• Donazione di danaro? Si deve andare dal notaio!

    donazione di danaroContinua la serie delle sentenze “esplosive” della Corte di Cassazione a sezioni unite civili, come quella che abbiamo già recentemente commentato in materia di assegno al coniuge divorziato. In realtà esplosive non lo sarebbero affatto, perché ci dicono delle cose che tutti sapevamo ma che delle prassi operative ed anche giurisprudenziali avevano di fatto nascosto.

    Atto pubblico notarile obbligatorio

    La Corte di Cassazione ci dice ora (e quindi in realtà ci ricorda) che ogni donazione di danaro (ovviamente non di modico valore) è soggetta necessariamente alla forma dell’atto pubblico notarile . In sostanza se volete donare a vostro figlio Euro 241.040,60 (come nel caso trattato dalla Cassazione) non potete farlo semplicemente mediante assegni o bonifici. Dovete andare dal notaio, assoggettarvi all’atto notarile alla presenza dei testimoni, e, naturalmente, pagare le tasse.
    La Corte di Cassazione, che potete vedere in originale in calce al presente scritto, enumera (pagina 7 e ss.) una serie di ipotesi di donazioni indirette, come la cointestazione di buoni postali fruttiferi, il pagamento di un obbligazione altrui, il pagamento del prezzo di un immobile per “intestarlo” ad un figlio, il trasferimento di un immobile ad un prezzo inferiore a quello reale, etc. Orbene la Cassazione analizza una ad una tutte le ipotesi di donazione indiretta per la quale non è necessaria la forma solenne dell’atto pubblico di fronte al notaio, per concludere che invece il trasferimento di soldi dal beneficiante al beneficiario non è affatto una donazione indiretta, bensì una donazione di danaro diretta, il cui titolo causale non può che essere un atto pubblico notarile nella forma più solenne delle donazioni.

    Nullità assoluta insanabile e rilevabile d’ufficio

    La conseguenza è che una donazione di danaro che sia effettuata senza l’atto notarile è semplicemente nulla, cioè non esiste, ed è rilevabile da chiunque vi abbia interesse o semplicemente d’ufficio. Nella vecchia interpretazione il trasferimento poteva essere attaccato solo in casi predeterminati, quando, ad esempio, il trasferimento ledeva la legittima di un altro erede . Ma anche in questo caso l’eventuale azione di rivendica della legittima non comportava la restituzione materiale del danaro al beneficiante, bensì solo la riduzione della donazione e il reintegro delle somme spettanti al legittimario pretermesso .
    Trattandosi invece di nullità dell’operazione chiunque ne abbia interesse e che ne abbia un motivo, può chiedere la restituzione integrale della somma disposta con il mezzo bancario (assegno o bonifici). Basti pensare ai creditori del donante, ad eventuali eredi anche se non si verifica la lesione di legittima, o più semplicemente allo stesso donante che ha cambiato idea.

    La declaratoria di nullità di una donazione di danaro fatta senza l’intervento del notaio consegue quindi de plano, e il danaro va restituito.

    L’intestazione di immobili ai figli

    Da ciò ne conseguono una serie di novità ancora da ben approfondire. Ad esempio quando si vuole intestare ad un figlio un immobile il notaio non potrà che suggerire al padre di eseguire direttamente il pagamento nei confronti del venditore, perché altrimenti un giorno potrebbe essere difficile individuare il nesso causale del bonifico dal padre al figlio finalizzato all’acquisto di immobile. Ovvero, volendo compiere necessariamente questo doppio passaggio, è da ritenersi prudente costituire in atto anche il donante (padre) inserendo nel rogito la dichiarazione congiunta di donante e donatario che quella somma bonificata era proprio quella somma da utilizzarsi per l’acquisto dell’immobile (purchè ovviamente esatta e coincidente) in modo che sia chiaro che si tratta di donazione indiretta. Ovviamente il notaio saprà come inserire la clausola per evitare il problema opposto, e cioè che l’acquisto sia considerato una intestazione fiduciaria, fatta in realtà dal padre che rimane il vero proprietario sottostante.

    Le banche e la nullità della causa per la donazione di danaro

    Ritengo inoltre che anche le banche debbano riflettere su questa sentenza. E’ ben vero che la banca in base al rapporto contrattuale che lo lega al correntista è obbligata ad eseguire i suoi ordini, ma è pur vero che gli ordini non possono essere eseguiti quando la causa è illecita, oppure, come nel nostro caso, nulla. E’ grave infatti il rischio per le banche di essere chiamate a rispondere della donazione di danaro nulla nella ipotesi in cui il donatario non sia in grado di restituire la somma donata, perché magari nel frattempo spesa. Se lavorassi all’ufficio legale della direzione generale di una banca suggerirei a tutte le filiali di allarmarsi non appena ricevono un ordine di bonifico di euro 241.040,60 (stiamo proseguendo l’esempio offertoci dalla Corte di Cassazione), chiedendo al correntista i documenti che attestino la validità e liceità dell’operazione: e nel caso in cui la motivazione fosse un atto donativo nei confronti del terzo (figlio o estraneo che sia) non riterrei eseguibile l’operazione senza l’esibizione del titolo, e cioè l’atto pubblico del notaio. Anzi, chiederei di più, che l’atto pubblico notarile sia stipulato direttamente in banca in modo da contestualizzare la volontà negoziale del donante con l’effettiva dazione della somma di denaro.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    donazione di danaro

     

    Donazione di danaro? Si deve andare dal notaio! ultima modifica: 2017-07-31T13:20:46+00:00 da notaio
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    Categoria: Info e novità notarili

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