• In quali casi si paga l’ imposta sulle successioni? Posso dilazionarla?

    notaio e testamentoIn caso di morte, i beni ed i diritti che sono appartenuti al defunto e che formano l’oggetto della successione sono trasferiti agli eredi, secondo le regole della successione legittima o secondo le disposizioni indicate nel testamento. A questi trasferimenti si applica l’ imposta sulle successioni unitamente alle imposte ipotecarie e catastali se nell’asse ereditario vi sono beni immobili.

    Il calcolo dell’  imposta sulle successioni

    L’imposta sulle successioni si calcola sul valore dell’asse ereditario che è dato dalla differenza tra attivo (beni immobili, beni mobili di qualsiasi tipo, esclusi i titoli di Stato, e gli autoveicoli iscritti al pubblico registro automobilistico, azioni e le partecipazioni in società, aziende, denaro, i gioielli, mobilio) e passivo (debiti del defunto di qualsiasi tipo e genere, le spese mediche che gli eredi hanno sostenuto a favore del defunto negli ultimi mesi, le spese funebri), fatte salve le franchigie ed esenzioni previste dalla legge.
    L’imposta di successione prevede aliquote distinte, a seconda del grado di parentela degli eredi, e conseguenti franchigie, cioè soglie entro le quali non è dovuta l’imposta, secondo il seguente schema:
    o coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori e , in generale, ascendenti e discendenti): 4%, con franchigia fino a € 1.000.000,00 di valore dell’eredità;
    o fratelli e sorelle, 6%, con franchigia di € 100.000,00;
    o altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado: 6% senza franchigia;
    o tutti gli altri soggetti, 8% senza franchigia.
    In caso di beneficiario portatore di handicap grave la franchigia applicabile è sempre di € 1.500.000,00 con aliquota del 4%, 6% o 8% in base al grado di parentela.

    La franchigia e le esenzioni

    In pratica laddove è prevista una franchigia per legge, l’imposta sulle successioni non si paga (nei limiti della franchigia) o si paga esclusivamente sulla parte del valore eccedente la franchigia. E’ bene precisare che nel calcolo della franchigia si tiene conto anche del valore delle donazioni fatte in vita dal defunto a favore degli eredi.
    Sono previste anche delle esenzioni per i trasferimenti a favore dello Stato, enti pubblici, ONLUS, ecc. e per i trasferimenti di aziende o rami di esse, di quote sociali e di azioni a favore dei discendenti e del coniuge, se gli eredi proseguono nell’esercizio dell’attività per un periodo di almeno 5 anni dalla data del trasferimento.

    La dichiarazione di successione

    Apertasi la successione i soggetti obbligati al pagamento dell’imposta devono presentare la “dichiarazione di successione” entro 12 mesi dalla morte all’Agenzia delle Entrate, nella cui circoscrizione era residente il defunto utilizzando l’apposito modulo (modello 4), reperibile presso ogni ufficio territoriale o sul sito dell’Agenzia. L’imposta di successione è liquidata direttamente dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati indicati nella dichiarazione stessa e previa correzione di eventuali errori materiali e di calcolo commessi dal dichiarante nella determinazione della base imponibile e notificata al contribuente successivamente alla presentazione della denuncia di successione. L’imposta deve poi essere versata entro 60 giorni dalla data di notifica dell’atto, utilizzando il modello F23. Il versamento può essere effettuato presso banche, uffici postali o direttamente all’agente della riscossione.

    La dilazione

    Il pagamento può essere dilazionato, in seguito ad istanza presentata all’Agenzia delle Entrate, in rate annue posticipate per un termine non maggiore di 5 anni dalla data dell’apertura della successione (data della morte) e va richiesta contestualmente al pagamento dell’imposta non dilazionabile liquidata dall’ufficio prestando idonea garanzia. La rateizzazione è infatti ammessa solo per l’80% dell’imposta e sugli importi dilazionati sono dovuti gli interessi nella misura prevista con decreto del Ministro delle finanze.

    Solidarietà tra gli eredi

    I soggetti tenuti al pagamento dell’imposta sulle successioni sono gli eredi, che sono solidalmente obbligati al pagamento dell’imposta nell’ammontare complessivamente dovuto. La responsabilità del pagamento dell’imposta è solidale nel senso che, seppur l’imposta è divisa tra i vari eredi ed in base alle rispettive quote, il fisco può richiedere il pagamento mancante di un soggetto agli altri soggetti, e questi ultimi avranno poi la possibilità di rivalersi sul soggetto inadempiente.

    Ci sono anche le imposte ipotecarie e catastali

    E’ opportuno precisare che se nell’asse ereditario sono presenti beni immobili vanno comunque pagate anche le imposte ipotecaria e catastale (senza possibilità di rateizzazione), nella misura rispettiva del 2% e dell’1%, da versare sempre con il modello F23 mediante autoliquidazione, cioè direttamente dagli eredi contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione. Qualora per gli eredi (anche solo per uno di essi) sussistano tutte le condizioni per usufruire delle agevolazioni relative alla prima casa, le imposte ipotecaria e catastale sono dovute nella misura fissa di € 200,00 ciascuna.

    notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara

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    In quali casi si paga l’ imposta sulle successioni? Posso dilazionarla? ultima modifica: 2015-10-07T14:47:16+02:00 da notaio



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