• Che cos’è e a che serve la eredità giacente?

    eredità giacenteSe l’eredità non è stata accettata da alcuno e non vi sia nessuno nel possesso dei beni ereditari, per evitare che il patrimonio resti privo di tutela giuridica, il Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, su istanza delle persone interessate (ad esempio i creditori del defunto), oppure anche d’ufficio, nomina un curatore dell’eredità stessa che opera con funzioni di amministratore sotto la vigilanza del Giudice.

    La ratio è quella di garantire la conservazione e l’amministrazione del patrimonio ereditario nel periodo intercorrente tra il momento dell’apertura della successione mortis causa (coincidente con la morte della persona) e quello dell’eventuale accettazione dell’eredità da parte del chiamato, al fine di evitare che in tale arco temporale il patrimonio ereditario rimanga privo di tutela giuridica e che subisca pregiudizi in danno degli eredi (o legatari) o di eventuali creditori del de cuius.

    Dal punto di vista pratico l’esigenza della dichiarazione della giacenza dell’eredità si profila anche nel caso in cui i chiamati all’eredità sono ignoti, e, in quanto tali, non abbiano accettato l’eredità né siano nel possesso dei beni ereditari. Pertanto ogni qual volta il patrimonio ereditario è privo di soggetti che lo possano amministrare, si ravvisa la necessità della dichiarazione dell’eredità giacente con la contestuale nomina di un curatore della stessa.

    Compiti del curatore della eredità giacente

    Il curatore ha il compito di salvaguardare gli interessi dell’eredità, occupandosi di farne l’inventario, rispondere ad eventuali istanze proposte contro di essa, amministrarla o devolverla allo Stato se essa non viene accettata. Il curatore può dunque compiere tutti gli atti ritenuti utili alla conservazione ed alla migliore amministrazione del patrimonio.

    In merito all’attività di ordinaria amministrazione il curatore può agire in modo autonomo fatta salva la vigilanza dell’autorità giudiziaria che ha proceduto alla nomina della stesso, mentre per gli atti che vanno oltre l’ordinaria amministrazione, come il pagamento dei debiti ereditari o la vendita di beni ereditari, il curatore deve chiedere l’autorizzazione del Giudice. Infatti, tutti i compiti del curatore sono vigilati dal Giudice, il quale può in qualsiasi momento chiederne conto al curatore e, se opportuno, revocarne la nomina.

    Il curatore ha dunque il compito di curare gli interessi dell’eredità fino al momento in cui quest’ultima venga accettata o, in mancanza di successibili, venga devoluta allo Stato e deve rendere conto della gestione al Tribunale, il quale l’approva e liquida il compenso al curatore prima di dichiarare la cessazione della procedura. Di conseguenza l’ufficio del curatore cessa se interviene accettazione da parte di un erede o, in assenza di eredi, nel momento della devoluzione allo Stato a 10 anni dalla morte.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Che cos’è e a che serve la eredità giacente? ultima modifica: 2016-08-10T23:25:18+00:00 da notaio



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