• Aboliamo i controlli dei notai? Diciamo la verità!

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    – In un articolo de “Il Foglio Quotidiano” diretto da Claudio Cerasa dal titolo “Perchè non bisogna avere paura di liberalizzare le funzioni dei notai” l’autore, Leopoldo Mattei, polemizza con le parole del Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, che ha sostenuto che l’abolizione dei sistemi di controllo notarile “apre un varco formidabile per l’ingresso delle organizzazioni mafiose negli appalti”.
    Mi sarebbe piaciuto esprimere la mia opinione di dissenso direttamente su “Il Foglio”, ma non essendo possibile per motivi tecnici affido la mia protesta alle presenti pagine.
    Sì, proprio protesta, perché le criticate parole del Procuratore Nazionale Antimafia non sono affatto “a favore dei notai”, di cui presumibilmente all’alto Magistrato non interessa assolutamente nulla, bensì sono a favore del mantenimento, se non rafforzamento, del sistema di controlli attualmente vigenti.
    È questo il punto che l’articolista sembra aver totalmente equivocato.

    Vogliamo abolire i controlli? Ok! Ma non cerchiamo scuse

    Il sistema notarile è un sistema di controlli e di verifiche, numerosissime, gigantesche, faticose, comportanti responsabilità e incombenze gravosissime, a favore di tre soggetti diversi. E cioè le parti private, lo Stato, e l’Erario.
    Riferire, come fa l’articolista, che sussistono casi in cui il controllo notarile lascia passare egualmente truffe, illegalità e furbizie varie, non è certo un buon motivo per eliminare i controlli, piuttosto è un motivo per rafforzarli, come ci fa capire giustamente il Procuratore Nazionale Antimafia.
    La circostanza, riferita dall’articolista, che risulterebbero sequestrate 795 società a responsabilità limitata è un dato fuorviante, innanzitutto perché non ci dice quali sono i motivi dei sequestri, ben potendo sussistere un sequestro penale (anzi è così nella maggioranza dei casi) in cui l’attività illecita è consistita in un utilizzo illecito di società lecite, oppure magari per fatti succcessivi al controllo del notaio, o addirittura per fatti delittuosi privati che non hanno niente a che vedere con l’attività societaria.
    Ma principalmente è un dato fuorviante che andrebbe paragonato con le centinaia di migliaia di impicci, di frodi, di scorciatoie illecite, che invece quotidianamente vengono stoppati dalle verifiche notarili.
    In pratica è come se l’articolista dicesse col suo ragionamento che, essendo commessi in Italia un certo numero di omicidi efferati, è inutile mantenere le norme del codice penale che puniscono l’omicidio! Secondo voi se l’omicidio non fosse più punito da norme penali, i delitti aumenterebbero o diminuirebbero?
    La illogicità del ragionamento de “Il Foglio” è, per tale motivo, palesemente evidente.

    La teoria dei sostituti dei notai

    Fuorviante è pure la considerazione – peraltro teoricamente giustissima – che altri soggetti, come il conservatore del Registro delle Imprese non sono meno onesti o bravi dei notai, sicché potrebbero sostituire degnamente il Notariato.
    Certamente! Siamo tutti perfettamente d’accordo! Ed anche i muratori, i baristi e gli autisti dei taxi! Chi ha detto che i notai hanno il monopolio dell’onestà? Ma l’articolista, con queste parole, dimostra di non aver compreso che l’oggetto delle parole del Procuratore Nazionale Antimafia non sono affatto i notai, né come persone fisiche né come categoria, bensì i controlli! Ammettiamo pure che i conservatori dei Registri, ma anche qualsiasi altro soggetto e qualsiasi altra categoria professionale, possano fare bene il lavoro dei notai ed eseguire attentamente, anzi ancora di più, il controllo che ora fanno i notai, ma allora bisogna varare delle leggi che attribuiscano a questi soggetti gli stessi doveri, gli stessi compiti, le stesse incombenze e le stesse responsabilità dei notai!
    Ed attribuendo ad altri soggetti, per legge, gli stessi compiti e le stesse incombenze dei notai mi dite voi che cambierebbe? I costi aumenterebbero, o per lo meno rimarrebbero invariati. Possiamo benissimo sostituire il notaio Mario Rossi con il conservatore Antonio Bianchi, ma per ottenere lo stesso risultato dobbiamo dare ad Antonio Bianchi le stesse responsabilità, le stesse incombenze, gli stessi poteri, e gli stessi doveri che ha Mario Rossi!

    Il trucco per abolire i controlli

    Ed è questo il motivo – ma l’articolista non se ne è accorto – per cui i notai hanno in passato protestano vibratamente contro le c.d. “liberalizzazioni”, perché si sono accorti che era tutto un inganno, e che cioè il risultato che si voleva conseguire, facendo leva sul solito trito e ritrito discorso del “risparmio” era quello semplicemente di abolire qualsiasi verifica e qualsiasi controllo sugli atti notarili. Non era quindi una liberalizzazione dei notai, ma una liberalizzazione degli atti notarili!
    L’autore ignoto della famigerata norma sulle “liberalizzazioni” (fortunamente ora cancellata dal Parlamento, che ha ben capito dove si andava a parare) ha parlato di “liberalizzazioni” dei notai, perché non ha avuto il coraggio, di fronte all’opinione pubblica, di dire la verità, e cioè quello che  voleva abolire erano i controlli!
    L’autore del progetto di legge (ora cancellato) non ebbe il coraggio di “semplificare” diminuendo le incombenze o i controlli dei Notai e quindi fece leva sulla persona fisica dei notai e sulla categoria tutta per giustificare un’operazione che per il nostro tessuto economico e sociale sarebbe stata disastrosa.
    Un vero e proprio inganno nei confronti dell’opinione pubblica di cui il Procuratore Nazionale Antimafia si è accorto, insieme a tantissimi altri, e che però è sfuggito all’articolista de “Il Foglio”.

    Che fa il notaio? Rappresenta le parti, lo Stato e l’Erario!

    Non è certo questa la sede per riepilogare in cosa consiste l’attività notarile ma, come detto, essa si svolge non solo quale consulente giuridico delle parti, ma quale portatore di interessi pubblici e di rappresentante dello Stato e dell’Erario, per assicurare il raggiungimento di finalità di carattere sociale ed economico attraverso l’attività contrattuale, oltre che difendere l’interesse delle parti private.
    Si vogliono abolire i controlli? Benissimo, ma si abbia il coraggio di dirlo senza camuffare questa opinione con un attacco alla categoria notarile cavalcando la teoria del “risparmio”. E i notai, comunque, continueranno a proclamarlo a gran voce in modo che tutti quelli che in un contratto venissero eventualmente raggirati da una clausola “furbesca” messa dalla controparte (tutela delle parti), oppure perdessero tutti i loro beni per un’accertata successiva contrarietà del contratto a leggi inderogabili (tutela dello Stato) o che si vedessero costretti a spendere ingenti somme in tasse per sopperire all’inadempimento fiscale della controparte (tutela dell’Erario), poi sappiano esattamente chi è il responsabile.

    Politica legislativa

    Detto ciò deve essere ben chiaro che lo scrivente non sta prendendo alcuna posizione, perché se lo Stato preferisce il Far West in cui vince il più forte o quello che estrae per primo la sua Colt, per me va benissimo, è un potere di politica legislativa dello Stato deciderlo, e lo rispetto. Ma qui non posso non ribadire la mia contestazione alll’uso e abuso del ritornello sui costi notarili! Se lo Stato vuol far risparmiare i cittadini cominci col diminuire le tasse che si pagano all’atto notarile, e che costituiscono il 99% delle spese dei clienti, ma non demonizzi una categoria che ora, per la sua stragrande maggioranza, fa fatica a far quadrare a fine mese il bilancio dello studio.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Aboliamo i controlli dei notai? Diciamo la verità! ultima modifica: 2016-01-20T13:38:26+00:00 da notaio
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    Categoria: Notai e liberalizzazioni

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