• Quando non occorre presentare la denuncia di successione

    Come tutti sanno, alla morte di una persona, i suoi rapporti patrimoniali non cessano ma sono oggetto di successione ereditaria. Questa avviene a favore dei cosiddetti chiamati all’eredità i quali, dopo averla accettata, divengono eredi universali del patrimonio del defunto.

    La successione non è solo un fenomeno rilevante ai fini civilistici ma anche ai fini fiscali, cerchiamo di capire il perchè.

    Dal 2006 infatti il legislatore ha reintrodotto nel nostro ordinamento l’imposta sulle successioni e donazioni dopo che era stata soppressa nel 2001. Questo significa che ogniqualvolta venga a mancare una persona, sugli eredi scatta un obbligo tributario. In particolare, la legge impone loro di presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dall’apertura della successione stessa. Ovviamente con la presentazione della dichiarazione si dovrà anche provvedere al pagamento della relativa imposta. Si tratta di un adempimento complesso e costoso di cui normalmente viene incaricato il notaio di fiducia.

    Esenzioni dalla presentazione della denuncia di successione

    Quello che non tutti sanno però è che ci sono dei casi nei quali questo adempimento non è necessario e si può fare a meno del notaio,  ora cerchiamo di capire quando.

    A tal proposito l’art. 28 del D.lgs. 346/1990, cd. Testo unico sull’imposta di successioni stabilisce che “Non vi è obbligo di dichiarazione se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario ha un valore non superiore a euro centomila e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari, salvo che per effetto di sopravvenienze ereditarie queste condizioni vengano a mancare“.

    Occorre subito precisare che quelli che andremo a descrivere singolarmente sono dei presupposti cumulativi e non alternativi tra di loro, il che significa che devono ricorrere tutti assieme affinché venga meno l’obbligo di presentare la dichiarazione.

    Ma cerchiamo di fare chiarezza sui singoli presupposti di legge:

    1) Eredità devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta

    La legge stabilisce quale primo presupposto che l’eredità sia devoluta al coniuge e/o ai parenti in linea retta (i figli, nipoti o genitori) del defunto, così escludendo sin da subito tutte le ipotesi nelle quali siano chiamati a succedere i parenti in linea collaterale, ovvero i fratelli e le sorelle.

    Se ad esempio la signora Tiziana non si è mai sposata e non ha mai avuto figli e alla sua morte lascia solo i fratelli, questi non potranno in alcun caso evitare di presentare la dichiarazione anche se l’attivo ereditario è inferiore a 100.000 euro e non ricomprenda beni immobili o diritti reali immobiliari.

    2) Attivo ereditario avente un valore complessivo non superiore a 100.000

    Il secondo requisito esclude l’obbligo di presentazione solo nel caso in cui l’attivo patrimoniale (ovvero il lordo) sia inferiore a 100.000 euro. Quindi tutte le volte che nell’attivo ereditario non vi siano beni immobili ma solo conti correnti o beni mobili di varia natura ma che complessivamente superano i 100.000 euro, scatterà l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione.

    3) Nell’attivo non devono esserci beni immobili o diritti reali immobiliari

    Ultimo requisito è l’assenza nel patrimonio ereditario di beni immobili, quali appartamenti, ville o anche terreni o diritti reali immobiliari (usufrutto, uso, abitazione, superficie). In tutti questi casi c’è l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione anche se nell’attivo ereditario c’è solo un immobile il cui valore non supera i 100.000. La motivazione va rinvenuta nel collegamento tra l’obbligo di presentazione della dichiarazione di successione e l’obbligo delle volture catastali. In effetti, l’art. 3 del D.P.R. 650/1972 stabilisce che l’obbligo di voltura catastale incombe “nei casi di trasferimenti per causa di morte, a coloro che sono tenuti alla presentazione delle denunce di successione“.

     A prescindere dal loro valore se vi solo immobili la denuncia di successione va presentata e va assolto anche l’obbligo di volturare in catasto di modo che l’Agenzia delle Entrate sappia i dati dei successori che saranno chiamati a pagare le imposte connesse alla proprietà immobiliare.

    La rinuncia alla eredità

    Un altro caso nel quale i chiamati all’eredità possono esimersi dall’obbligo di presentare la dichiarazione di successione è rappresentato dalla rinuncia all’eredità. In effetti l’articolo 28 del citato testo unico al 5° comma stabilisce che i chiamati all’eredità e i legatari sono esonerati dall’obbligo della dichiarazione se rinunciano alla stessa o rifiutano il legato prima del decorso dei 12 mesi dall’apertura della successione.

    In definitiva, se il chiamato all’eredità non ha interesse ad accettare la stessa e non vuole sopportare l’obbligo di pagare l’imposta di successione può rinunciare all’eredità con atto notarile o ricevuto dal cancelliere del Tribunale e, una volta fatto ciò, non gli resta che informare l’Agenzia delle Entrate per raccomandata allegando copia autentica della rinuncia stessa.

    Notaio Massimo d’Ambrosio

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    Quando non occorre presentare la denuncia di successione ultima modifica: 2019-10-08T18:36:50+02:00 da notaio



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