    • michele ha detto:

      Buongiorno,
      Vorrei sapere se in sede di divisione si deve tenere conto esclusivamente delle quote o del valore che esse hanno.
      Abbiamo un immobile, 50% di mio nonno e 50% di mio zio su cui grava l’usufrutto di mio nonno.
      Ci è stata proposta una donazione a tutti gli eredi, per 1/6 allo zio e la restante alle sorelle con usufrutto alla nonna e successiva divisione attribuendo allo zio una quota in piena proprietà e alle sorelle una quota gravata da usufrutto della nonna. Praticamente lo zio finirebbe per avere il 50 % che ha già in nuda proprietà ma in piena proprietà e le sorelle il restante 50% ma in nuda proprietà… È legittimo tutto ciò?

      • notaio ha detto:

        Con la divisione si scioglie lo stato di comunione. Siete voi a decidere in che modo attribuirvi i beni. Naturalmente il valore dei beni attribuiti deve corrispondere al valore delle quote spettanti ai condividenti, altrimenti dovrà farsi luogo a conguagli. Fate una stima del valore dei beni da attribuire e nelle assegnazioni cercate di rispettare il più possibile le quote di cui siete già comproprietari.

    • Carlo A ha detto:

      Egregio notaio, non essendo per niente esperto di successioni, eredità e simili, le pongo un quesito che credo possa interessare anche altri lettori.
      Una madre vedova (A), è ormai molto anziana ed in precrarie condizioni di salute benchè sana di mente (attualmente ricoverata in RSA). Il patrimonio della famiglia è costituito dalla casa di abitazione in comproprietà per 1/3 con i due figli non conviventi (B) e (C) e da suoi risparmi in Buoni postali variamente cointestati con i figli (A+B, A+C, A+B+C). Il figlio A (colui che scrive) vorrebbe che alla morte della madre, che non ha fatto testamento, aperta la successione, il patrimonio venisse equamente diviso tra i due figli, che potrebbero così disporne liberamente, ma il figlio B si oppone e vorrebbe invece suddividere subito con il fratello bonariamente i Buoni postali, per poterne disporre finchè la madre è ancora in vita. Essendo pertanto i figli in totale disaccordo, cosa mi suggerisce di fare? Qual’è secondo lei la soluzione migliore praticabile, Le chiedo un consiglio utile ai due fratelli sul da fare, per trovare un’intesa.

      • notaio ha detto:

        Le proprietà di tua madre finchè è ancora in vita non si possono toccare. Se i buoni postali sono cointestati non vedo neppure come si possano liquidare senza il consenso di tua madre. Aggiungo che ogni accordo che riguardi una futura successione è nullo.

        • Carlo A ha detto:

          La ringrazio per la risposta. Preciso però che i Buoni postali sono stati emessi con pari facoltà di rimborso e potrebbero quindi essere riscossi in qualsiasi momento da qualunque degli intestatari in possesso del titolo. Inoltre mia madre sarebbe disposta a procedere ad una loro suddivisione consensuale tra i figli, finchè è ancora in vita, per eliminare a suo modo di vedere, le discordie e le tensioni in famiglia, ma penso invece che così le cose un giorno si complicheranno. Inoltre, poichè sto custodendo attualmente il “tesoretto di famiglia” non so come comportarmi, perchè non voglio essere accusato come colui che “crea difficoltà” o peggio che sto indebitamente trattenendo tutto il malloppo, ma allo stesso tempo non voglio essere danneggiato da decisioni avventate ed inopportune. Ecco perchè le chiedo oltre ad un chiarimento normativo- procedurale utile a tutta la famiglia, anche un suggerimento affinchè mi possa togliere da questo impiccio.

          • notaio ha detto:

            Caro Carlo, a questo punto mi sembra chiaro che il suo non è un problema giuridico. Col consenso di vostra madre potete infatti fare qualsiasi cosa. Il problema è di equo contemperamento delle esigenze e delle tutele di tutti, e pertanto non può essere risolto con le poche parole a nostra disposizione. Suggerisco di rivolgervi tutti assieme ad un notaio di comune fiducia, andare da lui esponendogli tutta la problematica, e chiedergli di fare delle proposte che poi voi sarete liberi di accettare o meno

            • Carlo A ha detto:

              Gentilissimo notaio, la ringrazio per la sua risposta immediata e mi complimento per l’utilità del servizio che rende con la sua rubrica. Il suggerimento che mi ha dato è proprio quello che ho già esapresso in famiglia, speriamo di risolvere.

    • mad1959 ha detto:

      buonasera dottore

      mia madre anni fa si è trasferita lontano dai figli ( scelta opinabile ) ora è rimasta vedova e per giunta mio fratello è morto quest’ anno, ora che si è aggravata la sua malattia ha deciso di lasciare la casa dove risiede ad una parente che a suo dire la sta accudendo escludendomi a priore dal venirne in possesso, premetto che questa persona che la segue già ha ereditato un immobile con le stesse modalità ( una volta può succedere due mi fanno venire qualche dubbio ) può farlo con un semplice testamento scritto a mano ?

      e se eventualmente volesse intestargli l’immobile in vita può farlo senza che intervengano i legittimi eredi ?

      o peggio…se accordandosi facessero una finta vendita, gli eredi come si dovrebbero comportare

      premetto che a me quella casa non interessa perche troppo grande e troppo fuori mano dalla mia residenza, e aggiungo che se quella persona è interessata si può benissimo ragionarci, io sono consapevole che ora la sta curando lei al posto mio ma una casa in regalo mi pare un pochino esagerato, calcolando anche che il valore dell’immobile supererebbe di parecchio la liquidità attualmente disponibile

      la ringrazio per l’attenzione

      • notaio ha detto:

        Sua madre può fare un testamento (anche olografo cioè scritto di pugno), una vendita o una donazione senza chiedere consensi a nessuno. Solo se il trasferimento avviene con testamento o con una donazione lei potrà decidere se impugnarlo o meno, nel caso venga violata la sua quota di legittima. Se invece il trasferimento avviene con una vendita e lei ritenga che sia simulata, allora dovrà anche dimostrare tale circostanza in sede giudiziale.

    • pattyna ha detto:

      Buon pomeriggio,
      sottopongo il seguente quesito:
      nel 1980 muore mio nonno e lascia in eredità alla moglie e ai suoi 3 figli un immobile. Con la dichiarazione di successione avviene la suddivisione dello stesso, ma successivamente circa 15 mesi dopo viene stipulata di fronte ad un notaio l’atto di rinunzia all’eredità da parte di due figli e della moglie del defunto, solo un figlio non rinunzia all’eredità. Pertanto colui che non rinuncia diventa di diritto proprietario dell’immobile? Sarebbe stato sufficiente fare una voltura? Al catasto attualmente l’immobile è di proprietà degli eredi al momento della successione. Cosa deve fare il figlio che ha ereditato la casa per esercitarne la proprietà?
      Grazie

      • notaio ha detto:

        Con la rinuncia all’eredità la quota non va direttamente agli altri coeredi ma va ai discendenti (figli) del rinunciante. Solo se tutti i discendenti rinunciano, o se non vi sono discendenti, la quota si accresce a favore dei coeredi (nel vostro caso a favore dell’unico figlio che non ha rinunciato). In ogni caso, dopo la rinuncia all’eredità va fatta una dichiarazione di successione modificativa, per correggere i nominativi degli eredi.

    • Alex68 ha detto:

      Buongiorno Notaio,
      sottopongo il mio quesito:
      Mio padre si è risposato ed ha avuto altri 2 figli dal nuovo matrimonio. In seconde nozze ha acquistato insieme alla nuova moglie un appartamento (prima casa) e successivamente ha acquistato un altro appartamento intestandolo ad uno dei nuovi figli.
      Cosa succede quando mio papà mancherà? Sarò erede della mia quota del 50% della prima casa? E su quella intestata a mio fratello che era studente senza redditto?
      Grazie

      • notaio ha detto:

        Sarà erede solo del 50% della prima casa, in quanto l’altra non è di proprietà di suo padre. Naturalmente anche le donazioni in denaro vanno considerate ai fini del calcolo delle quote di legittima e di disponibile.

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