• Perchè la fattura del notaio arriva dopo 60 giorni?

    fattura del notaioL’articolo 3 del DM 31 ottobre 1974 stabilisce chiaramente che i notai, gli avvocati ed i commercialisti, che ricevono un “fondo spese” composto indistintamente da somme aventi natura di corrispettivo e da somme percepite a titolo di spese da sostenere in nome e per conto del cliente, possono emettere fattura differita entro 60 giorni.

    La possibilità di differire l’emissione della fattura è subordinata all’annotazione dell’importo ricevuto in un apposito registro delle somme in deposito, previsto dal decreto citato.

    I professionisti in contabilità ordinaria possono, in alternativa, annotare il fondo spese in un’apposita colonna nel registro delle movimentazioni finanziarie.

    Deroga alla fattura di cui al DPR 633/72

    L’art. 3 di cui al decreto ministeriale costituisce quindi una deroga al DPR 633/1972 che prevede l’obbligo di emissione della fattura al momento di effettuazione dell’operazione.

    In sostanza, la possibilità di emettere la fattura nei 60 giorni successivi alla costituzione del fondo è collegata al fatto che la somma erogata al professionista, essendo indistinta, non ha ancora natura di corrispettivo.

    Ovviamente questa possibilità è subordinata alla circostanza che una parte del fondo sia costituita da spese che il professionista deve sostenere in nome e per conto del cliente.

    La possibilità di emettere fattura differita è ammessa, infatti, solo quando il fondo spese è composto globalmente e indistintamente sia da corrispettivi che da spese (quali, in primis, le spese di registrazione). Se, invece, il fondo è costituito solo da compensi o solo da spese la disposizione non potrà essere applicata e la fattura dovrà essere emessa immediatamente.

    Il conto di deposito del notaio

    Orbene, a differenza di altri professionisti, tutti e sempre i pagamenti fatti al notaio sono costituiti da tasse e compensi, e tutti vanno inseriti provvisoriamente in uno speciale  conto di deposito.

    Anzi, per il notaio v’è di più, perchè il conto di deposito del notaio è un c.d. “conto telematico”, cioè un conto sul quale è stata data (obbligatoriamente) l’autorizzazione al Ministero delle Finanze ad eseguire i prelievi delle imposte, direttamente. Il che comporta anche una ulteriore importante circostanza: che cioè il prelievo della Amministrazione Finanziaria può non coincidere con le previsioni del notaio (e ciò si verifica più spesso di quanto si creda), sicchè solo dopo il prelievo è possibile calcolare quale sia la parte del pagamento che va (è andata) allo Stato e quale rimane al notaio.

    E’ evidente il fatto che il notaio, al momento in cui riceve il fondo spese dal cliente, non è in grado di determinare con certezza l’importo delle spese e l’importo degli onorari. La deroga al DPR 633/72 è quindi ulteriormente giustificata dal fatto che il notaio, anche volendolo, non è in grado di determinare gli esatti importi da inserire in fattura.

    La fattura differita e la ritenuta d’acconto

    Questa possibilità di fatturazione differita dà spesso luogo a problemi nell’individuazione del termine per il versamento della ritenuta d’acconto. In realtà il presupposto per l’applicazione della ritenuta è costituito dall’erogazione di un compenso.

    È necessario, dunque, individuare il momento in cui il fondo spese precedentemente erogato assuma tale qualificazione giuridica (di compenso).

    Il mutamento di natura si realizza allorquando, entro il termine di 60 giorni dalla costituzione, il professionista emette la fattura. In sostanza, il compenso potrà considerarsi corrisposto in coincidenza con la data di emissione della fattura.

    Il versamento della ritenuta dovrà, quindi, essere effettuato a cura del sostituto d’imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di emissione della fattura.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Perchè la fattura del notaio arriva dopo 60 giorni? ultima modifica: 2017-06-14T20:02:15+00:00 da notaio



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