• La semplificazione complicata: i nuovi conferimenti in sede di costituzione di s.r.l.

    conferimento societa semplificazioneLa nuova normativa

    – L’art.2464, comma 4, c.c., così come modificato dall’art.9 del D.L. 28.06.2013 n.76, convertito dalla L. 9.08.2013 n.99, dispone che “alla sottoscrizione dell’atto costitutivo deve essere versato all’organo amministrativo nominato nell’atto costitutivo almeno il 25% dei conferimenti in danaro e l’intero sovrapprezzo o, nel caso di costituzione con atto unilaterale, il loro intero ammontare. I mezzi di pagamento sono indicati nell’atto”.
    Di fatto, tenendo anche conto della normativa antiriciclaggio i soci devono predisporre uno o più assegni circolari intestati all’amministratore, o a uno degli amministratori, che dovranno essere consegnati al momento della stipula dell’atto costitutivo nelle mani dell’amministratore (o di uno degli amministratori in caso di pluralità), e il notaio dovrà indicare esplicitamente nell’atto notarile il mezzo di pagamento ai fini della normativa sulla tracciabilità.
    È ovvio che l’assegno non potrà mai essere bancario, ma solo circolare, perché la tutela dei terzi sarebbe lesa dalla incertezza della copertura della somma destinata a capitale sociale, ed è anche ovvio che il pagamento non potrà essere eseguito preventivamente mediante bonifico perché la ricevuta dell’amministratore designato può essere solo quella che risulti dall’atto, sicché l’esecuzione di un bonifico previo, oltre a lasciare inalterati gli obblighi di tracciabilità che il notaio deve adempiere, si pone in contrasto con il tenore letterale della legge sopra riportata che precisa come il versamento all’organo amministrativo deve essere compiuto “alla sottoscrizione dell’atto costitutivo”, quindi non prima.

    L’ingenuo intento della legge nella semplificazione

    La lettura della norma, specie se inquadrata nel più generale assetto politico-legislativo del momento fa apparire abbastanza chiaro il ragionamento e la previa valutazione compiuta dal nostro legislatore.
    In precedenza i versamenti dovevano essere compiuti presso una banca, che rilasciava una ricevuta (prima da allegare poi semplicemente da citare nell’atto costitutivo) e che la banca stessa doveva tenere obbligatoriamente in deposito fino al felice esperimento della costituzione della società.
    Solo dopo la costituzione della società la banca, preso atto della documentazione notarile e della iscrizione nella Camera di Commercio, svincolava questo danaro che veniva ipso facto versato nel conto corrente bancario che l’amministratore apriva a nome della società.
    Ad un certo punto qualcuno si deve essere detto: “perché non semplifichiamo questa procedura? Decidiamo che i soldi se li tengano loro, senza ricorrere alla struttura bancaria!”.
    Appare evidente, ancora una volta, l’ingenuità del nostro legislatore che, partendo da una assoluta mancanza di conoscenza tecnica e di esperienza nel settore specifico emana delle normative di semplificazione che, anziché semplificare, complicano, e di parecchio.

    La duplicazione delle incombenze

    Mentre prima infatti l’operazione che i soci dovevano compiere era una sola, e cioè il versamento del danaro presso la banca con successivo accredito del danaro stesso, una volta svincolato, nel conto ufficiale definitivo intestato alla nuova società, ora le operazioni si sono moltiplicate. Occorre avere la disponibilità della somma nella propria banca, chiedere la emissione dell’assegno circolare (o degli assegni circolari se i soci sono più d’uno) e consegnarli all’amministratore. Gli assegni devono essere intestati ovviamente all’amministratore perché il suo compito non è quello di trattenere un pezzo di carta, ma quello di incassare le somme, sicché l’amministratore deve recepire un assegno circolare a lui intestato e versarlo in un suo conto corrente bancario. Terminate le procedure per la costituzione della società l’amministratore deve farsi rilasciare dalla sua banca un altro assegno circolare, dello stesso importo, e provvedere a versarlo nel conto corrente bancario che l’amministratore stesso aprirà a nome della società.
    È ben chiaro come, anche nel caso più semplice in cui l’amministratore abbia il conto corrente nella stessa banca in cui apre poi il conto corrente della società, le operazioni oggi sono più che triplicate, quanto alla loro complessità, rispetto alla procedura previgente.

    Gli altri problemi creati dalla legge sulla semplificazione

    Ma non solo, perché, con tutta la carità cristiana nei confronti della categoria degli amministratori, il deposito in banca della somma era di maggiore cautela per i soci, mentre con la confusione del danaro nel conto corrente bancario privato dell’amministratore la somma corre rischi, specie se essa è rilevante.
    E non è finita, perché l’amministratore per poter essere effettivamente amministratore deve essere nominato nell’atto costitutivo e deve contestualmente accettare la carica, mentre invece la precedente disciplina consentiva anche la costituzione della società senza la presenza dell’amministratore.
    Se i soci hanno fiducia in un amministratore che magari temporaneamente non è disponibile perché in viaggio per lavoro, o perché semplicemente abita in un’altra città, potevano procedere egualmente alla costituzione nominandolo nell’atto costitutivo, comunicandogli la nomina, e lasciando a lui il compito, anche da una città lontana mille chilometri, di inviare alla Camera di Commercio il modulo con la sua accettazione. Se la nomina doveva essere compiuta necessariamente nell’atto, l’accettazione dell’amministratore, che è il tassello finale nell’assunzione della sua carica, poteva anche essere fatta separatamente e successivamente.
    Ora non è più così perché se l’amministratore deve prendere i soldi e rilasciare ricevuta deve essere presente, e deve essere presente in qualità di amministratore, rendendosi quindi necessario che l’amministratore rilasci contestualmente, la sua dichiarazione di accettazione della carica, dichiarando di non trovarsi in nessun caso in incompatibilità previsto dalla legge.
    La “semplificazione” del versamento del danaro non è stata solo una “complicazione” operativa nel delicato svolgimento della fase costitutiva della società, ma ha creato un ulteriore ostacolo all’impresa rendendo di fatto impossibile costituire una società senza la presenza fisica dell’amministratore in atto.
    L’inettitudine del legislatore di approntare strumenti adeguati ad un paese moderno è evidente.

    notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara

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    La semplificazione complicata: i nuovi conferimenti in sede di costituzione di s.r.l. ultima modifica: 2014-04-02T19:37:54+02:00 da notaio



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