• L’invito al deposito di documenti

    agenzia entrateCon la serie “Quando il fisco bussa alla porta” la dott.ssa Maria Angela Damiani, commercialista esperta di diritto e contenzioso tributario ci regala consigli e suggerimenti per i molteplici casi in cui ci ritroviamo sotto attacco dalla Agenzia delle Entrate. Dopo l’avviso bonario, la comunicazione di compliance, l’arrivo del questionario della Agenzia delle entrate, l’invito a comparire, ora è la volta dell’invito al deposito, esibizione o trasmissione dei documenti.

    I trabocchetti sono molteplici perchè occorre muoversi sempre nell’ottica di un successivo avviso di accertamento e di una difesa di fronte alle Commissioni tributarie. Ad esempio va ricordato che i documenti non presentati a seguito dell’invito non possono essere utilizzati a difesa del contribuente sia nella fase amministrativa che in quella contenziosa. ed inoltre che il deposito di documenti, atti, ecc. , non ha le caratteristiche del contradditorio preventivo tra contribuente e Agenzia, previsto dal l 1 luglio 2020, prima dell’emissione di un avviso di accertamento. Quindi in seguito al deposito di documenti, ecc. come da invito ex art. 32, comma 1. N. 3 , Testo Unico dell’Accertamento , anche se assolutamente esaustivi, il contribuente può ricevere comunque un avviso di accertamento parziale per le imposte dirette o in rettifica dell’IVA, anche in assenza di contraddittorio preventivo.

    Seguite tutte le puntate di questo esauriente “corso” in materia di accertamento che troverete nel canale dell’A.

     

     

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    L’invito al deposito di documenti ultima modifica: 2021-02-06T12:48:59+01:00 da notaio



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