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    stipula di fondo patrimoniale blog notaio d'ambrosio

    Cari amici e gentili lettori del blog, come sapete il servizio del blog è solo informativo e non ha fine commerciale, pubblicitario o di lucro di qualsiasi genere. Il blog del Notaio Massimo d’Ambrosio vuole fornire notizie sul mondo immobiliare, societario e notarile in genere, informando i lettori di avvenimenti rilevanti, di temi di attualità, di novità legislative, ma principalmente esponendo con parole semplici e chiare questioni giuridiche complesse spesso riservate agli “ addetti ai lavori”.
    Mi farà piacere se commentate gli articoli, anche esprimendo opinioni difformi dalla mia, o richiedendo chiarimenti. Ma le finalità del blog rimangono di interesse generale e non commerciale, e non è pertanto strutturato per rispondere a quesiti di vostri casi pratici che non siano attinenti ad articoli già pubblicati.

    Ho delineato alcuni principi da leggere per evitare malintesi e/o delusioni:

    1 – Cercate prima la soluzione del vostro problema sui social

    Il Blog è al centro di una rete di social del notaio Massimo d’Ambrosio. Prima di inserire i vostri commenti o le vostre richieste di chiarimenti controllate se il vostro problema non sia già stato chiarito sui seguenti social :
    Il sito web
    La pagina Facebook
    Il canale Youtube
    La pagina Google plus
    Linkedin
    Twitter
    Per trovare le pagine cliccate sui link soprariportati.
    Tralasciate invece il sito Instagram perché troverete solo centinaia di mie foto ….. e non sono una top-model!

    2 – Cercate poi l’articolo che tratta il vostro problema sul blog

    Se non avete trovato nulla nei social consultate il blog per verificare quali siano gli articoli che hanno già trattato l’argomento che vi interessa, perché magari i vostri dubbi sono stati già chiariti.
    Gli articoli appaiono in ordine cronologico inverso di pubblicazione, ma possono essere reperiti facilmente sia in base alle categorie a lato riportate, sia inserendo la parola chiave di vostro interesse nel riquadro “cerca” che sta in alto a destra.

    3 – Proponete il quesito in margine all’articolo

    Se neppure siete stati soddisfatti da quanto già pubblicato, formulate pure il vostro commento o quesito, anche relativo a casi personali, ma se non è proposto a margine dell’articolo attinente corre il rischio di non avere risposta. Ciò sia perché la risposta contraddirebbe le finalità di fruibilità generale del blog, sia per ovvia privacy, sia per evidenti motivi pratici, perché le risposte ai vostri casi personali richiedono in concreto lo studio dei vostri documenti, il che comporta dispendio di tempo e di spese.

    4 – Inserite il commento registrandovi

    Una volta identificato l’articolo attinente al vostro problema, inserite senza paura il vostro commento o il vostro quesito in fondo all’articolo del blog mediante la procedura di registrazione, e precisamente:
    1 – Lasciate la vostra e-mail e prendete nota della password specifica che vi verrà fornita, e che può essere da voi utilizzata per accedere al sito e lasciare il commento. Attenzione: il commento non  apparirà immediatamente a video perché deve essere prima approvato e va verificato che non contenga cose strampalate: esso apparirà  appena sarà pronta la risposta.
    2 – non lasciatevi prendere dall’ansia inserendo più volte compulsivamente lo stesso commento: aspettate il tempo giusto, che può variare sia per la lista d’attesa dei quesiti precedenti, sia per l’eventuale complessità del quesito, sia per gli impegni del notaio. Se per qualche motivo non può essere data risposta sarete sempre avvertiti!

    5 – Non usate la mail o il telefono per quesiti

    Se non avete trovato sul blog l’articolo che tratta la materia del vostro problema non inviate il quesito per mail e non telefonate.  L’uso della mail o del telefono contrasta con i criteri di cui sopra, in quanto esclude la fruibilità da parte del pubblico.

    Comunque per tutte le altre ipotesi non previste da quanto sopra è stato aperto da poco anche un servizio quesiti a pagamento: troverete il regolamento nella pagina Quesiti.

     

    notaio Massimo d’Ambrosio

    Info sul Blog ultima modifica: 2013-09-24T19:38:37+00:00 da notaio

    100 Commenti su “Info sul Blog

    • Mike ha detto:

      Dottore buonasera, complimenti per il suo blog, la trovo una bella idea e molto innovativa! Non so se lo sto facendo nel modo giusto ma volevo esporre una vicenda personale e se può darmi un consiglio. Sono da poco separato e sono in cerca di una casa per viverci, mi sono affidato ad una agenzia immobiliare e questa mi ha subito proposto una casetta molto bella (amore a prima vista) finalmente avevo trovato quello che cercavo, a questo punto dimostro il mio interesse e compilo subito un’offerta. Per togliermi ogni dubbio il giorno successivo mi sono recato all’agenzia delle entrate per una visura e ho scoperto che la casa è pignorata con un procedimento ancora in atto. Tralasciando il fatto che dal mio punto di vista trovo che un’agenzia immobiliare non dovrebbe vendere case pignorate, ho contattato subito un notaio della mi zona lo stesso dopo una breve descrizione dei fatti mi ha assicurato che prima del rogito la casa dovrà essere “pulita” a questo punto mi chiedo se vale la pena, ovvero cosa mi può succedere? Se io acquisto questo immobile è possibile che dopo alcuni anni si presenti equitalia alla porta per chiedere ulteriori soldi?

    • nicola28 ha detto:

      Carissimo Notaio, vorrei gentilmente porle una domanda a cui ancora non ho avuto una risposta chiara.
      Nel 2012 ho acquistato una casa da tre sorelle che hanno ricevuto dalla loro madre in donazione la suddetta casa.
      Quando fù fatto il rogito, nel 2012, nella stessa serata prima fu fatta la donazione da parte della madre e poi la vendita da parte delle tre figlie a me stesso, il tutto in unico atto, in primo luogo donazione e in secondo luogo vendita.
      Per completezza Le dico anche che una figlia è divorziata e ha due figli.
      Ora stà succedendo questo, la madre cioè la donataria, vuole revocare la donazione perchè le figlie l’hanno abbandonata a se stessa…..considerando che le figlie non hanno beni,a parte l’auto, a cosa vado incontro? E’ vero che devo restituire la casa?
      Se ci fosse questo rischio, fare l’assicurazione Aon risolverebbe il mio problema?
      Grazie dell’attenzione Saluti

      • notaio ha detto:

        Immagino che mi poni la domanda qui ma in realtà si riferisce al mio scritto http://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/casa-rischi-da-donazione/
        Comunque: A) proprio non ho capito il doppio passaggio! Ma se dovevano venderla non poteva venderla la madre e poi regalava i soldi alle figlie? Mah!; B) leggi gli artt. 801 e 802 del codice civile: vedrai che la revocazione della donazione è prevista solo per fatti gravissimi. E tu ti puoi opporre giudizialmente in mille modi; C) Si, il pacchetto assicurativo AON è stato pensato proprio per questi casi, ma ho dubbi che ti assicurino dopo che sei venuto a conoscenza della possibile insorgenza del rischio.

    • nicola28 ha detto:

      Gent.mo Notaio la ringrazio per la risposta e mi scuso per l’errore…concordo sul punto A!

    • cristinab ha detto:

      buongiorno,
      ia novembre 2014 il mio ex marito mi ha ceduto la sua quota del 50%dell’immobile coniugale in quanto non pagava le rate di mutuo in essere.Il prezzo della vendita è costituito dall’accollo da parte mia del suo debito residuo del mutuo per i restanti 14 anni..su questo immobile ho scoperto che grava un ipoteca giudiziale iscritta qualche mese prima del rogito 2014..cosa comporta nei miei confronti questo tipo di ipoteca?Il miop ex marito dal quale sono divorziata,può vantare diritti nei confronti di questo immobile dove abitano anche i figli?io sono unica proprietaria e intestataria del mutuo..devo cancellare questa ipoteca?cosa rischio mantenenendola?a presto avrò un udienza in quanto da anni lui non versa nemmeno l’assegno di mantenimento dei 2 figli quindi il mio avvocato ha avvaiato prcedura di pignoramento busta paga…grazie infinite!

      • notaio ha detto:

        Tu sei proprietaria dell’appartamento al 100% e quindi nessuno ha nessun diritto. Devi pagare il mutuo, e questo era previsto. Non era prevista l’ipoteca giudiziale, mi dici. Sono sorpreso perchè queste cose vengono fuori prima del rogito, e nel rogito ci deve essere scritto ben chiaro che c’è la pregiudizievole e a chi spetta pagare. Purtroppo l’ipoteca è una garanzia del creditore, come quella del mutuo, e c’è il rischio che se il creditore non viene soddisfatto inizi la procedura esecutiva per vendere la casa all’asta.
        Hai messo la domanda sotto all’articolo sbagliato: se vai a http://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/ipoteca-giudiziale-come-cancellare/ trovi tutto sulla ipoteca giudiziale!

        • cristinab ha detto:

          Io ho scoperto questa ipoteca giudiziale in sede di lettura di rogito! Nei confronti del mio ex marito io non ho nessun debito, è esattamente il contrario! Perché lui ha fatto questa ipoteca giudiziale 2 mesi prima del rogito con il quale mi ha ceduto il suo 50%? C’è anche un atto di diritto civile di abitazione a mio favore e dei miei figli fatto dal notaio del mio legale…ma questa ipoteca giudiziale mi turba…è lui che la dovrebbe cancellare? Perché può mettere la casa all’asta? I suoi familiari se lui morisse vantano qualche diritto su questa casa? Grazie infinite e scusi per la nebbia che mi avvolge a riguardo! !!

          • notaio ha detto:

            Nebbia molto fitta. Me ne rendo conto. In breve: tutto quello che capita dopo il suo acquisto la deve lasciare tranquilla. Ma l’ipoteca che è stata messa prima del suo acquisto, e da un terzo, non da suo marito, può finire male. Certo che è il suo marito (se come credo è il debitore originario) che deve estinguere il debito esistente e pagare le spese di cancellazione per consentirle di avere l’immobile pulito

            • cristinab ha detto:

              Ma io posso sapere chi ha messo quest’epoca giudiziale?? Io non ho debiti tranne che con la banca per il debito residuo del mutuo…se fosse stato il mio ex marito a iscrivere quest’epoca x quale motivo avrebbe dovuto farlo?? Grazie infinite

            • notaio ha detto:

              L’ipoteca, da come mi racconti, è stata messa da un terzo: è ovvio che non poteva tuo marito metterla su un suo bene! Vai in Conservatoria, fai una visura, e vedi chi è stato e perchè. Da li puoi farti rilasciare anche il titolo originale che spiega tutto in dettaglio. Se non lo sai fare vai da un notaio e chiedigli di provvedere lui.

    • ciccio1975r ha detto:

      Buongiorno Sig. d’Ambrosio
      Nel 2010 ho acquistato con agevolazioni prima casa assieme alla mia compagna (50%-50%)un immobile.In data 24 aprile 2012 le ho venduto le mie quote, prima dello scadere del quinquennio e senza acquistare un nuovo immobile entro l’anno, facendo cosi’ decadere il diritto delle agevolazioni prima casa.Consapevole che avrei dovuto pagare il conguaglio iva/registro pensavo mi sarebbe arrivata di li a poco una cartella dall’agenzia delle entrate.
      Ad oggi data in qui le scrivo, a distanza di 4 anni e quasi un mese non ho ricevuto ancora nulla. Nonostante mi sia prodigato per avere chiarimenti in merito no sono riuscito a ottenere risposte concrete . A questo punto vorrei farle due domande. La prima è se i termini di accertamento sono prescritti, la seconda se nell’eventualità di acquisto di una casa posso comunque usufruire nuovamente delle agevolazioni prima casa.
      Grazie mille per il suo prezioso aiuto

      • notaio ha detto:

        Non sono ancora passati 5 anni, l’AdE non ha fatto la verifica, e se l’ha fatta non se ne è accorta. Rimane però il rischio perchè pende sempre la possibilità di un accertamento: suggerirei di andare a pagare con un “ravvedimento operoso”, così risparmia le sanzioni e paga solo la differenza (con interessi).
        Quanto alle nuove agevolazioni la risposta è affermativa: se la casa l’ha venduta non rientra in nessuno dei casi ostativi della legge.

    • twitty ha detto:

      Egregio notaio,
      devo acquistare un terreno gravato da 2 ipoteche ed un pignoramento datate 10 anni or sono. Il venditore ha trovato solo una ricevuta pagata, mentre delle altre e’ stata fatta richiesta al tribunale, non riuscendole a trovare. Il notaio e’ in contatto col loro avvocato e ci tranquillizza dicendo che dobbiamo decidere noi, ma che, dopo 10 anni, se ci fosse ancora il pignoramento i atto, ci sarebbe stata un’asta. Essendo un terreno con valore di e. 7000, lei consiglierebbe di rischiare? Se gravato da ipoteche, cambia anke il suo valore nominale? Dopo 20 anni decadono le ipoteche? Ed il pignoramento?
      Grazie mille

      • notaio ha detto:

        Giusta è la osservazione che dopo 10 anni se la cosa fosse andata avanti l’immobile sarebbe stato venduto all’asta. Però la certezza assoluta non c’è: teoricamente, con le lungaggini della giustizia, potrebbe esserci ancora un giudizio pendente. La decisione se rischiare o no, quindi, spetta giustamente a voi. Io suggerirei di andare voi, magari un vostro avvocato di fiducia, a consultare il fascicolo al Tribunale per avere altre notizie piu precise. Tenendo presente comunque che se il debito è stato pagato, ricevute o no, i creditori devono acconsentire alla cancellazione delle ipoteche e del pignoramento. Si le ipoteche decadono dopo 20 anni, ma è in facoltà del creditore rinnovarle per altri 20 anni con una comunicazione in conservatoria.

    • notaio ha detto:

      AVVISO
      Cortesemente, per i quesiti relativi ad argomenti trattati nei miei scritti prego i lettori ad inserire la loro richiesta in calce all’articolo corrispondente: così tutti potranno beneficiare del dibattito!
      Grazie!

    • chiara ha detto:

      Buona sera, io e i miei parenti possediamo per eredita’ dei beni immobili, sui quali purtroppo per la quota di 1/3 e’ stata iscritta una ipoteca giudiziale a nome di un coerede, l’immobile era in vendita , ma per adesso non ha trovato compratori vista anch ela ipoteca .
      Secondo lei se noi parenti non gravanti di ipoteca si chiedesse la divisione giudiziale, avremmo la possibilita’ di andare all’ast ain maniera piu’ breve che aspettando l’iter della societa’ che ha chiesto ipoteca?
      La ringrazio

      Ipoteca giudiziale

      • notaio ha detto:

        Il quesito andava formulato in calce allo scritto sulla ipoteca giudiziale! Comunque la risposta è semplice: negativa. Non so cosa intendi per “iter della società”, ma qualsiasi cosa al mondo è più breve di un procedimento civile italiano. Non capisco però le perplessità dei compratori. Chiedete il conteggio di estinzione al creditore, e al momento dell’atto lo pagate e cancellate l’ipoteca, facendo acquistare l’immobile assolutamente libero. Poi naturalmente dovete vedere tra voi coeredi come regolare la cosa, se il prezzo relativo ad un terzo non è sufficiente.

    • alex84sa ha detto:

      Gent. Mo Notaio,

      le faccio i miei complimenti sul suo blog che trovo interessante e completo! Volevo esporle se era possibile la mia problematica al fine di chiederle un consiglio! Attualmente sto vendendo un immobile di proprietà mia e di mio fratello, di cui sono procuratore speciale da parte di mio fratello. Dopo un controllo che ho effettuato in prossimità della vendita è emerso che sul mio 50% grava un ipoteca giudiziale. Immediatamente con accordo della parte acquirente sono riuscito ad ottenere uno stralcio del debito per poi proseguire col pagamento al creditore e proseguire con la vendita. La parte acquirente è un avvocato il quale non fa altro che complicarmi la vita dicendomi addirittura che la procura di mio fratello non è valida quando invece lo è! La mia domanda è la seguente possiamo effettuare nella stessa giornata cancellazione dell’ipoteca giudiziale con il creditore tramite atto notarile e subito dopo atto regolare di compravendita? Posso utilizzare la procura speciale che mio fratello ha redatto 5 anni fa? Mio fratello è all’estero e non intende tornare in quanto ritiene di aver redatto la procura per non avere preoccupazioni! Mi scuso per il disturbo e la ringrazio

      • notaio ha detto:

        Il quesito avrebbe dovuto essere posto in calce all’articolo sulla domanda giudiziale. Cmq la risposta è elementare: affermativa in entrambi i casi. A) compravendita e cancellazione contestuali: parte del prezzo va al creditore che firma l’assenso alla cancellazione. Prassi ordinaria normale; B) Le procure sono valide fino a revoca o morte del mandante. Se ci sono sospetti sulla validità della procura sono affari del notaio indagarli e chiarirli, non dell’acquirente. Se per il notaio non vi sono motivi di sospetto sulla procura l’acquirente non può interloquire.

    • CAPUSSELA FABIO ha detto:

      Buongiorno Notaio, avevo bisogno di chiederle se era possibile effettuare senza un assistenza legale, la cancellazione del pignoramento immobiliare e successivamente anche la cancellazione dell’ipoteca di secondo grado sempre relativa al pignoramento, avendo in mio possesso l’ordinanza del giudice di estinzione del processo esecutivo?
      La ringrazio per la sua disponibilità

      • notaio ha detto:

        Si, se sei tu il debitore pignorato puoi ottenere tutti i documenti dalla cancelleria e far annotare la cancellazione tramite l’ordinanza di estinzione. E’ però una materia difficile. Da solo, senza un avvocato o un notaio esperto, corri il rischio di perdere tempo e danaro e di dover poi rifare tutto.

    • nicola28 ha detto:

      Gent.mo Notaio, vorrei esporle il mio caso per avere una sua risposta e la ringrazio anticipatamente.
      Io devo vendere una casa ad una persona di famiglia, questa persona ha chiesto un mutuo in banca. La casa è stata valutata 120mila euro pronto realizzo dal perito della banca, quindi la cifra che questa finanzierà all’acquirente sarà 84mila euro.
      All’atto del rogito se io gliela vendo a 84mila euro la banca potrebbe creare noie? Se così fosse, potrebbe pagarmi il resto di 36mila euro con un assegno bancario?
      grazie mille

      • notaio ha detto:

        Forse mi sfugge qualcosa…Non avete pattuito il prezzo? Se avete pattuito 120 mila dovete mettere in atto 120 mila. 84 mila saranno finanziate dalla banca e il residuo sarò pagato con danaro proprio dall’acquirente. Se è una persona di famiglia la potrà aiutare dilazionando il prezzo. Se, al contrario avete pattuito 84 mila, si, la banca si meraviglierà non poco che l’immobile viene venduto allo stesso prezzo del finanziamento, perchè il prezzo di vendita è un indice di valore dell’immobile più di quello del perito. Di conseguenza la banca potrebbe in extremis negare il mutuo per violazione del limita di finanziabilità concesso dalla legge e potrebbe pure insospettirsi del perito o addirittura della intera operazione.

    • gixmix66 ha detto:

      Buongiorno, ho un quesito molto importante da porLe. Un mio zio(celibe e senza figli) è deceduto. Lo stesso aveva una sorella in vita(con un figlio) e 4 nipoti(figli dei 2 fratelli precedentemente deceduti) . Abbiamo scoperto che alcuni mesi prima del suo decesso, è stata “donata” la sua casa alla sorella, senza che i nipoti ne fossero a conoscenza. Premettendo che il De Cuius era allettato da 6 anni e affetto da demenza senile, come è possibile che ciò sia accaduto? Stiamo verificando se sia stato fatto Un Testamento.
      I nipoti hanno Diritti nella questione, considerando il fatto che ci è stato palesato dalla Zia che hanno programmato di affittare l’immobile oggetto della donazione.
      Attendo un Suo prezioso consiglio.
      Grazie

      • notaio ha detto:

        E’ sicuro che sia stata donata la casa? La prima cosa da fare è procurarsi l’atto notarile e studiarlo. Se l’atto presenta dei lati sospetti, come la supposta incapacità di intendere e volere del donante, il suo avvocato sa come impugnarlo, in particolare nell’interesse dei figli dei due fratelli premorti che avrebbero avuto diritto alla quota spettante ai loro genitori se fossero stati in vita. Se l’atto notarile nulla dice in merito ai nipoti essi non hanno diritti perchè chi ha ricevuto in donazione è legittimo proprietario.

    • nicola28 ha detto:

      Gent.mo Notaio, ha centrato il problema…cioè la banca ha valutato pronto realizzo 120mila euro la casa, quindi un finanziamento di 84mila euro….il problema è che l’acquirente non ha a disposizione i 36mila euro e io vorrei vendergliela lostesso, in quanto una persona di famiglia e di fiducia.
      Le chiedo cortesemente quale potrebbe essere la soluzione migliore, per non aver problemi all’atto del rogito con la banca…un assegno bancario potrebbe passare..cioè ci sono dei vincoli con la banca per i 36mila euro ?
      Grazie mille per l’attenzione
      Saluti

      • notaio ha detto:

        Riepiloghiamo: lei può vendere a 84 mila, a 10 mila, e pure regalarla la casa. No problem. Il problema è che se la banca ha deliberato 84 mila non si è basata solo sul valore periziato, ma anche sulle notizie che ha fornito alla banca l’aspirante mutuatario/acquirente che ha detto di volerlo comprare a 120 mila. Certo potrebbe “aiutare” l’acquirente mettendo nell’atto che gli altri 36 mila euro verranno pagati dopo, dilazionati, o con un assegno bancario, come dice. Ma la somma deve essere poi veramente incassata, perchè se no lei sarebbe coinvolto sia in una simulazione di prezzo, sia nelle comunicazioni non veritiere che l’acquirente ha dato alla banca… mooolto seccante. Tenga inoltre presente che, data la frequenza del verificarsi del problema spesso la banca controlla subito che il prezzo sia stato totalmente quietanzato…

    • nicola28 ha detto:

      Grazie mille notaio!! ora è tutto chiaro! Grazie della sua disponibiltà e chiarezza.
      Saluti
      Nicola

    • mancinimassimo ha detto:

      Gent.mo Notaio, vorrei esporle il mio caso per avere una sua risposta e la ringrazio anticipatamente.
      Ho acquistato un appartamento in condominio a gennaio del 2012.
      A novembre dello stesso anno l’attuale amministratore, al suo subentro, per fare fronte, con carattere d’urgenza, ai debiti lasciati dalla vecchia gestione , redige una gestione straordinaria (denominata novembre – dicembre 2012 riferita, come da lui stesso precisato, all’intera gestione del precedente amministratore gennaio 2011 – ottobre 2012). Questa gestione presentata ed approvata a preventivo e successivamente a consuntivo nel dicembre del 2013 ha generato l’emissione di saldi e richiesta di quote ai condomini ripartendo le cifre in base alla proprietà dell’immobile al momento dell’approvazione del bilancio. Per quanto mi riguarda, quindi, ho pagato per intero debiti insorti in grande parte in epoca antecedente al mio acquisto. Successivamente, dopo aver recuperato le scritture contabili della precedente gestione, viene presentato ed approvato a consuntivo, a giugno del 2015, il bilancio relativo ai quasi due anni ( gennaio 2011 – ottobre 2012) dell’intera gestione del precedente amministratore con l’emissione dei saldi e la richiesta di quote ai condomini ripartendo le spese, secondo la dato di rogito, tra i proprietari succedutesi nel corso dello stesso periodo di riferimento della gestione condominiale. A questo punto notando, a mio avviso, una ingiustificata diversità di ripartizione delle spese nelle due gestioni tra i proprietari succedutesi nel tempo e non avendo in merito ricevuto, dietro mia esplicita richiesta, risposte esaustive da parte dell’amministratore Le chiedo :

      Qual’è, secondo Lei, il razionale di questa diversa modalità di ripartizione delle spese tra vecchio e nuovo proprietario adottata dall’amministratore nelle due gestioni ? E soprattutto, è legittima?
      Dato che il saldo relativo alla gestione cosiddetta straordinaria, da me pagato per intero, è servito a coprire debiti che sono in parte insorti nell’anno precedente al mio acquisto e considerato che l’articolo 63 comma 4 delle disp. Att. del codice civile, mi da la possibilità di rivalermi nei confronti del venditore ex condòmino per il pagamento delle spese relative a servizi resi e ad interventi effettuati sul fabbricato condominiale nel periodo in cui egli era ancora proprietario dell’appartamento, può l’amministratore rifiutarsi di ripartire nuovamente , sulla base della data del rogito, le spese da me sostenute nella gestione straordinaria tra il vecchio e nuovo proprietario per la legittimazione del mio diritto?
      Visto che l’amministratore si è rifiutato di fornirmi questa nuova ripartizione delle spese, in sua assenza, che possibilità ho di rivalermi sul venditore ex condomino? Secondo Lei, solo con una mail dell’amministratore che attesta che le spese da me sostenute si riferiscono in parte all’anno precedente al mio acquisto è possibile chiedere direttamente il loro rimborso? In caso affermativo come posso quantificare la quota di competenza del venditore rispetto al totale della spesa da me sostenuta?
      In attesa di un Vostro gentile riscontro, porgo cordiali saluti.

      • notaio ha detto:

        Quello che mi chiede è più che altro una questione legale da affrontare con un avvocato e non con un Notaio. Posso solo dirle che l’art. 63 delle disposizioni di attuazione prevede che il nuovo proprietario sia responsabile solidalmente con il vecchio proprietario per le spese relative all’anno in corso ed all’anno precedente. Se costretto a pagare per richiesta dell’Amministratore può agire in rivalsa contro il vecchio proprietario, per questo periodo, mentre per le annualità precedenti è esclusa la Sua responsabilità solidale quindi l’amministratore non deve chiederle nulla, e se lei ha pagato per errore può legittimamente chiedere il rimborso all’amministratore.

    • davide80 ha detto:

      Salve Sig. Notaio,
      sono nuovo del suo blog e la contatto per chiederle un parere riguardo un problema di mia appartenenza!
      4-5 anni fa mia sorella, allora 22enne, ha fatto da garante (ma solo mettendo l’immobile a garanzia e non con buste paga o altro, infatti per le banche è pulita..)con un immobile di sua proprietà dove risiedeva e risiede tuttora, ad un prestito concesso da una banca ad un’altra persona, prestito che purtroppo questa persona non ha estinto e la banca dopo aver pignorato l’immobile mettendolo all’asta se l’ho è aggiudicato.
      La banca adesso ha avviato la procedura con tanto di ufficiale giudiziario, già fatto due accessi, per far uscire dalla proprietà mia sorella e mia mamma che vive con lei.
      La questione che Le pongo è questa:
      L’immobile quando fu messo in garanzia aveva problemi di abusi edilizi, infatti mia sorella ricorda perfettamente che il notaio dove si rivolsero per l’atto discuteva con questa persona del prestito facendo presente il problema e che la cosa non era legittima poi non si sa come ma tutto è andato a tacere( ma di sicuro gli abusi edilizi sono rimasti) e il prestito fu concesso!!
      Può mia sorella, con un’azione legale, fermare questa procedura di sfratto dimostrando che l’immobile non aveva i requisiti per essere messo in garanzia e che ci fu un comportamento al quando discutibile della banca..
      Certo di una sua cordiale risposta Le auguro buon lavoro.

      • notaio ha detto:

        Dal punto di vista procedurale deve rivolgersi ad un avvocato. Purtroppo la informo che in caso di acquisto all’asta in una esecuzione immobiliare per l’acquirente si riaprono i termini per il condono ed eventuali abusi edilizi possono essere sanati.

    • notaio ha detto:

      AVVISO IMPORTANTE DEL NOTAIO:

      Per cortesia, non inserite commenti non inerenti! Postate e commentate solo in fondo all’articolo che tratta, sia pur in generale, l’argomento di vostro interesse! Solo così le risposte del notaio potranno essere fruibili da tutti!

    • AndreaC ha detto:

      Buonasera notaio,
      nel ringraziarLa per gli ottimi consigli che offre a noi tutti Le sottopongo un rapido quesito:
      mio fratello sta per stipulare una compravendita immobiliare: la casa, provvista di certificato di agibilità, risulta al piano di sopra essere una soffitta; tuttavia così non è, ed egli ha formato una scrittura privata in cui afferma di essere al corrente delle difformità. Nulla di tutto ciò è stato menzionato nel preliminare registrato in cui si parla di “soffitta”. Possono verificarsi delle problematiche al momento dell’atto se il venditore, in quella sede, dichiarasse difformità rispetto a quanto risultante dai documenti?
      In ultimo: il certificato di agibilità va consegnato in copia conforme od è sufficiente una copia fotostatica?
      Grazie anticipatamente.

      • notaio ha detto:

        Bisogna mettere i quesiti in calce all’articolo corrispondente, non qui! Comunque: è poco probabile che il venditore dichiari nell’atto di aver fatto abusi edilizi. Oltre alla sua responsabilità penale il notaio non può stipulare. Se poi si stipula per falsa dichiarazione del venditore, suo fratello, che ha fatto acquiescenza, non potrà richiedere i danni patrimoniali, ma sussiste il rischio che l’abuso sia attribuito penalmente a lui (come se fosse stato fatto dopo la vendita) e inoltre che il contratto sia dichiarato poi nullo, perchè la legge dice che i trasferimenti di immobili in cui ci sono abusi edilizi non sono validi, anche se stipulati carpendo la buona fede del notaio. Suo fratello quindi può perdere l’immobile.

    • kirios ha detto:

      Gent.le Notaio avrei da porLe un quesito?Degli eredi mi hanno impugnato una donazione cum onere per un’immobile. Ora a bereve ci sarà una causa per l’annullamento della donazione. Quello che vorrei sapere è questo: il de cuius prima della morte ha fatto un testamento publico e successivamente la donazione. Oggi avnedo tale situazione, il valore giuridico dell’atto è il testamento pubblico o la donazione? Il testamento pubblico lo devo presentare in causa oppure posso usarlo successivamente. Grazie e complimenti per il blog.

      • notaio ha detto:

        Entrambi gli atti coesistono. Deve pubblicare il testamento. Che ovviamente non riguarderà la donazione perchè fatta in vita e l’immobile era già uscito dalla proprietà del de cuius. Se la donazione cadesse occorrerà ricalcolare tutto l’asse ereditario e provvedere da parte di ciascuno ai pagamenti o ai conguagli.

    • Faluna ha detto:

      Salve gentilissimo notaio, La contatto in merito all’acquisto di un terreno agricolo e relativo fabbricato trasformato circa due anni fa in fabbricato collabente. Dopo svariate trattative con il proprietario venditore finalmente si è riusciti a concordare un prezzo. Il fabbricato collabente confina sia con l’edificio di proprietà dell’avente diritto di prelazione sia con il terreno dello stesso avente diritto. Il terreno agricolo (seminativo arborato con estensione di alcuni ettari diviso in 5 diverse particelle) confina con il terreno agricolo dell’avente diritto di prelazione. Mi chiedevo se sia il terreno che il fabbricato collabente sono oggetto di prelazione o se lo è soltanto il terreno agricolo. Ho letto diversi articoli che specificano il cambiamento della legge in merito agli aventi diritto e nella fattispecie da agosto sembrerebbe che oltre agli agricoltori diretti abbiano tale diritto anche gli imprenditori agricoli professionisti. Ci sono delle limitazioni in base all’estensione del fondo di proprietà di chi vuole esercitare il diritto di prelazione o qualsiasi altra limitazione che possa impedire all’imprenditore agricolo di esercitare la prelazione sull’immobile e relativo terreno oggetto di trattativa di vendita?

      • notaio ha detto:

        La prelazione spetta al proprietario o conduttore del fondo confinante che sia coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale e che coltivi il fondo. I requisiti per avere diritto alla prelazione agraria sono per lo più di carattere soggettivo (cioè riferiti alla persona avente diritto) e non di carattere oggettivo (come l’estensione del fondo).

        • Faluna ha detto:

          La ringrazio tantissimo per la sua disponibilità e cortesia.
          Mi rimane un dubbio.
          L’oggetto su cui esercitare il diritto di prelazione è soltanto il terreno agricolo o anche i fabbricati collabenti? Se si facessero due atti distinti e separati, uno per i fabbricati e uno in seguito per i terreni, cosa succederebbe?

          • notaio ha detto:

            Se lei consulta le raccolte di giurisprudenza sulla prelazione leggerà che la fantasia umana ha escogitato centinaia di idee per evitare la prelazione. Purtroppo quasi tutte cadono poi sotto la scure della Cassazione, essendo la prelazione un istituto d’ordine pubblico, inderogabile e irrinunciabile. Il suo notaio di fiducia potrà illustrarle certamente varie soluzioni per metterla in grado di valutare il da farsi.

    • PIERPAOLO ha detto:

      buongiorno gentilissimo Dott, un breve quesito: può una casa gravata da ipoteca per mutuo essere pignorata e messa in vendita da terzi per un prezzo molto inferiore all’ipoteca stessa?

      • notaio ha detto:

        Nel pregare tutti di inserire i quesiti a margine dell’articolo corrispondente, ti fornisco purtroppo risposta affermativa. La banca mutuante, come creditore non procedente, richiederà il suo al momento del riparto, col privilegio derivante dal diritto reale di ipoteca di cui è titolare.

    • PIERPAOLO ha detto:

      grazie per il chiarimento , comunque non riesco a capire che utile ha il creditore visto che l’eventuale vendita non copre neanche di un terzo l’ipoteca ,e quindi dovrebbe usufruire il tutto la banca mutuante, ossequi.

    • RICKY ROTA ha detto:

      buonasera notaio,
      innanzitutto la ringrazio per la sua preziosa disponibilità.
      la mia domanda è la seguente:
      sono figlio unico, i miei sono proprietari di due immobili, in uno di questi vivo con mia moglie da 10 anni con contratto di comodato d’uso di codesto immobile i miei genitori vorrebbero fare una donazione esclusivamente a me.
      vorrei sapere, qualora mi dovessi separare da mia moglie ha diritto ad avere un parte di essa?
      premetto che abbiamo la comunione dei beni.
      nel caso di risposta positiva,esiste il modo che questo non si verifichi.
      grazie mille

      • notaio ha detto:

        Certo. Perderai sicuramente non una parte, ma l’intera casa, e non per il diritto di proprietà tuo, dei tuoi genitori o di lontani zii d’America, bensì per la vostra comune scelta di eleggerla come casa coniugale. Non c’è rimedio, salvo abbandonare entrambi la casa prima della separazione.

    • titty64 ha detto:

      Buonasera notaio, mia zia rimasta vedova (matrimonio senza figli) è in procinto di impugnare il testamento del marito in base al quale tutto il patrimonio (2 appartamenti) va ai nipoti di lui e a lei solo l’usufrutto della casa in cui hanno vissuto insieme. Naturalmente mia zia chiederà la legittima, sperando di addivenire ad un accordo invece di instaurare un vero e proprio giudizio.
      La mia domanda è: se si fa liquidare in danaro, perde il diritto all’uso e l’abitazione della casa che le spetterebbe per legge?
      Grazie

    • Ivan cappello ha detto:

      Buongiorno egr. notaio D’Ambrosio, le espongo il mio problema: ho acquistato un immobile da un ragazzo che lo aveva ricevuto in donazione come nuda proprietà, la madre invece era come usufrutto (lei è ancora in vita), il padre è morto nel 2014. Questo ragazzo ha un fratello e una sorella, questo l’ho scoperto dal notaio, che mi ha spiegato la situazione delle donazioni: che loro potrebbero richiedere l’immobile entro 8 anni (la morte del padre) se dimostrassero che non hanno ricevuto a loro volta una donazione dello stesso valore. Loro mi hanno assicurato che avevano ricevuto altro e che volendo potevano chiamarli per far firmare “la rinuncia” a questa donazione su questo immobile; però il notaio disse che non avrebbe avuto valore legale; allora gli chiesi cosa potrebbe accadere nella peggiore delle ipotesi… lui mi disse che, qualora fratello e sorella dimostrassero di aver “ricevuto di meno”, potrebbero richiedere l’immobile, ma dovrebbero ripagarmi la cifra spesa. Io ho accettato solo per questo.
      Ora, leggendo un po’ di discussioni in giro, e non trovando molto sulla questione, non sono più così sicuro che loro dovrebbero rimborsarmi dell’immobile… Quindi, vorrei sapere: nella peggiore delle ipotesi, potrei perdere la casa senza essere rimborsato della spesa sostenuta per l’acquisto??

      Potrei considerarmi al sicuro passati 10 anni dalla morte del padre (2014) o dovrei aspettare altri 10 anni dalla morte della madre (ancora in vita)?

      Ho appena scoperto la polizza che tutela le situazioni dove c’è stata una donazione, sarebbe questo l’unico modo per stare sicuri? È sicura? Lei la consiglia? Se sì, quale?

      se potesse rispondermi, le sarei davvero grato.
      Grazie, distinti saluti

    • Federic ha detto:

      Egr. Dott.
      Circa 8 anni fa ho ereditato da mio fratello 2 immobili che ho poi venduto regolarmente.
      Dopo circa 4 anni, con i soldi ricavati dalla vendita, li ho messi a disposizione alla mia attuale moglie, che ha acquistato ed intestato un immobile dove abitiamo, più un locale commerciale dove svolge attività. Una parte del denaro per acquisto immobili ha contribuito anche mia suocera.
      Con il primo matrimonio ho avuto 2 figli, con il secondo 1 figlia.
      Vorrei sapere, in caso venissi a mancare , la mia attuale moglie sarà soggetta ad impugnazione per la quota legittima da parte dei due figli maggiorenni avuti con il primo matrimonio? In caso affermativo, consiglia di farle testamento o altro?. Attualmente non posseggo più nulla, solo la pensione. In ogni caso, allo stato attuale, gli immobili si possono vendere?
      Grazie

    • maik48 ha detto:

      Gentile Notaio, sono un erede ,dopo la morte di nostro padre siamo in conflitto con i fratelli per causa eredità, gli spiego in poche parole : una nostra sorellastra figlia di secondo letto ,dopo aver avuto in eredità la quota legittima ,con testamento ,abbiamo saputo che la madre seconda moglie di nostro padre ,gli ha donato un appartamento comprato nel 2003 da questa signora la quale essendo in divisione dei beni con nostro padre si era intestato solo lei questo appartamento, il punto e : questa signora non ha mai lavorato non ha mai posseduto tanti soldi per poter comprare un appartamento nuovo con un valore di £ 180.000.000 di una volta alla morte di nostro padre nel 2010 abbiamo visto che questa signora(Matrigna) aveva avuto accesso hai conti e buoni fruttiferi di nostro padre ed in più ha ritirato anche tutti i soldi che stavano su dei libretti postali senza farci sapere niente. Il punto e questo al momento stiamo in causa con questa donna la domanda e questa : e possibile fare qualcosa sulla donazione che ha fatto alla figlia ? in che modo possiamo agire? ed in più il costo che ci verrebbe ha costare. Spero di non disturbala ,ma sarebbe un aiuto molto importante conoscere la strada per poter fare agire contro queste due signore.
      La ringrazio molto in attesa di una sua risposta spero positiva la saluto e grazie

      Scusate se ho postato in qualche altro posto ,non sono pratico di queste cose ancora grazie

    • Federic ha detto:

      Circa 8 anni fa ho ereditato da mio fratello 2 immobili che ho poi venduto regolarmente.
      Dopo circa 4 anni, con i soldi ricavati dalla vendita, li ho messi a disposizione alla mia attuale moglie, che ha acquistato ed intestato un immobile dove abitiamo, più un locale commerciale dove svolge attività. Una parte del denaro per acquisto immobili ha contribuito anche mia suocera.
      Con il primo matrimonio ho avuto 2 figli, con il secondo 1 figlia.
      Vorrei sapere, in caso venissi a mancare , la mia attuale moglie sarà soggetta ad impugnazione per la quota legittima da parte dei due figli maggiorenni avuti con il primo matrimonio? In caso affermativo, consiglia di farle testamento o altro?. Attualmente non posseggo più nulla, solo la pensione. In ogni caso, allo stato attuale, gli immobili si possono vendere?
      Grazie

      • notaio ha detto:

        Le donazioni di danaro ai legittimari sono anch’esse in conto successione. Occorre però provarlo. Si, comunque suggerisco un testamento in cui lascia la disponibile alla sua attuale moglie.

        A causa del numero rilevante di quesiti che mi pervengono sono costretto chiedere il rispetto di alcune regole elementari per la loro generale fruibilità: cortesemente per il futuro proponga il suo quesito a margine dell’articolo corrispondente, come descritto qui: https://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/info-sul-blog/

    • luna1980 ha detto:

      Gent.mo Notaio,
      vorrei sapere se può darmi un suggerimento in merito alla mia vicenda.
      Un mio caro zio ha lasciato a me e mio fratello più grande una casa di proprietà a roma con testamento notarile depositato in germania. (dove ha vissuto i suoi ultimi anni e dove purtroppo è deceduto)
      Lui era sposato con una signora tedesca, ma per il momento non sappiamo se il matrimonio sia registrato in Italia o meno. Se così fosse mia zia sarebbe disponibile a venire in Italia e a fare rinuncia della sua parte legittima. se così non fosse gli altri miei due fratelli e cugini sarebbero disposti a fare lo stesso.
      vorrei capire se questo basterebbe per tutelare un possibile futuro acquirente dell’immobile, in quanto io e mio fratello non abbiamo le possibilità economiche di mantenerlo. Inoltre è possibile mettere subito in vendita l’immobile? Ho sentito parlare di un atto chiamato la trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità, potrebbe essere utile ed evitare di chiedere le rinunce a tutti nel caso? La ringrazio per la sua disponibilità e gentilezza, se potesse darmi un suggerimento su come muovermi le sarei infinitamente grata.
      saluti.

    • luna1980 ha detto:

      mi scusi, avrei dovuto scrivere vicino all’articolo corrispondente, scusi ma non dormo da una settimana. riscrivo il commento correttamente.
      saluti

    • maxweb ha detto:

      Buon giorno
      volevo chiedere info quote eredita
      Ho avuto convocazione alla mediazione per un problema con mia sorella per eredità
      alla mediazione mia sorella contesta solo i 50.000 euro che mio padre mi ha dato da vivo dicendo che nelle note e scritto quota legittima vorrebbero che si divide solo i miei soldi 25.000 a testa tra i due eredi.
      vorrei pero aggiungere che mio padre era stato fatto anche un bonifico alle figlie di mia sorella di 25.000 + 25.000 euro , il problema e questo che loro dicono che questi 25.000 + 25.000 non possono essere conteggiati perchè c’è scritto nelle note Regalo nonno.
      il sospetto e questo che i 25.000 + 25.000 che le nipoti anno avuto sono sospetti per il seguente motivo:
      1. mia sorella aveva la delega nel conto corrente e poteva fare quello che voleva
      2. mia sorella e stata lei dare disposizione alle figlie perchè a firmato lei i bonifici e non mio padre
      e possibile ritenere che loro anno già avuto la parte di mia sorella e che non devono pretendere la metà dei miei.
      aggiungo che non esiste nessun atto pubblico e non c’è nota nel bonifico che dice Dispensa non a collazione solo Regalo nonno
      Grazie

    • PASQUALE CONTALDI ha detto:

      Caro Notaio, tanti complimenti per il suo blog.
      Avevo se possibile da chiederle informazioni circa la cancellazione di ipoteche volontarie, giudiziarie e legale nonché cancellazione di trascrizione di atto di pignoramento a seguito di aggiudicazione di immobile all’asta giudiziaria.
      In merito alla cancellazione di ipoteca volontaria e pignoramento so che basta il pagamento della imposta di euro 35,00 (ipoteca) e 262,00 euro (pignoramento).
      Il problema sussiste per le ipoteche giudiziarie e legali per le quali, da qualche parte, ho letto che si paga l’imposta dello 0,50% sull’importo iscritto di ipoteca.
      Veniamo al dunque. Nel caso specifico abbiamo nr. 3 ipoteche giudiziarie, nr. 1 legale, nr. 1 volontaria e nr. 2 pignoramenti. Le stesse gravano su due lotti oggetto di asta. Quello che interesserebbe a me è solo uno (nel caso di aggiudicazione). Su quest’ultimo le ipoteche gravano su appartamento, garage e posto auto.
      Le imposte di cancellazione (che andrebbero anticipate dall’aggiudicatario e poi rimborsate come previsto dall’avviso) vanno pagate una solo volta (per appartamento, garage e posto auto) o tre volte (una per appartamento, una per garage e una per posto auto)? E’ chiaro che la spesa di cancellazione, in quest’ultimo caso, aumenterebbe in maniera spropositata…
      Inoltre e chiudo. Se le stesse ipoteche vanno a garantire in egual misura l’altro lotto (non oggetto di aggiudicazione) in che misura la cancellazione andrebbe “ristretta”?
      Grazie della sua sempre grande disponibilità e professionalità

      • notaio ha detto:

        Le imposte per le cancellazioni vanno pagate per ogni iscrizione o trascrizione da cancellare, indipendentemente dal numero di immobili che ne sono gravati. Quanto al secondo quesito, se nel decreto di trasferimento non è indicato l’importo oggetto di restrizione (come solitamente è) le imposte si calcolano sull’intero ammontare dell’ipoteca anche se trattasi solo di una restrizione e non di una cancellazione totale.

        A causa del numero rilevante di quesiti che mi pervengono sono costretto chiedere il rispetto di alcune regole elementari per la loro generale fruibilità: cortesemente per il futuro proponga il suo quesito a margine dell’articolo corrispondente, come descritto qui: https://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/info-sul-blog/

    • MATT ha detto:

      ho intenzione di acquistare un villino che il venditore ebbe ad acquistare all’asta.
      Ebbene, nell’ordinanza di assegnazione il G.E. descrive pedissequamente alcune difformità di cui, per alcune (relative alla suddivisione interna dell’immobile) ne prospetta la sanabilità con una SCIA, mentre per un altro abuso (relativo ad un piccolo volume esterno adibito a ricovero di attrezzature da giardino), dice non essere sanabile, salvo eventualmente il ricorso all’art. 40 della legge 47/85.
      Orbene, il promittente venditore ha già conferito incarico al proprio tecnico, il quale sostiene di riuscire a sanare l’abuso, tanto che abbiamo predisposto un preliminare in cui la sanatoria degli abusi costituisce condizione per la stipulazione del rogito, pena la risoluzione del medesimo preliminare per colpa del promittente venditore.
      Per espressa pattuizione entrambe le parti rinunciano sin da ora all’azione di esecuzione specifica ex art. 2932 e al risarcimento danni. In tal modo verrà restituito solo il doppio della caparra se l’inadempimento sarà del venditore, così come quest’ultimo potrà trattenere la caparra qualora l’inadempimento fosse mio.
      Ora i dubbi sono i seguenti:
      può essere sanato l’abuso se le ragioni del credito sono successive all’entrata in vigore della legge menzionata (art. 40 ultimo comma)???? – la procedura esecutiva risale al 2015!!!!
      qualora l’abuso non dovesse essere sanato posso rifiutarmi di stipulare l’atto definitivo pur avendolo menzionato nel preliminare (anche se costituisce condizione per la stipula)???
      se il notaio, valutati i documenti ritiene non potersi stipulare l’atto per l’abuso, ho responsabilità rispetto a quanto pattuito nel preliminare???
      Attendo riscontro e La ringrazio vivamente.

      • notaio ha detto:

        A causa del numero rilevante di quesiti che mi pervengono sono costretto chiedere il rispetto di alcune regole elementari per la loro generale fruibilità: cortesemente riproponga il suo quesito a margine dell’articolo corrispondente, come descritto qui: https://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/info-sul-blog/

        • aresca alessandro ha detto:

          Buongiorno, navigando in internet ho con piacere notato l’esistenza di questo blog ed ho deciso di aderire da subito. Vorrei un Suo parere riguardo questo argomento.
          Ho sottoscritto un contratto di acquisto per un terreno agricolo. Il proprietario ha inviato al confinante mediante lettera raccomandata copia del compromesso in quanto il vicino ha diritto di prelazione essendo un cotivatore diretto. Questo poi nei trenta giorni successivi alla notifica ha deciso di usufruire del diritto ed ha accettato tramite lettera raccomandata di acquistare il terreno. Ora sono trascorsi tre mesi dal trentesimo giorno dell’avvenuta notifica e il vicino non ha versato la quota pattuita. Non vi sono stati altri accordi tra venditore ed acquirente a parte l’accettazione diritto di prelazione. Mi chiedo cosa posso fare a questo punto? Ho letto sulla legge che dopo i tre mesi se non è stata versata la quota il diritto decade, ma c’è anche il discorso del mutuo che potrebbe avere chiesto. La domanda è: quando deve avere richiesto il mutuo per poter allungare la tempistica dei tre mesi? Entro i tre mesi o dopo? grazie fin da ora. Alessandro

    • aresca alessandro ha detto:

      cosa accade se, chi ha usufruito del diritto di prelazione, dopo tre mesi non versa la quota indicata sul contratto di compravendita e non comunica che è stata fatta richiesta per un mutuo agricolo? Grazie

    • Olimpoc6 ha detto:

      Caro notaio io. Sono in trattativa per un operazions di saldo a stralcio tramite agenzia immobiliare…e ho firmato gia un offerta solo che ho chiesto piu’ volte di venire a conoscenza delle trascrizioni e ipoteche sull immobile e del mutuo residuo..ma questi si rifiutono di mostrarmeli c’e un modo per sapere ed e giusto ? O sono obbligati a farmi vedere questi controlllo grazie mille cordiali saluti…. Se mi vorra dare un consiglio ne saro lieto

    • admiral ha detto:

      salve notaio vorrei porle un quesito.
      ho ereditato un appartamento tramite donazione da mio padre e mia madre nel 2003.
      mio padre e’ deceduto nel 2012, e gli eredi oltre mia madre siamo io e miei due fratelli.Essendo l’unico
      bene in successione , i miei fratelli potrebbero chiedere la loro quota sull intero appartamento o solo sulla quota data in eredita’ da mio padre(50PCT)?.
      La loro quota andrebbe monetizzata o bisogna vendere l’ appartamento?
      grazie per la gentile risposta

      • notaio ha detto:

        Possono chiedere la loro quota di legittima solo relativamente alla successione di suo padre, poichè sua madre è ancora in vita, ma occorre comunque una sentenza favorevole del giudice. In caso positivo, se è possibile liquidare gli altri eredi in denaro non è necessaria la vendita.

        Ho risposto in via eccezionale data la semplicità del quesito ma a causa del numero rilevante di quesiti che mi pervengono sono stato costretto a chiedere il rispetto di alcune regole elementari per la loro generale fruibilità: cortesemente in futuro proponga il suo quesito a margine dell’articolo corrispondente, come descritto qui: https://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/info-sul-blog/

    • satusaru ha detto:

      Sig. Notaio Io e mio fratello accudiamo due vecchie zie signorine di 89 ed 84 anni, di cui la seconda con problemi di demenza senile non troppo evidenti, (tutti i parenti sono a conoscenza, main atto non esiste una documentazione medica o una attestazione di invalidità relativa) che hanno manifestato la volontà di donarci il loro apparamento di proprietà, in nudo proprietà riservandosi il diritto di usufrutto. Purtroppo temiamo che gli altri nipoti, che non si interessano affatto di accudire le zie al massimo una telefonata nelle festività, possano impugnare una eventuale donazione, (addirittura denuciarci in sede penale) sia per l’età delle medesime, sia per il particolare stato di salute di una delle due. Gradiremo una sua riflessione sull’opportunità della donazione medesima. Grazie

      • notaio ha detto:

        A causa del numero rilevante di quesiti che mi pervengono sono costretto chiedere il rispetto di alcune regole elementari per la loro generale fruibilità: cortesemente riproponga il suo quesito a margine dell’articolo corrispondente, come descritto qui: https://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/info-sul-blog

      • satusaru ha detto:

        Mi scuso per non avere impostato quanto nei termini dovuti, ma purtroppo ci sono state delle novità, a quanto indicato precedentemente. Infatti mio fratello ha fatto in modo approfittando dell’età avanzata delle zie e delle condizioni di salute che avevo già indicato, a farsi fare solo a se stesso la donazione. L’atto è stato stipulat a casa delle zie, che fra l’altro hanno una ridotta mobilità, e solo per caso mi sono trovato di persona. Cosa potevo fare d fronte ad uns suo collega ed a due testimoni amici d mio fratello ed allo stesso. A malapena sono riuscito a fare in modo che fosse modificando l’atto in minuta che aveva portato il notaio affibchè le zie tenessero l’abitazione l’usufrutto: a mio fratello è stata fatta la donazione. L’appartamento in questione era stato donato alle zie da mio nonno.
        Spero in una sua considerazione in merito alla possibilità di trovare una via d’uscita, per il comportamento non corretto di mio fratello, e per evitare di procedere penalmente nei confronti dello stesso, giusto lo stato di salute di una delle mie zie, la più giovane.

    • Faber ha detto:

      Egregio Notaio,
      Le sottopongo cortesemente un quesito.
      Tizia incarica uno dei due figli di vendere l’unico immobile di proprietà e la somma viene incassata dal figlio procuratore e mai girata a Tizia.
      A seguito della morte di Tizia viene rinvenuto un testamento nel quale Tizia lascia la somma al figlio procuratore e nulla all’altra figlia.
      La figlia ha diritto di ottenere un terzo della somma donata all’altro figlio o la metà della stessa somma?
      All’apertura della successione non esistevano altri beni.
      Grazie per l’eventuale risposta.

    • CARMELA BARLETTA ha detto:

      Gent.mo Notaio,anche se chiaro ed esauriente nell’esposizione delle Disposizioni normative, leggendo i vari commenti/richieste di aiuto,ho molte incertezze. In sintesi:ho ricevuto l’abitazione dei miei genitori in donazione, l’ultime modifiche sono state effettuate nel 1982, non posseggo il certificato di agibilità, mi conviene fare ricerche sul comune x accertarmi se all’epoca fu richiesto e rilasciato?
      Altro quesito: il custode del cimitero è stato incaricato dell’accertamento verbale del possesso dell’agibilità della cappella funeraria costruita in muratura nel 1982.Posseggo la concessione edilizia, ma l’agibilità ,no! anche x questo non so se all’epoca fu richiesta e rilasciata. Questi edifici hanno una normativa diversa?
      Per questi edifici del 1982 chi deve rilasciare il certificato.Grazie

    • califfo ha detto:

      Egregio notaio d’Ambrosio
      volevo chiedere un’informazione
      nel 2005 è stata comprata una casa con soldi di mio padre dove lui si riservava l’usufrutto io compravo il 60% e i miei due fratelli il 20% l’uno.
      Possono oggi i miei fratelli chiedere un’azione di riduzione o il fatto che erano presenti e parte dell’accordo costituisce prova che hanno accordato che io compravo il 60%?
      Sono ancora in tempo per impugnare una compravendita. Mio padre è morto nel 2010.

    • eleb ha detto:

      Gentile Notaio,
      le pongo il seguente quesito:
      mio nonno a donato una casa a mio padre nel 1984 tenendo per se l’usufrutto della casa. Nel 2004, ha provveduto a donare anche l’usufrutto a mio padre, che da nudo proprietario è diventato proprietario dell’ immobile.
      Mio nonno è morto nel dicembre 2008.
      Un’ erede legittimario può avanzare richiesta di riduzione sui beni?.
      Mio padre ha firmato tre giorni fa un preliminare per la vendita dell’immobile,
      Grazie

    • laura999 ha detto:

      Buongiorno notaio,
      vorrei porle un quesito.
      Mio marito è deceduto. Quando ha divorziato dalla sua prima moglie, nella sentenza del divorzio le ha dato l’uso dell’appartamento che era intestato ad entrambi. Sinchè è vissuto mio marito, lui non pagava l’IMU che era a carico della ex moglie, che a sua volta non pagava in quanto prima casa. Ora io ed i miei figli abbiamo ereditato la proprietà (50% dell’appartamento): noi dobbiamo pagare l’IMU sulla metà casa di nostra proprietà? La ringrazio. Saluti

      Laura

      • notaio ha detto:

        A causa del numero rilevante di quesiti che mi pervengono sono costretto chiedere il rispetto di alcune regole elementari per la loro generale fruibilità: cortesemente riproponga il suo quesito a margine dell’articolo corrispondente, come descritto qui: https://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/info-sul-blog/

    • francesco1973 ha detto:

      Gentile Notaio avrei bisogno di sapere delle risposte su una questione di eredità.
      Mio padre ha ereditato da una signora che per anni è stata da lui accudita e lasciata sola dai nipoti e fratelli, l’intera proprietà contenente diverse case terreni . Premetto che la signora deceduta qualche mese fa era single senza figli e genitori. Lei ha fatto un testamento olografo dove nella sua facoltà di intendere e volere lasciava tutto a mio padre a discapito dei suoi nipoti che la hanno abbandonata.
      I nipoti dopo la morte hanno preso possesso dei beni della zia , non sapendo ancora che mio padre ha il testamento che la signora ha dato diversi anni fa prima di ammalarsi.
      I nipoti ( figli dei fratelli) possono impugnare il testamentoo se mio padre lo presenta presso uno studio notarile. La signora è deceduta circa un mese e mezzo fa.

      • notaio ha detto:

        A causa del numero rilevante di quesiti che mi pervengono sono costretto chiedere il rispetto di alcune regole elementari per la loro generale fruibilità: cortesemente riproponga il suo quesito a margine dell’articolo corrispondente, come descritto qui: https://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/info-sul-blog/

    • giacomop ha detto:

      Salve, mi chiamo Giacomo , sono sposato in separazione dei beni, ma nell’atto notarile per l’acquistodi un immobile ho dichiarato che sono celibe,
      a cosa vado incontro adesso?

    • marino.3385 ha detto:

      Gent.mo Dott. d’Ambrosio, il mio quesito è questo, sono nubile e vivo con la nipote della mia compagna (deceduta 4 anni fa) questa ragazza maggiorenne a breve per me è come una figlia, sono proprietario di un immobile, quindi vorrei che il beneficiario dell’immobile fosse esclusivamente lei, dato che ho 4 nipoti figli dei miei 2 fratelli.
      Può darmi un consiglio come risolvere questo per me un grande dilemma?
      Infinitamente Grazie.

    • sabry82 ha detto:

      Buongiorno dottore. Tempo fa mio suocero ha acquistato un appartamento intestandolo a me ed a mio marito come nuda proprietà ed a mia suocera come usufruttuaria; da qualche tempo mio suocero ha messo in vendita l’immobile: è possibile vendere l’immobile anche se l’usufruttuaria (che non risiede ne’ e’ domiciliata in questo immobile) e’ ancora in vita? In caso di vendita, quale quota del ricavato della vendita spetterebbe a me ed a mio marito avendo noi la nuda proprietà dell’immobile? Ringrazio anticipatamente.

    • pagare_non_basta ha detto:

      Gentile Notaio, le chiedo per favore un parere di massima circa questo caso.
      nel 2000 un nostro parente firma un preliminare per l’acquisto di un box, poi registrato presso l’agenzia delle entrate con una societa’ costruttrice di box pertinenziali. Paga l’acconto e paga il saldo: abbiamo le quietanze dei bonifici. Il parente purtroppo è deceduto, noi siamo gli eredi. la società costruttrice, quando lui era ancora in vita, va in difficoltà, restando indietro con il mutuo della banca finanziatrice. Il box era finito, il nostro parente aveva pagato e aveva le chiavi (possessore) ma la società tergiversava e non andava in atto. la banca creditrice della società costruttrice non ha mai chiesto il fallimento del costruttore. pur di toglierci il problema, abbiamo proposto alla banca creditrice 4000 euro ulteriori oltre al prezzo già interamente pagato in passato di ben 20 mila, al fine di far intervenire in atto la banca creditrice e ottenere l’assenso alla cancellazione di ipoteca. la banca ci chiedeva invece 12 mila euro per svincolarlo ed era come ripagare una nostra proprietà per la seconda volta!!! Non accettammo.
      Poi la banca ha dovuto cedere (recentemente) il credito ad una società terza. abbiamo preso contatto con il legale di questo nuovo creditore, con l’intenzione di trovare un accordo, ma questo ci ha riferito che il box, come tutti gli altri di chi è nella nostra situazione (cento persone?) sarà pignorato alla società costruttrice e noi dovremo restituire le chiavi nonostante si sia pagato il prezzo per intero (documentabile) e nonostante il compromesso registrato. Lei che ne pensa? Grazie molte per la sua gentilezza.

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