• Impugnazione della donazione da parte degli eredi

    impugnazione da parte degli eredi della donazioneAbbiamo già accennato ai problemi che possono nascere quando l’acquirente, o, più frequentemente, la banca scopre che sussiste una precedente donazione nella storia del nostro immobile che vogliamo vendere. Scopri perchè molti notai sconsigliano la donazione. Vediamo ora in dettaglio la più frequente problematica, e cioè la impugnazione della donazione da parte di eredi del donante.

    La donazione è un anticipo sulla successione

    La donazione è considerata dal legislatore come un anticipo sulla successione, ed è pertanto soggetta agli stessi tipi di impugnazioni cui è soggetto il testamento da parte degli eredi legittimari, da parte, cioè, di quelle categorie di eredi che possono vantare un diritto ad una quota dell’eredità del donante.

    Il nostro ordinamento, infatti, si preoccupa di tutelare i vincoli familiari e la trasmissione del patrimonio nell’ambito della stessa famiglia considerata nel suo nucleo essenziale: coniuge, figli ed in mancanza di essi i genitori.

    Questa tutela consiste in una riserva in favore di determinati soggetti, detti “legittimari” (coniuge, figli e ascendenti del defunto), che si traduce nel diritto riconosciuto a tali familiari di impugnare e rendere quindi inefficaci nei loro confronti le donazioni (ma anche le disposizioni testamentarie) che ledano la quota che la legge garantisce agli stessi familiari (quota di legittima) e della quale non possono essere privati.

    Quest’ultima si calcola su un valore che risulta dalla somma dell’attivo ereditario (dedotti i debiti) e delle donazioni fatte in vita dal defunto.

    L’azione di riduzione

    E’ possibile che dopo la morte del de cuius si scopra che una o più donazioni, sia nei confronti di altri legittimari che di terzi, abbiano eroso la quota di legittima che spetta all’erede riservatario.

    A questo punto colui che ha diritto alla riserva di legge ha la possibilità di ottenere la ricostituzione della quota a lui necessariamente spettante mediante una apposita azione giudiziaria, l’azione di riduzione.

    L’azione di riduzione va proposta dopo la morte del donante ed entro 10 anni dalla morte e contro il donatario. Se questi ha ceduto a terzi l’immobile che aveva ricevuto in donazione, il legittimario (solo se ed in quanto il donatario non abbia altri beni sui quali soddisfare le proprie ragioni) può chiedere ai successivi proprietari la restituzione del bene (azione di restituzione).

    Anche i successivi acquirenti devono restituire l’immobile

    Questo si riflette poi sulla commerciabilità del bene donato in quanto l’acquisto di beni per donazione può, nel tempo e in presenza di particolari circostanze, venir meno per effetto dell’eventuale esercizio vittorioso dell’azione di riduzione da parte dei legittimari lesi nei propri diritti, con possibili ripercussioni anche nei confronti di terzi aventi causa dal donatario, peraltro solo qualora il donatario o l’erede non possiedano beni sufficienti a soddisfare le ragioni degli istanti.

    Infatti l’articolo 563 del codice civile prevede che se il donatario ha alienato a terzi il bene ricevuto in donazione, colui che agisce in riduzione (ossia l’erede legittimario che ritiene di essere stato leso o pretermesso da quella donazione) può chiedere la restituzione del bene anche nei confronti dei successivi acquirenti, purchè non siano passati venti anni dalla donazione.

    L’azione di restituzione, infatti si prescrive trascorsi 20 anni dalla donazione, indipendentemente dalla circostanza che il donante sia ancora in vita o meno. In termine di prescrizione viene sospeso però nel caso in cui gli eredi notifichino e trascrivano un atto stragiudiziale di opposizione alla donazione. Naturalmente il diritto ad opporsi alla donazione è anche rinunciabile.

    La tranquillità solo dopo 20 anni dalla donazione

    In sintesi si può stare tranquilli solo qualora siano passati 20 anni dalla donazione ( o 10 anni dalla morte del donante come indicato nel prospetto sui termini di prescrizionem pubblicato nel precedente articolo sopra citato) e non vi sia stata opposizione da parte degli eredi legittimari, poichè colui che acquisti un bene che nel ventennio precedente ha avuto un passaggio per donazione rischia un’eventuale azione di restituzione nei suoi confronti da parte dell’erede i cui diritti siano stati violati.

    Stessa sorte per colui, banca o privato che iscriva ipoteca su un bene che abbia avuto un titolo di donazione nel ventennio in quanto rischia di perdere la garanzia in seguito all’azione di restituzione che travolge la garanzia.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Impugnazione della donazione da parte degli eredi ultima modifica: 2016-06-26T13:04:30+00:00 da notaio



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    234 Commenti su “Impugnazione della donazione da parte degli eredi

    • pjele77 ha detto:

      Buongiorno dott. d’Ambrosio, nel 2002 i miei genitori (entrambi in vita) mi hanno donato la casa usufruendo delle agevolazioni prima casa, di questa casa mia madre detiene l’usufrutto a vita. Ad oggi, avendo bisogno di acquistare una casa, ho scoperto che non posso nè accedere alle agevolazioni prima casa avendone usufruito con l’atto di donazione, nè sono nella posizione di chiedere mutui superiori all’80% proprio perchè già proprietaria di una casa. La mia domanda è: posso rinunciare alla donazione? Se ridonassi la casa a mia mamma posso usufruire delle agevolazioni prima casa? o comunque, non essendo più proprietaria di nulla, quella che comprerei potrei considerarla come prima casa? Grazie

      • notaio ha detto:

        Si certo, corretto. Ma non c’è bisogno di donare nuovamente. Basta un atto di revoca per mutuo consenso, che è più economico.

        • pjele77 ha detto:

          grazie mille per la preziosa informazione. Buona giornata

        • willi ha detto:

          Mia madre è morta nel 2007 ha fatto il testamento olografo per immobile di due piani è siamo in tre figli,stesso quell’anno l’ha fatto anche mio padre,com la parte di mamma è apposto,il problema che quando è morto mio padre nel 2016 ha fatto la donazione a mio fratello è io ho la fotocopia del testamento olografo,non ho avuto legittima fino ad oggi non ho preso nulla.
          Come posso agire che l’immobile deve essere diviso in due,posso far valere la fotocopia del testamento scritto da lui?ce’ possibilità di impugnare la donazione.grazie

          • notaio ha detto:

            Il testamento deve essere esibito in originale, la fotocopia non ha nessun valore. La donazione fatta dopo il testamento, ed avente ad oggetto gli stessi immobili, ha revocato implicitamente le disposizioni testamentarie stesse, in quanto il testamento ha efficacia solo dopo la morte del testatore e se al tempo della morte quei beni non erano più di proprietà del testatore, lo stesso non poteva più disporne. Tuttavia può sicuramente impugnare la donazione per violazione della legittima.

        • thefigo28 ha detto:

          Salve Dott. Ambrosio,

          Vorrei sottoporle la seguente questione.
          Nel mese di settembre 2009 i miei genitori fanno donazione ai figli di alcuni immobili che avevano. All’epoca un po per ingenuità ed un po per la giovane età mi faccio convincere dai miei genitori e da mio fratello accettando. In pratica a mio fratello è stato donato un intero fabbricato con terrazzo, primo piano 120 mq e cantina. A me è stata donato un deposito e la nuda proprietà di un appartamento 70 mq (usufrutto ai miei genitori attualmente in vita). Oggi rivalutando la questione sono sempre più convinto che la donazione non sia stata equa. Quanto tempo ho eventualmente in futuro per impugnare la donazione?

    • marcello ha detto:

      buonasera dott.d’Ambrosio,i miei genitori ancora in vita possiedono un immobile,la proprietaria e mia mamma e mio padre ha l’usufrutto… io bado a loro da anni,e mia mamma vuole lasciare l’intero immobile a me,perche ho altri fratelli e sorelle ma nessuno di loro li assistono,io sono l’unico … sarebbe giusto farmi un atto di donazione,o anche un testamento registrato?? gli eredi potrebbero impugnare?? grazie

      • notaio ha detto:

        Certo che potrebbero impugnare, e con successo. La donazione o le disposizioni testamentarie sarebbero revocate. Tua madre deve venderti la nuda proprietà col corrispettivo della prestazione di mantenimento. Il che è conforme a verità. Non c’è passaggio di danaro. Fatti consigliare dal tuo notaio sul valore da attribuire alle prestazioni già effettuate e quelle da effettuare.

    • marcello ha detto:

      grazie mille per la sua risposta,,ma io sono gia andato dal notaio e mi ha consigliato atto di compravendita… dove devo dimostrare che mi sto comprando l’immobile con denaro tramite assegni bancari… e non avendo la possibilita non so se ci sarebbe qualche possibilita… secondo lei e giusto che io devo dare una certa somma di denaro a mia mamma e dimostrarlo con assegni ?? o si puo fare anche senza assegni??

    • Rita ha detto:

      Gentile Dott. D’Ambrosio, siamo tre sorelle proprietarie di un immobile ereditato da nostro padre. Una delle tre vorrebbe donare la sua parte di immobile al compagno e mantenere l’usufrutto. Io e la seconda sorella possiamo opporci alla donazione? La ringrazio per l’attenzione. Cordiali saluti. Rita.

      • notaio ha detto:

        No. Salvo il diritto di prelazione ex art. 732 cc che però non mi sembra sia il tuo caso da quello che mi dici. Se però siete in comunione ereditaria potete chiedere la divisione coattiva dell’immobile al Giudice, che, in caso di non accordo tra le parti e di non facile divisibilità, mette all’asta la casa che viene venduta a chi ha i soldi.

    • Nerone80 ha detto:

      Buon giorno Dottore, siamo tre fratelli, abbiamo ricevuto in donazione un immobile a testa, con valori differenti ma abbiamo sanato le differenze economiche tramite denaro, vorrei sapere se ora si può produrre una documentazione o rinuncia firmata da tutti, compresi i genitori, dove si attesta che nulla è più dovuto e nessuno si opporrà alla volontà del donante, o qualcosa di simile

    • c ha detto:

      Buongiorno dott. d’Ambrosio, la prescrizione ventennale vale anche per le donazioni antecedenti all’entrata in vigore della legge 80/2005?
      cordiali saluti

    • tsep ha detto:

      Gentilissimo Notaio, siamo tre fratelli, di cui due (mia sorella ed io) abbiamo ereditato, da nostra madre (ancora in vita), ciascuna, un appartamento di ca. 100 mq, mentre a nostro fratello é stata donata, sempre da nostra madre, (atto concluso nel 1996) un’eredità di valore tre volte superiore alla nostra. Mi rendo conto che siano passati parecchi anni ma secondo la legge la donazione é ancora impugnabile? La ringrazio in anticipo.

      • notaio ha detto:

        E’ ovvio che non potete avere ereditato nulla, se vostra madre è ancora in vita! Comunque passati 20 anni dalla trascrizione della donazione non può più esperirsi l’azione di restituzione del bene donato. Potrete però far valere i vostri diritti (solo dopo la morte del donante) mediante l’istituto della collazione, essendo tutte le donazioni ai figli un anticipo della successione

    • Vincenzo Sorrentino ha detto:

      Buongiorno Sig Notaio e complimenti per il sito volevo chiedere un informazione mia moglie da un indagine fatta sul sito ufficio dell’entrata risulta che la sorella e propretaria del 1000/1000 di nuda proprietà e i suoceri risultano Usufrutto con diritto di accrescimento per 500/1000 in regime di comunione dei beni il suocero e deceduto nel 2014 e alla sorella non gli e stato comunicato, però non sappiamo se hanno fatto un atto di vendita o donazione, come posso venire a conoscenza del contratto e se risulta uno dei due casi se posso chiedere la leggittima del suocero, anche se la suocera ancora in vita.
      grazie anticipatamente resto in attesa e buon anno.
      Vincenzo

      • notaio ha detto:

        Per verificare la proprietà immobiliare di un soggetto deve fare un controllo nei pubblici registri (Catasto e Conservatoria), non altrove. Dalle visure può vedere tutti i passaggi che sono stati fatti su un immobile. Consideri però che l’usufrutto non è un diritto che si trasmette agli eredi ma si estingue con la morte dell’usufruttuario o (come nel suo caso) si trasmette all’altro cousufruttuario. Consideri altresì che la legittima spetta solo agli eredi legittimari (coniuge e figli).

    • Giuseppa ha detto:

      Salve Sig. Notaio
      Volevo un informazione:
      Innanzitutto io convivo, mio nonno mi ha regalato 122 metri quadri circa di terreno in cui noi stiamo costruendo casa e dobbiamo farci l’atto dell’immobile ma il mio convivente può entrar a far parte dell’atto o prima dovremmo sposarci?
      Mio padre (figlio del donante) già la parte di terreno che gli tocca c’è là ma non vuole che il mio convivente entri a far parte dell’atto del terreno che ci ha dato mio nonno, ha la possibilità di impugnarcelo?
      Grazie in anticipo…

      • notaio ha detto:

        Se vuole che il suo compagno abbia una quota della casa deve farlo partecipare all’atto della donazione di suo nonno (se non ancora fatta) oppure fare dopo un atto a parte. Non c’è bisogno che vi sposiate. No, suo padre non c’entra nulla e non può opporsi alla operazione. Il rischio è solo che suo padre, dopo la morte del nonno, contesti la violazione di legittima a suo danno.

    • caterina monica ha detto:

      Caro notaio,
      l’oggetto in esame è un immobile donato nel 1991 da mia nonna (in vita) e mio nonno (mancato nel 2000) al mio fratello maggiore, primo di tre nipoti tra cui io.
      In buona fede i miei genitori hanno ristrutturato quell’immobile con tutti i loro risparmi per stabilirvisi come prima casa e ora purtroppo, dopo anni, ci sono controversie perchè mio fratello e fidanzata pretendono la casa e non so che soluzioni intraprendere per tutelare i miei che potrebbero essere cacciati e perdere anche il denaro investito. Ho pensato ad una vendita ma l’immobiliarista mi ha detto che con un atto di donazione in mezzo, la commerciabilità della casa è compromessa. La ringrazio

      • notaio ha detto:

        L’azione di restituzione dell’immobile può essere intrapresa entro 20 anni dalla donazione, salvo che gli eredi non abbiamo trascritto un atto di opposizione alla donazione, in tal modo bloccando la prescrizione ventennale. Se così non è stato il terzo acquirente non corre alcun rischio quindi potete tranquillamente vendere. Il problema è che, secondo quanto mi ha esposto, il proprietario è suo fratello maggiore, e non credo sia d’accordo nel vendere la casa.

    • sandrosandro ha detto:

      Gentilissimo notaio, la ringrazio anticipatamente per la cortese risposta.Siamo due figli. Mia madre 78enne vorrebbe lasciare a me e all’unico figlio di mio fratello i 3 immobili di cui è proprietaria e di cui sono comproprietario per poco meno di 2/6. Rimarrebbe fuori dalla successione mio fratello che sicuramente non avrebbe nulla da ridire. Il problema è un contenzioso in commissione tributaria che mio fratello ha con l’agenzia delle entrate. Mi sembra di capire dai precedenti post che lei sconsiglia tendenzialmente la donazione. Nel mio caso cosa pensa? Ancora grazie per il tempo che vorrà dedicarmi

      • notaio ha detto:

        Eh si. Suo fratello è d’accordo e non impugnerà perchè i beni vanno ai suoi figli. Ma il suo diritto può essere esercitato, al suo posto, non solo dalla Agenzia delle Entrate ma da qualsiasi creditore. Confermo il mio suggerimento di trovare una soluzione alternativa.

    • stefano1985 ha detto:

      Buongiorno,vorrei chiedere una info riguardo la donazione.

      Sto valutando l’acquisto di una casa ad un ottimo prezzo, il venditore ha acquistato la nuda proprietà nel 1993 e contestualmente il padre ha acquisito l’usufrutto (la casa l’ha pagata ovviamente il padre del venditore perche nel 1993 era minorenne). Nel 2004 è stato fatto un atto di donazione dell’usufrutto dal padre al figlio (motivo? evitare l’imu su una seconda casa di 200 mq).
      Mi mi sto accingendo a comprarla.

      Come mi devo comportare? è un acquisto pericoloso? basta fare un atto di mutuo dissenso per rinuncia della donazione e poi andare al rogito e far firmare padre e figlio oppure posso procedere all’acquisto cosi come perchè con la donazione dell’usufrutto si è costituita la piena proprietà?

      Sono esposto ad una potenziale impugnazione di creditori (non creod ne abbia era un dipendente il padre) oppure ad altri eredi (il figlio è figlio unico)? L’effetto della donazione dell’usufrutto come diritto reale di godimento di 13 anni fa ha valore? (all’epoca era quantificata di 48.500€ ma il padre ora ha 71 anni quindi credo i rischi siano minimi).

      Grazie in anticipatamente per a risposta.

      Un cordiale saluto
      Stefano

      • notaio ha detto:

        L’azione revocatoria da parte dei creditori può essere esperita entro 5 anni dalla donazione, quindi i termini sono ampiamente decorsi. Gli unici che possono ancora impugnare la donazione sono gli altri eredi legittimari, ossia il coniuge (se c’è) o eventuali altri figli di cui, ad esempio, il donante ignora l’esistenza. Nel suo caso il rischio è quasi inesistente ma in teoria l’eventualità di impugnazione c’è. Si tratta di quei casi di scuola previsti solo nei manuali!

    • mikel83 ha detto:

      Buonasera Notaio, sarei intenzionato ad acquistare l’abitazione dove vivo, la sua storia è la seguente: il primo proprietario l’ha donata a sua sorella, quest’ultima ha stipulato una cessione ai fini di mantenimento a persone etranee che l’hanno accudita sino a luglio, data della sua scomparsa. i parenti più vicini a questo fratello e sorella sono dei cugini. la mia domanda è questa non avendo altri fratelli o figli, i cugini possono impugnare la donazione? grazie

      • notaio ha detto:

        I soggetti a cui la legge riserva una quota ereditaria sono solo il coniuge ed i figli (ed in mancanza di figli, i genitori). Ai cugini non spetta alcuna quota di legittima e quindi non possono impugnare la donazione.

    • ciro liguoro ha detto:

      gen.mo Notaio,
      grazie in anticipo per la disponibilità e per la risposta.
      Il quesito è il seguente, nel 1982 mi padre, vedovo, ha donato a noi tre figli l’intera massa immobiliare composta da un appartamento 200 mq, uno di 100 mq e un appezzamento di terreno agricolo di 600 mq, per gli appartamenti mio padre si è tenuto l’usufrutto ed è deceduto 5 anni fa. I valori attribuiti all’epoca erano rispettivamente di 15 milioni per ciascun appartamento e e 10 per il terreno, valori commercialmente incoerenti. Con lo stesso atto noi fratelli, in realtà ns padre, abbiamo deciso la divisione della massa donata, in conclusione a me è toccato il terreno, venduto a 33000 euro mentre gli appartamenti, del valore complessivo di 350000 euro ai fratelli. Tutti gli immobili sono stati venduti tre mesi fa. Ho ancora possibilità in una ripartizione equa di questa eredità?
      Grazie

      • notaio ha detto:

        Si, perchè i termini per chiedere l’azione di riduzione e reintegra della legittima sono 10 anni dalla morte. E i valori si calcolano alla morte del donante. Naturalmente, il presupposto è che sia stata violata la sua quota di legittima.

    • mikel83 ha detto:

      quindi nel mio caso, quello sopra indicato, i cugini non rientrano nell’asse ereditario se ho ben capito. pertanto i cugini non rientrano nell’asse ereditario. Per quanto concerne la stipula della cessione con obbligo di mantenimento che ha fatto la mia proprietaria con questi suoi vicini, è regolare? neanche questa può essere impugnata da questi cugini? posso stare tranquillo con quets’acquisto? grazie.

    • mikel83 ha detto:

      Intanto la ringrazio per la velocità e completezza delle risposte. Vorrei chiederle ancora, per quanto concerne invece la donazione dell’immobile da parte del fratello MARIO alla sorella LAURA chi potrebbe impugnare la cosa? unici parenti in vita sono: moglie di MARIO senza figli e cugini di MARIO E LAURA.

    • tonycool ha detto:

      Buongiorno Notaio
      Nel dicembre del 1994 mio padre, che si è risposato nel 1991, mi ha donato una abitazione principale con pertinenza più un altro appartamento. Atto registrato dal notaio a Gennaio del 1995. Ora vorrei donare questi beni immobili ai miei figli. Vorrei chiederLe se la nuova compagna di mio padre potrebbe impugnare la donazione e quali sono i tempi di decadenza per l’impugnazione, dato che l’atto è stato registrato nel 1995.
      Dopo il 2005 ho visto che i tempi sono 20 anni dall’atto o 10 dalla morte del donatario.
      La ringrazio per l’attenzione e per la cortese risposta. Saluti_Martino

      • notaio ha detto:

        Trascorsi 20 anni dalla donazione, indipendentemente dalla morte o meno del donante, non può più essere richiesta la restituzione dell’immobile quindi può tranquillamente trasferirlo ai suoi figli. Tutto ciò non esclude che la moglie di suo padre, alla morte di suo padre, chieda la reintegra della legittima qualora fosse stata violata.

    • libertar ha detto:

      Salve dott. d’Ambrosio

      siamo 4 figli di cui uno con pensione di invalidità (per il quale non abbiamo ancora nominato tutore)
      I miei genitori ancora in vita ma molto anziani vogliono donare i loro averi a noi figli.
      Abbiamo individuato una possibile soluzione per la divisione delle particelle delle varie proprietà a disposizione dei miei genitori (alcune sono ruderi da ristrutturare)
      Di certo la suddivisione non è equa ma noi figli la accettiamo.

      Inoltre avremmo pensato a varie possibilità per le quali vorremmo capire quale sia la migliore

      Innanzitutto, solo per mio fratello disabile i miei genitori fanno testamento lasciandogli la proprietà decisa per lui
      e per noi altri 3 figli i nostri genitori ci fanno atto donazione congiunta di tutto in modo indiviso ed a seguire noi 3 figli faremmo tra noi atto di divisione
      In questa configurazione le relative proprietà di noi 3 figli sarebbero non attaccabili da impugnazione o cose del genere?

      Altra soluzione cui abbiamo pensato che distribuirebbe nel tempo gli atti legali da fare (anche perchè noi figli non abbiamo tutti le stesse necessità che le cose vengano messe a posto subito)
      Nel senso un primo atto di donazione ad un solo figlio con quanto dovutogli, poi in futuro un altro atto a secondo figlio con quanto dovutogli ed infine per 3° fratello e 4° disabile lasciare tutto in testamento (quanto dovuto al 3° fratello è solo nuda proprietà perchè usufrutto a vita per i miei genitori)

      Che differenza ci sarebbe tra queste due soluzioni in particolare riguardo l’aspetto impugnabilità e/o problematiche su vendita e/o mutui ristrutturazione?
      visto che di sicuro uno di noi fratelli dovrà vendere parte di quanto ricevuto ed un altro di noi accedere a mutuo ristrutturazione proprio su proprietà ricevuta
      (per esempio ho già cercato di fare preventivi di ristrutturazione su proprietà ricevuta e la banca ha problemi riguardo le garanzie che potrebbero venire richieste al donante)

      Ringrazio in anticipo per una risposta che vogliate darmi.
      Grazie, Alberto

      • notaio ha detto:

        Tutte soluzioni complicate e foriere di spese, litigi, e problemi con i successivi acquirenti e/o con le banche. I suoi genitori decidono a chi dare cosa e stipulano un atto di vendita a tutti i figli (disabile compreso) ciascuno per il bene specifico.

    • torrione73 ha detto:

      Buongiorno Notaio, può essere impugnata una donazione di un immobile se dopo la morte del donante viene trovato un testamento, redatto in data antecedente alla donazione?

    • ivbe ha detto:

      Buonasera Notaio,
      ho scoperto, dopo aver fatto regolare richiesta alla Conservatoria, che i miei genitori hanno venduto anni fa, a totale mia insaputa, la nuda proprietà a mio fratello. Ho scoperto inoltre, che si è trattata di una vendita fittizia, nel senso che i miei genitori non hanno ricevuto nulla del valore indicato nell’atto. A quell’epoca mio fratello si fece prestare il denaro da terzi per poter emettere gli assegni circolari in banca e successivamente, restituì l’intera somma. Quale azione posso intraprendere?

    • nunzio53 ha detto:

      Salve dottore,
      mio suocero è vedovo e vive a Bari, vorrebbe venire a vivere a Verona. Attualmente sta vendendo un appartamento e prevediamo venderà anche l’altro in cui vive. Una volta realizzati i sodi può dare una buona parte a mia moglie tenuto conto che ci sono gli altri 2 fratelli? In passato uno dei due fratelli ha ricevuto da lui 70.000 euro in più trance per acquistare il terreno dove ha costruito casa, l’altro ha usufruito per 40 anni dell’appartamento abitandoci gratuitamente. Mio suocero attualmente vive miseramente con la sola pensione di 480 euro senza avere nessun aiuto dai due figli. In che modo mio suocero può dare a mia moglie quello che finora non ha mai ricevuto senza che i suoi fratelli si possano rivalere dopo il suo decesso? Se lui da delle piccole somme a me mensilmente, potranno comunque loro rivalersi? oppure si può far figurare che sono dei compensi per assisterlo quando si trasferirà a Verona? Mio suocero non è in buoni rapporti con i miei fratelli.

      • notaio ha detto:

        Da quello che mi scrive, sua moglie è l’unica a non aver ancora ricevuto nulla in donazione quindi il padre può sicuramente donarle il denaro (parte o tutto) che ricaverà dalla vendita. Le donazioni possono essere impugnate solo quando vengono violate le quote di legittima. Nel vostro caso, in presenza di tre figli (e senza coniuge) la quota di legittima spettante ai figli è di 2/3 del patrimonio ereditario, da diversi in parti uguali fra loro.

    • Giusy Interdonato ha detto:

      Buon Giorno, Mio padre dieci anni fa ha donato le sue quote societarie a Mio Fratello, che a sua vota e parcellizzato e rivenduto nell’arco di 5 anni, ricavandone un utile altissimo, come posso impugnare la donazione per lesa legittima ed avere la mia parte.
      Inoltre, l’atto di vendita delle quote è valido? o deve essere restituito ?
      quale procedura seguire?

      • notaio ha detto:

        Suo fratello, essendo proprietario delle quote, poteva disporne a suo piacimento. Se suo padre è ancora in vita non può impugnare la donazione, può farlo solo dopo la sua morte ed entro 10 anni dalla stessa, semprechè non sino passati 20 anni dalla donazione stessa. In tal caso non può più chiedere al terzo acquirente la restituzione dei beni donati. Comunque nella dichiarazione di successione vanno indicati i beni e le somme che sono già state oggetto di donazione. Il problema dell’impugnazione si porrà solo in caso di violazione della legittima.

    • alicia ha detto:

      Buonasera.
      Gentile notaio le scrivo per togliermi un dubbio. Mio padre nel 2007 fece un atto di donazione di un immobile a favore mio e di mio fratello. Vorremmo capire se la sua seconda moglie (non nostra madre) può impugnare l’atto di donazione in futuro magari chiedendo una somma di denaro. Se si, si parla del 50% del valore dell’immobile o del 33%?(L’immobile è stato comprato prima del loro del matrimonio ma l’atto di donazione è stato fatto dopo)

      • notaio ha detto:

        Si, la nuova moglie può impugnare l’atto di donazione per lesione della sua quota di legittima che, nel vostro caso corrisponde ad 1/4 del patrimonio ereditario. Naturalmente l’impugnazione è ammessa solo nel caso in cui i beni che cadranno in successione a favore del coniuge non siano sufficienti a coprire quella quota di legittima.

    • NICOLO ha detto:

      BUONGIORNO,

      SONO IL SIGNOR NICOLO’, GRADIVO UN INFORMAZIONE RIFERITA AD ATTO DI DONAZIONE CON USUFRUTTO.

      NELLO SPECIFICO.

      MIA MADRE (DONANTE) IN VITA CON MIA SORELLA (DONATARIA), DI NASCOSCO ALLO SCRIVENTE E AD MIO TRATELLO, SI SONO RECATI DAL NOTAIO, NEL MARZO 2012, PER EFFETTUARE UN ATTO DI DONAZIONE CON USUFRUTTO DELLA CASA DOVE ABITA MIA MADRE.

      QUANDO SCOPERTA LA COSA, MIA MADRE (DONANTE) IN VITA CON MIA SORELLA (DONATARIA), HANNO FATTO UNA FARSA DI RIUNIONE, NOVEMBRE 2012, PER METTERCI ALL’OCCORENTE DELLA QUESTIONE GARANTENDO ALLO SCRIVENTE E A MIO FRATELLO LA PROPRIETA’ DI UN ALTRO IMMOBILE INDIVISA, CON LA RINUNCIA DELLA QUOTA DI MIA SORELLA (DONATARIA).

      IN DATA ODIERNA QUESTA PROPRIETA’ E’ STATA VENDUTA SENZA ESSERE STATI INFORMATI.

      1/4 INDIVISA (4 FRATELLI) E’ STATA IN PARTE DIVISA, QUINDI MIA MADRE, MIA ZIA E UNO DEI MIEI ZII HANNO RINUNCIATO ALLA QUOTA DI UN QUARTO LORO FRATELLO, CHE AQUISISCE 1/4 AL 100% LA QUOTA SPETTANTE CON LA RINUNCIA, DELLO STESSO, ALLA QUOTA DEGLI ALTRI FRATELLI.

      L’ALTRA INDIVISA DI 1/3 MIA MADRE, MIA ZIA E L’ALTRO MIO ZIO HANNO VENDUTO LA PROPRIETA’ PERCHE’ APPUNTO INDIVISA E NON PER NECESSITA’.

      MIA MADRE NON HA PROBLEMI GRAVI DI SALUTE E’ HA VENDUTO LA PROPRIETA’ IN QUANTO DA CIRCA 4 ANNI NON CI FREQUENTIAMO A CAUSA DI QUESTI DIVERBI.

      ADESSO CHE LA PROPRIETA’ CHE SPETTAVA ALLO SCRIVENTE A MIO FRATELLO E STATA VENDUTA SI PUO’ IMPUGNARE L’ATTO DI DONAZIONE ANCHE SE MIA MADRE E’ IN VITA’?

      SI RINGRAZIA ANTICIPATAMENTE.

      DISTINTI SALUTI.

    • peppe ha detto:

      Egregio Notaio,
      due coniugi appena sposati (lui è figlio di mio fratello) entrambi con figli nati dai precedenti matrimoni vorrebbero che gli immobili di ciascuno finissero solo ai propri figli.
      Lui ha anche fatto una donazione a suo figlio prima del matrimonio.

      Se muore un coniuge e l’altro rinuncia all’eredità, a chi finisce la quota, ai figli dell’altro o aumenta quella del proprio figlio?
      E comunque, come fare per essere sicuri che ciascun figlio prenda solo i beni del proprio coniuge, senza rischi di impugnazione?
      E per salvare la donazione già fatta?

      Mille grazie in anticipo

      • notaio ha detto:

        Eredi legittimari sono coniuge e figli. Se il coniuge rinuncia all’eredità la sua quota si accresce agli altri coeredi, cioè i figli. Quindi il figlio dell’altro coniuge non concorre all’eredità. E fin qui sembra OK. Purtroppo però non vi è nessuna certezza, perchè la rinuncia all’eredità può essere fatta solo dopo la morte della persona della cui eredità si tratta, quindi, fino a quel momento, si può sempre cambiare idea. Inoltre le donazioni che i testamenti possono essere impugnati per violazione di legittima fino a 10 anni dopo la morte del donante o testatore anche da parte dei figli del rinunciante.

    • Van ha detto:

      Buongiorno, ho una situazione particolare.
      Nel 2015 é stato fatto un atto notarile di compra e vendita di un piccolo appartamento. Risulto proprietaria dell usufrutto a titolo vitalizio, e mia amica é la nuda proprietaria,ma guardando il documento ho visto che non consta la parola donazione.Questo atto é stato fatto insieme a una cara amica, una signora senza marito e senza figli, ma con la madre di 76 anni pensionata, vedova e gia propietaria di una casa. Risulta anche 1 piccolo assegno a nome mio nell atto e vanto delle agevolazioni della prima casa, cosi la mia amica che é proprietaria di un’altra casa,non paga le tasse su questa nuda proprieta.
      Spiego che questa amica voleva donare la nuda proprieta ai miei figli minorenni come atto di amore, pero essendo io divorziata e stando i miei figli al momento con il padre in altro paese, x questioni burocratiche ha deciso di donare l usufrutto vitalizio a me. A parte, sotto consiglio del suo notaio, lei ha fatto un testamento dove alla sua morte la nuda proprieta vada ai miei figli. Anche sua madre é d accordo. Unico dubbio é che se alla eventuale morte della mia amica, sua unica sorellastra puo impugnare il testamento o la donazione?
      Grazie

      • notaio ha detto:

        Gli unici soggetti ai quali la legge riconosce una quota di legittima sono solo i figli ed il coniuge (ed in assenza di figli i genitori), quindi, in assenza di tali soggetti la sua amica può tranquillamente fare testamento o donazione e lasciare i suoi beni a chi preferisce. La “sorellastra” non è un erede legittimario e pertanto non le spetta alcuna quota di legittima. Da quello che mi scrive mi sembra di capire che la madre della sua amica è ancora in vita. In tal caso sarebbe l’unico soggetto che potrebbe potenzialmente impugnare la donazione o il testamento.

    • milena58 ha detto:

      Buongiorno….
      Mia madre quando in vita ha fatto le donazioni di appartamenti uno a mia sorella uno a me….e quello di mio fratello sotto sua volontà l’ha venduto e mandato i soldi in bonifici…..poi avendo due piccoli magazzini di 60 ma circa li ha donati uno a mia sorella è uno a me….può mio fratello pretendere la quota di questi dato che mia madre è morta un mese fa…oppure lei di un terzo delle sue cose può decidere a chi darle…..grazie…..

      • notaio ha detto:

        Mi spiace per il recente lutto. Si, sua madre poteva lasciare la disponibile a chi voleva, ma qui la questione è probatoria. Legga tutti gli atti di donazione: normalmente i notai precisano che le donazioni sono compiute per la legittima ma per l’eventuale supero sulla disponibile. Se c’è questa frase – come credo – il problema è risolto.

    • milena58 ha detto:

      Buongiorno ,
      Le chiedo un’altra cosa …un magazzino che era a nome di mio padre e madre….di cui mio papà morto 18 anni fa la sua parte d’andata in successione….e prima della morte di mia mamma e stato venduto….l’acquirente ha dato una parte di soldi a mia mamma quando in vita….e il resto a tutti noi e il restante di mia mamma morta un mese fa….entro giugno….atto è stato fatto due mesi prima la sua morte….adesso siccome 32 saranno di mia mamma è vero che questi soldi si possono togliere tutte le spese che ho avuto con mia mamma e il restante divisi in tre….e siccome anticipo di mia mamma è stato speso da lei in quanto ammalata può pretendere mio fratello quei soldi quando lei era in vita? Poi può lui pretendere tutti i soldi restanti che deve dare l’acquirente che non vuole dividere…..siccome mia mamma la curavo io abitava da me posso io pretendere la parte che ho assistito mia mamma per tre anni….grazie

      • notaio ha detto:

        Non è che ho capito bene. Comunque la regola è questa: prima si calcolano le quote secondo legge, poi chi ha un diritto di credito verso il de cuius per spese affrontate a favore del de cuius o per altri motivi, può chiedere il rimborso agli altri coeredi della loro quota.

    • federico dolce ha detto:

      Buon pomeriggio Notaio Dott. Massimo D’ Ambrosio, sono gentilmente a chiedere la posizione dinanzi alla legge mia e di mia sorella. In particolare nostra nonna paterna è rimasta da qualche anno vedova e l’unico figlio (nostro padre) è venuto a mancare pure lui circa 1 anno fa. Abbiamo paura che nostra nonna voglia donare il suo appartamento o vendere l’immobile con contratto di mantenimento ad un estraneo alla famiglia che si prende cura di lei. Io e mia sorella siamo considerati dalla legge eredi legittimari per cui potremmo impugnare una eventuale donazione? altri legami parentali piu’ prossimi sono nostra madre e la sorella di nostra nonna le quali potrebbero impugnare anche loro?
      Grazie per l’attenzione e buona Pasqua.

      • notaio ha detto:

        La donazione si può impugnare, ma il contratto di mantenimento è blindato. Tipico contratto aleatorio in cui non è ammessa la prova della sproporzione tra valore dell’appartamento e della prestazione data in corrispettivo. L’estraneo sceglierà quest’ultima modalità. Cari auguri anche a lei e alla famiglia.

        • federico dolce ha detto:

          Buon pomeriggio dott. D’Ambrosio , ci scusi se torniamo sullo stesso argomento per noi molto delicato: in considerazione della veneranda età di nostra madre 87 anni e del valore immobiliare circa 500 mila euro e facendo seguito sul punto alla giurisprudenza della Suprema Corte, anche recentemente, ha precisato che “il contratto atipico di mantenimento (o vitalizio alimentare o assistenziale) è caratterizzato essenzialmente dall’aleatorietà, la cui individuazione postula la comparazione delle prestazioni sulla base di dati omogenei ovvero la capitalizzazione della rendita reale del bene capitale trasferito e la capitalizzazione delle rendite e delle utilità periodiche dovute nel complesso dal vitalizzante, secondo un giudizio di presumibile equivalenza o di palese sproporzione da impostarsi con riferimento al momento di conclusione del contratto ed al grado ed ai limiti di obiettiva incertezza, sussistenti a detta epoca, in ordine alla vita ed alle esigenze assistenziali del vitaliziato” (Cass. civ., sez. II, 23.11.2016, n. 23895). Stante queste circostanze è possibile impugnare il contratto di mantenimento? Grazie ancora e scusi il disturbo.

          • notaio ha detto:

            Tutto può essere impugnato. Poi, ovviamente in sede di giudizio dovranno essere dimostrate e provate le proprie ragioni e sarà il giudice a valutare nel merito il caso concreto. Certo è che se c’è sproporzione tra le due prestazioni sarà molto più semplice per l’attore impugnare il contratto adducendo, appunto, che il valore attribuito all’assistenza ed al mantenimento non corrisponde alla realtà.

    • Andrea84 ha detto:

      Buonasera Egregio Notaio.
      10 anni fa ho ricevuto in eredità la quota pari ad 1/6 di un immobile e poco dopo l’ho donata a mio fratello, che attualmente possiede l’intera proprietà dello stesso.
      Adesso lui vorrebbe cedere l’intero bene a me o a mio figlio minorenne.
      Il problema è che io ho anche un altro figlio, col quale ho rotto ogni rapporto da tempo.
      Che soluzione mi consiglia per far sì che del bene ne possa godere solo mio figlio minorenne?la ringrazio anticipatamente

    • beppino83 ha detto:

      Buona Sera Notaio Dott. Massimo D’Ambrosio. Premesso che la mia compagna è separata e non divorziata dal marito e in comune hanno un figlio di 5 anni. Nel 2006 il marito ha ottenuto in donazione dal proprio padre una casa. Il padre muore nel 2008. Nel 2014 in fase di separazione il marito dona la casa alla mia attuale compagna. Oggi la moglie del defunto padre donatore ha fatto atto di opposizione alla donazione verso la mia compagna. Questo cosa comporta? Può la moglie del De Cuius impugnare la donazione con la restituzione della casa? La ringrazio anticipatamente per l’attenzione.

      • notaio ha detto:

        Si. Se si esperisce vittoriosamente l’azione di riduzione per violazione della legittima impugnando le donazioni fatte in vita dal defunto, si può anche chiedere la restituzione dell’immobile donato anche nei confronti del terzo acquirente, quindi anche nei confronti della Sua attuale compagna.

    • PasqualeGrim ha detto:

      Buongiorno. Volevo chiedere informazioni riguardo la situazione in cui mi ritrovo: nel 2014 il fratello di mio nonno, con il quale vivo da oltre 20 anni, siccome ho accudito sia lui che la mia bisnonna, per riconoscenza ha voluto donarmi l’abitazione in cui viviamo, più 2000mq di terreno su un totale di circa 18000mq. Premesso che mio zio ha dei conto correnti, libretti postali e dei buoni fruttiferi la maggior parte cointestati, e che in vita gli restano fratelli e sorelle con relativi nipoti e pronipoti, le mie domande sono 2.
      La prima: i soldi che mio zio ha cointestati nel momento in cui parte la successione sono da valutare per l’intero importo di mio zio oppure solo il 50% perche l’altra metà vanno al cointestatario?
      Seconda domanda, io vorrei ristrutturare casa e innalzare un nuovo piano, la casa attualmente di classe a3, a seguito dei lavori che farò a mie spese, passerà in a 7, la domanda che mi pongo è: il valore dell’immobile donato, per la successione, verrà quantificato e calcolato su come si ritrova oggi la struttura o su come sarà dopo i lavori? Posso fare i lavori o magari mi ritrovo a migliorare il bene donatomi e di conseguenza a intaccare la leggittima anche se poi i miglioramenti li ho fatti a spese mie? Ringrazio in anticipo. Buona giornata.

      • notaio ha detto:

        Quanto alla prima domanda si considera solo il 50% perchè l’altra metà è dell’altro cointestatario. Quanto alla seconda domanda si considera il valore dell’immobile all’epoca della donazione rivalutato, ma non le migliorie apportate.

    • gennaro pagano ha detto:

      Buona sera.
      Nel 2009 mia madre, vedova, ha dato a mio fratello la somma di circa € 100 mila che lui ha investito in titolo di stato.
      Il giorno che dovremo ricostruire il patrimonio di mia madre, verranno calcolati i soldi dati nel 2009 (100 mila) o il controvalore attuale di mercato più tutti gli eventuali interessi che questi gli hanno fruttato?
      Grazie per l’attenzione.

    • radiation80m ha detto:

      salve dottore le volevo porre un quesito su un acquisto di una abitazione fatta con i soldi dei miei genitori presso un costruttore e con atto di proprieta’ intestato direttamente a me davanti al notaio. volevo sapere se in futuro,al decesso dei miei genitori i miei due fratelli possono fare rivalsa su questa situazione grazie

      • notaio ha detto:

        Anche la donazione di denaro è una donazione e come tale va considerata nell’asse ereditario per ripristinare l’uguaglianza di trattamento nella ripartizione del patrimonio ereditario. Qualora, dopo il decesso dei suoi genitori, i suoi fratelli ritenessero violata la loro quota di legittima, può sempre accordarsi economicamente con loro.

    • danko74 ha detto:

      Buona sera,

      Ma invece una situazione in cui:

      Il genitore dona un immobile a una figlia negli anni 70′ (1972 o 1973)

      La suddetta figlia mai sposata e senza figli fa una donazione a Novembre 2009 ad una sua nipote.

      L’immobile donato in oggetto e’ sempre impugnabile da parte dei fratelli o altri nipoti?
      L’immobile puo’ essere venduto?

      Grazie per l’attenzione e la disponibilita’

      • notaio ha detto:

        Gli unici soggetti ai quali la legge riconosce una quota di legittima sono solo i figli ed il coniuge (ed in assenza di figli i genitori). I fratelli ed i nipoti (figli di fratelli) sono eredi legittimi ma non legittimari quindi non possono impugnare la donazione.

    • danko74 ha detto:

      La ringrazio

      Buona serata

    • FEDEFEDE25 ha detto:

      Buongiorno Notaio
      mia madre circa 4 anni fa ha donato a noi fratelli (siamo in 5) la mia rendita catastale è la più bassa di tutte. in questo caso la donazione può essere impugnata? la rendita catastale deve essere uguale per tutti?
      Invece mio padre ha donato solo a due fratelli, se dovessi impugnare la donazione visto che mio padre non ha donato a me e altri due fratelli si annullerebbe tutto o sarebbe costretto a donare anche a noi?

      grazie

      Cordiali saluti

      • notaio ha detto:

        Quando i donanti sono in vita non c’è niente da fare. Dopo la morte si può calcolare se è stata lesa la legittima, utilizzando i valori reali dei beni relitti al momento della morte, anche delle donazioni già fatte. E se del caso si può agire in riduzione.

    • rita rossi ha detto:

      Gentile notaio, ho acquisto un immobile senza sapere delle conseguenze di una donazione. L’immobile e’ stato acquistato nel 2000 con atto di compravendita da due coniugi in regime di comunione dei beni, proprietari 1/1.
      Con atto di donazione nel 2001 il suddetto immobile passa ai due coniugi in regime di comunione dei beni, usufruttuari per 1/1; e ad un loro parente – probabilmete figlio come nuda proprieta’. A distanza di 3 mesi viene nuovamente donato al figlio che compare come unico proprietario per 1/1.
      L’anno successivo viene venduto alla persona dalla quale l’ho acquistato io.
      Non so se i donatori sono ancora in vita.
      La banca ha detto che sono a rischio di “riscatto” per 5 anni. quali rischi corro? Posso tutelarmi con un’assicurazione?
      La ringrazio anticipatamente

      • notaio ha detto:

        Le prescrizioni le ho precisate nell’articolo. I rischi in altro articolo: https://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/perche-notai-sconsigliano-donazione/. Purtroppo la situazione è complicata e non si può far luogo agli ordinari strumenti di tutela. La stipula di una polizza assicurativa è una buona idea e non costosa, purchè venga accettata dall’acquirente/banca, Ne ho già parlato in altro scritto a cui la rimando. Si informi prima se la banca la accetta e poi telefoni direttamente alla direzione centrale della Compagnia, che è la stessa che assicura tutti i notai in esercizio.

    • michele ha detto:

      Buongiorno,
      vorrei acquistare l’usufrutto per 40 anni della casa in cui risiedo. La casa è di un anziano che ha tutti i figli all’estero ma che vorrebbe lasciar loro la nuda proprietà della casa ed essendo che io non ho la disponibilità per acquistare la casa vorrei comprare l’usufrutto 40ennale al fine di poterci vivere per questo numero di anni (lui necessita di liquidità immediata e si leverebbe d’impiccio IMU e TASI anche se le recupera con l’affitto che attualmente pago).
      La mia domanda è la seguente: se acquisto l’usufrutto dal signore che è pieno proprietario e lui muore, il mio usufrutto resta valido fino a scadenza essendo stato acquistato per 40 anni o decade con la sua morte?
      Cordialmente,

      Michele

      • notaio ha detto:

        Ahimè, risposta affermativa. L’usufrutto si consolida alla nuda proprietà con la morte dell’usufruttuario. Ogni altra ipotesi è contraria addirittura ai principi costituzionali di tutela della proprietà privata.

    • Tommy83 ha detto:

      Buongiorno Notaio,
      avrei un quesito un pò complesso che mi coinvolge in maniere diretta:
      5 fratelli (A,B,C,D,E), fratello “A” muore è vedovo e senza figli ma in vita ha donato 2 proprietà immobiliari a fratello “B” e ad un nipote (figlio di fratello “C” deceduto).
      Il fratello “D” è deceduto senza figli, genitori o coniuge.
      il fratello “E” è ancora in vita.
      In caso di nessun testamento come viene ripartita l’eredità? In parti uguali senza tener conto del fratello “D”deceduto senza figli e coniuge? e le donazioni fatte in vita al fratello “B” e al figlio del fratello “C” vengono considerate anticipi della successione?
      E in caso di testamento? Può aver disposto liberamente o c’è sempre una quota di legittima spettante ai fratelli?
      Inoltre le donazioni fatte possono essere impugnate dai fratelli o dai figli dei fratelli?
      Grazie e buon lavoro e buona giornata

      • notaio ha detto:

        La sua domanda non può trovare una risposta in poche righe ma merita un’attenta analisi della situazione. In questa sede le posso solo dire che:
        – In assenza di testamento l’eredità di devolve secondo un ordine e con quote ben prestabilite, al coniuge, ai discendenti, agli ascendenti, ai collaterali, agli altri parenti e allo Stato. Vedi https://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/quote-legittima-erede-successione/
        – all’erede che non ha voluto o potuto (perchè ad esempio premorto) accettare l’eredità subentrano, a sua volta, i suoi eredi per rappresentazione;
        – il fratello è un erede legittimo ma non legittimario e quindi non può impugnare la donazione per violazione della legittima.

    • califfo ha detto:

      mia madre(con diagnosi di Alzheimer) ha lasciato testamento scrivendo che lasciava tutta la sua casa ai miei fratelli in quanto a me ha comprato l’80% di un immobile (compravendita del 2005) unitamente al marito .
      Di fatto però ha messo solo una piccola parte del denaro, è stato pagato quasi tutto da mio padre e la vendita non è mai stata contestata dai coeredi.
      E’ valido il testamento? Poteva fare testamento citando un immobile già di mia proprietà.
      Non c’è una violazione della legittima?

      • notaio ha detto:

        Tutti i testamenti sono validi…fin quando non vengono impugnati. Anche se contengono lasciti stravaganti, inesistenti o impossibili. Devi farti: 1) il conto preciso dei valori lasciati con testamento e donati in vita, al momento della morte; 2) la verifica di quali prove hai da presentare in Tribunale a sostegno della tua tesi. Solo se ci saranno state risposte positive ad entrambe le verifiche puoi impugnare.

    • simo87 ha detto:

      Buongiorno, vorrei costruire la mia prima casa su un terreno edificabile di 800 mq circa, di proprietà dei miei genitori. Tenendo presente che ho un fratello che per adesso non è interessato al terreno, cosa devo fare per intestarmi il terreno e non avere problemi poi?
      Il lotto non può essere suddiviso in 2 parti. Grazie.

      • notaio ha detto:

        Acquista il terreno subito, prima della costruzione, se no la casa diventa di proprietà dei tuoi genitori per accessione e tuo fratello avrà diritto alla metà. Quanto alle modalità di vendita (no donazione, mi raccomando) devi rivolgerti ad un notaio con esperienza che ti dia consigli a voce al riguardo

    • Nausicaa90 ha detto:

      Salve notaio,

      se una donazione non è stata notificata tramite un atto dal notaio, non so se l’importo donato era o meno di modico lavoro, c’è un foglio scritto firmato dal proprietario e da una dei tre eredi che ha ricevuto la donazione, gli altri eredi nel momento della morte del proprietario possono impugnare la donazione anche se appunto è scritta su un foglio di carta e senza atto notarile ? i soldi sono stati trasferiti regolarmente tramite assegni circolari.

      Grazie

      • notaio ha detto:

        La donazione è sempre donazione, anche se compiuta irritualmente. Nel caso nostro la situazione è semplice: non c’è bisogno di impugnazione….se gli altri coeredi dopo la morte del de cuius provano la donazione hanno in ogni caso diritto che sia imputata in conto legittima (non la disponibile!). Se la donazione di danaro non di modico valore è stata fatta a favore di un terzo estraneo non erede (e non mi sembra l’l’ipotesi da te fatta) la situazione cambia

    • michele ha detto:

      Buonasera,
      Volevo un informazione circa le donazioni.. Mio nonno vorrebbe donare a me e mio fratello una casa. Lui attualmente abita in una casa che era di suo fratello di cui ha l’usufrutto ma è preoccupato per mia nonna…vorrei sapere se è possibile effettuare la donazione con usufrutto vitalizio a mia nonna dopo la morte di mio nonno ma senza che mio nonno riservi l’usufrutto a sé stesso e poi alla nonna dopo di lui…o se, al più, può fare testamento dicendo che l’usufrutto sulla casa a noi donata è lasciato a mia nonna.

      Cordialmente

      • notaio ha detto:

        Una volta donata la piena proprietà a voi nipoti, la casa non è più sua quindi non può disporre dell’ usufrutto dopo la sua morte. Dovrebbe disporre per testamento di un bene che non è più di sua proprietà. Questa possibilità è ammessa dal nostro c.c. mediante l’istituto del legato di cosa dell’onerato o di un terzo (art. 651).

    • ducezio ha detto:

      Buongiorno Notaio,

      Le chiedo gentilmente un chiarimento:

      sono comproprietario al 50% con mio fratello di un immobile ereditato dai nostri genitori. Poiché mio fratello è disponibile ad acquistare il mio 50%, mi chiedevo… è più conveniente donare o vendere ?
      Ovvero, qualora optassi per la donazione dell’immobile, e successivamente mio fratello procedesse con donazione (non di modico valore) a mio favore di € 150.000 ovviamente formalizzata con atto pubblico, dal punto di vista fiscale e civilistico sarebbe corretto ? Grazie.

      • notaio ha detto:

        La donazione è più conveniente dalla vendita ma comporta molti problemi e limita la commerciabilità futura dell’immobile. Visto che suo fratello in realtà acquista la sua metà dell’immobile al prezzo di euro 150.000,00 il mio consiglio è quello di procedere ad una vendita e non ad una donazione, sia perchè risponde alla realtà, sia per evitare problemi futuri. Ho scritto in uno specifico articolo sulle problematiche della donazione

    • klimt ha detto:

      Buongiorno Gentilissimo Notaio,
      Le chiedo cortesemente un consiglio riguardo a un appartamento intestato a mio padre che vorrebbe lasciarmi tramite testamento olografo. Io lo sistemerei per abitarci, ma oltre a me ci sono altri due figli. Al primo ha già dato un appartamento e al secondo vorrebbe che io pagassi la metà del valore dell’immobile che mi spetterebbe. E’ possibile agire in questo modo ? O gli altri eredi potrebbero impugnare il testamento?

    • sara994 ha detto:

      Salve dott. D’Ambrosio, volevo chiederle un informazione. Mio padre ha deciso di effettuare la donazione degli immobili. Siamo 4 fratelli e al momento viviamo in appartamenti che non sono ancora di nostra proprietà, ma sua. Il mio dubbio è..nel momento in cui mio padre farà la donazione degli immobili a noi figli senza differenze di valore e io non sono d’accordo con la donazione dell’immobile..posso impugnarla? se si per quale motivo se per esempio da lo stesso valore uguale a tutti noi figli?
      Grazie

      • notaio ha detto:

        La donazione è un contratto è si perfeziona con l’accordo di entrambe le parti (donante e donatario). Nessuno può costringerla ad accettarla quindi se non è d’accordo a ricevere quello che Suo padre vuole darle può rifiutarsi di accettare la donazione. Per impugnare la donazione deve invece dimostrare che sia stata violata la sua quota di legittima.

    • michele ha detto:

      Buonasera,
      Le sottopongo gentilmente una questione.
      Essendo le donazioni un problema per successive vendite e per l’ottenimento di mutui vorrei sapere se mio nonno materno donasse a me l’usufrutto vitalizio della casa e successivamente io comprassi la nuda proprietà, come verrebbe valutata la donazione e ci potrebbero essere problemi relativamente alla successiva vendita?
      E se la nuda proprietà (pagata come 10% del valore essendo gravata da usufrutto vitalizio mio che ho 22 anni) fosse compara da mio papà? (marito della figlia di mio nonno)

      • notaio ha detto:

        E’ difficile ipotizzare cosa passerà in mente al funzionario dell’ufficio legale della banca o all’aspirante compratore. Purtroppo però la provenienza rimane in parte donativa (l’usufrutto): essendo l’usufrutto economicamente valutabile il problema della donazione su di esso permane. Almeno fino a quando rimarrà in vita suo nonno. Comperi la sola nuda proprietà e poi faccia intervenire negli atti di vendita o di mutuo suo nonno.

    • michele ha detto:

      Grazie,
      Ma nel caso in cui mio nonno doni a me l’usufrutto come sarebbe valutata tale donazione terminando l’usufrutto con la sua morte? (come una donazione di denaro del valore che l’usufrutto aveva quando me lo ha donato?) E non sarebbe soggetta a collazione la casa giusto?

      E l’eventuale acquisto della nuda proprietà da parte di un soggetto estraneo sarebbe salva?

      • notaio ha detto:

        L’usufrutto è un diritto reale e viene quantificato economicamente in base a delle tabelle ministeriali. Per farle un esempio se l’usufruttuario ha 22 anni il valore dell’usufrutto è pari al 90% dell’intero, quindi quasi tutto. Se l’usufruttuario ha 90 anni l’usufrutto vale il 15% dell’intero. Il valore viene quantificato al momento della donazione ed in base all’età dell’usufruttuario a tale data. Si tratta pur sempre di una donazione di un diritto reale su un immobile e non di una donazione in denaro, e come tale soggetto a tutte le regole sull’impugnazione della donazione. L’acquisto della nuda proprietà sarebbe salvo ma l’usufrutto sarebbe pur sempre di provenienza donativa.

    • rosmary ha detto:

      Buongiorno,
      le vorrei sottoporre una domanda su una questione che mi sta molto a cuore.
      Dieci anni fa mio padre ha fatto donazione del suo immobile di residenza (e di altri immobili) a me, sua unica figlia.
      Nell’atto donava anche l’usufrutto del medesimo immobile di residenza a mia madre, sposata con lui in seconde nozze e madre di altri due figli da precedente matrimonio.
      Mio padre è morto nel 2015 e mia madre è regolarmente usufruttuaria della casa, né vuole esperire alcuna azione per rivendicare le quote di legittima eredità che la donazione dell’usufrutto va a toglierle.
      Le chiedo pertanto:
      1. La donazione (accettata) dell’usufrutto toglie a mia madre la qualità di erede su questo immobile?
      2. Quando mia madre non ci sarà più, i suoi figli potrebbero impugnare la donazione di mio padre perché lesi di una eventuale eredità di mia madre che a causa della donazione dell’usufrutto non hanno avuto?

      La ringrazio molto se vorrà darmi una risposta.

      • notaio ha detto:

        La donazione dell’usufrutto a Sua madre non le toglie affatto la qualità di erede anzi è considerata come un anticipo della successione. Se sua madre ritiene che il valore dell’usufrutto ricevuto dal marito sia inferiore alla quota di legittima ad essa spettante può (se vuole e se lo ritiene opportuno) impugnare la donazione fatta a Suo favore. L’usufrutto di Sua madre si estingue con la morte ed in ogni caso gli altri due figli avuti da un precedente matrimonio non hanno alcun diritto sull’eredità di Suo padre.

    • Gaetanogiannattasio ha detto:

      Buongiorno,
      le sottopongo questo mio dubbio.
      Mio suocero prossimamente effettuerà una donazione a carico della figlia(mia futura moglie) di un appartamento in fase di completamento costruzione. In futuro l’unica sorella potrebbe impugnare la donazione? anche se nell’atto di donazione lei accetti di non intraprendere nessuna impugnazione futura?

    • alessandrodemilia ha detto:

      Buongiorno,
      le vorrei chiedere un consiglio in merito ad un’eredità. Nel luglio 2017 è defunto mio zio; lo stesso non aveva figli, né coniuge né genitori; aveva unicamente un fratello (mio padre) e alcuni nipoti, figli di fratelli defunti in precedenza. Non ha lasciato alcun testamento ma a novembre 2016 ha lasciato in donazione la sua casa ad una nipote. Le volevo chiedere: a) in assenza di eredi legittimari e di testamento cosa preveda il codice civile nel caso specifico in merito all’eredità; b) se ci sono margini perché mio padre (e unico fratello) possa fare impugnazione contro la donazione nei confronti della citata nipote, avvenuta pochi mesi prima della sua morte.
      La ringrazio per la cortese attenzione.
      Alessandro D’Emilia

      • notaio ha detto:

        In assenza di coniuge, figli e genitori, l’eredità si devolve ai fratelli. Ai fratelli premorti subentrano per rappresentazione i propri discendenti. Quindi la quota dei fratelli premorti non si accresce a favore dell’altro fratello vivente (suo padre) ma va ai propri discendenti (nipoti). Gli unici soggetti che possono impugnare la donazione sono solo gli eredi legittimari (ossia coniuge e figli) quindi non potete impugnare la donazione per violazione della legittima.

    • rossano gubbiotti ha detto:

      buongiorno notaio. Volevo se possibile un chiarimento.Tempo fa mio padre ha fatto una donazione a me e a mio fratello ,lasciando a mio fratello una casa con 2 appartamenti , mentre io ho preso una quota in denaro e la relativa liquidazione di mio fratello per la differenza . e fin qui siamo d accordo. Mio fratello ha voluto fare una scrittura privata dove io dichiaro di non aver piu nulla da pretendere in ordine alla donazione fatta nei confronti dei miei genitori. Volevo sapere se hai fini di una futura eredita , che sarebbe in solo denaro, ( e quindi metà ciascuno) potrei avere problemi. Grazie e arrivederci.

      • notaio ha detto:

        No nessun problema. Si farà una regolare denuncia di successione in cui vanno dichiarate le donazioni già ricevute in vita e quello che rimane nell’asse ereditario sarà ripartito in parti uguali fra lei e suo fratello. La dichiarazione non ha alcun valore legale.

    • gildatello ha detto:

      Buongiorno dottore, mio nonno (ancora in vita) ha donato a me e mio fratello un appartamento ciascuno. Attualmente stiamo pagando tutte le spese relative (imu, spese condominiali, ecc) poiché vivendo a casa con i genitori non possiamo prendere la residenza in un appartamento non arredato (così ci è stato detto). Questi appartamenti non dovrebbero intaccare la legittima di mio padre e mio zio dal momento che il nonno rimane proprietario di 8 altri appartamenti e 6 garage. Ci chiediamo se, qualora il nonno dovesse vendere gli altri appartamenti e/o comunque utilizzare il denaro incassato, i nostri due potrebbero essere richiesti dallo zio attraverso l’impugnazione della donazione. Inoltre, se dovessimo ristrutturare gli appartamenti, a nostre spese, qualora dovessimo restituirli ai legittimari, perderemmo il maggior valore generato dalla ristrutturazione, o c’è un modo per certificarlo e quindi eventualmente richiedere al legittimario la differenza?
      Grazie mille per la risposta. Saluti

    • gildatello ha detto:

      Buongiorno, grazie per la risposta! Volevo solo precisare, per meglio capire, che mio zio è il figlio di mio nonno (insieme a mio padre) pertanto dovrebbe essere un legittimario. Quindi, qualora venisse a mancare parte della sua quota di legittima (perché ad esempio il nonno ha utilizzato il resto del suo patrimonio) potrebbe impugnare le nostre donazioni? Infine, nel caso avessimo incrementato il valore dell’immobile nel frattempo, avremmo la possibilità di recuperare quanto speso? Grazie mille.

      • notaio ha detto:

        Chiedo scusa non l’avevo capito. Allora si, se è il figlio può certamente impugnarle nel caso sia intaccata la sua legittima. In tal caso avete sicuramente diritto ad un rimborso per le migliorie apportate all’immobile.

    • Fil78 ha detto:

      Buon giorno,
      Mio padre si è risposato con una donna che aveva già un figlio.
      Attualmente è ancora in vita e ha donato la sua intera casa a questo figlio acquisto il qusle ne ha ricavato un appartamento sopra di loro.
      Vorrei sapere se effettivamente poteva fare questa donazione senza che mi venga data una parte di risarcimento in base al valore dell casa…. e nel caso a quanto dovrebbe ammontare. 1/2 oppure 1/4 o altro.
      Grazie

      • notaio ha detto:

        Suo padre può disporre dei propri beni come meglio crede. Se lei ritiene che sia stata violata la sua quota di legittima (che in presenza di coniuge e due figli ammonta ad 1/4 del patrimonio) può far trascrivere un atto di opposizione alla donazione. Poi alla morte di suo padre potrà agire in riduzione chiedendo la reintegra della legittima.

        • Fil78 ha detto:

          Grazie per la risposta. Solo una precisazione: potrei anche fare un atto di opposizione dopo la sua morte in modo da verificare se abbia lasciato dei beni (assicurazione sulla vita) tali da colmare il 1/4 che mi spetta…e quindi evitare un probabile scontro ora ?

          • notaio ha detto:

            Non ho capito di che atto di opposizione parla. Per il momento può trascrivere un atto di opposizione alla donazione, dopo la morte di suo padre potrà chiedere la reintegra della legittima se ne ricorrono i presupposti.

    • Vittorio71 ha detto:

      Buongiorno Sig. Notaio
      Circa cinque anni fa io ed i miei tre fratelli procediamo con atto di divisione dei beni lasciati alla morte dal Babbo (senza testamento) morto nel 1971 riconoscendo sui beni usufrutto alla mamma al 100%.
      Uno terreno (restato tutto ad uno dei 4 eredi) che all’atto della divisione era agricolo, è diventato due anni dopo fabbricabile e la mamma chiede di rinunciare all’usufrutto in forma gratuita in quanto non vuole pagare le relative imposte (IMU).
      Per il nudo proprietario l’atto di rinuncia equivarrebbe ad una donazione ? implicando tutte le problematiche che tale atto porta con se confronto agli altri eredi ed alla possibilità futura (per oltre 20 anni) di alienazione nonché alla possibilità futura di fare mutui dandolo in garanzia, o diversamente verso i terzi (eredi compresi) è un mero atto di ricongiunzione dei due diritti ? e quindi riporta la piena disponibilità del bene in capo al nudo proprietario senza causare ulteriori conseguenze.

      Ringraziando anticipatamente per la cortese attenzione che vorrà dedicarmi porgo cordialità

      • notaio ha detto:

        La rinuncia a titolo gratuito del diritto di usufrutto in favore del nudo proprietario, configura una donazione indiretta e pertanto soggetto a tutte le problematiche delle donazioni. In particolare, anche alla donazione indiretta si applicano le norme in tema di lesione della quota di legittima, di azione revocatoria ecc… proprie della donazione “diretta”. La Corte di Cassazione ha però opportunatamente precisato che le eventuali azioni di riduzione o di restituzione avanzate dagli eredi legittimi nel confronti del beneficiario di una donazione non possono mai coinvolgere i successivi acquirenti dell’immobile oggetto di donazione indiretta. Ciò significa che quando l’immobile oggetto di donazione indiretta viene rivenduto a terzi, questi non saranno mai soggetti ad azioni da parte degli eredi legittimi del donante, i quali potranno rivolgersi esclusivamente solo nei confronti di chi ha originariamente beneficiato della donazione indiretta, sia o non sia ancora proprietario dell’immobile.

        • Vittorio71 ha detto:

          Sig. Notaio grazie per le sue precisazioni

          Riuscirebbe a darmi i riferimenti della delibera di Cassazione.

          Distintamente

          Vittorio

          • notaio ha detto:

            Volentieri lo farei, ma la Cassazione Civile emette circa 15.000 sentenze l’anno, e fare una ricerca di tutte le sentenze che esprimono il concetto che ti ho detto richiede tempo e costi. Ti consiglio di chiedere ad un avvocato che sa anche lui come fare

        • Vittorio71 ha detto:

          Buongiorno Notaio,
          Una precisazione. La mamma alla dipartita del Babbo avvenuta nel 1971 (vecchia normativa sulle successioni) era usufruttuaria del bene al 30%. E’ divenuta usufruttuaria al 100% seguito mia volontà alla divisione della successione avvenuta nel 2012 (tra me ed i miei fratelli) in quanto volevo si sentisse padrona in casa sua. Oggi la mamma vuole rinunciare a quanto gli avevo conferito per non pagare le relative tasse essendo nel frattempo divenuto fabbricabile il terreno – e come dargli torto. Mi conferma che comunque questo atto Gratuito (ma direi non liberale) configura una donazione indiretta e pertanto soggetto a tutte le problematiche delle donazioni.
          Ancora grazie

    • gina ha detto:

      Buongiorno le sottopongo una questione: un mio zio e’ deceduto 1 mese fa non lasciando ne figli ne moglie già deceduta. Questo zio ha donato in 2 tempi diversi precisamente 12/2013 e 11/2014 le sue proprietà ad una terza non parente che fungeva da badante Lui e’ deceduto a 96 anni Restano 1 sorella in vita e i nipoti degli altri fratelli deceduti. Possiamo agire impugnando la donazione e cosa spetta a ciascuno di noi ? La ringrazio se vorrà darmi delucidazione

    • michele ha detto:

      Buongiorno,
      mio nonno è proprietario del 50% di uno stabile e di una casa. Dello stabile è anche usufruttuario per il restante 50% che è di mio zio per la nuda proprietà (così come per un’altra villetta che era di proprietà del fratello del nonno). Al fine di suddividere il patrimonio di famiglia più o meno equamente ci è stato suggerito di donare 1/6 delle proprietà allo zio e la restante parte alle due figlie con usufrutto alla nonna e di eseguire poi una divisione tra gli eredi legittimi attribuendo allo zio la piena proprietà del 50% e alle figlie la nuda proprietà della casa a una e del restante 50% di stabile all’altra.Ciò per tutelare anche la nonna, la mia domanda però è: l’usufruttuario originario (in tal caso sarebbe pieno proprietario di ciò che dona) sarebbe mio nonno quindi l’usufrutto donato alla nonna dovrebbe estinguersi con la sua morte oppure effettuando una donazione in cui si scindono nuda proprietà e usufrutto, tale situazione non si verifica?

      • notaio ha detto:

        Se suo nonno è pieno proprietario anche solo di una quota, relativamente a quella quota può disporre della nuda proprietà a favore di un soggetto e costituire l’usufrutto a favore di un altro soggetto. In ogni caso è ammesso anche l’usufrutto successivo ossia può tranquillamente riservarsi l’usufrutto per sè e dopo di sè per il coniuge.

    • c ha detto:

      Buonasera Notaio, le pongo nuovamente il quesito in modo più specifico:

      Una RINUNCIA UNILATERALE ABDICATIVA DI USUFRUTTO con espressa esclusione di ogni spirito di liberalità e dove viene specificato : “che la presente rinuncia, in quanto non produce effetti diretti ma solo riflessi nei confronti del nudo proprietario, è atto unilaterale ricettizio e si perfeziona a prescindere dal consenso del nudo proprietario e da qualsiasi comunicazione al medesimo”.

      è soggetta a tutte le problematiche della donazione( azione riduzione, restituzione..) ?
      oppure la dismissione del diritto di usufrutto, non sorretta da alcun intento liberale da parte del rinunciante non può essere considerata come donazione?
      (Cassazione, sentenza 10 gennaio 2013, n. 482, sez. II civile).

      La ringrazio anticipatamente

      • notaio ha detto:

        A mio avviso, anche se non costituisce una donazione vera e propria, è sempre un atto a titolo gratuito ossia un atto con cui una parte, a fronte della propria prestazione (rinuncia ad un diritto), non ottiene dall’altra parte nessun vantaggio economico, finanziario o patrimoniale, e, pertanto, come tale assimilabile alle donazioni per ogni aspetto, e quindi anche ai fini dell’eventuale impugnativa.

        • c ha detto:

          In realtà il vantaggio economico consiste nel dismettere un diritto (Usufrutto) che ha un costo di mantenimento più alto del beneficio che ne può ricavare l’usufruttuario (rsiparmio IMU e costi per manutenzione ordinaria del fondo e dell’immobile).
          Ma il nudo proprietario come può opporsi alla rinuncia unilaterale abdicativa dell’usufruttuario?

          La ringrazio anticipatamente

          • notaio ha detto:

            Se si accoglie la tesi della Cassazione secondo cui la rinuncia all’usufrutto è un negozio unilaterale, avente un funzione abdicativa del diritto (diverso dalla donazione dell’usufrutto che invece è un vero e proprio contratto, quindi bilaterale), non c’è alcun modo per opporvisi. Io sono però di parere contrario.

    • uffred ha detto:

      Buongiorno, Le chiedo gentilmente una cosa, ho acquistato nel 2001 la nuda proprietà di un appartamento da tre sorelle proprietarie di 1/3 ciascuno. Le altre due sorelle hanno donato usufrutto ad una di loro che ci ha vissuto fino alla morte. Ora volevo sapere se questo atto di donazione può essere impugnato dagli eredi dei donatori in proporzione alle loro quote? posso richiedere usufrutto di 1/3 dell’immobile?
      Grazie
      Distintamente
      Marco

    • carlo75 ha detto:

      Buongiorno,

      Sono il beneficiario di una donazione ed ho pessimi rapporti con uno dei due eredi legittimi. La donazione rispetta le quote di legittima, tuttavia trattandosi di immobili per lo più so che se viene impugnata possono passare anni per decretarne il valore effettivo. In genere ho letto chr qui si tentano delle trattative. Nel mentre vendere qualcosa mi sarebbe molto difficile avendo un eventuale acquirente paura che ci si rifaccia su di lui.

      Può uno dei 2 eredi impugnare una donazione pur rispettando questa le quote di legittima per il solo obiettivo di ricattarmi rendendo i beni difficilmente vendibili cosi da ottenere altro per se?

      Lo fece già anni fa per dei beni indivisi, per poterli usare si sono dovute fare le divisioni in modo a lui favorevole altrimenti avrebbe lasciato tutto bloccato.

      Ho modo di denunciarlo, una volta appurata la legittimità della donazione, se nel mentre sono stato costretto a vendere qualcosa ad un valore inferiore in virtù del fatto chr mi ha impugnato la donazione?

      • notaio ha detto:

        Si, può impugnarla e può trascrivere un atto di opposizione alla donazione. Poi sarà il giudice a decidere nel merito se la pretesa è fondata o meno. In sede di giudizio lei dovrà far valere le sue ragioni ed eventualmente richiedere anche un risarcimento danni.

    • alfredo62 ha detto:

      Buongiorno… gentilmente 8 mesi fa o acquistato una casa di 50mq era in stato pessimo. dal valore di Cinquandaduemilaeuro dove o ricavato 2 camere e 1 bagno per affittarle periodo estivo. o acquistato da un signore che non e sposato. dove aveva un atto di donazione del 2002 dal padre quindi non passati 20 anni. successivamente il padre e morto nel 2009 dove 10 anni maturano aprile 2019 la madre morta da diversi anni. prima che donasse al figlio. il venditore a 3 fratelli. sono venuti a conoscenza di questa vendita. e vogliono la casa indietro ma non o ricevuto nessuna lettera da un avvocato loro dicono che non serve una avvocato. il proprietario che a venduto mi dice che lui non a più i soldi da restituirmi a comprato una automobile nuova che non si e mai potuto comprare. e a una piccola pensione le servono per sopravvivere. lui dice che proprietario e a pure litigato con i fratelli.. quello che dico adesso io perdo i soldi di acquisto e quelli per la ristrutturazione. non sapevo che le donazioni non erano valide altrimenti non avessi comprato.. quello che dico perché il notaio ci a fatto atto se non si poteva fare… sono andato dal notaio e una avvocato di zona loro dicono che la prima volta che gli capita una cosa cosi mai successo anno fatto altri atti cosi mai successo.. sono disperato perché erano i risparmi miei e di mia moglie ..Grazie e scusate

      • notaio ha detto:

        I fratelli del venditore devono prima chiedere ed ottenere giudizialmente la reintegra della legittima, poi esperire eventualmente l’azione di restituzione dell’immobile nei suoi confronti. Sono due cause, con i tempi che si sanno. Non basta di certo una semplice intimazione verbale ma occorre un vero e proprio giudizio.

    • wayout ha detto:

      Buonasera,

      Devo acquistare locale commerciale da persona che ne possiede 8/12 in piena proprietà’ dopo divisione amichevole tra eredi ed i restanti 4/12 donato dalla madre ancora in vita stante usufrutto vitalizio a suo favore.
      In questo caso valgono le problematiche della donazione oppure posso stare tranquillo ?
      grazie.

    • Dp ha detto:

      Gent.mo Dott. D’Ambrosio,
      Le espongo una situazione al fine di avere un suo gentile parere.
      Sono interessato all’acquisto di un appartamento che risulta essere una donazione avvenuta nel 1991 da parte di una zia in favore di una nipote (1000/1000 di nuda proprietà), la cui zia ha però mantenuto per 1000/1000 l’usufrutto dell’immobile.
      Tale zia è venuta a mancare nel 2016.
      Secondo lei l’eventuale acquisto da parte mia potrebbe rilevarsi poco sicuro e potrei subire azioni di riduzione o restituzione dell’immobile da parte di qualche eventuale erede vista la recente apertura della successione?
      Pur essendo la donazione antecedente al 2005, sarei tutelato dalla legge 80/2005 visti trascorsi i 20anni dal 91 a oggi?
      In attesa di un suo riscontro la saluto cordialmente.

      • notaio ha detto:

        A mio avviso la legge 80/2005 si applica anche alle donazioni precedenti alla sua entrata in vigore. La ratio della legge è infatti quella di dare sicurezza e certezza ai traffici giuridici dei beni di provenienza donativa e non sarebbe infatti giusta, nè utile, una disparità di trattamento tra le donazioni ante e post L. 80/2005. Una diversa interpretazione renderebbe lettera morta la modifica introdotta con questa legge fino al 2025.

    • Nikita ha detto:

      Buongiorno.
      I miei genitori avevano in comproprietà un appartamento.
      Dopo la morte di mio padre a mia madre è rimasta la proprietà del 50%.
      L’altro 50%, dopo vari passaggi con i miei fratelli, è passata a me.
      Alla morte di mio padre era stata fatta fare una perizia di stima e l’importo liquidato ai miei fratelli si basava su questo documento. Questo avveniva nel 1997.
      Nel 2004, desiderando definire la proprietà di questo appartamento, mia madre mi ha donato la sua quota del 50% riservandosi il diritto di usufrutto.
      I miei fratelli furono ancora una volta liquidati sulla base della precedente perizia di stima per questa seconda parte che mi veniva assegnata.
      Allora ci fu consigliato di far firmare loro un foglio sul quale dichiaravano di ricevere in pagamento la quota relativa al valore dell’appartamento e di non avanzare più richieste in futuro in merito a detto bene.
      Ora mia madre ha 85 anni, e da parecchio tempo necessita della mia pressoché costante presenza a causa dei vari acciacchi e della sua cecità.
      Da considerare, anche se immagino che non abbia nessun valore, che ai tempi della realizzazione di questa casa, io e mio fratello abbiamo contribuito per diversi anni al pagamento delle spese per la sua realizzazione, aiutando i nostri genitori, versando il nostro intero stipendio.
      Abbiamo iniziato a lavorare molto giovani.
      Ora mi chiedo se alla morte di mia madre, considerando che pur avendo da parte dei risparmi gli stessi potrebbero in futuro essere necessari per la sua assistenza, ma che non coprirebbero comunque il valore del 50% della casa, posso stare tranquilla o iniziare a preoccuparmi del fatto che i miei fratelli potrebbero impugnare la donazione,per invalidità della dichiarazione di aver già ricevuto una somma pari alla loro quota di valore della casa.
      Ho avuto una vita di sacrifici sia per aver prima contribuito alla realizzazione di questo appartamento ed ora perché ho sulle mie spalle un carico pesante di assistenza fatto di mille rinunce. Oltre al fatto che lavoro tutto il giorno.
      Oppure quella dichiarazione nella quale dichiarano di essere stati soddisfatti per la quota di valore della casa è valida ai fini della pretesa di ulteriore denaro?
      Resto in attesa di Suo cortese parere.
      La ringrazio.

      • notaio ha detto:

        Non so che tipo di documento abbiate sottoscritto. Sicuramente è nulla ogni pattuizione con cui qualcuno rinuncia all’eredità di una persona fin quando questa persona sia ancora in vita. Comunque anche le donazioni in denaro vanno considerate ai fini del calcolo delle quote di legittima e di disponibile. Se vi è traccia di queste donazioni può sicuramente utilizzarle in caso di eventuale impugnazione della donazione.

    • JR78 ha detto:

      Buonasera sig notaio,
      la mia nonna aveva due figli, mio padre che purtroppo è deceduto e mio zio.
      Lei vorrebbe donare il 50% dei suoi beni a me ed il 50% degli altri beni un pò a mio zio e un pò ai suoi figli (i miei cugini)

      Molto tempo fa un notaio mi disse di evitare assolutamente ogni atto di donazione perchè è sempre una rogna

      Però la nonna vuole assolutamente “liberarsi” di questi beni sopratutto perchè incidono sulla sua pensione … (le imposte varie imu tari ecc gliele paghiamo noi tuttavia l’inps trattiene quota parte della reversibilità avendo un reddito di fabbricati consistente)

      Ora la mia domanda è questa…

      avendo entrambi ricevuto il 50 e 50 ed essendo allo stato attuale “soddisfatti” della ripartizione… poi non è che un giorno esce fuori che a qualcuno non sta bene questo qua o questo la?

      Il valore dei fabbricati allo stato attuale (reale) è uguale … anzi io avendo preso leggermente di più donerò una mia porzione di un altro fabbricato (che non centra nulla con i beni della nonna) (ma in comune con lo zio) allo zio stesso che andrebbe ad avere il 100% o ai miei cugini (sempre che si possa fare)

    • gio67 ha detto:

      buongiorno dottore, ho un grande problema che non so come risolvere, a mio marito e stata fatta donazione di un appartamento con usufrutto dei genitori, non vi nascondo che ci sono molti debiti che piano piano stiamo pagando, una parte di questi debiti sono il mantenimento di 2 figlie di mio marito avute dal suo primo matrimonio e che non abbiamo quasi mai potuto versare x indebitamento, loro non vogliono casa ma con precetti vogliono far pignorare casa per vendere all’asta, la nostra domanda e questa: se mio marito dona la nuda proprieta’ a nostro figlio ancora minorenne potrebbero far comunque pignorare la casa? (nuda proprieta’)

      • notaio ha detto:

        Risposta affermativa. Possono chiedere la revoca della donazione e poi pignorare la casa.

        • gio67 ha detto:

          infatti lo sapevamo, volevo solo chiederle se avevamo una scappatoia per salvare casa essendo l’unico bene di mio marito

          • notaio ha detto:

            Le “scappatoie” non possono essere richieste ad un notaio, specie se pubblicamente!

            • gio67 ha detto:

              buongiorno mi scusi se l’ho urtata ma e solo disperazione, ci era venuta questa idea perche leggendo le risposte che da ad altri utenti leggevamo che gli atti di donazione non possono essere impugnati da fratellastri o sorellastre, era solo questo che volevo sapere, mi scuso se l’ho offeso e la prego mi risponda grazie di cuore

            • notaio ha detto:

              Ma no signora…. non si preoccupi! Non mi sono mai offeso nella mia vita e non intendo cominciare con lei! Piuttosto, nella mia risposta volevo solo sottolineare che la questione è molto delicata e che può essere risolta solo con dei consigli che un notaio che prende a cuore la sua questione le potrà dare a voce. Vada dal suo notaio con fiducia!

            • gio67 ha detto:

              buonasera dottore, io non ho un notaio di fiducia che prenda la nostra situazione a cuore, io voglio lei come mio notaio mi dice come faccio a parlare direttamente con lei? grazie di cuore

            • notaio ha detto:

              Innanzitutto la ringrazio per le buone parole. Parlare con me di persona è facilissimo. Solo che bisogna venire a Pescara! Se è di questa idea mi contatti per mail a info@notaiopescaradambrosio.it

    • piera ha detto:

      Buongiorno,
      le spiego il mio problema. Vorrei acquistare un appartamento che è stato oggetto di donazione/eredità dalla proprietaria (deceduta nel 2015) nei confronti di un amica. La deceduta non ha figli, fratelli/sorelle, nipoti né cugini. Il papà della deceduta ha firmato la rinuncia alla legittima ed è mancato un anno dopo. Resta la madre, 96enne, che però è affetta da alzheimer e a cui è stato assegnato un tutore. Anche il tutore probabilmente firmerà la rinuncia alla legittima, ma dalle ultime notizie so che la nuova proprietaria sta chiedendo al giudice di pace di poter rendere vendibile l’immobile (anche perchè sappiamo che la rinuncia alla legittima potrebbe essere revocata in qualsiasi momento, da qui ad ancora 8/9 anni). La nuova proprietaria ha ereditato anche circa 150.000 euro di mutuo relativo a questo immobile.
      La mia domanda é: se il giudice di pace desse il via libera alla vendita dell’immobile, il mio acquisto sarebbe sicuro al 100% o potrei ancora rischiare che venga impugnato? (Anche perché a mia volta aprirei un mutuo e non voglio rischiare di perdere tutti i miei risparmi).
      Potrebbe esserci un’altra soluzione sicura? es: affitto con riscatti/rent to by?
      Grazie infinite per l’aiuto.
      Piera

      • notaio ha detto:

        Non ho capito perchè la proprietaria sta chiedendo al giudice di pace l’autorizzazione a vendere l’immobile. In ogni caso la donazione può essere impugnata solo dagli eredi legittimari ossia coniuge e figli (ed in assenza di figli dai genitori).

        • piera ha detto:

          Ho chiesto, pare che l’attuale proprietaria, d’accordo con il curatore/tutore della mamma della donatrice, voglia riconoscere la legittima a quest’ultima (tramite giudice di pace) per poter rendere l’immobile vendibile. Le torna? Potrebbe esserci un’altra soluzione ad es. l’affitto con riscatto, affinché io sia tutelata?
          Grazie mille!

          • notaio ha detto:

            Non sarebbe meglio contattare il tutore e proporgli un accordo economico? Mi spiego meglio: la somma corrispondente alla quota di legittima verrà versata direttamente alla madre la quale firmerà contestualmente la rinuncia all’azione di riduzione.

            • piera ha detto:

              ma la rinuncia all’azione di riduzione non è revocabile entro i 10 anni dalla morte?
              Grazie mille

            • piera ha detto:

              quindi, se la donataria sta versando la somma corrispondente alla quota di legittima alla madre e si sta attendendo l’ok da parte del giudice, il problema è risolto, quindi poi non incorrerei in alcun problema per l’acquisto dell’immobile?
              Grazie

            • notaio ha detto:

              No, in quanto non ci sarebbero altri soggetti legittimati a chiedere l’azione di riduzione.

    • ylisea ha detto:

      gentile Dott Ambrosio vorrei sapere se i miei fratelli oggi possono impugnare l’atto di donazione o possono farlo solo dopo la morte di mio padre. Mi spiego meglio.
      Mio padre che è ancora in vita 3 anni fa ha donato una casa a me ed il mio fidanzato ( non siamo sposati) intestandola ad entrambi. I miei fratelli potrebbero oggi impugnare la donazione o possono soltanto dopo la morte di mio padre? Inoltre possono impugnare anche solo la parte donata al mio fidanzato non essendo erede diretto? attendo sua cortese delucidazione. Gentilissimo.

    • monique ha detto:

      Buonasera egregio notaio,le chiedo un consiglio su come poter agire per salvare il salvabile.
      siamo 2 fratelli,io e mio fratello tossicodipendente ,figli di famiglia abbastanza benestante. mio fratello in pochi mesi si è sperperato 80000 euro ricevuti in regalo dai ns genitori.(pure io li ho ricevuti),oltre ad avere debiti molto alti con equitalia e privati e guai con la giustizia. .
      ora i miei genitori vorrebbero fare testamento e lasciargli solo la leggittima .
      il problema è che solo come immobili siamo su 1 milione di euro piu’ 600000 euro in contanti. io ho già ricevuto in donazione 2 appartamenti per un valore complessivo di 200000 euro che rientrano sempre nel milione di euro detto sopra. come fare per salvare il patrimonio? se fosse possibile,i miei genitori vorrebbero lasciargli una rendita vitalizia piu’ l appartamento nel quale vive ora in comodato d uso. è possibile abbassare ancora la leggittima? io ho 2 figli maggiorenni e lui una figlia minorenne che pero’ data la tossicodipendenza dei genitori,è stata data in affido e noi non vediamo mai.grazie e scusi il disturbo.

      • notaio ha detto:

        Davvero una brutta situazione. Mi spiace. Purtroppo non c’è niente da fare: la legittima è intangibile. Anche se viene fatto un testamento che non lascia nulla al figlio i suoi creditori possono impugnarlo a nome suo. L’unica chance è che i suoi genitori distribuiscano ai figli i beni con atti tra vivi onerosi. Magari riservandosi l’usufrutto. Si affidi al suo notaio di fiducia: saprà come consigliarle i passi concreti e i dettagli della operazione.

        • monique ha detto:

          grazie della risposta
          ,ne aprofitto x chiederle se nel mio caso, sarebbe possibile fare un contratto di mantenimento coi miei genitori tenendo conto che hanno entrambi 74 anni e la loro casa, del valore di circa 300mila euro,abbasserebbe un po’ la leggittima mentre i soldi in banca ,non tutti,messi sotto forma di polizza.
          grazie di nuovo

        • thefigo28 ha detto:

          Egregio Notaio,

          Volevo sottoporle la seguente questione.
          Siamo alle fasi finali di un processo civile di risarcimento danni contro un signore che qualche anno fa ha aggredito mio padre.
          Ad oggi il signore sopracitato possiede 1/2 della proprietà di un fabbricato in separazione dei beni con la moglie.
          Se dovesse vendere o donare ai figli la sua quota prima della sentenza potremmo comunque procedere ad eventuale pignoramento del fabbricato?
          Grazie.

    • piera ha detto:

      Buongiorno,
      quanto tempo occorre prima che il mio commento venga moderato?
      grazie mille

    • gina ha detto:

      Buongiorno vorrei sottoporle un quesito. Uno zio e’ deceduto senza lasciare moglie genitori e figli. Ha lasciato un appartamento ma non abbiamo ricevuto le chiavi per accedervi perché la badante asserisce di avere un testamento in suo favore Lo zio e’ deceduto s luglio e lei ad oggi non pubblica il testamento Come costringerla? Grazie

      • notaio ha detto:

        Fate la successione normale, accettate l’eredità e prendete possesso dell’appartamento. Se l’immobile non viene liberato avete il diritto di ricorrere alla forza pubblica (con l’autorizzazione del Giudice). A questo punto se c’è un testamento viene tirato fuori e lo si esamina.

    • rossfa ha detto:

      Buongiorno sig notaio, avrei bisogno di una delucidazione. Nel 2001 mio padre mi ha donato 1/4 della casa attualmente di mia proprietà (gli altri 3/4 regolarmente acquistati). Ora io dovrei vendere casa, ma so che dall’atto della donazione devono passare 20anni perchè gli eredi non possano “rivendicarne” la loro parte. io ho un fratello che vorrebbe rinunciare a questo “diritto” in modo che io possa vendere casa senza problemi….è possibile fare un atto di rinuncia o altro con valore innegabile? grazie mille

    • Max.1975 ha detto:

      Salve Dottore, avrei un quesito da proporle:

      Nel 2004 mio padre ancora in vita fece donazione a me e alla mia compagna, che diventò mia moglie nel 2012, di un immobile dove abbiamo vissuto insieme alle nostre due figlie nate rispettivamente nel 2001 e nel 2003, prima del matrimonio. Nel 2005, successivamente alla donazione abbiamo acceso un mutuo per la ristrutturazione che si estinguerà nel 2025. Nel 2016 dopo una forte crisi coniugale,ci siamo separati per volontà non mia. Abbiamo provato a convivere da separati in casa ma non ha funzionato e per evitare le tensioni soprattutto nei confronti dei figli, ho deciso di affittare casa e sono stato seguito dalla mia figlia maggiore. Nella casa donata da mio padre 50/50 vive la mia ex moglie con l’altra figlia. Volevo chiederle se si può impugnare l’atto di donazione visto che è un immobile di famiglia e che nello stesso immobile ma in un appartamento diverso ci vivono i miei gentirori che non hanno nessun rapporto se on conflittuale con la mia ex moglie. La ringrazio in anticipo per la risposta, cordiali saluti

      • notaio ha detto:

        Certo che può impugnarla perchè sua moglie non è un erede di suo padre e pertanto la legge non le riserva alcuna quota di legittima. Naturalmente può impugnarla solo nei limiti in cui quella quota superi il valore della disponibile, e quindi solo e se abbia intaccato la legittima.

        • Max.1975 ha detto:

          Buonasera Dottore, leggendo la sua risposta per la quale la ringrazio vivamente, volevo chiederle un ulteriore chiarimento: L’azione per le revoca della donazione posso muoverla sin d’adesso o devo attendere la morte del donante? Cordiali saluti

          • notaio ha detto:

            No perchè l’azione di riduzione può essere esperita solo dopo la morte del donante. Nel frattempo può però trascrivere un atto di opposizione alla donazione che ha l’effetto di bloccare il decorso del termine ventennale. Basta andare dal notaio in quanto di tratta di un atto stragiudiziale.

    • michele ha detto:

      Buongiorno,
      Mio nonno vorrebbe donare ai figli i suoi beni al fine di “mediare” nelle divisioni mentre è in vita così da essere tranquillo…
      Ci era stato suggerito di includere la nonna nelle donazioni per evitare che in un domani uno dei figli possa impugnare la quota di suo diritto ma non presa dalla nonna… Ma se lui donasse rispettando le quote in assenza di coniuge (22,22% di legittima per ognuno dei tre figli e 33,33% di disponibile) a mio parere non correremmo questo rischio, lei cosa ne pensa?

    • marco ha detto:

      Buonasera,
      la ringrazio anticipatamente per la risposta al mio quesito.
      Mio padre ha ricevuto in eredità dai genitori una casa costituita da due appartamenti più una taverna, in uno vivo io con il mio compagno e i nostri due figli, nell’altro vive mio padre da solo in quanto mia madre nel 2009 ha deciso di andarsene di casa e andare a vivere con un altro uomo prendendo la residenza con lui.
      Al momento in cui mio padre non ci sarà più, mia madre può rivalersi sull’immobile anche se c’è un testamento in cui mio padre lascia la casa solo a me o dobbiamo fare una donazione a mio nome e anche in questo caso mia madre potrebbe rivalersi sull’immobile?

      Cordiali saluti

      • notaio ha detto:

        Dipende, i suoi genitori sono legalmente separati o divorziati? Al coniuge separato cui non è stata addebitata la separazione con sentenza definitiva, spettano gli stessi diritti successori del coniuge non separato. Al coniuge cui invece è stata addebitata la separazione con sentenza definitiva spetta solo un assegno vitalizio se al momento dell’apertura della successione godeva degli alimenti a carico del defunto. Il divorzio invece produce l’effetto di sciogliere definitivamente il vincolo matrimoniale con la conseguente cessazione di tutti gli effetti civili nascenti dal matrimonio compresa la perdita dei diritti successori.

    • michele ha detto:

      Buongiorno,
      Vorrei chiedere se, nel caso di donazione a mia madre di un immobile, mia moglie potrebbe rivalersi su tale donazione in futuro, nonostante io prima della mia morte, presumibilmente, erediterò da mia madre stessa.

      Mi spiego, avevo una casa che ho donato a mia mamma prima di trasferirmi. La mia “paura” è che in futuro i miei eredi possano avanzare pretese verso gli eredi di mia mamma per la donazione da me frattale, anche se ho perplessità riguardo a questo essendo che anch’io beneficerò dell’eredità di mia madre

    • cruncia ha detto:

      Buongiorno Dott.. D’Ambrosio, in merito alla donazione le vorrei chiederle delucidazioni, perchè la questione che mi si pone davanti è un po diversa rispetto alle precedenti lette, cui ha dato risposte più che soddisfacenti. Spero possa risolvere anche la mia .
      Vorrei acquistare una casa , i proprietari sono 5 fratelli (1 sorella e 4 fratelli) che hanno ricevuto in successione questo bene . Due di loro sono morti . Gli eredi di un deceduto hanno donato la loro quota 3/15 ad uno dei tre in vita , mentre l’altro prima di morire ha fatto testamento olografo ed ha ceduto la sua quota 3/15 alla sua badante , che l’ha venduta (purtroppo) tramite donazione alla sorella del deceduto .
      Quindi mi ritrovo con due donazioni.
      Siccome i fratelli in vita non hanno rapporti con la badante non si riesce ad avere un colloquio con essa per un eventuale annullamento della donazione.
      Per quanto riguarda invece l’altra , gli eredi sono in accordo ad annullare e a fare una compravendita.
      Cosi facendo acquisterei i 12/15 come vendita diretta , mentre 3/15 li acquisterei dalla sorella che li aveva ricevuti in donazione.
      La situazione è un po per la quale , quello che le chiedo è se in una situazione con un quota di maggioranza ho probabilità che mi venga concesso un mutuo , e poi se posso incombere in problemi futuri da parte della badante o dei figli di essa.
      Grazie

      • notaio ha detto:

        Se la donante ha donato (non venduto), si, i suoi legittimari potrebbero chiedere, dopo la sua morte, la revoca della donazione, che travolgerebbe il suo acquisto. Quanto alla banca non so dirle in concreto. So solo che oggi le banche si allarmano per una donazione pregressa.

    • tino-1070 ha detto:

      Salve, dal 1985 ho un immobile dove attualmente risiedo. Nel 2015 mio padre è venuto a mancare e mio fratello ha agito per l’azione di riduzione, dicendo che l’immobile di cui sopra è stato in realtà donato. Io ho ovviamente copia del contratto di compravendita (bene acquistato direttamente dal costruttore) a nome mio, e il pagamento è stato effettuato tramite assegno bancario. Il problema è che essendo passati più di trenta anni, non ho più nulla per dimostrare l’avvenuto pagamento dell’immobile. La domanda è: può mio fratello in qualche modo dimostrare che l’immobile è frutto di una donazione? si può trovare una copia dell’assegno, presso qualche banca, nonostante siano passati più di 30 anni? Grazie della risposta.

      • notaio ha detto:

        Probabilmente tuo fratello cercherà di dimostrare che il denaro per l’acquisto proviene da tuo padre quindi si tratta di una donazione indiretta dell’immobile. La donazioni indirette (come, appunto, l’acquisto di un immobile con denaro dei genitori) sono donazioni a tutti gli effetti in quanto producono l’effetto di arricchire una persona, per spirito di liberalità, provocando un impoverimento del patrimonio del donante, senza che questi ottenga alcunché in cambio, e pertanto soggette a tutte le regole sulle donazioni. L’unica cosa che puoi fare è dimostrare che invece il denaro era tuo (se così è, naturalmente).

        • tino-1070 ha detto:

          Egregio Notaio, il problema è che essendo passati più di trent’anni, non so come dimostrare l’avvenuto pagamento, in quanto l’importo fu pagato totalmente con assegni.
          Comunque sia quindi, l’onere probatorio aspetta all’attore ovvero mio fratello, giusto?
          il giudice in questo caso potrebbe comunque utilizzare la cosiddetta presunzione?
          La ringrazio delle risposte e della pazienza.
          Cordiali saluti.

    • aurora ha detto:

      Gentile Notaio,
      vorrei sottoporle la presente questione : il mio compagno ha in corso una causa con l’accusa di essere socio occulto dell’azienda dove lavorava alle dipendenze dell’ex moglie. L’azienda in questione ha dichiarato fallimento un anno fa. In primo grado ha perso e ora ha presentato ricorso. Nel malaugurato caso in cui dovesse essere riconosciuto “colpevole” i beni di sua proprietà andranno all’asta. Si tratta di un capannone industriale di cui è proprietario al 70% (ricevuto in DONAZIONE dal padre interamente e di cui lui poi ha ceduto il 30% delle quote ad altre due persone). Non ricordo in che anno sia avvenuta la donazione, ma il padre è poi deceduto nel 2012. Potrebbe la sorella del mio compagno impugnare la donazione? o avere diritto di prelazione sulla vendita all’asta?
      Il mio compagno è inoltre proprietario di una villetta bifamiliare di cui l’altra metà è della sorella. Anche la villetta è frutto di donazione da parte del padre in qs caso avvenuta nel 1991. Anche in questo caso potrebbe essere impugnata la donazione e la sorella potrebbe avere diritto di prelazione considerando che è proprietaria dell’altra metà della casa?
      Mi scuso se non ho utilizzato termini completamente appropriati non essendo il mio campo. La ringrazio anticipatamente per la sua risposta, cordiali saluti

      • notaio ha detto:

        Ha diritto ad impugnare la donazione per violazione della legittima ma non ha nessun diritto di prelazione. La prelazione spetta solo al coerede. L’azione per reintegra della legittima si prescrive in 10 anni dalla morte mentre l’azione di restituzione dell’immobile verso il terzo acquirente può essere esercitata entro 20 anni dalla donazione.

    • fabio66 ha detto:

      Buongiorno egr. Notaio,
      volevo un chiarimento riguardo un’atto con vitalizio. In pratica mio padre vuole che l’appartamento dove abita vada a me. Ho un fratello che non si è mai occupato sia di mio padre che di mia madre. La mia domanda è la seguente: facendo l’atto con vitalizio assistenziale cioè occupandomi in tutto e per tutto dei miei genitori, mio fratello quando non ci saranno piu i miei genitori può impugnare l’atto? E qualora lo possa fare in che modo ora che sono vivi ancora i miei genitori posso tutelarmi per il futuro? E’ possibile già da ora redigere dichiarazioni scritte che attestano la mia presenza in visite mediche dei miei genitori, accompagnamenti ecc. ecc.? Grazie

      • notaio ha detto:

        Il contratto di mantenimento è un atto a titolo oneroso, quindi una vendita, e non una donazione. La peculiarità è data solo dalla natura della controprestazione che sono prestazioni assistenziali e non denaro. Pertanto può essere impugnato solo dimostrando che è un atto simulato, ossia una vendita che cela una donazione.

    • Serena73 ha detto:

      Salve notaio. Qualche anno fa, nel 2010, ho ricevuto un appartamento in donazione da parte dei miei genitori. Ho scoperto che i miei genitori sono garanti con fideiussione per un mutuo ipotecario nei confronti di un bene donato a mio fratello, sul quale lui ha acceso un mutuo mettendo l’ipoteca sul bene in garanzia. Volevo chiedere, se in caso di decesso dei miei genitori, i creditori potrebbero rivalersi sulla mia donazione, o se, essendoci ipoteca sull’appartamento di mio fratello, i creditori andrebbero a rifarsi solo su quello. Grazie.

    • Nino ha detto:

      Buongiorno, Gentile Notaio
      Vorrei sottoporle un quesito.
      Mia madre è proprietaria di tre immobili di cui un immobile in piena titolarità, ricevuto in donazione da sua madre negli anni 1970, mentre gli altri due immobili lei possiede solo il 50%, la parte rimanente e divisa in parti uguali tra i quattro figli, proprietà ricevute in successione alla morte di Papà venuto ha mancare nel dicembre 2012.
      Si fa presente che mia madre ha anche fatto l’atto di rinunzia della quota di Papà nel marzo del 2013, poi si è fatta la successione di morte.
      In quest’ultimo periodo ho saputo che mia madre ha fatto un atto di donazione nell’ottobre 2016 dell’immobile ricevuto da sua madre nel 1970, e del suo 50% di un immobile a due delle mie sorelle, lasciando cosi solo 50% della casa dove abita a tutti i figli. La mia domanda è la seguente: possibile che mia madre possa lasciare come legittima solo un immobile di proprietà al 50% per tutti e quattro i figli? Come si calcola la legittima? Che cosa posso intraprendere per andare contro la donazione? La ringrazio anticipatamente per la sua risposta. Cordiali Saluti.

      • notaio ha detto:

        Per vedere le quote di legittima può leggere quanto ho già scritto in “Legittima e successione. Calcolo delle quote dell’erede”. In ogni caso la violazione della legittima deve essere fatta valere giudizialmente ma solo dopo la morte di sua madre. Per il momento può solo trascrivere un atto di opposizione alla donazione per evitare la prescrizione dell’azione di restituzione.

    • LucaI ha detto:

      Buonasera notaio. Le scrivo per chiederLe un chiarimento su un atto di donazione tra mio nonno e mia zia. Premetto che mio nonno, ancora in vita, è vedovo dal 2009 e che ha come eredi mia zia ed io insieme a mia sorella (nostra madre- la figlia- è morta da oltre 15 anni). Nel 2010 mio nonno ha dona a mia zia la piena proprietà di un fabbricato (pervenutogli per atto di compravendita dal padre anni prima durante il matrimonio con mia nonna) e delle quote di terreni. Tale donazione, come riportato nell’atto, è da imputarsi alla legittima e per l’eventuale di più alla disponibile con dispensa da collazione. Al momento mio nonno risulta intestatario solo di piccole quote di terreni in comproprietà con noi, derivanti dalla successione di mio nonna. Io e mia sorella pensiamo di essere stati svantaggiati da tale donazione e volevamo sapere se potevamo ottenere la revoca dell’atto e se il fabbricato non doveva rientrare tra i beni in comunione con mia nonna e quindi andare anch’esso in successione, anche se acquistato formalmente solo da mio nonno. Grazie.

      • notaio ha detto:

        Se l’appartamento è stato acquistato solo da suo nonno ma in regime di comunione dei beni con sua nonna, allora andava dichiarato in successione, a meno che sua nonna non abbia reso la dichiarazione di rinuncia all’acquisto. Era invece bene personale di suo nonno se gli era stato donato o se i suoi nonni erano in regime di separazione dei beni. Se ritenete che sia stata violata la vostra quota di legittima potete innanzitutto trascrivere un atto di opposizione alla donazione e poi, quando vostro nonno non ci sarà più, potete agire giudizialmente in riduzione per ottenere la reintegra della legittima.

    • Loris ha detto:

      Buongiorno ,
      Ho acquistato casa e ho fatto un Preliminare dando un 10% ,di acconto .
      Facendo il mutuo con la banca , il direttore nota dalle carte che gli ha fornito l’agenzia che nel 2014 l’unico figlio della proprietaria ha effettuato una donazione alla mamma ( vedova ) forse per eredità del papà

      Ora mi trovo con questo problema che ovviamente non sono tranquillo per 20 anni

      la banca mi ha eventualmente suggerito una assicurazione “loro”
      Io posso retrocedere dal preliminare visto che è specificato che è libero da oneri e pesi pregiudizievoli di qualsiasi natura , libero da qualsiasi pegno ed ipoteche ?

      Grazie Loris

      • notaio ha detto:

        Il fatto che la provenienza sia una donazione non comporta inadempimento del venditore. La donazione è pur sempre un atto e non è assolutamente da considerare come un onere, peso o pregiudizievole. Quindi, a mio avviso, o procedete con una retrocessione di donazione o con un’assicurazione.

    • Alcide ha detto:

      Buonasera egregio notaio,
      Mio nonno è morto a Luglio senza lasciare alcun testamento.
      Gli succedono 4 eredi: mio padre e i suoi tre fratelli.
      Uno degli eredi (mio zio) risiede nella casa del decuius con la sua famiglia.
      A causa di reciproche incomprensioni, mio padre tiene me, mia sorella e nostra madre (sua moglie) all’oscuro di ogni situazione riguardante la successione in questione (non so nemmeno se abbia rinunciato all’eredità).
      Vorrei chiedere se mio padre avesse la possibilità di donare l’eredità ad uno dei fratelli e se in quest’ultimo caso io potessi agire in giudizio dal momento che questo suo comportamento mi causerebbe un danno, oppure impugnarla per mancanza di causa.
      Vorrei inoltre sapere se in caso di sua rinuncia e quindi di mia chiamata all’eredità per rappresentanza potessi esperire qualche azione nei confronti dello zio residente nell’immobile lasciato dal decuius perchè con questo suo comportamento sta impedendo al resto dei Partecipanti di godere del bene oggetto della comunione.
      Non sapendo allo stato attuale nemmeno se mio padre abbia accettato o meno l’eredità, volevo chiedere se mi spettasse un qualche diritto di informazione per ovviare a questa situazione di incertezza che si è venuta a realizzare.

      • notaio ha detto:

        Si. il figlio succede per rappresentazione se il padre non può o non vuole accettare. Purtroppo non esiste nessun canale di informazione salvo quanto è trascritto in Conservatoria

        • Alcide ha detto:

          Ho capito grazie.Volevo inoltre capire se i 20 anni per l’usucapione sono iniziati a decorrere dalla morte di mio nonno oppure dal momento in cui il fratello ha iniziato ad abitare la casa anche se mio nonno era ancora in vita e per un periodo ha vissuto nella stessa casa prima di essere messo in casa di riposo.
          Cordialmente

    • kipketer ha detto:

      Salve, essendo due figli nostro padre effettuando la donazione di due immobili uno a mio fratello e l’altro a mia figlia(sarebbe la nipote), posso io a morte di mio padre richiedere una altra quota di legittima, non avendo ereditato io in modo diretto, ma mia figlia?

    • Nino ha detto:

      Buonasera,Gentile Notaio
      Volevo sottoporle un quesito.
      Per quanto riguarda l’atto di donazione esiste un limite di età per poterla effettuare?
      La ringrazio,Cordiali Saluti.

    • vimajr ha detto:

      Buongiorno Notaio,

      Le espongo brevemente il mio quesito: sono convivente da anni con il mio compagno, con cui avremmo pensato di contrarre matrimonio; io non ho figli, mentre lui ha due figli adulti, che non convivono con noi; siccome dobbiamo dirimere alcune questioni tra noi pendenti prima dell’eventuale matrimonio, Le domando: essendo noi comproprietari al 50% di un immobile, che abitiamo e che abbiamo acquistato nel 2003, potrebbe il mio compagno donarmi il suo usufrutto, nell’evenienza in cui dovesse venire a mancare prima di me, senza che i figli possano opporsi? I figli potrebbero impugnare tale donazione? Il passo cuccessivo sarebbe poi che il mio compagno acquistasse la nuda proprietà della mia quota, in modo da consentire ai propri figli (un domani che io dovessi mancare) di entrare in possesso dell’intera proprietà.

      Attendo Suo cortese riscontro, La ringrazio e porgo distinti saluti.

      • notaio ha detto:

        Si, i figli possono impugnare la donazione in quanto sono eredi legittimari. Potete fare una permuta: lei cede in permuta il suo 50% di nuda proprietà e il suo compagno cede in permuta il suo 50% di usufrutto. Il risultato finale sarà che lei avrà l’intero usufrutto ed il suo compagno l’intera nuda proprietà.

    • giovannipepati ha detto:

      Buongiorno gentile Notaio,
      avrei un quesito da sottoporle, ho fatto una proposta d’acquisto per una casa oggetto di donazione in collaterale (zia morta da 3 anni ha donato alle nipoti nel 2013 non avendo figli). A detta dell’agente immobiliare non ci sara nessun problema. Io ho già chiesto il mutuo e la pratica si trova in ufficio legale in quanto stanno facendo dei controlli.
      L’attuale donataria proprietaria si è detta disponibile a stipulare un assicurazione nel caso in cui fosse necessario.
      La domanda che volevo porle è la seguente: nel caso in cui dovesse saltare fuori un erede che riuscirà a vincere una causa e quindi avere diritto a una parte di quello che io sto pagando, cosa rischio io che ho già comprato? E stipulando questa assicurazione, posso dormire sonni tranquilli.

      • notaio ha detto:

        Il problema potrebbe sorgere solo nel caso di erede legittimario ossia figlio o coniuge del donante (e, in mancanza di figli, di genitori). Solo questi soggetti hanno diritto alla quota di legittima e pertanto ad agire in riduzione. Qualora ciò dovesse accadere lei rischia l’azione di restituzione dell’immobile. L’assicurazione deve quindi coprire questo eventuale e remoto rischio.

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