• La donazione ai figli è una anticipata successione. La collazione

    la collazione nella donazioneNon c’è dubbio che la donazione ai figli è considerata dal legislatore e dai giudici come un anticipo sulla successione. Ecco perchè il legislatore ha previsto l’istituto della collazione che serve a rimuovere la disparità di trattamento che le donazioni creerebbero ed a ristabilire la situazione di eguaglianza tra coeredi.

    Tale impostazione è comunemente condivisa sia dalla dottrina che dalla giurisprudenza: la donazione fatta agli eredi necessari va considerata come anticipazione di eredità, cioè come anticipazione di quanto loro spettante sulla successione. Pertanto al momento della morte del disponente, il bene donato dovrà essere considerato quale acconto, se non addirittura come saldo, della quota ereditaria.

    Cosa accade quindi ai beni donati in vita dal legittimo proprietario, al momento della morte di quest’ultimo e dell’apertura della relativa successione ereditaria?

    La collazione nella successione

    La donazione puà essere impugnata, come abbiamo già detto. La legge prevede infatti che se il de cuius in vita ha fatto donazione ai figli, ai loro discendenti, o al coniuge, al momento della divisione ereditaria tali beni devono essere compresi nella massa attiva del patrimonio ereditario per essere divisi tra i coeredi in proporzione delle rispettive quote (collazione).

    Tale disposizione è stata formulata partendo dal presupposto che il defunto, facendo le donazioni non abbia voluto modificare il trattamento spettante ai suoi eredi per testamento o per legge, ma soltanto dare ai donatari un anticipo sulla futura successione.

    A sostegno di questa tesi possiamo aggiungere che non si può infatti ricorrere alla donazione per privarsi di beni e lasciare qualcuno dei parenti prossimi (coniuge e figli) senza la quota minima che gli spetta per legge. Ciascuno, per legge, può disporre liberamente solo di una parte del patrimonio (quota disponibile): ai legittimari (coniuge, figli e ascendenti) è destinata comunque una “quota di riserva”, di cui non possono venir privati per volontà del defunto espressa nel testamento o manifestata tramite donazioni in vita.

    Questa quota di riserva (e la sua divisione) varia in base al numero dei legittimari, secondo uno schema ben preciso. Non si calcola però sul valore del patrimonio del defunto al momento della morte, ma su tutta la massa ereditaria: inclusi il valore dei debiti e quello delle donazioni fatte in vita.

    Ecco perchè spesso si legge negli atti che “la donazione viene fatta a titolo di legittima”, e, a volte “per l’eventuale supero sulla disponibile”, ossia come anticipo, acconto o saldo della futura eredità. Ecco le modalità di calcolo.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    La donazione ai figli è una anticipata successione. La collazione ultima modifica: 2016-08-30T00:22:22+02:00 da notaio



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    149 Commenti su “La donazione ai figli è una anticipata successione. La collazione

    • AVELLA CARMEN ha detto:

      BUONASERA
      vorrei chiedere un’informazione,mio padre è deceduto,i miei hanno un immobile.noi siamo 3 figli.ora mia madre vorrebbe donare il suo 50% della casa a tutti e 3 i figli ed in seguito 2 di noi vorremmo caricarci tutta la casa comprando la quota dell’altro fratello.volevo sapere in questo caso con un atto di vendita se mia madre dovesse mancare mio fratello puo’ richiederci la legittima pur avendo già preso la sua quota cn appunto la vendita?

      • notaio ha detto:

        Certo che no. Nello schema che mi ha descritto il fratello la sua quota di legittima l’ha già ricevuta per donazione. Poi l’ha venduta volontariamente. L’operazione di donazione/vendita si può fare contestualmente in unico atto

    • aldo1948 ha detto:

      Buonasera.vorrei sapere se possibile;siamo 3 fratelli nostra madre è deceduta 10 mesi fa,era proprietaria di una casa dopo la sua scomparsa ci siamo accorti che il fratello più piccolo a nostra insaputa si era fatto intestare la casa della mamma (vedova 90 enne) con compravendita dal notaio per un valore di 120000 euro con la clausola che avrebbe accudito lui la mamma.Noi abbiamo scoperto che invece per sostenere le spese aveva fatto vendere un mini appartamento e il ricavato di 38000 euro li ha utilizzato per il suo mantenimento fino al suo decesso non ci siamo noi fratelli mai preoccupati della situazione finanziaria della mamma in quanto lui e ragioniere in banca e aveva la nostra fiducia.premetto che anni fa io avevo con l’accordo dei 2 fratelli acceso un mutuo sulla casa della mamma valutata 420000 euro mutuo poi da me estinto 8 anni fa.ora sono a chiederle come dobbiamo comportarci per ottenere la nostra legittima e lui poteva fare quello che ha fatto o ci sono gli estremi per truffa??Se intrapprendiamo una causa per avere i nostri diritti quanto tempo impiegheremo ringraziandola del suo tempo porgo distinti saluti Aldo Braglia

      • notaio ha detto:

        Sua madre poteva disporre dei suoi beni come meglio credeva, ivi compresa la vendita con obbligo di assistenza a favore di suo fratello. Per sapere se ci sono gli estremi di una truffa, o di un altro reato, e per conoscere i tempi del processo, dovete rivolgervi ad un avvocato e non ad un notaio. Comunque a mio giudizio la strada è in salita perchè i costi della giustizia sono alti, le difficoltà probatorie sono complesse e i tempi sono più che decennali.

      • aldo1948 ha detto:

        Volevo ringraziarla della sua risposta. Nello stesso momento dirle che nel frattempo ci siamo rivolti ad un legale di fiducia e siccome esiste la legittima abbiamo agito in giudizio per la cosidetta azione di riduzione.art 554,558 codice civile.ringraziandola di nuovo buona serata….

    • Aldo Pi ha detto:

      Buongiorno,
      innanzitutto mi scuso per il disturbo.
      Sono divorziato ed ho un unico figlio che occupa un immobile di mia proprietà nel quale ha fissato la residenza.
      Allo scopo di evitare oneri fiscali (IMU) vorrei intestare detta unità immobiliare a mio figlio, ma non so scegliere tra la donazione e la vendita con passaggio di denaro, di cui mio figlio dispone, e che successivamente vorrei restituirgli.
      La prego di darmi informazioni sulla modalità più efficace e più economica, tenuto conto del fatto che mio figlio è l’unico erede dei miei beni.
      In particolare vorrei sapere se la donazione potrebbe causare in futuro dei vincoli sulla disponibilità del bene; in altre parole mio figlio potrà vendere liberamente l’appartamento a sua discrezione sia nel caso in cui io sia ancora in vita o (ahimè) trapassato?
      La ringrazio per l’attenzione e la cortesia e la saluto molto cordialmente.

      Aldo Pastorino

      • notaio ha detto:

        Innanzitutto ci pensi bene prima di abbandonare una proprietà. che un giorno le potrà servire. solo per risparmi fiscali immediati. Io, come ho scritto un altro articolo, vedo oggi molto sfavorevolmente le donazioni. Per la vendita non è necessario passaggio di danaro.

    • Mito16 ha detto:

      Buongiorno.
      Mio padre è deceduto lasciando un testamento in cui nomina mia madre, ancora in vita, come unica sua erede. Siamo in 3 figli, me compreso, e siamo concordi con queste disposizioni. Inoltre quando era in vita mio padre mi ha fatto una donazione di un terreno edificabile di un certo valore. Tuttavia io e i miei 2 fratelli siamo perfettamente d’accordo e nessuno intende fare azioni di riduzione o impugnare il testamento. Ma le donazioni a mio favore quindi devono rientrare nella successione testamentaria di mio padre? E dato che tutti noi siamo d’accordo su questa situazione, la legge prevede che scattino comunque meccanismi di riduzione o collazione a mio sfavore?

      • notaio ha detto:

        No. Se tutti siete acquiescenti alle disposizioni testamentarie, ancorchè in lesione di legittima, non occorre altro (salvo il pagamento delle tasse di successione da parte di vostra madre)

    • Silvia Brescia ha detto:

      Egregio signor notaio, avrei un quesito da sottoporle, per favore:
      desidero donare a mio figlio l’appartamento dove abita (immobile di mia
      esclusiva proprietà, acquistato dopo la separazione dal mio primo marito, sposato in regime di separazione dei beni e prima del mio secondo matrimonio), ma
      vorrei che nel malaugurato caso di sua premorienza l’immobile stesso torni
      di mia proprietà, senza che entri nella successione, questo per evitare
      che ne entri in qualche misura in possesso il mio ex-marito, padre di mio
      figlio. Specifico che il mio attuale consorte non ha interesse alla casa e
      che mio figlio ha 36 anni, non è sposato e non ha fratelli. Sarebbe
      possibile inserire questa clausola nell’atto notarile e avrebbe valore
      stando alla legge? Inoltre si potrebbe inserire una clausola che impedisca la vendita dell’immobile da parte di mio figlio pena la decadenza della donazione?

      • notaio ha detto:

        L’unico modo per disporre dei propri beni per dopo la morte è il testamento, quindi una clausola del genere non può essere inserita nella donazione ma in un testamento di suo figlio a suo favore. I divieti di vendita sono ammessi solo per periodi di tempo limitati, altrimenti sono nulli. Una soluzione potrebbe essere quella di donare a suo figlio la nuda proprietà riservandosi l’usufrutto generale vitalizio. In tal caso lei manterrà l’usufrutto sull’appartamento sua vita natural durante e quindi sarà l’unica a poterne disporre finchè in vita.

    • Mary ha detto:

      Buona sera Egregio notaio. Le spiego brevemente la mia situazione. Io ed il mio ragazzo abbiamo deciso di sposarci. Mio suocero possiede tre immobili: uno di circa 90 mq dove vivono i miei suoceri ed i loro tre figli (30 anni il figlio maggiore, 28 anni il mio ragazzo e 18 anni il terzo); un altro immobile di circa 90 mq, al momento non abitato, ed una piccola casetta di campagna con giardino annesso.
      Mio suocero vorrebbe farci vivere presso l’immobile al momento disabitato, stipulando una scrittura privata in cui si evinca che tra un periodo di tempo (non ancora definito ma all’incirca 5 anni) noi diventeremo proprietari dell’immobile. Quindi noi andremo a viverci l’anno prossimo, risultando quindi “inquilini” fino allo scadere del tempo programmato. Mi domando: un atto del genere ha valore? Non si potrebbe procedere ad una donazione? Quale sarebbe la soluzione migliore? Io credo che converrebbe far valutare i 3 immobili ora e suddividerli tra i tre figli. Certamente la casetta in campagna ha meno valore rispetto alle altre due, che si trovano al centro città e sono anche più grandi. Cosa mi consiglia?

      • notaio ha detto:

        Un atto del genere ha valore di contratto preliminare ossia obbliga le parti a concludere il contratto definitivo alla scadenza prefissata. La donazione va benissimo ma come ho ampiamente illustrato è impugnabile. Se i valori dei tre immobili sono diversi, potreste procedere ad una donazione da parte del padre indivisa ai tre figli e poi alla divisione tra gli stessi con conguaglio in denaro per ristabilire le quote.

    • Alberto66 ha detto:

      Buongiorno, vorrei sottoporLe il mio problema circa 20 anni orsono i miei suoceri hanno venduto la loro casa e si sono trasferiti nella mia senza rogitare. io ho acquistato un’altra casa che ho intestato al 5% a me al 5% a mia moglie ed al 90% a mia suocera (questo per onestà nei confronti di mio cognato in quanto mio suocero non stava bene ed é deceduto di li a poco). Ora mia suocera non sta bene, vive da noi (nella casa a Lei Intestata al 90% ma ha la residenza nella mia vecchia casa).
      Mio cognato non vuole occuparsi della madre, e tutto cade su mia moglie,i miei figli e me. Recetemente mia suocera é peggiorata (demenza senile) e non riusciamo più a gestila. vorremmo metterLa in una struttura adeguata ma I soldi della sua pensione non bastano. L’assistente sociale ci ha detto che qualora non coprissimo il differenziale del costo della casa di cura potrebbere intervenire con la vendita della casa di proprietà di mia suocera.
      Ora premesso che in quella casa io e la mia famiglia ci vive, con residenza, dal 1998 e che siamo propietari del 10%, che mia suocera non é in grado di capire come possiamo fare per non perdere la casa? Siamo disposti a vendere la ns. vecchia casa (intestata a me e mia moglie al 50% cad).

      Grazie Alberto

      • notaio ha detto:

        Se Sua suocera non è in grado di intendere e di volere non può compiere atti dispositivi. L’unica strada da percorre è quella dell’interdizione o dell’amministrazione di sostegno. Il giudice nominerà un tutore (nel primo caso) o un amministratore di sostegno (nel secondo caso) che curerà gli interessi dell’interdetto o dell’amministrato.

    • Fabio75 ha detto:

      Buongiorno Sig. Notaio.
      Ho deciso di vendere casa.
      La casa mi è stata in donazione da una persona a me molto cara.
      Questa persona era celibe e senza figli e senza ascendenti come riportato nella “dichiarazione di successione”.
      Io figuro come unico erede universale.
      Questa persona mi ha lasciato ogni suo avere tramite testamento olografo, col quale mi nominava suo unico erede (nel testamento appare due volte la dicitura “sarà mio unico erede). Tale testamento, fu redatto e registrato presso studio notarile.
      Come ulteriore garanzia per la mia persona
      l’immobile mi fu donato tramite donazione. .. Nuda proprietà.
      Alla sua morte, terminato l’usufrutto del donante, tutto è passato nelle mie mani (ricongiungimento per usufrutto)
      Sono però passati solo 6 anni e mezzo dalla morte di questa persona a me cara.
      E siccome vorrei trasferirmi di città ho deciso di vendere (avendo trovato un probabile acquirente).

      La domanda: concretamente che possibilità ci sono, che una banca conceda un mutuo per acquistare un un immobile proveniente da Donazione…?
      È pur vero che non ci sono ascendenti e dicendenti, e che chi mi ha donato era anche celibe… Ma non sono neanche passati 10 anni dalla sua morte.

      • notaio ha detto:

        Dipende dalle banche. Alcune banche (anzi la maggioranza delle banche) non concedono mutui se la provenienza è donativa, indipendentemente dal fatto che ci sia o meno una reale e concreta possibilità di impugnazione da parte di qualcuno. Altre banche valutano invece il caso concreto. Fino a qualche anno fa nessuno ci faceva caso.

    • giomono ha detto:

      Salve, in agosto mia madre é deceduta lasciando un testamento olografo dal notaio che tuttavia non si è pubblicato nella speranza di un accordo amichevole, dice di lasciare tutta la casa con tutti i mobili a me e la cantina sottostante a mia sorella motivando tale divisione che aveva pagato dei debiti di quasi 60milioni di lire a mia sorella la quale si sta opponendo dicendo che vuole la legittima del 50% inoltre ho trovato un atto privato dove dice che ha acquistato con denaro un appartamento e solo per comodità intestato alla figlia del valore di 45 milioni di lire specificando nell’atto che era a fronte della futura successione,il valore complessivo del palazzo si può aggirare sui 200000€, io per risolvere la situazione gli ho offerto il 30% della vendita futura dell’immobile nel tempo intercorrente ed al trasferimento di proprietà dell’Immobile, provvederò a pagare le imposte relative all’Immobile così come tutte le utenze e di far fronte alla manutenzione dell’Immobile che chiaramente non può essere tralasciata, senza dire che ho assistito mia madre da 4 anni privandomi della mia libertà sino al giorno della Sua morte. Come mi dovrei comportare poiché mi sta creando dei problemi?quanto tempo può trascorrere per una sentenza definitiva

      • notaio ha detto:

        Chiunque sia in possesso di un testamento olografo deve obbligatoriamente portarlo da un notaio per la pubblicazione. L’omissione può comportare anche sanzioni penali. Non entro ovviamente nel merito ma quanto alla tua domanda la risposta è nota. Per i tre gradi di causa ci vogliono circa 12 anni, ma con un po’ di sfortuna anche il doppio.

        • giomono ha detto:

          grazie ,posso allegare l’atto di donazione fatto in vita da mia madre verso mia sorella con la pubblicazione del testamento o devo aspettare che si pronunci il giudice in caso di ricorso??

          • notaio ha detto:

            No, la pubblicazione del testamento ha ad oggetto solo il testamento. L’atto di donazione può essere fatto valere in sede di eventuale contenzioso.

        • lettizia ha detto:

          buongiorno, mio padre e morto siamo tre figli e mia mamma abbiamo venduto la terra già metta e di mia mamma a l’atto dobbiamo dividere ancora Altra metta seccome i miei due fratelli anno lavorato da giovani senza essere pagati vogliono dividere quella metta solo tra di loro.si può fare

    • califfo ha detto:

      MIo padre gestiva i miei soldi ed ha comprato il 70% di un appartamento. Il restante 30% è stato comprato da mia madre ripartendolo tra me ed il 20% ai miei fratelli.
      Alla morte di mia madre,(con diagnosi di alzheimer ed indotta dai miei fratelli) ha lasciato testamento ologravo dove scriveva che avendo già comprato a mio nome un appartamento e che lasciava il suo ripartito ai miei fratelli.
      Poteva disporre di un bene non suo?
      Aver comprato il 30% configura una donazione indiretta?

      • notaio ha detto:

        Non ho ben compreso il suo caso. Sua madre era proprietaria di una quota oppure no? Se sua madre era proprietaria di una quota dell’immobile poteva legittimamente disporre di quella quota. Diversamente, l’articolo 651 del codice civile prevede che il legato di cosa di un terzo è nullo, salvo che dal testamento risulti in maniera inequivocabile che il testatore sapeva che la cosa legata apparteneva ad un terzo. In tal caso l’onerato è obbligato a procurarsi la proprietà della cosa ed a trasferirla in conformità delle disposizioni testamentarie.

    • califfo ha detto:

      non ho capito nulla ripropongo domanda.
      Nel 2005 senza tracciabilità ho dato i miei soldi a mio padre e dal suo conto viene inviato denaro sul conto di mia madre per l’acquisto del 70% di un appartamento che chiamiamo A. (soldi miei e di mio padre che acquista l’usufrutto e facciamo una compravendita)
      Poi mia madre aggiunge il 30% e si compra l’appartamento con suoi assegni circolari di cui 80% a me 20% ai miei fratelli ( io non posso provare di aver dato i soldi a mio padre ma avevo reddito).
      Alla morte mia madre scrive di lasciare il suo appartamento che chiamiamo B ai miei fratelli perchè a me avevo già comprato un appartamento. Di fatto però dell’appartamento A lei ha comprato solo il 30% .
      Dunque se ormai lei non era proprietaria dell’appartamento poteva disporre del bene avendo comprato solo il 30%. E’ donazione indiretta aver comprato solo parte dell’immobile?

      • notaio ha detto:

        Purtroppo le situazioni di fatto non sono facili a comprendersi con questo mezzo. Nei tuoi scritti, ad esempio, tanto per dirne una, continui a dire contemporaneamente che tua madre ha comprato una quota dell’appartamento ma che non era proprietaria… una contraddizione insolubile! Chi ha comprato, anche una quota, è proprietario. Ti suggerisco pertanto di andare di persona da un notaio che saprà darti la risposta dopo aver letto le carte e fatto le visure.

    • mdb ha detto:

      Buongiorno. Mio padre ha dato soldi in contanti a mio fratello e ha anche acquistato degli immobili che ha intestato a lui direttamente.Inoltre ha acquistato delle azioni che ha intestato ai nipoti. Dato che io lo so, ma non ci sono carte per provarlo, devo supporre che al momento della successione questa parte di denaro sara’ considerata come inesistente e che quindi il valore corrispondente non verra’ calcolato, o posso tutelarmi in qualche modo, prima che sia troppo tardi?

      • notaio ha detto:

        Giustamente hai afferrato il problema: quello probatorio. La questione però non è di competenza notarile: devi rivolgerti ad un avvocato che ti potrà suggerire come precostituirti prove valide per un eventuale giudizio.

    • Alessandra Doria ha detto:

      Gent.Le Dott. D’ambrosio,
      Le vorrei porre un quesito. Mio padre mi ha donato nel 2010 un immobile. Premetto che sono l’ultima di tre figlie. Ho,quindi, altre due sorelle che a loro tempo, dunque, precedentemente alla mia donazione, hanno ricevuto del denaro da mio padre per l’acquisto a loro volta di un immobile ciascuno, intestandolo direttamente a proprio nome. Dunque trattasi probabilmente di intestazione altrui di immobile se non erro o ancora di donazione indiretta.
      La mia domanda è: essendo l’unica ad avere ricevuto formalmente una donazione diretta, mentre le mie sorella avendo avuto del denaro da mio padre, il quale risulta un po’ difficile da dimostrare visto che alcuni sono stati corrisposti in denaro liquido ed altri mediante assegni bancari difficili da rintracciare, mi chiedevo come posso proteggermi da questa situazione di disparità? Fondamentalmente, loro sono in una botte di ferro, mentre personalmente ho maggiori motivi di preoccupazione per essere l’unica ad avere ricevuto una donazione, risultando più semplice per loro aggredire il mio bene.
      I beni donati una volta aperta la successione vanno in collazione. Rispetto a quali rischi posso andare incontro? Quali potrebbero essere i rimedi da esperire ex ante prima che si verifichi un eventuale evento morte del donante?
      Qualche notaio mi ha consigliato una semplice scrittura privata nella quale indicare che le mie sorelle rinunciano ad un’eventuale pretesa sul mio bene, ma non è vietato ex lege rinunciare ad un diritto prima ancora che si apra la successione? Dunque cosa posso fare per tutelarmi?
      Con ossequio
      Alessandra

      • notaio ha detto:

        Hai perfettamente inquadrato la situazione. Suggerisco un annullamento della donazione ed una vendita dello stesso immobile a te con obbligo di assistenza.

    • Lu ha detto:

      Salve avrei una domanda nel momento in cui si decide di fare la donazione a favore di un figlio gli altri dovrebbero fare la rinuncia al fine di evitare opposizioni future… Mi chiedevo l’atto è a mio favore siamo tre fratelli loro sono d’accordo ad effettuare la rinuncia ma mia sorella vive all’estero… la sua presenza è necessaria o si potrebbe attraverso ad esempio un documento firmato da lei testimoniare la sua rinuncia e avere dunque validità l’atto di donazione stipulato dal notaio?

      • notaio ha detto:

        Si, tua sorella può anche andare da un notaio estero o inviare qui una procura. Ma credo di capire che sei in equivoco: la “rinuncia alla opposizione” è solo la rinuncia al diritto di presentare opposizione alla prescrizione. Non è ammessa la rinuncia a far valere la propria qualità di erede dopo la morte del donante fino a quando il donante è in vita.

    • bryan ha detto:

      Salve
      Avrei una domanda!
      Mio nonno e mia nonna mi hanno dato in donazione la loro casa,potrebbero gli eredi cancellare la donazione una volta che i nonni sono defunti??

    • Lu ha detto:

      Salve signor notaio avrei una domanda nel caso in cui mio padre decidesse di vendermi una casa di sua proprietà (una seconda casa non quella in cui ha l’abitazione) ma non avendo la somma totale la sto pagando mensilmente come se fosse una sorta di mutuo come potrei far valere questo acquisto di fronte ai miei fratelli? Che sono comunque consapevoli dei pagamenti e che non sarebbero comunque in grado di pagarla..
      L’acquisto lo sto attuando in quanto mio padre è in una situazione economica gravosa poiché non lavora e per evitare di svendere l’abitazione e garantirgli una sopravvivenza fino all’arrivo della pensione la sto acquistando io ma per adesso è tutto un patto verbale fra me e lui dove sta scrivendo all’interno di un’agenda mese per mese i soldi che gli sto dando … cosa posso fare per verbalizzare il tutto e assicurarmi che questi soldi non sono dati al vento?

      • notaio ha detto:

        Potete fare una vendita a rate (naturalmente devi mantenere la prova tracciabile di tutti i pagamenti da te effettuati) o una vendita con obbligo di assistenza.

    • vittoria cariello ha detto:

      Salve dott. D’Ambrosio volevo chiederLe delle informazioni.
      in seguito alla morte dei miei genitori i miei tre fratelli nel 2012 hanno fatto un atto di donazione nei miei confronti della casa paterna nella quale io già abitavo dal 2005.
      da premettere che i miei fratelli e sorelle sono tutti sposati con figli.
      ora la mia volontà è di lasciare questa casa in eredità a mio figlio, come posso garantirgli la piena proprietà senza che nessuno (cognati e nipoti) abbiano a pretendere nulla? grazie anticipatamente

      • notaio ha detto:

        Purtroppo la donazione può sempre essere impugnata per violazione della legittima ed i nipoti e cognati non possono fare nessuna rinuncia all’azione di riduzione fin quanto è in vita il donante. Potete solo fare un atto di rinuncia all’opposizione alla donazione

    • a.zucchetti ha detto:

      Buonasera Notaio,
      Le scrivo per sottoporle la seguente questione:
      Mia madre(unico genitore in vita) sta per fare una donazione a me e mia sorella di due cespisti di pari valore. Mentre mia sorella già vive nell’abitazione che le verrà donata(di questa abitazione mia madre possiede il 100% e vorrà avere l’usufrutto), io invece desidero mettere in vendita quella che mi verrà donata(di questa abitazione mia madre possiede il 70%, io il 15% e mia sorella l’altro 15%) e che sarà libera da usufrutto. Il notaio mi ha detto che saranno stipulati due atti contestuali, nel primo mia madre dona indistintamente le due proprietà di pari valore a me e mia sorella invece nel secondo atto io e mia sorella cediamo le rispettive quote all’altro/a in modo tale da avere ciascuno il cespite di proprio interesse rinunciando ad azioni di riduzione ed opposizioni future. In una successiva scrittura privata io e mia sorella dichiariamo di essere soddisfatti e di non avere più nulla a che pretendere sul relativo cespite dell’altro. In questo modo, a suo avviso, posso vendere senza problemi? La banca del futuro acquirente potrà erogare il mutuo senza timore di perdere la garanzia dell’ipoteca? Attendo sue. Grazie.

      • notaio ha detto:

        In questo modo evitate le donazioni tra sorelle ma resta la donazione ricevuta dalla madre. È vero che la rinuncia all’opposizione alla donazione può esservi d’aiuto ma è anche vero che alcuni Istituti bancari non concedono mutui quando nel ventennio vi è una provenienza donativa, indipendentemente dal fatto che vi sia o meno una possibilità concreta di impugnazione.

    • califfo ha detto:

      In sintesi……. è possibile che mia madre mi esclude la legittima facendo riferimento ad una donazione indiretta ( da provare perché era una compravendita) in eccesso del padre ? Non sono due eredità diverse?

      • notaio ha detto:

        Le eredità di sua madre e di suo padre sono distinte. Se lei ritiene di essere stato ingiustamente pretermesso deve far valere le sue ragioni giudizialmente. Si rivolga ad un avvocato.

    • roberta costa ha detto:

      entile Notaio, io e mio marito abbiamo deciso di separarci
      consensualmente, abbiamo un figlio che fra tre mesi diventerà maggiorenne
      e siamo proprietari al 50% della casa in cui viviamo, acquistata con le
      agevolazioni prima casa, che chiederemo venga assegnata a me. Mio marito
      dopo aver avviato la separazione vorrebbe acquistare una casa in cui
      vivere usufruendo delle agevolazioni fiscali prima casa. Per questo ci
      hanno consigliato di fare una donazione della parte di casa coniugale
      afferente a mio marito, a mio figlio. Desidero sapere quali sarebbero i
      pro e i contro di una tale scelta. Grazie

    • califfo ha detto:

      Gentile. Sig. D”Ambrosio. Nel 2005 a mezzo compravendita acquistiamo una casa del valore di 148 mila euro. Io compro l 80 e i miei 2 fratelli il 20 per cento e mio padre l usufrutto Mio padre versa dal suo conto cointestato con mia madre ( ma non alimentato) il denaro per l acquisto dell appartamento. Poi mia madre partecipa insieme mio padre al preliminare di compravendita e mette 30 mila dei 148mila euro. Alla morte di mia madre compare un testamento dove ella scrive che per me aveva comprato un appuntamento e quindi lascia il suo di pari valore ai miei fratelli. Chiedo. 1 si può considerare un anticipazione della legittima aver messo 30 mila euro per un appartamento dove lei non compare proprio nell atto pubblico ma solo nel preliminare. 2 . Partecipare al preliminare di compravendita e rilevante per essere considerata parte dell atto pubblico ? 3 mio padre aveva il conto cointestato con mia madre ma mai e stato alimentato……la contestazione e sufficiente per farla considerare come parte dell atto pubblico?

      • notaio ha detto:

        Di chi è l’immobile? Tuo? Allora la successione non c’entra nulla. Se tua madre ti ha donato 30.000 euro questa somma di denaro, se provata, può essere un anticipazione della successione

        • califfo ha detto:

          Si lo so che non c entra con la successione però lei ha scritto nel testamento che mi ha comprato un appuntamento e che quindi lasciava il suo ai miei fratelli. Però la maggior parte dei soldi li abbiamo messi io e mio padre. Come prova ho però solo le somme che provengono dal conto di mio padre cointestato con mia madre ma mai alimentato. Inoltre i mie fratelli hanno avuto il 10 per cento l uno ma si tratta di compravendita.

    • califfo ha detto:

      Cosa comporta aver partecipato al preliminare di compravendita

      • notaio ha detto:

        chi promette di acquistare o vendere con un preliminare è titolare di diritti e doveri di natura obbligatoria, non reale

    • califfo ha detto:

      Gentilissimo, grazie molte. Potrebbe molto gentilmente dire in altri termini “è titolare di diritti e doveri di natura obbligatoria non reale”. E soprattutto quel non reale che non mi è chiaro.

      • notaio ha detto:

        Capisco. Ma non è facile compendiare qui le caratteristiche e le attribuzioni dei diritti reali per chi non ha studiato giurisprudenza. Devi andare da un avvocato o un notaio di tua fiducia e fidarti.

    • califfo ha detto:

      Si, mi sono rivolto ad un avvocato in quanto sto abitando nella casa di mia madre, pur se escluso dal testamento, ed ho avuto lo sfratto dai miei fratelli. Ora la mia paura è che pur se vinco la causa mi verrà imposto un canone d’affitto da versare ai miei fratelli. Io non ho mai negato l accesso ai miei fratelli che dispongono anche delle relative chiavi. Se non ostacolo l accesso potranno cmq richiedere l affitto ? ( non so se di competenza notarile,)

    • andrea1964 ha detto:

      Buongiorno Notaio,

      il sottoscritto e mia sorella abbiamo ricevuto in donazione nel 2007 una casa, la persona che ce l’ha donata era la sorella di nostro nonno (deceduto nel 2006).
      La donante è morta nel 2015 a 97 anni e non aveva ne figli ne marito perché non si e mai sposata
      So che è in vita la figlia di un fratello della donante, volevo sapere se questa può impugnare la donazione o da chi eventualmente può essere impugnata?
      La ringrazio anticipatamente.
      Cordiali saluti

      • notaio ha detto:

        La donazione può essere contestata per lesione di legittima solo dai legittimari: coniuge, figli e ascendenti del defunto.

    • danisimo ha detto:

      Buon giorno, a proposito di donazione. Rientrano nella quota della ” disponibile ” le donazioni in denaro fatte dal de cujus antecedente la morte? Se le quote di donazioni non superano la ” legittima” e non c’è testamento come ci si comporta in presenza di tali elargizioni di denaro?

      • notaio ha detto:

        Per sapere quale sia la quota disponibile di cui poteva disporre il de cuius, si fa un calcolo al momento della morte sommando al valore delle donazioni fatte in vita il valore dei beni relitti e al risultato si sottraggono i debiti. Poi, in funzione del numero dei legittimari si calcola la quota disponibile e quella indisponibile. Il de cuius può disporre come vuole dei suoi beni in vita, se poi dopo la morte si scopre che ha disposto più della disponibile, i legittimari potranno agire in riduzione, anche contro le donazioni di denaro (sempre che siano in grado di dimostrare in giudizio che siano state effettivamente eseguite). Se non superano la legittima, non saranno attaccabili dai legittimari.

    • Col53 ha detto:

      Buongiorno Sig. Notaio,
      Ho da sottoporle una delicata questione cui molti professionisti interpellati hanno dato risposte discordanti.
      Siamo 3 fratelli e mia madre, mio padre è venuto a mancare 40 anni fa. Prima di morire mio padre, i miei genitori hanno fatto una donazione a ciascuno di noi, a due fratelli alcuni terreni e ad un’altro un terreno e un suolo ai tempi edificabile solo in parte con questa clausola: in conto quota legittima ed ogni esubero, con prelievo dalla disponibile e con dispensa da collazione. Poi in seguito alla successione di mio padre ognuno di noi è divenuto proprietario anche di una quota della casa in cui abita ancora mia madre. Ora mia madre, ormai molto anziana, vuole dividere la restante sua quota in parti uguali a noi 3, senza conteggiare ciò che è stato già donato perché secondo lei, e anche secondo 2 di noi, è tutto in parità. Il problema è che un fratello dice che chi ha avuto il suolo edificabile ha avuto più degli altri e che ha già avuto la sua legittima e non deve avere altro, la quota di mia madre andrebbe da dividere soltanto con 2 fratelli. Per questo motivo impediscono a mia madre la divisione. Contemporaneamente la stanno costringendo a fare testamento in questo senso. Conseguentemente noi fratelli non si riesce a trovare un accordo. Ora vi chiedo: essendo passati 40 anni dalla prima donazione e con l’apposizione di quella clausola, le vecchie donazioni devono ancora essere conteggiate, oppure no, ai fini dell’alienazione completa dei beni di mia madre? Mia madre come può fare per dividere la casa in modo definitivo secondo il suo volere, cioè in parti uguali? Tenga presente che di questa casa siamo tutti proprietari di una quota (quella di mio padre). È stato già fatto un progetto di divisione in parti uguali ma un fratello non lo accetta per i motivi sopradescritti.
      La ringrazio per una sua risposta che sarebbe molto importante perché non si riesce a trovare una soluzione. La ringrazio.

      • notaio ha detto:

        La successione di suo padre non ha niente a che vedere con i beni di sua madre. Essendo passati 40 anni non ci sono più azioni da intraprendere e le donazioni fatte in vita da suo padre, così per come eventuali beni caduti nella sua successione, sono definitivi e consolidati. Sua madre – a sua volta – ha diritto di donare o di lasciare per testamento come vuole, senza essere legata da nulla e da nessuno, e in particolare da quanto a suo tempo disposto da suo padre. Solo alla morte di sua madre si potranno fare i conti, valutare eventuali lesioni di legittima della sola successione di sua madre (senza alcun collegamento con suo padre) ed eventualmente impugnare. Tutto il resto lascia il tempo che trova.

        • Col53 ha detto:

          Buongiorno sig. Notaio, innanzitutto la ringrazio moltissimo per la sua risposta.
          Però ci sarebbe da specificare ancora una cosa: la donazione fatta 40 anni fa (poco prima della morte e successione di mio padre) riguardava beni di esclusiva proprietà di mio padre e beni di esclusiva proprietà di mia madre ed è fra questi ultimi che ricade il suolo edificabile. Ecco perché l’altro fratello ora richiede la riduzione sulla donazione a farsi. Il problema è che mia madre non vuol fare testamento ma dividere definitivamente tutto il restante in parti più o meno eque e dando anche al fratello che ha avuto il suolo qualcosa in meno. Però purtroppo l’altro fratello, secondo i suoi calcoli, dice che la legittima è stata già data 40 anni fa e non dovrebbe avere proprio nulla ora (soltanto la quota di mio padre che già possediamo di fatto tutti).
          Ciò che vi chiedo quindi è se mia madre può ugualmente fare la donazione senza il parere favorevole di uno dei figli, e se non può, come si potrebbe fare?
          La ringrazio molto per la sua disponibilità.

          • notaio ha detto:

            Ho GIA’ risposto esattamente alla sua domanda. Se vuole approfondire o vuole spiegazioni dettagliate deve rivolgersi di persona al suo notaio di fiducia!

    • kipketer ha detto:

      Salve, siamo in famiglia due figlie femmine e un maschio, io e l’altro fratello abbiamo avuto in donazione da nostra madre, la sola in vita, un appartamento a testa in acconto di legittima. L’altra sorella il suo appartamento lo vuole far donare alla figlia (quindi nipote) della donante. Alla morte di nostra madre può questa sorella chiedere la sua legittima? (Essendo l’appartamento donato alla figlia e non a lei). Noi possiamo chiedere che tutti gli appartamenti rientrino nel calderone ereditario e quindi chiamare in “causa” anche la donazione fatta a nostra nipote? Grazie mille

      • notaio ha detto:

        Purtroppo risposta affermativa. La nipote è un terzo e vostra sorella sarebbe lesa nella legittima. Voi non potete chiedere niente: la volontà di vostra madre è libera. Tutt’al più potete spiegarle il problema. Peraltro non mi sembra un grande problema: vostra sorella può ricevere in donazione e donare subito dopo lo stesso immobile a sua figlia, sicchè il “problema” mi sembra consista solo nel risparmio delle spese di un passaggio notarile.

    • Bastimento ha detto:

      Buongiorno Notaio, ho una curiosità non tanto legata al tema della collazione, bensì al titolo principale di questo articolo: la donazione come anticipo di una successione.

      Ecco il caso:
      Donazione da parte del padre ai tre figli: ha donato la nuda proprietà e poi a seguito della sua morte, i figli appunto sono diventati pieni proprietari.

      la domanda è la seguente:
      La comunione che si è venuta a creare è equiparabile ad una comunione ereditaria e come tale soggetta all’art. 732 c.c. (prelazione dei coeredi) ?

      Grazie per la risposta.

      • notaio ha detto:

        Il titolo della comunione è quello derivante dalla donazione, per cui trattasi di comunione ordinaria. Il fatto che si sia estinto l’usufrutto del donante non muta la natura della comunione che resta ordinaria e non ereditaria, ragion per cui non scatta il diritto di prelazione ex art. 732 c.c.

    • Sancld ha detto:

      Oggetto: La Donazione diretta di immobili rientra nella quota della cosiddetta “disponibile”? O è un anticipo di successione e quindi non le lede la Legittima?

      Salve,

      Domanda.

      morto mio padre un paio anni, terminata la pratica per il documento successione. Non c’è disposizione testamentaria (quindi si và per legittima con tre soggetti ovvero madre e due figli). Regime patrimoniale scelto dalla famiglia: separazione dei beni.

      Si scopre che uno dei tre legittimati (Persona A) durante la vita del defunto, ha ricevuto da questi, anni addietro in donazione il 50% di un appartamento intestato appunto al defunto.

      L’operazione è stata fatta con trascrizione notarile con presenza di due testimoni (“disinteressati”).
      Quindi dovrebbe trattarsi di donazione diretta.

      Da verifica si nota che tale trascrizione non è stata riportata nel quadro “C” della suddetta successione ovvero la sezione: “DONAZIONI E LIBERALITA’ ANCORCHE’ PRESUNTE EFFETUTATE DAL DEFUNTO AGLI ERESI E LEGATARI.” addirittura tale sezione e Vuota non c’è riportato nulla.

      Domanda: Questo tipo di donazione come và considerata nel calcolo dell’inventario ovvero nella quantificazione della massa ereditaria?

      È un anticipo di successione a favore della sopra citata Persona A ? (E quindi in questo caso la Persona A ha già ricevuto una parte di legittima)

      O rientra nella parte relativa alla cosiddetta “quota disponibile” fatta a favore della persona A?

      E quindi il valore della massa ereditaria su cui calcolare la legittima viene “purtroppo diminuito” per il valore di quella quota parte donata ovvero il sopra citato 50% dell’appartamento che la Persona A ha beneficiato negli anni precedenti dal defunto?

      Grazie

      C.

      • notaio ha detto:

        Innanzitutto bisognerebbe leggere l’atto di donazione per vedere se la donazione è stata fatta con dispensa da collazione e imputazione, e quindi da far gravare sulla disponibile. In secondo luogo si dovrebbe effettuare un calcolo sull’intero patrimonio ereditario al momento dell’apertura della successione al fine di verificare se la donazione ecceda la disponibile e vada a ledere la legittima degli altri. Solo in quest’ultimo caso potrebbe essere attaccata dagli altri legittimari.

        • Sancld ha detto:

          Salve e grazie.

          No sull’atto non ci sono riferimenti relativi a dispensa da collazione e imputazione.

          quindi cosa consiglia?

          grazie

          • notaio ha detto:

            Come le ho già detto deve fare il calcolo esatto della eredità per determinare se ci sono diritti oggetto di eventuale impugnazione. Se non vuole fare direttamente il calcolo o ha bisogno di consigli personalizzati deve venire di persona da me o recarsi dal suo notaio di fiducia che risolverà sicuramente tutti i suoi problemi. Purtroppo questa sede non è adatta per approfondimenti personali

    • emmesse.star ha detto:

      Buongiorno Sig. Notaio
      Per cortesia avrei bisogno di un chiarimento sulla collazione.
      Mia zia nubile senza figli, anni fa mi ha ceduto una polizza emessa dalle poste e alla scadenza di tale polizza ho riscattato il relativo importo.
      Ora mia zia è deceduta lasciando un testamento con cui nomina erede un fratello già deceduto prima di lei che era celibe e senza figli.
      Come eredi saremo quindi sei nipoti figli di altri due fratelli premorti.
      Il mio dubbio è l’importo che avevo riscattato anni fa relativo alla polizza che mia zia mi aveva ceduto deve rientrare nell’asse ereditario e quindi diviso tra i sei eredi oppure no?
      La ringrazio e saluto cordialmente

    • fatosnanushi ha detto:

      Buongiorno Notaio, voglio chiedere un informazione in merito alla donazione ai figli. Mio padre vuole donare un immobile commerciale ai due figli. L’immobile è locato e il contratto andrà avanti anche dopo la donazione. Vuole fare una donazione con onere, cioè vuole riscuotere lui i canoni di locazione fin quando è in vita. Secondo lei si può fare questa donazione? Se si, chi paga le tasse sulla locazione noi figli o lui che riscuote l’affitto?
      La ringrazio della sua risposta

      • notaio ha detto:

        Si è possibile fare una donazione con onere. I figli accettando la donazione, accettano anche l’onere di permettere la riscossione dell’affitto, il tutto andrà comunicato al conduttore dell’immobile. Le tasse sono a carico del proprietario dell’immobile.

    • Enrico80 ha detto:

      Buonasera Signor Notaio,
      il quesito è il seguente.

      Mio Padre e mia Madre vorrebbero donare a me ed a mio fratello ( unici eredi) la nuda proprietà sui beni in loro possesso. Mia madre manterrebbe il diritto di abitazione al 100% ( o l’usufrutto) nella casa in cui abita attualmente, mio padre in maniera simile manterrebbe il diritto di abitazione al 100% ( o l’usufrutto) sull’abitazione in cui attualmente lui abita. Inoltre mio padre rimarrebbe proprietario al 100% della casa dei nostri nonni, attualmente in vendita. Mi conferma che nel caso in cui non usufruissimo delle agevolazioni di prima casa, queste potrebbero essere usate successivamente in un futuro atto di vendita da noi figli? Mi conferma che alla morte dei miei genitori, salvo eventuali beni mobili (auto, cc ecc ) io e mio fratello potremo non procedere con l’apertura della successione ? In questa ipotesi mi conferma noi non saremo legalmente considerati eredi, e che quindi eventuali creditori non potrebbero vantare diritti sui beni precedentemente donati o sulle nostre liquidità? Tengo a precisare che allo stato attuale non esiste nessun debito da pagare. Purtroppo i nostri genitori, loro malgrado, sono coinvolti in numero procedimenti civili con alcuni parenti, il cui esito è incerto nel merito e nelle tempistiche. La nostra paura è che una volta terminati questi procedimenti (magari tra 10 anni) nella peggiore delle ipotesi, noi come eredi risulteremo debitori nei confronti dei nostri parenti, per procedimenti che niente hanno a che fare con noi. La ringrazio Cordiali saluti.

      • notaio ha detto:

        Esatto, il ragionamento è corretto, per essere sicuri al 100% dovrebbero decorrere 20 anni dalla donazione e 10 anni dall’apertura della successione. Se un erede ha già impugnato la donazione prima del 2012 ovviamente il termine di prescrizione di 10 anni è interrotto. Il notaio può fare una ispezione ipotecaria per verificare se siano state trascritte domande giudiziali.

    • Gibmid ha detto:

      Egr. Notaio d’Ambrosio,
      siamo tre fratelli e mio padre vuole donarmi un immobile di valore catastale 200. Gli altri miei due fratelli avranno invece due proprietà del valore catastale 270 ciascuno.
      Attualmente i miei due fratelli non hanno intenzione di fare l’atto di donazione, in quanto l’immobile che dovranno ereditare deve essere diviso prima catastalmente, e quindi la donazione verrà fatta solo a me. Il problema è che se volessi rivendere la proprietà sarei vincolato dal fatto che gli altri due eredi possano impugnare la donazione.
      Se mio padre dona a tutti e tre i suoi beni, il mio sarà sempre impugnabile e quindi vincolante per una vendita ipotetica?
      Per ovviare a questo problema dovrei fare una compravendita con mio padre?
      E poi al prezzo di mercato o un prezzo più basso?
      Sarebbe comunque impugnabile e quindi problematico ai fini di una rivendita?
      Grazie.

      • notaio ha detto:

        Ogni donazione è sempre impugnabile. E la compravendita deve essere veritiera e resistente ad una eventuale contestazione di simulazione.

    • califfo ha detto:

      Buonasera, ho in corso una causa civile per chiedere l’annullamento di un testamento per incapacità naturale inerentemente ad una casa. Questa casa è stata messa in vendita dai miei fratelli pur se non sono passati 5 anni dalla successione. Al momento di un eventuale rogito il notaio è tenuto a controllare se ci sono dei coeredi che hanno chiesto la nullità del testamento o meglio ancora se sono passati 5 anni dalla successione visto che un coerede ha tempo 5 anni per contestare un testamento?

      • notaio ha detto:

        No, il notaio ha solo il compito di verificare i Registri immobiliari. Vada dal suo avvocato per sapere se è possibile trascrivere la sua domanda.

    • califfo ha detto:

      volevo chiedere; se la tracciabilità dei pagamenti è obbligatoria dal 2007, per quelle compravendite antecedenti questa data come si fa dimostrare una donazione indiretta? Anche se tracciata non dimostrerebbe con certezza il pagamento. Gli assegni potevano essere girati più volte.
      Quindi si potrebbe dire che quelle compravendite fatte prima del 2007 rimangono compravendite ed è impossibile provare una simulazione (o donazioni indirette) o sbaglio ?

      • notaio ha detto:

        Provare una simulazione non è mai semplice, anche se nell’atto notarile risultano gli estremi dei mezzi di pagamento. Deve precostituirsi prove di ogni genere valide in giudizio. Vada dal suo avvocato che le suggerirà quali prove utili ricercare nel suo caso.

    • Davide Casella ha detto:

      Buongiorno Sig. Notaio,
      vorrei sottoporLe il seguente quesito. Al decesso di una vedova entrano in successione i tre appartamenti di sua proprietà. Costei ha un unico figlio che, a sua volta, ha tre figli (uno per ogni appartamento – questi ultimi senza ulteriori figli o altri eventuali eredi).
      L’unico erede vorrebbe lasciare la nuda proprietà dei tre appartamenti ai tre figli riservando per sé e per il coniuge l’usufrutto dell’intera massa ereditaria.
      A questo punto:
      – il figlio della de cuius potrebbe accettare l’eredità per poi fare la donazione della nuda proprietà ai propri figli. Ma in questo caso, in caso di suo decesso, come potrebbe garantire l’usufrutto al coniuge?
      – l’unico erede potrebbe rinunciare all’eredità e, d’intesa con i tre figli, ricevere la donazione del
      l’usufrutto a beneficio suo e del coniuge?
      Le due soluzioni sono giuridicamente percorribili? In caso affermativo, quale è economicamente vantaggiosa e perché?
      Grazie molte al tempo che vorrà dedicare alla risposta.

      • notaio ha detto:

        La prima soluzione è percorribile con la precisazione che dopo l’accettazione d’eredità si dovranno fare due diverse donazioni: quella della nuda ai figli e il 50% di usufrutto alla moglie. Probabilmente è più lineare la seconda soluzione, anche se non è possibile dire su due piedi quale delle due sia più vantaggiosa economicamente perché occorre fare un preventivo dettagliato per il quale le consiglio di rivolgersi al Suo notaio di fiducia.

    • Gibmid ha detto:

      Egregio notaio,
      mio suocero deve fare una donazione ai suoi 3 figli.
      Da ricerche personali per evitare che nessuno dei tre fratelli possa rivendicare qualcosa verso gli altri, ho capito che occorre fare un’unica donazione e divisione.
      Considerando che il valore catastale degli immobili è di 752.06, la donazione potrebbe anche essere ripartita in maniera impari? Ovvero 200 a mia moglie e 275 circa a ciascuno agli altri due fratelli?

      Inoltre ho pensato che per usufruire degli sgravi fiscali per mutuo per ristrutturazione io comprerei una quota dell’appartamento di mia moglie, in un secondo momento.

      Quello che ho detto è corretto?
      Quali potrebbero essere le alternative?

      • notaio ha detto:

        eventuali rivendicazioni non possono essere fatte tenendo conto della singola donazione ma di tutte le donazioni fatte in vita dal donante ai legittimari e delle eventuali disposizioni testamentarie del suocero. Questi, inoltre, è libero di disporre come meglio crede dei suoi immobili senza necessariamente disporne in maniera equa tra i figli. La questione degli sgravi fiscali è totalmente separata e non è strettamente necessario che lei acquisti una quota da sua moglie.

    • Salvina Zizi ha detto:

      Egregio Notaio
      alla morte di mio padre (No testamento, Comunione di Beni con mia madre – 1 e 2 casa) la sua quota del 50% è stata equamente divisa tra mia madre, me e un fratello 1/3 a testa.
      Ora mia madre che detiene i 4/6 delle proprietà vorrebbe fare una donazione mantenendo l’usufrutto della prima casa, con suddivisione specifica delle case.
      Può farlo?
      La seconda casa è una casa in campagna di recente costruzione ma il suo valore catastale è di molto inferiore, pertanto a rigor di logica chi prenderà la casa in campagna prenderà anche una quota della prima casa. Ovviamente chi prenderà il residuo della 1 casa non potrà usufruirne in alcun modo perchè mia madre ne sarà usufruttuaria e perchè, per come è strutturata la casa è impossibile usufuirne se non alla sua morte..
      Io non sono d’accordo perchè, a parte che anche a me piace la casa in campagna, penso che sia tutta una manovra di mio fratello per entrare nel possesso esclusivo della suddetta casa.
      Posso oppormi in ragione del fatto che ne sono proprietaria per 1/3?
      Grazie per le delucidazioni che vorrà fornirmi…

      • notaio ha detto:

        Può fare le donazioni. Può opporsi non firmando la donazione in suo favore, non può impedire di fare la donazione a suo fratello. La sua tutela, al momento della morte della madre, potrà consistere nell’agire in riduzione contro la donazione sempre che sia accertata una lesione della sua quota di legittima.

    • Lauretta ha detto:

      Egregio Notaio,
      mio padre, ancora in vita, nel 2003 ha fatto una donazione alle due figlie, a me ha lasciato la nuda proprietà della sua abitazione nella quale ha l’usufrutto, a mia sorella nell’atto di donazione ha indicato un importo pari a euro 70000,00 (denaro + terreni). In realtà però a mia sorella nel lontano 1992 aveva fatto costruire una casa con un terreno venduto per cui il valore non era proprio 70milaeuro (secondo i miei calcoli rivalutando ad oggi siamo attorno ai 130mila euro.
      Ora io mi chiedo, con la collazione, quando i miei genitori verranno a mancare , a mia sorella aspetterebbe la differenza per quanto io apparentemente ho ricevuto in più? Ossia la casa che rivalutandola allo stato attuale può valere circa 150milaeuro? Se prendiam oquanto indicato sulla donazione, lei ha ricevuto 70.
      Io posso vendere l’immobile nuda proprietà? Se lo faccio, a cosa vado incontro? Ho già sentito diversi avvocati e tutti hanno teorie differenti.
      La ringrazio

      • notaio ha detto:

        Il calcolo del valore di quanto donato si fa all’apertura della successione. Se lei vende, e poi si scopre una lesione di legittima, chi è stato leso si può rifare sul prezzo, in quanto se non è possibile la collazione degli immobili si fa la collazione per equivalente.

    • tokui ha detto:

      Egregio Notaio,
      mio padre e mia madre, in comunione di beni, hanno donato degli immobili a me e mio fratello.
      Mia madre è ora deceduta e dobbiamo fare la successione ereditaria calcolando la differenza di valore degli immobili donati. Per questo calcolo va considerato solo il 50% del valore degli immobili, visto che sono stati donati da entrambi i genitori in comunione ed è deceduta solo mia madre? Il pagamento in contanti della differenza di valore va fatto necessariamente all’atto della successione o può essere successivo?

      • notaio ha detto:

        Per quanto riguarda la dichiarazione di successione va calcolato il valore dei beni di proprietà del de cuius al momento della morte. E basta. Eventuali donazioni fatte in vita vanno impugnate da chi ritiene che con esse è stata lesa la sua quota di legittima. Se invece della causa ritenete di stipulare una transazione dovete prima trovare un accordo, e poi andare dal notaio che redigerà l’atto di transazione. Se l’accordo non riguarda beni immobili può essere anche sottoscritta una scrittura privata senza andare dal notaio.

    • tokui ha detto:

      Buongiorno, chiedo cortesemente supporto per il seguente quesito.

      Casa al mare di famiglia ricevuta in donazione anni fa dai miei genitori (in comunione di beni), che hanno l’usufrutto con diritto di accrescimento. Utilizzata negli ultimi anni in pratica solo da me

      Viene a mancare mia madre, nella successione con mio padre e mio fratello pago la compensazione per collazione (50% valore dell’immobile donato da mia madre), mio padre conserva l’usufrutto.

      Nonostante quanto sopra mio fratello vuole ora utilizzare la casa contando sull’usufrutto di mio padre, che per non avere discussioni non si opporrebbe. Mio fratello accetterebbe il mio possesso esclusivo solo se pagassi da subito il 100% del valore dell’immobile.

      Ha titolo legale per fare quanto sopra? Grazie

      • notaio ha detto:

        Si. Tu, essendo titolare della sola nuda proprietà non hai neppure diritto di entrarci. Lo può utilizzare solo l’usufruttuario, e, ovviamente, chi invita lui. Sperando che prima della morte tuo padre non affitti l’immobile, altrimenti dovrai aspettare ancora

    • monyb ha detto:

      Una donazione fatta ai soli 2 figli più di 25 anni fa ( donante a oggi in vita ) , ma divorziato SUCCESSIVAMENTE e risposato anni dopo , può esserci rischio di collazione Su questa donazione fatta antecedente al secondo matrimonio ( senza figli ) ?

      • notaio ha detto:

        Tutte le donazioni fatte in vita dal de cuius sono soggette a collazione. Purtroppo se si è risposato successivamente la nuova moglie ha il diritto a tutelare la sua legittima

        • Markus ha detto:

          Salve, volevo fare una domanda.
          Siamo 3 fratelli e nel 2014 abbiamo fatto la successione a seguito della scomparsa di nostro padre.
          Oggi vorrei vendere un appuntamento ereditato ma è invendibile perché non ha licenza e tramite un tecnico sembrerebbe che sia stato sovrastimato durante la fase di divisione dei beni. Inoltre pare che nostro padre abbia fatto importanti donazioni in denaro quando era ancora in vita, tagliando fuori gli altri fratelli.
          Cosa è possibile fare? È possibile richiedere estratti conto vecchi alla banca e aprire nuovamente la successione? I beni sottovalutati si possono impugnare?
          Grazie mille e buona giornata

          • notaio ha detto:

            Per il contenzioso deve andare da un (buon) avvocato. Qui posso dirle che se è stata lesa la sua legittima lei può agire in riduzione.

    • albanese1977 ha detto:

      Buongiorno chiedo cortesemente una Sua gentile risposta ad un quesito. Mio padre tempo fa ha redatto davanti ad un notaio un testamento con il quale ripartisce in parti uguali e con ugual valore le sue proprietà tra me, mia sorella e mia madre e anche come dovranno essere ripartite le proprietà alla dipartita di mia madre.
      Ora sarebbe intenzionato a fare un atto di donazione nei miei riguardi anticipando quanto già previsto dal testamento.
      Anche in questo caso la donazione a me fatta, potrebbe essere impugnata da mia sorella in un futuro?
      La ringrazio

    • olivia ha detto:

      Buonasera, la mia domanda è questa. Mia madre mi ha recentemente rivelato che ha fatto nel corso di 20 anni donazioni (a mia insaputa) di soldi mensilmente a mio fratello (circa 500 euro al mese). Nell’ottica di una futura successione mia madre potrebbe fare davanti ad un notaio un atto di ricognizione nel quale dichiara le somme donate a mio fratello? o potrebbe dichiararlo nel testamento pubblico? questo proverebbe l’anticipo di successione? O c’è un altro modo per farlo? grazie

      • notaio ha detto:

        Certamente, ma lo vedo di dubbia efficacia senza la conferma del debitore

        • mavi ha detto:

          Salve ho anche io lo stesso problema di provare l’anticipo di successione per una donazione in soldi non tracciabile fatta a un fratello in vita da mio padre…se come Lei dice è di dubbia efficacia il rimedio di cui parla l’utente Olivia allora cosa si può fare per provarlo? grazie per la sua risposta

          • notaio ha detto:

            Purtroppo gli aspetti probatori non sono di competenza notarile: dovete parlare con un avvocato che valuterà le vostre prove e vi dirà se esse possono resistere in giudizio.

    • GiuliaL ha detto:

      Buongiorno sig Notaio,
      stiamo acquistando una casa con due appartamenti, venduti dalle due figlie dei precedenti proprietari (i genitori) venuti a mancare. Dagli incartamenti, è emerso che nel 2002 il proprietario della casa (il padre) ha donato alle moglie uno dei due appartamenti (evidentemente per ragioni fiscali). Il signore è deceduto nel 2017, la moglie nel 2019. Ora le figlie, uniche eredi, atto di successione alla mano, possiedono ciascuna il 50% dell’intero immobile. Dovendo fare richiesta di mutuo, pensa che questa vecchia donazione possa creare qualche problema alla banca? Cioè, sussistono delle condizioni di impugnabilità della donazione?
      La ringrazio molto

      • notaio ha detto:

        Quello che pensano le banche è difficile da prevedere. Chieda preliminarmente al direttore della agenzia, per evitare spiacevoli equivoci dopo

    • PIER PAOLO CROCETTA ha detto:

      Buongiorno e Buon Anno, approfitto della sua gentilezza e competenza per porle un quesito che vuole essere anche un parere.
      io e mia moglie, comproprietari di un immobile in cui abitiamo come prima casa vorremmo donare in parti uguali ai nostri 3 unici figli tale immobile. due sono conviventi, un terzo sposato, ha una sua residenza.
      non abbiamo vincoli ne procedimenti in corso. il nostro scopo è acquistare altra casa per risiederci ora che andrò in pensione, approfittando delle agevolazioni prima casa.
      le sembra una idea valida? quali sviluppi negativi potrebbe comportare?
      ancora grazie e complimenti per il generoso servizio che offre.

    • Col53 ha detto:

      Buonasera signor Notaio, avrei da porle una domanda. Mi sono già rivolto presso numerosi professionisti ma ognuno mi ha sempre dato risposte differenti e non riesco veramente a capire come procedere.
      Esattamente 50 anni fa, fu fatta una donazione da parte di entrambi i genitori di alcune proprietà che all’epoca avevano un valore uguale se non di poche lire di differenza. A due solo terreni, all’altro suolo edificabile.
      Ai giorni d’oggi si deve procedere alla divisione di tutti i rimanenti beni di nostra madre ma il problema è che un figlio vuole agire in riduzione nei confronti del fratello perché oggi i terreni avuti 50 anni fa, valgono per esempio 10, mentre il suolo edificabile ne vale sempre ad oggi 100.
      Il problema è che in 50 anni il suolo è stato ridimensionato sia dal piano regolatore che dal figlio stesso aumentandone fino ad oggi il valore.
      A questo punto la domanda è: per la riduzione si deve sempre e comunque calcolare il valore ad oggi di tutti i beni donati in precedenza, oppure in questo specifico caso, essendo state fatte le donazioni all’epoca in parti uguali, non è possibile applicare la riduzione?
      Grazie della sua cortese risposta.

      • notaio ha detto:

        Il valore della eredità è quello al momento della apertura della successione. Non quello di oggi, nè quello al momento della donazione.

    • Giorgio Rossi ha detto:

      Buonasera signor Notaio. avrei da porle un quesito relativo alla eventualità di rinuncia all’eredità.
      Mio padre, in vita ha donato a noi figli le abitazioni in cui risiediamo. Questo circa 35 anni fa.
      Dopo la morte di mio padre è venuto fuori un problema su un fondo di sua proprietà della quale non sapevamo nulla e che purtroppo vedrebbe lui (dipartito) e mia madre, ancora in vita, a corrispondere una cifra parecchio importante di indennizzo al danneggiato (proprietario confinante).
      A tal proposito vorrei sapere se è possibile rinunnciare all’eredità al fine di non dover rispondere come eredi. MIo padre è morto da circa 9 anni.
      Chiaramente vorremmo sapere se rinunciando all’eredità, nella stessa, andrebbero a ricadere anche le donazioni fatte in vita 35 anni fa.
      Grazie anticipatamente

    • tokui ha detto:

      Buongiorno, con mio fratello stiamo valutando di anticipare ad ora la divisione ereditaria tramite alcune donazioni da nostro padre a noi ed una donazione da mio fratello a me del 50% di un immobile già in suo possesso.
      Nella divisione concordata mio fratello dovrebbe compensare con una somma in contanti di circa 20000 euro, da corrispondere in futuro quando mio padre ci lascerà.
      Il quesito è relativo a come meglio formalizzare ora questa futura compensazione, potrebbe essere un semplice accordo scritto tra di noi (ma forse non ha validità essendo precedente al momento della successione futura) o ci sono altre modi migliori o più sicuri o regolari, considerando la possibilità di futuri disaccordi?

      • notaio ha detto:

        Qualsiasi pattuizione che riguardi, anche indirettamente, una futura successione è nulla e illecita. E’ possibile, come mi ha accennato, procedere con atti tra vivi, cioè con donazioni fatte in vita. Tenendo presente che esse sono però sempre impugnabili, dopo, per eventuale lesione di legittima.

    • adina ha detto:

      Buonasera , egregio signor notaio
      Spiego la mia situazione: Siamo 3 figli, da circa 25 anni abito in un appartamento di proprietà dei miei genitori, per alcuni anni a titolo gratuito , poi corrispondendo un affitto. I genitori possiedono un altra casa in cui vivono. La casa in cui abito io è stata stimata 90 mila euro e loro vorrebbero dividere in tre quote da 30 mila fra noi 3 figli, così mi hanno proposto di acquistarla per 60 mila euro trattenendo quindi la mia quota e dividendo la somma ai 2 fratelli. Facile a dirsi…

      – se facciamo la compravendita dovrei corrispondere l’intera somma di 90 mila euro che mio padre dovrebbe poi dividere in 3, ma non riesco a ottenere il mutuo.

      – se facciamo la donazione sarebbe un po’ più fattibile trovare il denaro, ma vorrei sapere :
      c’è sempre il il rischio di una futura impugnazione degli eredi anche se ora ricevono la loro quota in denaro? Quale può essere la soluzione migliore? Inoltre se facciamo la donazione la casa può essere cointestata a me e mia moglie? E se io dovessi mancare mia moglie e mia figlia sarebbero al sicuro o gli eredi potrebbero sempre rivalersi?
      La ringrazio anticipatamente

      • notaio ha detto:

        O mamma mia! Problemi troppo lunghi complessi da risolvere in poche righe! Devi trovare un notaio o un (buon) avvocato che con tanta buona volontà ti aiuti anche parlando con gli altri fratelli e dandoti qualche consiglio

    • giulia1968 ha detto:

      Buongiorno notaio, ecco la mia situazione: mia madre, ancora in vita, mi ha indirettamente donato nel 2005 un immobile del valore di 120.000 euro, acquistandolo e intestandolo a me. A mia sorella, nel 2007, ha poi donato un immobile del valore dichiarato di 44.000 euro, oltre alle spese di ristrutturazione, pari a circa 75.000 euro, che mia sorella ha poi integrato con propri 35.000 euro. Questo immobile ristrutturato ha oggi un valore di circa 400.000 euro.
      Le donazioni, formalmente, si equivalgono (120.000 a me con donazione indiretta, 120.000 a mia sorella con donazione diretta). L’immobile di mia sorella però oggi vale molto di più, grazie al valore acquisito con la ristrutturazione e con il fatto che il valore dichiarato nella donazione diretta era quello catastale e non di mercato.
      Ai fini della futura ricostruzione del valore dell’eredità di mia madre (che possiede oggi un patrimonio in immobili di circa 800.000 euro), le due donazioni si annulleranno a vicenda o l’immobile di mia sorella potrà essere valutato per il suo valore rivalutato grazie alla ristrutturazione? Io potrò chiedere che mia sia assegnata una quota di eredità superiore a quella di mia sorella?
      Spero di essere stata sufficientemente chiara. Grazie mille, Giulia

      • notaio ha detto:

        Il valore della eredità – e quindi quello della eventuale lesione di legittima – è quello che si calcola al momento della morte del de cuius, non prima.

    • gabriele2323 ha detto:

      Buonasera Notaio, ecco la situazione:

      la mia famiglia possiede una seconda casa con la seguente sitazione:
      -Il 50% della nuda proprietà di mio padre
      -il restante 50% diviso tra me e mia sorella
      -il 75% dell’usufrutto a mio padre
      -il restante 25% a mia madre

      I miei vorrebbero comprare a me la casa e compensare mia sorella in denaro (per la stessa cifra dell’immobile.

      In che modalità deve essere svolta l’operazione per evitare eventuali future rivendicazioni da parte mia o di mia sorella?

      Sottolineo nuovamente che acquisto dell’immobile e trasferimento di denaro sono dello stesso importo

      Grazie

    • Elisa Angelini ha detto:

      buonasera notaio, le spiego brevemente la mia situazione. Mio nonno alla ha fatto una donazione dei propri beni alle mie due cugine lasciando me al di fuori, le chiedevo se in quanto nipote anche io posso richiedere l’annullamento e se ho diritto a ricevere anche io la mia parte di eredità… la ringrazio in anticipo buona sereta

    • Martinomf8 ha detto:

      Buongiorno Notaio e grazie anticipatamente per il suo prestigioso blog.
      Sono parte acquirente di un immobile di provenienza donativa. Il papà e la mamma hanno donato l’appartamento a uno dei due figli nel 1985. In questo periodo tra la firma della proposta e il rogito la mamma donante purtroppo è venuta a mancare (il papà era già scomparso 2 anni fa). Premesso che la donazione è del 1985 e che il fratello del venditore donatario firmerà una rinuncia all’azione di riduzione verso il fratello per procedere con l’acquisto della casa devo attendere la chiusura della successione o non è necessario? Ci sono rischi che durante la successione della mamma da poco scomparsa avvenga la famosa collazione? E se il frafello dovesse rinunciare a pretese eventuali su questa casa donata potrebbero farlo successivamente i suoi eredi o creditori?
      La ringrazio ancora anticipatamente della sua professionalità.

      • notaio ha detto:

        No, i rischi che ho tratteggiato sulle provenienze donative non hanno niente a che vedere con la dichiarazione di successione.

    • AlessandroS ha detto:

      Salve e la ringrazio per il lavoro che svolge.
      Mio cognato e la sua famiglia vive dal 1995 in una porzione della villa di proprietà dei miei suoceri, precisamente al piano superiore, siccome l’immobile era stato concepito come singola unità, è stata creata abusivamente una scala esterna al fine di ottenere un ingresso indipendente.
      Non esiste nessun tipo di contratto scritto, ma mio cognato ha comunque delle utenze intestate.
      Nel 2000 muore mia suocera ed la sua metà viene suddivisa tra mia moglie, mio cognato e mio suocero; quindi mia moglie è proprietaria di 1/6, mio cognato di 1/6 e mio suocero di 4/6.
      Io e mia moglie abbiamo comprato una casa con mutuo a 20 anni nel 2003, dato che l’unica alternativa sarebbe stata la convivenza con mio suocero. Dato che mio cognato ha usufruito di questo comodato gratuito per tutti questi anni (25), mio suocero ritenendo la cosa non equilibrata, nel 2018 ci fece allo sportello un bonifico di 80mila euro. Da qualche mese mio suocero è affetto da demenza senile ed alloggia in una casa per anziani, mio cognato contesta il fatto che quella somma è da considerarsi come anticipo sull’eredità (donazione). Vorrei un suo parere calcolando che:
      -la porzione di immobile ereditata da mia moglie, in qualità di seconda abitazione, ci costa più di 500euro/anno di imu e, siccome la casa non è frazionata, non ci è possibile in alcuna maniera metterla a rendita.
      – la villa ha ormai più di 40 anni ed non è mai stata ristrutturata, perdendo valore.
      – è possibile configurare nel patrimonio totale di mio suocero i beni mobili ed immobili ? quindi che lo sfruttamento di 25 anni di una porzione della casa, senza alcuna corresponsione, usufrendo anche delle parti comuni come garage, giardino etc porti di conseguenza a un arricchimento di mio cognato e un impoverimento delle sostanze di mio suocero?
      – di recente ho fatto valutare da un’agenzia immobiliare la sola porzione di mio cognato ed il garage, potrebbe essere affittato ad eur700 la casa ed eur300 il garage.
      – per il prossimo futuro come dovrei comportarmi? devo insistere per far togliere gli abusi e procedere alla nomina di un amministratore di sostegno per cercare di vendere l’intero immobile e convogliare il ricavato sul conto di mio suocero per la sua permanenza nella casa di riposo oppure mi consigli lei.
      La ringrazio anticipatamente.
      Alessandro

    • marinlu ha detto:

      Gentile Notaio, cerco si essere sintetica: luglio 2012 donazione di tutti i beni immobili da parte dei genitori ai quattro figli. In stessa data divisione tra i quattro figli di parte dei beni donati.
      quesito 1 : ad uno dei figli è stato assegnato un immobile in nuda proprietà, quello dell’abitazione principale dei genitori, ma vi ha ricavato, in una parte, un appartamento di 160 mq e lo ha da sempre abitato. Lo poteva fare? Non c’è stata malafede nell’accettare la nuda proprietà e poi abitarci ? Ci sono soluzioni? Adesso o alla morte di mia madre, ora unico genitore ancora in vita?
      quesito 2: Dato che ci sono altri tre beni immobili rimasti indivisi si può chiedere in sede di scioglimento della comunione dei beni donati dei conguagli stante anche la sproporzione delle quote e stante il godimento, da parte di un assegnatario, dell’ immobile assegnato solo in nuda proprietà?
      La ringrazio anticipatamente

      • notaio ha detto:

        Sono considerazioni che non c’entrano. Devi domandarti: le donazioni del de cuius hanno leso la legittima? Se si certo puoi impugnare le donazioni di chi è scomparso. Stando attenta alla prescrizione

    • califfo ha detto:

      gentilissimo,
      nel 2005 ho avuto da mio padre l’80% di un appartamento del valore 125000 (ogg) ed il 20% alle mie sorelle.
      Alla morte di mia madre 2016 ha lasciato testamento che la sua casa andava alle mie sorelle del valore 137000(oggi) quindi escludendomi.
      Puo essere considerato l’80% del dono di mio padre come se fosse in comunione di beni?
      In sostanza ho diritto alla legittima da parte di madre?

    • silver ha detto:

      Egregio notaio, Buongiorno
      avrei da sottoporle un quesito riguardo ad una donazione

      Il padre (vedovo) di tre figli fa una donazione in vita ad un figlio di € 200.000 “in conto della quota di legittima che al figlio potrà spettare sulla sua eredità, mentre l’eventuale supero è da imputarsi sulla disponibile, con espressa dispensa per il donatario dagli obblighi di collazione e di imputazione nella futura successione di esso donante, di quanto con il presente atto donatole”

      Domande:
      1) per la formazione dell’asse ereditario si deve considerare il donatum di € 200.000 da sommarsi al relictum?

      2) se la donazione è minore della singola quota di legittima spettante al legittimario, a questi spetterà e potrà pretenderne solo da differenza? (legittima – donazione ricevuta)

      3) La quota disponibile sarà ripartita in parti uguali tra i tre figli?

      Grazie

      • notaio ha detto:

        Certo, la donazione di danaro non è diversa da una donazione di un immobile. Per calcolare alla morte del de cuius se è stata lesa la quota di legittima dovrà conteggiarsi anche il danaro.

        • silver ha detto:

          Buongiorno egregio notaio e infinite grazie per la sollecita risposta.

          Quindi ricapitolando e per mia verifica se ho inteso bene:
          la sua risposta è “SI” per tutte e tre le domande?

          Nuovamente grazie con i migliori auguri di buona salute a lei e ai suoi cari

    • angela marcello ha detto:

      Buonasera notaio, io e mio marito abbiamo intenzione di comprare una seconda casa per la pensione e dare in donazione questa che abitiamo oggi.
      Nel caso sia possibile, al fine di avere le agevolazioni prima casa, per la donazione vale sempre il limite di un anno come la compravendita?
      Grazie.

    • Mariasol ha detto:

      Buongiorno notaio avrei necessità di capire alcune cose in materia di donazioni, nel 1991 mio suocero ha donato a suo figlio ora mio marito un rustico al primo piano della sua abitazione principale del valore di circa 25.000 € all’epoca 50.000 di lire, che mio marito ha trasformato in appartamento di civile abitazione dove ci siamo appunto trasferiti dopo il matrimonio. Successivamente lo stesso mio suocero avanzava la volontà di intestare anche l’abitazione di sua abitazione sotto il ns appartamento a mio marito in quanto alla figlia aveva donato la cifra necessaria per l’acquisto di un terreno edificabile, e i soldi per l’eventuale mobilio per la futura casa lasciando ad entrambi la metà a ciascuno di due terreni agricoli. Tutto questo d’accordo tra le parti , purtroppo di tutto ciò non è avvenuto nulla in quanto mia cognata dopo il matrimonio ha vissuto in casa d’affitto ed essendo stata sfrattata i genitori hanno pensato bene di prenderla a vivere da loro dividendo la casa in due appartamenti, ha venduto il terreno ricavando una somma ben superiore al valore primario, e 5 anni fà mio suocero da quello che sappiamo (in quanto hanno ritenuto giusto non far saper nulla al figlio, che penso almeno l’obbligo morale ci stava tutto) ha intestato tutta la casa alla figlia mantendo l’usufrutto della sua parte che da quanto abbiamo capito diverrà di completa proprietà della figlia alla sua morte. Purtroppo mia suocera è deceduta lasciando un bel pò di cose moralmente in sospeso, mia cognata a questo punto ha preso a titolo autonomo la gestione dei c/c di mio suocero tanto che durante una discussione ha invitato mio marito a firmare una dichiarazione in cui di sua spontanea volontà rinunciava alla sua leggittima a suo favore in quanto a suo dire solo lei si prende cura di suo padre che da una decina d’anni non c’è con la testa tanto è vero che lui sostiene di non aver mai firmato un atto di donazione a favore della figlia ma ricorda perfettamente del nostro. Ora il dubbio che assale mio marito è questo, la sua donazione e a tutti gli effetti un’anticipo sulla sua leggittima, alla morte di mio suocero, così vale anche per lei, ma i soldi ricevuti per l’acquisto del terreno? non sono anche quelli un’anticipo alla successione verranno presi in considerazione anche le donazioni fatte in vita,da mio suocero per il calcolo della leggittima?’ e come si determina che ci sia stata una lesione sulla leggittima. considerando che il lascito della casa fatto a mia cognata ha un valore catastale superiore a quello che all’epoca ricevette mio marito. Capisco che un genitore può disporre di una parte dei suoi beni a suo piacimento, ma non c’è nessuna violazione se un figlio economicamente parlando ha ricevuto molto meno rispetto ad un’altro figlio? Suppongo di no a questo punto.

    • frankawa ha detto:

      Gent.mo Notaio buongiorno e grazie molte per il servizio offerto. Ho letto alcuni Suoi articoli e l’ho ascoltata anche su video relativi ad interventi su radio e tv private e qualche dubbio me lo sono tolto ma vorrei porLe comunque il quesito che mi ha portato a Lei e qualora ritenesse non sia l’articolo giusto al di sotto del quale averlo messo, se può, lo sposti pure:

      Ho due figli di 10 (maschio) e 9 (femmina) anni e la loro madre è disgraziatamente mancata 4 anni or sono; per motivi di spazio, con lei avevamo già messo in conto che un giorno ci saremmo dovuti trasferire ed ora, sebbene senza di lei, sono in procinto di farlo.

      Ho da pochi mesi acquistato, con le agevolazioni prima casa, un’altra casa impegnandomi a cedere la proprietà dell’abitazione presso la quale attualmente abitiamo entro i tempi previsti di legge; onde evitare che i grandi sacrifici che io e la madre dei bimbi, e le nostre rispettive famiglie, abbiamo fatto per acquistare casa subiscano l’attuale pesante svalutazione del mercato immobiliare, anziché alla vendita, avrei pensato per la donazione ai bimbi.

      So che mi occorrerà l’autorizzazione del Giudice Tutelare ma ritengo non ci saranno problemi.

      Non vorrei escludere che quando il mercato immobiliare consentirebbe di recuperare almeno il valore pagato della casa oggetto della donazione (sperando che prima o poi ci si ritorni), entrata che destinerei comunque ai bimbi, la casa si potrebbe anche vendere. Ho appreso però tutte le difficoltà che si potrebbero incontrare a trovare un acquirente tanto più se dovesse contrarre mutuo.

      Premetto che ho una compagna con cui non intendo convolare a nozze né avere altri figli e quindi oltre ai miei due bimbi non ho e non avrò altri eredi discendenti. Sulla casa dove viviamo attualmente non grava alcun mutuo mentre per l’acquisto della nuova casa ho dovuto farlo.

      Tanto premesso Le chiedo cortesemente se ritenesse che la donazione ai bimbi, anche per conservare le agevolazioni prima casa su quella da poco comprata, sia una scelta corretta; se avesse invece qualche altro suggerimento per poter mantenere come prima casa quella presso la quale ci trasferiremo e/o suggerimenti sull’eventuale e futura possibilità di vendere la casa oggetto della donazione.

      RingraziandoLa infinitamente del riscontro che vorrà offrire, l’occasione è gradita per porgerLe i migliori saluti

      • notaio ha detto:

        Grazie delle sue buone parole. Purtroppo lei ha analizzato bene la situazione. La strada è giusta. L’unica situazione positiva è che nella futura vendita ci saranno meno problemi del previsto. Certo nessuno può ipotizzare chissà quale stranezza sottostante