• Firma digitale e notaio, blockchain e controlli

    il sigillo del notaio e la firma digitale

    Diffidate dalle imitazioni!

    La grande stampa ci sta bombardando quotidianamente sull’importanza e sul rilievo della sostituzione dei controlli notarili con le nuove frontiere della tecnologia. I messaggi che vengono trasmessi ogni giorno agli italiani consistono tutti nel fatto che, munendosi di una smartcard e di un codice numerico più o meno complesso, è possibile velocizzare le attività economiche, risparmiare grandi somme di danaro, e rendere ancora più sicuri gli acquisti.

    Leggo ora su “La Repubblica” del 14.03.2016, in margine all’inchiesta “Blockchain, il notaio virtuale: la certificazione nella rete”, un articolo di Luca Pagni, intitolato “Goldman, Intesa, Unicredit scommettono su blockchain, notaio digitale delle transazioni”.

    La prima strategia mediatica

    Ivi l’autore fa capire che tutte le transazioni saranno molto più agevoli ed economiche laddove si potrà utilizzare il sistema digitale anzichè “il sistema dei controlli nei passaggi di proprietà in Italia affidati ai notai, altrove agli studi legali o agli uffici pubblici”.

    Tanto per cominciare rilevo che l’autore afferma, in sostanza, che i notai sono solo in Italia, mentre in tutti gli altri paese sono affidatii agli avvocati o ai pubblici uffici. E’ ancora lo stesso slogan assolutamente falso che viene ogni giorno ripetuto dai poteri forti al Paese.  Il notaio di tipo italiano è in tutto il mondo e la maggior parte della popolazione mondiale si affida al notariato latino, ed è in rapido aumento perchè tutte le economie emergenti scelgono il notariato italiano come modello (Vedi Russia e Cina). Anzi, addirittura laddove vi è il diverso notariato anglosassone, quei paesi stanno facendo marcia indietro, attesi gli incredibili pastrocchi e l’elevato contenzioso che senza notaio latino si crea. Persino molti stati americani stanno introducendo il notaio italiano, in deroga alla legislazione federale (Vedi le parole del premio nobel Schiller).

    Ma la verità, purtroppo, deve cedere di fronte alle strategie mediatiche, che, per perseguire l’abolizione dei controlli, devono far leva anche su questo tipo di manipolazione.

    La frase giusta che l’articolista avrebbe dovuto scrivere è la seguente: “laddove, in Italia e nel mondo, sono previsti dei controlli essi sono affidati ai notai, laddove non ci sono notai, non ci sono controlli”. 

    La seconda strategia mediatica

    Non voglio dilungarmi qui tecnicamente sullo specifico sistema digitale del blockchain, riferito dall’articolista, che, tra l’altro, utilizza il bitcoin, anziché l’euro. Se l’adozione dell’euro anziché della lira ci ha dato così gravi problemi, figurarsi se dovessimo passare al bitcoin!

    Qui ci interessa sottolineare che “notaio” vuol dire “controllo”, e senza notaio, nessun controllo. Questo è l’inevitabile realtà. E l’idea di sostituire un controllo con un finto controllo  “digitale”, gabellato come grande progresso è un palese tentativo di mistificare la realtà, approfittando di una terminologia tecnica, spesso espressa con suggestive parole inglesi, ma che nasconde la realtà.

    Come funziona il c.d. controllo della firma digitale?

    Prendiamo in esame cos’è effettivamente la firma digitale, che viene accreditata come il controllo che potrebbe sostituire il controllo dei notai.

    La firma digitale consiste in una criptazione ad altissima impenetrabilità di un documento elettronico, compiuta da un soggetto mediante l’utilizzo di una sua smartcard personale e di un suo codice numerico privato. I terzi hanno a disposizione un altro codice numerico  del soggetto che ha criptato il documento, un codice pubblico, che possono applicare al documento criptato in modo da renderlo chiaro.

    Se mi viene presentato un documento (criptato) dicendo che contiene le volontà del notaio Massimo d’Ambrosio, io posso applicare a quel documento il codice numerico pubblico che appartiene ufficialmente al notaio Massimo d’Ambrosio e se, oplà, il documento viene immediatamente decrittato, e appare in chiaro, ho la prova che il documento proviene proprio dal notaio Massimo d’Ambrosio, che è l’unico ad avere la smartcard e il codice numerico per la crittazione.

    Ci sono dunque, per ogni specifico soggetto, due codici numerici. Il primo, personale, che permette la crittazione e decrittazione, e il secondo, pubblico, che permette unicamente la decrittazione, che avviene felicemente solo se in precedenza la crittazione è stata compiuta da quel codice segreto personale che appartiene al notaio Massimo d’Ambrosio.

    E questo sarebbe il controllo?

    E questa sarebbe la sostituzione dei controlli affidati ai notai nel nostro ordinamento giuridico (e in tutti gli ordinamenti giuridici del mondo dei paesi civili)?

    Facciamo qualche esempio per dimostrare la fallacità della nuova moda anglosassone della firma digitale.
    Immaginate che stiate costituendo una società, acquistando un’azienda (come ora si sta discutendo in Parlamento) oppure, in futuro, che stiate acquistando una casa, come i più avanzati commentatori del quotidiano “La Repubblica” ipotizzano, e vi giunge, perfetto, compilato, un documento in cui si dice che il venditore vi sta vendendo la sua casa di abitazione. Bene. Voi controllate con la chiave pubblica, e accertate che quel documento proviene proprio dalla chiave segreta del venditore. Ebbene:

    Esempi

    1. Come fate a sapere se nel computer la manina che ha inserito la smartcard e digitato il codice del venditore è proprio quella del venditore? Credete che sia difficile sottrarre una smartcard o venire a conoscenza del codice segreto di un soggetto?
    2. Che ne sapete se in quel momento il venditore aveva ben capito che stava vendendovi casa, o magari pensava di fare tutt’altro?
    3. Come fate a sapere se il venditore era in grado di intendere e di volere, o magari, molto semplicemente, era un po’ brillo dopo un’abbondante libagione?
    4. Come fate a sapere se il venditore in quel momento era proprio lì, di fronte al computer, o aveva semplicemente lasciato in custodia la smartcard e il suo codice segreto a dei dipendenti, o a un commercialista?
    5. Come fate a sapere se in quel momento il venditore manifestava effettivamente la sua volontà o stava ricevendo delle pressioni morali, psicologiche o fisiche o dei raggiri furbeschi per digitare il codice numerico?
    6. Come fate a capire se non si è di fronte a un progetto criminale più ampio, come ad esempio, un’usura?

    Cosa sono i veri controlli

    I famosi “controlli notarili” non consistono affatto nella sola verifica della identità di chi firma il documento. Il notaio deve controllare se la persona è lì, di fronte a sé, se è sana di mente, se è ubriaca, se ha capito l’importanza della sua manifestazione di volontà, aiutandolo a superare tutti i problemi di una scelta che a volte può essere essenziale per la sua vita! Il notaio non autentica la firma, ma accerta la volontà!

    E il sistema del “notaio digitale” non vi da nulla di tutto ciò, anzi non vi da neppure la certezza della identità della persona, perché, almeno, il notaio quando verifica il documento di identità controlla se lui è proprio lui, mentre con la digitazione su una tastiera di un codice numerico, neppure questo controllo  c’è.

    E che vi succede se si verifica uno dei mille problemi che possono essere elaborati da una mente, magari dolosamente criminale? Vi succede che voi non avete acquistato l’azienda, non avete costituito la società, avete sprecato i vostri soldi nel comprare la casa, perché, è ovvio, che, se, dopo, qualcuno va dai Carabinieri e denuncia “mi hanno rubato la smartcard e il numero segreto digitale”,  le transazioni eventualmente compiute nel frattempo dal criminale sono tutte nulle, e voi, i soldi che avete dato al ladro della smartcard, li avete persi, insieme alla casa, all’azienda, o a quant’altro avete pattuito.

    Diciamo la verità!

    Diciamo finalmente la verità. Si decide di non eseguire i controlli e abolire qualsiasi sistema di verifica delle parti? Benissimo! Non spetta a me decidere. Ma considero illecito sostenere che si possano sostituire dei controlli con dei non controlli, dichiarando che sono controlli.

    Vogliamo fare a meno dei notai? Benissimo! Ma, cortesemente, non inganniamo il prossimo dicendo che, senza notai, il controllo è lo stesso, anzi, maggiore.

    Aboliamo il valore del Registro delle Imprese

    Che importanza viene data in Italia al Registro delle Imprese! I notai tutti hanno timore di seguire pedissequamente quanto risulta dal Registro, che è sacrosantemente additato come oracolo di verità. Vogliamo fare a meno dei controlli dei notai? Benissimo!

    Ma si dica allora che cos’è il registro delle Imprese nei paesi dove non c’è un controllo. Non il monumento solenne a cui tutti devono fare riferimento con regole rigide per la sua formazione, e addirittura con un potere dei conservatori del Registro delle Imprese di promuovere il procedimento disciplinare nei confronti dei notai! Diciamolo apertamente, chiaramente, che senza notai si abolisce in Italia il Registro delle Imprese, il quale diventerebbe, come negli altri paesi dove non c’è il controllo notarile, poco più di un’informazione giornalistica, un elenco contenente tante notizie che possono essere vere, ma possono essere anche non vere.

    Leggete nella foto in basso quali informazioni vengono stampigliate in fondo ad ogni certificazione che rilascia il registro delle Imprese inglese!

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    registro imprese in Inghilterra

     

     

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    Firma digitale e notaio, blockchain e controlli ultima modifica: 2016-04-03T18:59:17+00:00 da notaio



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    Categoria: Info e novità per società

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