• La guerra dell’informazione e il notariato

    logo sisn.jpg(Intervento al Convegno di Roma del Sindacato Nazionale Notarile del 10.7.2015) – Sappiamo già quello che è successo. Il Governo, alla disperata ricerca del consenso, ha ritenuto di vellicare tutti coloro che sono contrari al notariato, e, ignorando totalmente quali sono i compiti e le funzioni del notaio, aderendo alla tesi superficiale che il notaio metta una “firmetta” e riscuota un sacco di soldi, si è “inventato” un nuovo istituto, quello appunto della c.d. “autentica para-notarile”, che stravolge il nostro sistema privatistico, che annulla tutte le funzioni del notaio di tutela delle parti, di certezza del diritto, di equilibrata direzione dell’atto, di controllore dello Stato nelle sue molteplici funzioni economiche, sociali e politiche, e di percettore (a suo rischio e senza compenso) di 10 miliardi l’anno di imposta di registro, senza considerare i 62 milioni che vengono versati al bilancio della giustizia.
    Dico subito che non aderisco alla tesi di chi ci vede una deliberata strategia di abolizione dei controllori per consentire le vendite di immobili abusivi, la sopraffazione del più forte nei confronti del più debole, l’inganno nei confronti di anziani donanti, la realizzazione di obiettivi illeciti, e l’eliminazione dell’imposta di registro a danno di tutti gli altri cittadini che non comprano e non vendono case.
    Ritengo che si tratti della banale operazione di consenso di cui vi ho detto, certo confortata da un’assoluta e totale ignoranza tecnica e giuridica del Governo. Ignoranza comunque colpevole, perché se è giustificabile nel cittadino non acculturato, non è giustificabile in coloro che al momento della loro candidatura hanno giurato alla popolazione di avere le competenze necessarie, o di avere perlomeno l’umiltà di chiedere lumi a coloro che le competenze le hanno.

    Ritengo che la categoria notarile non sia però esente da colpa.

    Nei miei precedenti ho ripetuto ad alta voce che la categoria ha sbagliato a consentire che arrivasse qualcuno che decidesse che era più conveniente per lui abolire il notariato piuttosto che mantenerlo.
    Ho ripetuto che la categoria ha sbagliato nel nascondere la testa sotto la sabbia mentre montava la marea di risentimento dei media e dell’opinione pubblica, abilmente orchestrata da chi non ne può più del controllo statale nei traffici giuridici ed economici.
    Ho ripetuto che ha sbagliato nel perdere venti anni di tempo senza neppure capire da che parte era il nemico e attardandosi in una molteciplità di iniziative – tutte a nostre spese – per rendere migliore e più efficiente il nostro servizio nei confronti dei cittadini nella ingenua e illusoria speranza che ciò potesse essere capito.

    Ho implorato i nostri rappresentanti istituzionali ad alzarsi in piedi, e a difendere la dignità, il prestigio, l’onore e la funzione del notariato, perché col ddl concorrenza il Governo non ha portato un attacco al nostro portafoglio, ma ha pubblicamente dichiarato che il notaio non serve a nulla, e tutti i controlli e tutte le seccature che diamo ai clienti chiedendo documenti, ispezionando registri e archivi, e verificando la veridicità delle loro affermazioni rilasciate sotto giuramento, sono una baggianata, una nostra invenzione per rendere più difficile la vita al prossimo.

    Il mio appello non è stato recepito ed è stata compiuto una scelta diametralmente opposta preferendosi contrastare, reprimere, smorzare le iniziative che da tutta Italia crescevano generosamente e spontaneamente da parte dei notai a prezzo del loro sacrificio personale, del proprio danaro, del proprio lavoro.

    Ebbene, non ho paura di affermare che la scelta del low profile è un altro grave errore della categoria, che si aggiunge all’errore di non essersi resi conto di quello che stava succedendo, all’errore di aver creduto che fustigandoci a vicenda la cittadinanza avrebbe capito la serietà della istituzione notarile, all’errore di non aver neppure compreso quali erano le intenzioni del Governo Renzi. Circostanze tutte che erano evidenti da anni a tutti coloro che non avevano la testa sotto la sabbia.

    Non è certo mia intenzione individuare responsabilità su questa scelta, Sia perché non è questo il momento, sia perché probabilmente non si potrebbe neppure riuscire a districare il bandolo della matassa. Ecco perché parlo di errore della categoria: non è certo questo o quel singolo consigliere nazionale che ha scelto la strada sbagliata, e non è neppure questo o quel consiglio nazionale tra quelli che si sono succeduti negli ultimi vent’anni che ha deciso in tal senso. Essi hanno probabilmente compiuto il loro dovere in base a un mandato elettorale della categoria. Mandato sbagliato, perché concesso senza rendersi conto dell’evoluzione dei tempi e di quello che stava succedendo e sta succedendo intorno a noi.

    Ho più volte ricordato, che le trattative in una stanza segreta riescono solo se i delegati a trattare rappresentano una forza esterna. Ho detto più volte che tutti i trattati, citando espressamente quello di Minsk, non riuscirebbero a essere conclusi se al di fuori delle porte non vi fossero dispiegamenti di truppe.

    Mai paragone, a mio avviso, è da considerare più azzeccato per il Notariato.
    Quello che infatti non è stato compreso, o che comunque ha subito una notevole sottovalutazione, è che il Notariato italiano si trova in guerra!
    Non si tratta di una guerra che coinvolge certo solo i notai italiani: i notai, essendo all’interno di una società globale partecipano, come tutti i cittadini del mondo, ad una guerra di informazione che gioca un ruolo prioritario ed essenziale in tutti gli scacchieri geopolitici.
    Ormai in tutto il mondo le battaglie si combattono con l’informazione, sicché qualsiasi altra operazione è da intendersi come prosecuzione ed applicazione della guerra di informazione.
    È ormai noto che qualsiasi paese, qualsiasi nazione, ma anche qualsiasi gruppo politico, sociale, e di categoria, come è il Notariato italiano, se non è in grado di organizzare un’effettiva resistenza alla aggressione delle informazioni subisce una disfatta dalle conseguenze politiche e sociali incomparabili.

    Ed il Notariato italiano non avendo capito che tutto il mondo è imperniato sullo scambio di informazioni è stato preso alla sprovvista dalla guerra di informazione che si sta combattendo contro la categoria da tanto tempo, e di cui il ddl concorrenza è solo un episodio, certamente non il primo, e probabilmente non l’ultimo e forse neppure il più grave.

    Non sappiamo come finirà, ma vada come vada, dobbiamo smettere di cullarci, nella falsa illusione e nella ingannevole sicurezza che la nostra funzione sia così importante ed essenziale da essere evidente, e da non avere bisogno di essere spiegata e difesa.
    Il Notariato italiano è indietro nella battaglia per il consenso, come dimostrano i sondaggi di opinione, che hanno avuto un loro ruolo determinante nel far decidere che era meglio colpire il Notariato.

    Certamente quello che dico è spiacevole, perché sarebbe preferibile che la nostra funzione fosse considerata e studiata nell’ambito di un dialogo scientifico serio, di un esame giuridico equilibrato, di uno scambio di opinioni tra illustri studiosi, di un confronto di idee tra personalità della società civile, della cultura, della università, del mondo produttivo, che cercano la realizzazione del bene del Paese e dei suoi valori. Ma così purtroppo non è.

    I portatori dei valori positivi del bene pubblico, della certezza del diritto, della tutela delle parti, della realizzazione degli obiettivi politici, sociali ed economici che lo Stato moderno vuole realizzare nei traffici economici e nei contratti, oggi siamo noi, siamo solo noi, e non possiamo illuderci che altri, di loro spontanea volontà lo riconoscano.

    Specie quando, come abbiamo potuto constatare, questi valori di certezza del diritto e di tutela delle parti si scontrano con altri prepotenti interessi, di coloro che non vogliono controlli, che perseguono la libertà assoluta di fare quello che vogliono, e cioè schiacciare il più debole e realizzare rapidamente ed efficacemente i loro obiettivi economici, senza avere dei noiosi e medioevali controllori tra i piedi, e senza doversi confrontare col grillo parlante di Collodi.
    Sapete come è andata a finire col grillo parlante, esso è stato schiacciato da Pinocchio, ma noi non dobbiamo farci più schiacciare, e dobbiamo, al di là della pur dolorosissima vicenda del ddl concorrenza, organizzare ed impostare subito la difesa dei nostri valori approntando un sistema comunicativo efficace e diretto.

    Il compito dei futuri rappresentanti istituzionali del Notariato sarà proprio questo: smettere di ritenere che più ci fustighiamo a vicenda più il pubblico ci amerà, smettere di ritenere che aggiungendo più formalismi alla già nutrita serie delle leggi notarili stimoleremo il rispetto per i valori che difendiamo.
    Ed invece attrezzarsi per un’opera continua, duratura, di ampio respiro, che, giorno dopo giorno, città dopo città, paese dopo paese, cittadino dopo cittadino, raggiunga la consapevolezza di tutti mediante un messaggio chiaro, semplice, diretto, immediato, scevro da causidici formalismi.

    Occorre dunque che il Consiglio Nazionale del Notariato chiuda tutte le attività inutili e costose, si trasformi al più presto in un’agenzia di informazione, e cominci ad utilizzare tutti gli opportuni media della guerra di informazione in cui siamo incolpevolmente coinvolti. Occorre che sviluppi l’abilità e la professionalità dei colleghi che sono in grado di fornire gli adeguati messaggi informativi. Occorre che sviluppi le moderne tecnologie della informazione e della comunicazione.
    Proprio il loro sviluppo e utilizzo devono diventare il polo degli sforzi della categoria nella guerra di informazione, che stiamo combattendo, e che non dobbiamo perdere!
    La guerra mediatica in corso ha oggi raggiunto in tutto il mondo livelli di intensità senza precedenti e si può tranquillamente dire che stiamo vivendo in un’epoca in cui predomina la strategia della guerra di informazione.
    Il Notariato non è attrezzato, non ha gli strumenti, non ha il personale, non è in grado di combattere, non sa neppure che deve combattere, ed è per questo che bisogna muoversi, e subito, senza aspettarsi che si possa radicalmente e rapidamente ribaltare la situazione, perché nel mondo delle idee e della cultura questo non accade mai, ma sicuri che non possiamo permetterci di fare passi indietro.

    notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara

    La guerra dell’informazione e il notariato ultima modifica: 2015-08-04T12:17:39+00:00 da notaio



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    Categoria: Notai e liberalizzazioni

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