• La donazione ai figli è una anticipata successione. La collazione

    notaio-d-ambrosio-collazioneNon c’è dubbio che la donazione ai figli è considerata dal legislatore e dai giudici come un anticipo sulla successione. Ecco perchè il legislatore ha previsto l’istituto della collazione che serve a rimuovere la disparità di trattamento che le donazioni creerebbero ed a ristabilire la situazione di eguaglianza tra coeredi. Tale impostazione è comunemente condivisa sia dalla dottrina che dalla giurisprudenza: la donazione fatta agli eredi necessari va considerata come anticipazione di eredità, cioè come anticipazione di quanto loro spettante sulla successione. Pertanto al momento della morte del disponente, il bene donato dovrà essere considerato quale acconto, se non addirittura come saldo, della quota ereditaria.
    Cosa accade quindi ai beni donati in vita dal legittimo proprietario, al momento della morte di quest’ultimo e dell’apertura della relativa successione ereditaria?

    La collazione nella successione

    La donazione puà essere impugnata, come abbiamo già detto. La legge prevede infatti che se il de cuius in vita ha fatto donazione ai figli, ai loro discendenti, o al coniuge, al momento della divisione ereditaria tali beni devono essere compresi nella massa attiva del patrimonio ereditario per essere divisi tra i coeredi in proporzione delle rispettive quote (collazione).
    Tale disposizione è stata formulata partendo dal presupposto che il defunto, facendo le donazioni non abbia voluto modificare il trattamento spettante ai suoi eredi per testamento o per legge, ma soltanto dare ai donatari un anticipo sulla futura successione.
    A sostegno di questa tesi possiamo aggiungere che non si può infatti ricorrere alla donazione per privarsi di beni e lasciare qualcuno dei parenti prossimi (coniuge e figli) senza la quota minima che gli spetta per legge. Ciascuno, per legge, può disporre liberamente solo di una parte del patrimonio (quota disponibile): ai legittimari (coniuge, figli e ascendenti) è destinata comunque una “quota di riserva”, di cui non possono venir privati per volontà del defunto espressa nel testamento o manifestata tramite donazioni in vita. Questa quota di riserva (e la sua divisione) varia in base al numero dei legittimari, secondo uno schema ben preciso. Non si calcola però sul valore del patrimonio del defunto al momento della morte, ma su tutta la massa ereditaria: inclusi il valore dei debiti e quello delle donazioni fatte in vita.
    Ecco perchè spesso si legge negli atti che “la donazione viene fatta a titolo di legittima”, e, a volte “per l’eventuale supero sulla disponibile”, ossia come anticipo, acconto o saldo della futura eredità. Ecco le modalità di calcolo.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    La donazione ai figli è una anticipata successione. La collazione ultima modifica: 2016-08-30T00:22:22+00:00 da notaio
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    Categoria: Rivolgersi al notaio

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    36 Commenti su “La donazione ai figli è una anticipata successione. La collazione

    • AVELLA CARMEN ha detto:

      BUONASERA
      vorrei chiedere un’informazione,mio padre è deceduto,i miei hanno un immobile.noi siamo 3 figli.ora mia madre vorrebbe donare il suo 50% della casa a tutti e 3 i figli ed in seguito 2 di noi vorremmo caricarci tutta la casa comprando la quota dell’altro fratello.volevo sapere in questo caso con un atto di vendita se mia madre dovesse mancare mio fratello puo’ richiederci la legittima pur avendo già preso la sua quota cn appunto la vendita?

      • notaio ha detto:

        Certo che no. Nello schema che mi ha descritto il fratello la sua quota di legittima l’ha già ricevuta per donazione. Poi l’ha venduta volontariamente. L’operazione di donazione/vendita si può fare contestualmente in unico atto

    • aldo1948 ha detto:

      Buonasera.vorrei sapere se possibile;siamo 3 fratelli nostra madre è deceduta 10 mesi fa,era proprietaria di una casa dopo la sua scomparsa ci siamo accorti che il fratello più piccolo a nostra insaputa si era fatto intestare la casa della mamma (vedova 90 enne) con compravendita dal notaio per un valore di 120000 euro con la clausola che avrebbe accudito lui la mamma.Noi abbiamo scoperto che invece per sostenere le spese aveva fatto vendere un mini appartamento e il ricavato di 38000 euro li ha utilizzato per il suo mantenimento fino al suo decesso non ci siamo noi fratelli mai preoccupati della situazione finanziaria della mamma in quanto lui e ragioniere in banca e aveva la nostra fiducia.premetto che anni fa io avevo con l’accordo dei 2 fratelli acceso un mutuo sulla casa della mamma valutata 420000 euro mutuo poi da me estinto 8 anni fa.ora sono a chiederle come dobbiamo comportarci per ottenere la nostra legittima e lui poteva fare quello che ha fatto o ci sono gli estremi per truffa??Se intrapprendiamo una causa per avere i nostri diritti quanto tempo impiegheremo ringraziandola del suo tempo porgo distinti saluti Aldo Braglia

      • notaio ha detto:

        Sua madre poteva disporre dei suoi beni come meglio credeva, ivi compresa la vendita con obbligo di assistenza a favore di suo fratello. Per sapere se ci sono gli estremi di una truffa, o di un altro reato, e per conoscere i tempi del processo, dovete rivolgervi ad un avvocato e non ad un notaio. Comunque a mio giudizio la strada è in salita perchè i costi della giustizia sono alti, le difficoltà probatorie sono complesse e i tempi sono più che decennali.

      • aldo1948 ha detto:

        Volevo ringraziarla della sua risposta. Nello stesso momento dirle che nel frattempo ci siamo rivolti ad un legale di fiducia e siccome esiste la legittima abbiamo agito in giudizio per la cosidetta azione di riduzione.art 554,558 codice civile.ringraziandola di nuovo buona serata….

    • Aldo Pi ha detto:

      Buongiorno,
      innanzitutto mi scuso per il disturbo.
      Sono divorziato ed ho un unico figlio che occupa un immobile di mia proprietà nel quale ha fissato la residenza.
      Allo scopo di evitare oneri fiscali (IMU) vorrei intestare detta unità immobiliare a mio figlio, ma non so scegliere tra la donazione e la vendita con passaggio di denaro, di cui mio figlio dispone, e che successivamente vorrei restituirgli.
      La prego di darmi informazioni sulla modalità più efficace e più economica, tenuto conto del fatto che mio figlio è l’unico erede dei miei beni.
      In particolare vorrei sapere se la donazione potrebbe causare in futuro dei vincoli sulla disponibilità del bene; in altre parole mio figlio potrà vendere liberamente l’appartamento a sua discrezione sia nel caso in cui io sia ancora in vita o (ahimè) trapassato?
      La ringrazio per l’attenzione e la cortesia e la saluto molto cordialmente.

      Aldo Pastorino

      • notaio ha detto:

        Innanzitutto ci pensi bene prima di abbandonare una proprietà. che un giorno le potrà servire. solo per risparmi fiscali immediati. Io, come ho scritto un altro articolo, vedo oggi molto sfavorevolmente le donazioni. Per la vendita non è necessario passaggio di danaro.

    • Mito16 ha detto:

      Buongiorno.
      Mio padre è deceduto lasciando un testamento in cui nomina mia madre, ancora in vita, come unica sua erede. Siamo in 3 figli, me compreso, e siamo concordi con queste disposizioni. Inoltre quando era in vita mio padre mi ha fatto una donazione di un terreno edificabile di un certo valore. Tuttavia io e i miei 2 fratelli siamo perfettamente d’accordo e nessuno intende fare azioni di riduzione o impugnare il testamento. Ma le donazioni a mio favore quindi devono rientrare nella successione testamentaria di mio padre? E dato che tutti noi siamo d’accordo su questa situazione, la legge prevede che scattino comunque meccanismi di riduzione o collazione a mio sfavore?

    • Silvia Brescia ha detto:

      Egregio signor notaio, avrei un quesito da sottoporle, per favore:
      desidero donare a mio figlio l’appartamento dove abita (immobile di mia
      esclusiva proprietà, acquistato dopo la separazione dal mio primo marito, sposato in regime di separazione dei beni e prima del mio secondo matrimonio), ma
      vorrei che nel malaugurato caso di sua premorienza l’immobile stesso torni
      di mia proprietà, senza che entri nella successione, questo per evitare
      che ne entri in qualche misura in possesso il mio ex-marito, padre di mio
      figlio. Specifico che il mio attuale consorte non ha interesse alla casa e
      che mio figlio ha 36 anni, non è sposato e non ha fratelli. Sarebbe
      possibile inserire questa clausola nell’atto notarile e avrebbe valore
      stando alla legge? Inoltre si potrebbe inserire una clausola che impedisca la vendita dell’immobile da parte di mio figlio pena la decadenza della donazione?

      • notaio ha detto:

        L’unico modo per disporre dei propri beni per dopo la morte è il testamento, quindi una clausola del genere non può essere inserita nella donazione ma in un testamento di suo figlio a suo favore. I divieti di vendita sono ammessi solo per periodi di tempo limitati, altrimenti sono nulli. Una soluzione potrebbe essere quella di donare a suo figlio la nuda proprietà riservandosi l’usufrutto generale vitalizio. In tal caso lei manterrà l’usufrutto sull’appartamento sua vita natural durante e quindi sarà l’unica a poterne disporre finchè in vita.

    • Mary ha detto:

      Buona sera Egregio notaio. Le spiego brevemente la mia situazione. Io ed il mio ragazzo abbiamo deciso di sposarci. Mio suocero possiede tre immobili: uno di circa 90 mq dove vivono i miei suoceri ed i loro tre figli (30 anni il figlio maggiore, 28 anni il mio ragazzo e 18 anni il terzo); un altro immobile di circa 90 mq, al momento non abitato, ed una piccola casetta di campagna con giardino annesso.
      Mio suocero vorrebbe farci vivere presso l’immobile al momento disabitato, stipulando una scrittura privata in cui si evinca che tra un periodo di tempo (non ancora definito ma all’incirca 5 anni) noi diventeremo proprietari dell’immobile. Quindi noi andremo a viverci l’anno prossimo, risultando quindi “inquilini” fino allo scadere del tempo programmato. Mi domando: un atto del genere ha valore? Non si potrebbe procedere ad una donazione? Quale sarebbe la soluzione migliore? Io credo che converrebbe far valutare i 3 immobili ora e suddividerli tra i tre figli. Certamente la casetta in campagna ha meno valore rispetto alle altre due, che si trovano al centro città e sono anche più grandi. Cosa mi consiglia?

      • notaio ha detto:

        Un atto del genere ha valore di contratto preliminare ossia obbliga le parti a concludere il contratto definitivo alla scadenza prefissata. La donazione va benissimo ma come ho ampiamente illustrato è impugnabile. Se i valori dei tre immobili sono diversi, potreste procedere ad una donazione da parte del padre indivisa ai tre figli e poi alla divisione tra gli stessi con conguaglio in denaro per ristabilire le quote.

    • Alberto66 ha detto:

      Buongiorno, vorrei sottoporLe il mio problema circa 20 anni orsono i miei suoceri hanno venduto la loro casa e si sono trasferiti nella mia senza rogitare. io ho acquistato un’altra casa che ho intestato al 5% a me al 5% a mia moglie ed al 90% a mia suocera (questo per onestà nei confronti di mio cognato in quanto mio suocero non stava bene ed é deceduto di li a poco). Ora mia suocera non sta bene, vive da noi (nella casa a Lei Intestata al 90% ma ha la residenza nella mia vecchia casa).
      Mio cognato non vuole occuparsi della madre, e tutto cade su mia moglie,i miei figli e me. Recetemente mia suocera é peggiorata (demenza senile) e non riusciamo più a gestila. vorremmo metterLa in una struttura adeguata ma I soldi della sua pensione non bastano. L’assistente sociale ci ha detto che qualora non coprissimo il differenziale del costo della casa di cura potrebbere intervenire con la vendita della casa di proprietà di mia suocera.
      Ora premesso che in quella casa io e la mia famiglia ci vive, con residenza, dal 1998 e che siamo propietari del 10%, che mia suocera non é in grado di capire come possiamo fare per non perdere la casa? Siamo disposti a vendere la ns. vecchia casa (intestata a me e mia moglie al 50% cad).

      Grazie Alberto

      • notaio ha detto:

        Se Sua suocera non è in grado di intendere e di volere non può compiere atti dispositivi. L’unica strada da percorre è quella dell’interdizione o dell’amministrazione di sostegno. Il giudice nominerà un tutore (nel primo caso) o un amministratore di sostegno (nel secondo caso) che curerà gli interessi dell’interdetto o dell’amministrato.

    • Fabio75 ha detto:

      Buongiorno Sig. Notaio.
      Ho deciso di vendere casa.
      La casa mi è stata in donazione da una persona a me molto cara.
      Questa persona era celibe e senza figli e senza ascendenti come riportato nella “dichiarazione di successione”.
      Io figuro come unico erede universale.
      Questa persona mi ha lasciato ogni suo avere tramite testamento olografo, col quale mi nominava suo unico erede (nel testamento appare due volte la dicitura “sarà mio unico erede). Tale testamento, fu redatto e registrato presso studio notarile.
      Come ulteriore garanzia per la mia persona
      l’immobile mi fu donato tramite donazione. .. Nuda proprietà.
      Alla sua morte, terminato l’usufrutto del donante, tutto è passato nelle mie mani (ricongiungimento per usufrutto)
      Sono però passati solo 6 anni e mezzo dalla morte di questa persona a me cara.
      E siccome vorrei trasferirmi di città ho deciso di vendere (avendo trovato un probabile acquirente).

      La domanda: concretamente che possibilità ci sono, che una banca conceda un mutuo per acquistare un un immobile proveniente da Donazione…?
      È pur vero che non ci sono ascendenti e dicendenti, e che chi mi ha donato era anche celibe… Ma non sono neanche passati 10 anni dalla sua morte.

      • notaio ha detto:

        Dipende dalle banche. Alcune banche (anzi la maggioranza delle banche) non concedono mutui se la provenienza è donativa, indipendentemente dal fatto che ci sia o meno una reale e concreta possibilità di impugnazione da parte di qualcuno. Altre banche valutano invece il caso concreto. Fino a qualche anno fa nessuno ci faceva caso.

    • giomono ha detto:

      Salve, in agosto mia madre é deceduta lasciando un testamento olografo dal notaio che tuttavia non si è pubblicato nella speranza di un accordo amichevole, dice di lasciare tutta la casa con tutti i mobili a me e la cantina sottostante a mia sorella motivando tale divisione che aveva pagato dei debiti di quasi 60milioni di lire a mia sorella la quale si sta opponendo dicendo che vuole la legittima del 50% inoltre ho trovato un atto privato dove dice che ha acquistato con denaro un appartamento e solo per comodità intestato alla figlia del valore di 45 milioni di lire specificando nell’atto che era a fronte della futura successione,il valore complessivo del palazzo si può aggirare sui 200000€, io per risolvere la situazione gli ho offerto il 30% della vendita futura dell’immobile nel tempo intercorrente ed al trasferimento di proprietà dell’Immobile, provvederò a pagare le imposte relative all’Immobile così come tutte le utenze e di far fronte alla manutenzione dell’Immobile che chiaramente non può essere tralasciata, senza dire che ho assistito mia madre da 4 anni privandomi della mia libertà sino al giorno della Sua morte. Come mi dovrei comportare poiché mi sta creando dei problemi?quanto tempo può trascorrere per una sentenza definitiva

      • notaio ha detto:

        Chiunque sia in possesso di un testamento olografo deve obbligatoriamente portarlo da un notaio per la pubblicazione. L’omissione può comportare anche sanzioni penali. Non entro ovviamente nel merito ma quanto alla tua domanda la risposta è nota. Per i tre gradi di causa ci vogliono circa 12 anni, ma con un po’ di sfortuna anche il doppio.

    • califfo ha detto:

      MIo padre gestiva i miei soldi ed ha comprato il 70% di un appartamento. Il restante 30% è stato comprato da mia madre ripartendolo tra me ed il 20% ai miei fratelli.
      Alla morte di mia madre,(con diagnosi di alzheimer ed indotta dai miei fratelli) ha lasciato testamento ologravo dove scriveva che avendo già comprato a mio nome un appartamento e che lasciava il suo ripartito ai miei fratelli.
      Poteva disporre di un bene non suo?
      Aver comprato il 30% configura una donazione indiretta?

      • notaio ha detto:

        Non ho ben compreso il suo caso. Sua madre era proprietaria di una quota oppure no? Se sua madre era proprietaria di una quota dell’immobile poteva legittimamente disporre di quella quota. Diversamente, l’articolo 651 del codice civile prevede che il legato di cosa di un terzo è nullo, salvo che dal testamento risulti in maniera inequivocabile che il testatore sapeva che la cosa legata apparteneva ad un terzo. In tal caso l’onerato è obbligato a procurarsi la proprietà della cosa ed a trasferirla in conformità delle disposizioni testamentarie.

    • califfo ha detto:

      non ho capito nulla ripropongo domanda.
      Nel 2005 senza tracciabilità ho dato i miei soldi a mio padre e dal suo conto viene inviato denaro sul conto di mia madre per l’acquisto del 70% di un appartamento che chiamiamo A. (soldi miei e di mio padre che acquista l’usufrutto e facciamo una compravendita)
      Poi mia madre aggiunge il 30% e si compra l’appartamento con suoi assegni circolari di cui 80% a me 20% ai miei fratelli ( io non posso provare di aver dato i soldi a mio padre ma avevo reddito).
      Alla morte mia madre scrive di lasciare il suo appartamento che chiamiamo B ai miei fratelli perchè a me avevo già comprato un appartamento. Di fatto però dell’appartamento A lei ha comprato solo il 30% .
      Dunque se ormai lei non era proprietaria dell’appartamento poteva disporre del bene avendo comprato solo il 30%. E’ donazione indiretta aver comprato solo parte dell’immobile?

      • notaio ha detto:

        Purtroppo le situazioni di fatto non sono facili a comprendersi con questo mezzo. Nei tuoi scritti, ad esempio, tanto per dirne una, continui a dire contemporaneamente che tua madre ha comprato una quota dell’appartamento ma che non era proprietaria… una contraddizione insolubile! Chi ha comprato, anche una quota, è proprietario. Ti suggerisco pertanto di andare di persona da un notaio che saprà darti la risposta dopo aver letto le carte e fatto le visure.

    • mdb ha detto:

      Buongiorno. Mio padre ha dato soldi in contanti a mio fratello e ha anche acquistato degli immobili che ha intestato a lui direttamente.Inoltre ha acquistato delle azioni che ha intestato ai nipoti. Dato che io lo so, ma non ci sono carte per provarlo, devo supporre che al momento della successione questa parte di denaro sara’ considerata come inesistente e che quindi il valore corrispondente non verra’ calcolato, o posso tutelarmi in qualche modo, prima che sia troppo tardi?

    • Alessandra Doria ha detto:

      Gent.Le Dott. D’ambrosio,
      Le vorrei porre un quesito. Mio padre mi ha donato nel 2010 un immobile. Premetto che sono l’ultima di tre figlie. Ho,quindi, altre due sorelle che a loro tempo, dunque, precedentemente alla mia donazione, hanno ricevuto del denaro da mio padre per l’acquisto a loro volta di un immobile ciascuno, intestandolo direttamente a proprio nome. Dunque trattasi probabilmente di intestazione altrui di immobile se non erro o ancora di donazione indiretta.
      La mia domanda è: essendo l’unica ad avere ricevuto formalmente una donazione diretta, mentre le mie sorella avendo avuto del denaro da mio padre, il quale risulta un po’ difficile da dimostrare visto che alcuni sono stati corrisposti in denaro liquido ed altri mediante assegni bancari difficili da rintracciare, mi chiedevo come posso proteggermi da questa situazione di disparità? Fondamentalmente, loro sono in una botte di ferro, mentre personalmente ho maggiori motivi di preoccupazione per essere l’unica ad avere ricevuto una donazione, risultando più semplice per loro aggredire il mio bene.
      I beni donati una volta aperta la successione vanno in collazione. Rispetto a quali rischi posso andare incontro? Quali potrebbero essere i rimedi da esperire ex ante prima che si verifichi un eventuale evento morte del donante?
      Qualche notaio mi ha consigliato una semplice scrittura privata nella quale indicare che le mie sorelle rinunciano ad un’eventuale pretesa sul mio bene, ma non è vietato ex lege rinunciare ad un diritto prima ancora che si apra la successione? Dunque cosa posso fare per tutelarmi?
      Con ossequio
      Alessandra

    • Lu ha detto:

      Salve avrei una domanda nel momento in cui si decide di fare la donazione a favore di un figlio gli altri dovrebbero fare la rinuncia al fine di evitare opposizioni future… Mi chiedevo l’atto è a mio favore siamo tre fratelli loro sono d’accordo ad effettuare la rinuncia ma mia sorella vive all’estero… la sua presenza è necessaria o si potrebbe attraverso ad esempio un documento firmato da lei testimoniare la sua rinuncia e avere dunque validità l’atto di donazione stipulato dal notaio?

    • bryan ha detto:

      Salve
      Avrei una domanda!
      Mio nonno e mia nonna mi hanno dato in donazione la loro casa,potrebbero gli eredi cancellare la donazione una volta che i nonni sono defunti??

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