• Che succede in caso di morte del cointestatario di un c.c. bancario?

    cointestatario-banca-notaio-d-ambrosioMolto spesso capita di dover cointestare un conto corrente bancario a più soggetti. Basti pensare ai due coniugi che hanno bisogno del conto per pagare le spese, o del genitore anziano che per comodità cointesta il conto con il figlio per permettergli di pagare bollette e spese durante l’anno. Si tratta oggi di una fattispecie socialmente molto diffusa.
    Il punto fondamentale da precisare subito è che in presenza di un conto corrente bancario cointestato si presume che titolari dell’intera provvista siano, in parti uguali, tutti i cointestatari del conto.
    Amministrativamente, per la cointestazione di conto corrente, è possibile pattuire che ciascuno dei contitolari sia legittimato a disporre autonomamente dell’intera provvista disponibile (c.d. firma disgiunta) oppure che per le varie operazioni sia necessaria la firma di tutti i cointestatari (c.d. firma congiunta).
    Con la firma congiunta tutti i movimenti vengono autorizzati solo se tutti i titolari del conto hanno apposto la loro firma per avallare l’operazione. In pratica, nel caso di firma congiunta, ogni bonifico o ogni pagamento inviato può essere realizzato solo se ciascun cointestatario del conto corrente dà l’ok a che tale operazione venga svolta. Se anche uno solo cointestatario del conto è contrario e non autorizza l’operazione tramite firma, quest’ultima non potrà essere eseguita.
    Nel caso di conto corrente cointestato a firme disgiunte accade esattamente il contrario: ogni singolo titolare può operare liberamente mediante prelievi, bonifici e pagamenti.

    Morte del cointestatario

    Il momento maggiormente critico della cointestazione di un conto corrente è senza dubbio rappresentato dalla morte di uno dei cointestatari e dal consequenziale subingresso dei suoi eredi nel rapporto bancario.  Il principio generale che si applica è quello detto prima, e cioè la presunzione che il cointestatario  sia proprietario della sua quota percentuale corrispondente.  Se sono dieci i cointestatari, un decimo.

    Così le somme depositate sul conto cadranno in successione solo relativamente alla quota di danaro appartenente al cointestatario defunto (che, come abbiamo detto, si presume, in parti uguali tra tutti i cointestatari) e, una volta accettata l’eredità,  gli eredi del contitolare defunto acquisteranno pro parte la titolarità della predetta quota subentrando nell’originario rapporto bancario del correntista defunto.  A titolo esemplificativo, nell’ipotesi di conto bancario intestato ai coniugi, gli eredi del cointestatario defunto rinverranno nel suo asse ereditario un credito di ammontare pari al 50% della somma presente sul conto.

    Difficoltà nel rapporto con le banche

    Spesso però accade che gli eredi, nonostante vantino all’apertura della successione il diritto di conoscere la consistenza patrimoniale del proprio defunto, incontrino non poche difficoltà nei rapporti con la banca e nello svincolare le somme da quest’ultimo depositate presso banche o istituti di credito. Le banche devono infatti accertarsi della loro qualità di eredi e della loro capacità a succedere mediante l’esibizione di un atto notorio e di un certificato di morte del cointestatario defunto e/o dei documenti che il caso concreto gli suggerisce.
    A maggior ragione nel caso di cointestazione,  caso nel quale le banche hanno la legittima preoccupazione di non vedersi richiedere dagli altri cointestatari le somme da loro fatte prelevare.

    Conto con firma congiunta

    In presenza di un contratto cointestato con firma congiunta, così come il de cuius non poteva disporre in vita delle somme depositate senza l’imprescindibile collaborazione dell’altro cointestatario, analogamente quest’ultimo perderà ogni potere di disposizione sulle giacenze del conto corrente. Quindi né il cointestatario superstite né gli eredi nuovi cointestatari potranno autonomamente disporre del danaro presente sul conto bancario.
    In realtà la Cassazione ha più volte chiarito che, in tale ipotesi, ogni erede avrà diritto alla propria quota indipendentemente dal consenso o dalla contestuale presenza di altri soggetti. Per l’orientamento citato infatti l’esistenza di una pluralità di eredi determinerebbe il sorgere di autonomi rapporti obbligatori con l’istituto di credito coinvolto nella vicenda successoria.

    Tuttavia la prassi bancaria è, per i motivi prudenziali di cui si è detto, orientata in senso opposto, in quanto, in siffatte ipotesi,  le banche procedono ad un temporaneo blocco del conto corrente interessato, al fine di consentire la preventiva identificazione degli eredi del cointestatario defunto. E soltanto all’esito di tali adempimenti questi ultimi potranno operare sul conto bancario ancorché congiuntamente al contitolare superstite.

    Conto con firma disgiunta

    In presenza invece di conto corrente bancario con firma disgiunta, il cointestatario superstite dovrebbe poter continuare ad effettuare tutte le operazioni con la medesima ampiezza di poteri che aveva prima del decesso dell’altro cointestatario. Difatti così come originariamente ciascun contitolare poteva disporre liberamente di tutte le somme del conto bancario, similmente il cointestatario superstite dovrebbe continuare a godere di tale potere anche sulla quota astrattamente riferibile al de cuius,  salvo il diritto degli eredi, nuovi cointestatari, al rimborso delle quote di rispettiva competenza che il cointestatario avesse prelevato in eccesso. Rimborso da pretendere esclusivamente nei confronti del cointestatario superstite e non nei confronti dell’istituto bancario che lecitamente abbia consentito qualsivoglia operazione.

    Ma anche in questo caso  generalmente le banche o gli  istituti di credito, temendo di essere trascinati in lunghe diatribe tra eredi e cointestatari viventi, usano bloccare temporaneamente il conto (esattamente come nel caso di firma congiunta) in attesa della identificazione certa degli eredi che abbiamo prima accennato, ma anche della  compresenza di tutti i contitolari del conto, i quali dovranno prestare tutti  reciprocamente il proprio nulla osta alla operazione chiesta dai coeredi o dai cointestatari, esonerando per iscritto la banca da ogni responsabilità, purtroppo spesso paralizzando in tal modo l’operatività del conto bancario.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Che succede in caso di morte del cointestatario di un c.c. bancario? ultima modifica: 2016-12-13T23:28:36+00:00 da notaio
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    Categoria: Info e novità notarili

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    6 Commenti su “Che succede in caso di morte del cointestatario di un c.c. bancario?

    • Vincenzo Sorrentino ha detto:

      Buonasera Dottore volevo delle informazione mia sorella e contestataria di tre libretto postale con mia madre, la mamma si mette in coma e lei svuota tu tre i libretto a morta della madra lei non ci mette a conoscenza successivamente chiesto alla posta i resiconto delle libretto dopo due anni scopriamo che la sorrella a preso i soldi posso ottenere da mia sorella la mia quota, grazie

    • daniela14 ha detto:

      Buongiorno, vorrei chiederle una delucidazione.
      Mio marito aveva il suo conto personale cointestato col padre appena deceduto. Sul conto andavano solo ed esclusivamente gli stipendi di mio marito.
      La banca ha bloccato il 50% della somma che era depositata.
      Il conto è a firma disgiunta.
      Ora cosa ne sarà dei soldi bloccati? Gli eredi legittimi tra l’altro sarebbero oltre a mio marito, la madre, la sorella e due nipoti minorenni.
      Grazie

      • notaio ha detto:

        La proprietà al 50% di entrambi i cointestatari è solo una presunzione, ed è ammessa la prova contraria: senza andare in giudizio chieda alla banca che cosa vogliono per dimostrare la proprietà al 100% di suo marito. Potrebbe essere necessaria una dichiarazione congiunta di tutti gli altri eredi. Comunque la banca è stata… umana perchè spesso bloccano tutto il conto nella paura che succeda il contrario del nostro caso, e cioè che gli eredi del defunto dimostrino che tutta la somma era del defunto, chiedendo alla banca il risarciemnto

    • daniela14 ha detto:

      Grazie dottore per la risposta
      Ma secondo lei col fatto che ci sono nell’asse ereditario i due minori? Nel caso di dichiarazione congiunta degli eredi, coi due minori come si farebbe?
      Grazie molte.

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