• Notai ad Oristano, 9.5.2015 – Intervento del notaio d’Ambrosio

    notaio d'Ambrosio inno nazionale

    La banda suona l’inno nazionale

    Grazie di avermi inviato a questa manifestazione che reputo importante per il nostro Paese e per il futuro dei nostri figli. Una manifestazione che ha il merito di spezzare la spirale di rassegnazione nella quale il Paese, stremato dalla cris,i si avvita, accontentandosi delle finte previsioni sulla “#voltabuona” che è sempre rimandata di mese in mese

    Alpino e notaio Giuseppe Parazzini

    Ma prima di dire qualsiasi cosa vorrei dedicare tutte le mie parole a un eroe del nostro tempo, al notaio Giuseppe Parazzini di Milano. E lo faccio esponendo qui il suo simbolo che è anche il nostro simbolo, il simbolo di tutti gli italiani, e il simbolo dei notai del loro ruolo e della loro funzione.
    Il collega notaio Giuseppe Parazzini fronteggiando moralmente per un solo minuto la furia dei manifestanti ha insegnato al Paese e al Governo a cosa servono i notai, e proprio nello stesso giorno in cui il Governo modificava quatto quatto il testo dell’inno nazionale facendo apparire tutti quelli che sono morti per noi nelle guerre mondiali, e via via a ritroso fin dall’unità d’Italia, come degli stupidi fuori dal tempo.
    E in una brevissima intervista anch’essa di meno di un minuto il collega ha dichiarato “Sono alpino e notaio e quindi per questa mia funzione faccio rispettare i valori e faccio rispettare le istituzioni”, precisando che per questa sua funzione ritiene doveroso “esporsi nel bene e nel male”.
    In queste poche parole c’è tutto il nostro sgomento contro il cosiddetto “ddl concorrenza” in base al quale il Governo ha dimostrato di ritenere ancora una volta che i servitori dello Stato che vogliono far rispettare i valori, le leggi e le istituzioni non servono, vanno rottamati, sono un orpello inutile – magari da deportare nelle carceri indiane – orpello che fa solo spendere soldi ai cittadini, soldi che potrebbero essere risparmiati senza di loro.

    Il finto risparmio

    E’ una bugia! E’ una bugia! E’ una bugia! Perché è’ assolutamente impossibile che senza l’istituzione notarile vi sia un qualche risparmio per il cittadino, anzi è assolutamente il contrario!
    Con i passaggi d’auto fai-da-te i cittadini pagano forse di meno dei 10 Euro che andavano prima al notaio?
    Con le cessioni di quote di srl senza notaio i cittadini pagano forse di meno dei 100-200 Euro che andavano al notaio?
    Il risultato economico delle compravendite fai-da-te del Governo Renzi avrà un effetto pesante nei confronti dei cittadini! Di fronte ai 300 Euro lordi che vanno al notaio oggi le parti dovranno pagarsi per conto loro il controllo sulla libertà dell’immobile, anzi il controllo sulla stessa esistenza dell’immobile, e la loro tutela giuridica, incaricando un professionista ciascuno!
    Se confrontiamo il sistema anglosassone a quello italiano, confronto per il quale rinvio ad un analitico studio che ho pubblicato sul mio blog, il cittadino per avere quello che gli da il notaio oggi deve spendere 10 volte di più, senza mai però riuscire ad ottenere quelle garanzie che gli da il notaio.
    Perché la garanzia della libertà del bene lo da il notaio non le visure che escono fuori dal pc che stanno alla decisione del notaio come le radiografie alla diagnosi di un medico!
    Perché l’assicurazione che dovranno pagare per garantirsi sarà una mazzata pesante, senza che mai si riesca a raggiungere la tutela che da la responsabilità civile del notaio!

    I disastri annunciati

    Ma i notai con questa manifestazione non vogliono stare a guardare per prendersi la misera soddisfazione di poter affermare dopo “te l’avevo detto io”!
    Essi sanno che i disastri non si vedranno immediatamente dopo ma ci si renderà conto del crollo della certezza giuridica dopo dieci anni, quando ormai il sistema sarà svuotato di affidabilità e quando ormai purtroppo non si potrà più rimediare.
    Ecco perché i notai protestano, non per la liberalizzazione della professione notarile, che non c’è affatto, ma per la liberalizzazione delle compravendite, che assesta un duro colpo al sistema giuridico italiano e alla certezza del diritto.

    Perché la politica vuole questo sfascio?

    E’ l’eterna domanda del “c’è?” o “ci fa?”.Non sappiamo se si tratta di banale ignoranza culturale di chi non sa cosa fa il notaio, ignoranza comunque colpevolissima, perché se è giustificabile in chi fa un altro mestiere, non è giustificabile in nessun modo da parte di chi ha dei doveri di reggitore della cosa pubblica.
    Non sappiamo se si tratta di una volontà deliberata di abolire i controlli dello Stato all’interno del sistema economico.
    Non è infatti da escludere l’ipotesi che i politici, non potendo apertis verbis revocare tutte le normative di controllo, davvero a volte soffocanti, che sono state caricate sulle spalle dei notai perché ciò susciterebbe troppe proteste nell’opinione pubblica, abbiano deciso, molto semplicemente, di abolire i controllori, sfruttando il comprensibile risentimento che hanno tutti i cittadini nei confronti degli esattori delle tasse, dai pubblicani di evangelica memoria in poi.

    Lo slogan del Governo

    Di fatto il Governo ha deciso di cavalcare lo slogan del “notaio ricco sfondato” soffiando sul fuoco di un non sopito odio sociale che ancora persiste nel nostro Paese nonostante il crollo del muro di Berlino.
    Odio sociale di cui è ancora permeata la nostra società, perché troppi odiano il vicino perché ha l’erba più verde.
    Basti pensare all’ostilità che ancora oggi si ha nel nostro Paese contro gli imprenditori considerati ancora il “parùn da li belli brachi bianchi” che si cerca di colpire e di ostacolare in ogni modo, salvo il maledirli quando licenziano migliaia di persone perché non ce la fanno più, perché l’azienda fallisce, perché sono costretti a scappare all’estero mettendo su in altri paesi più favorevoli dal punto di vista legislativo, organizzativo e fiscale, l’industria che avevano in Italia, per magari esportare di nuovo in Italia gli stessi prodotti che prima producevano nel territorio nazionale.

    No alla chiusura della industria notarile

    Il Governo Renzi ci pensi molto bene prima di chiudere l’industria notarile!
    L’industria notarile da lavoro a 40.000 dipendenti, già a tale numero diminuiti dai 70.000 degli anni precedenti.
    L’industria notarile produce un servizio ai cittadini che verrebbe definitivamente meno.
    L’industria notarile produce un servizio alla giustizia e alla legalità che verrebbe definitivamente meno.
    Perché se un imprenditore sposta la sua fabbrica di lavatrici all’estero si può continuare ad acquistare in Italia le medesime lavatrici comportando l’operazione solo una perdita di quattrini e di posti di lavoro, perché i ricavi della costruzione delle lavatrici e gli stipendi degli operai vanno all’estero e non in Italia.
    Ma contro la perdita del servizio di tutela dei cittadini e contro la perdita della funzione statale di controllo della legalità non c’è rimedio, perché non sono beni che possono essere acquistati da un’altra parte.

    Fare a meno dei notai

    Si ricordi il Governo che facendo a meno dei notai, poco o molto che sia, lo Stato rinuncia a tutelare il contraente più debole e che non può permettersi una tutela legale così efficace come quella della controparte più ricca e più organizzata.
    Si ricordi il Governo che senza l’industria notarile il Paese fa un passo indietro nella tutela della sicurezza della proprietà privata che è garantita dall’articolo 42 della Costituzione, al pari della salute e del lavoro.
    Si ricordi il Governo che senza l’industria notarile la legge rinuncia al rispetto di tutta la normativa superiore agli interessi delle parti che il notaio garantisce e fa rispettare.
    Si ricordi il Governo che senza l’industria notarile lo stesso Stato avrà difficoltà a raggiungere i propri obiettivi di carattere sociale e di carattere tributario perché sarà privo di un suo rappresentante in un momento essenziale della nostra economia.

    Appello agli avvocati

    Vorrei aggiungere un appello a quegli avvocati, pochi per fortuna, che equivocano sul significato della protesta dei notai.

    Alcuni avvocati dicono infatti che “le lamentele dei notai contro il venire meno della certezza del diritto e del controllo della legalità costituiscono una offesa alla categoria forense quasi che noi avvocati fossimo meno onesti o meno bravi dei notai”.
    Agli amici avvocati io ripeto che il problema che i notai sollevano non ha niente a che vedere né con l’onesta né con la bravura di alcuna professione legale, sia degli avvocati come dei notai.

    Premesso che sul possesso delle cognizioni giuridiche e professionali specifiche avrei ben diritto di interloquire perché, come saprete, ho superato l’abilitazione di avvocato e il concorso in magistratura, ho fatto l’una e l’altra professione, e sarei in grado di dire cosa studiano gli avvocati, cosa studiano i magistrati e cosa studiano i notai, ma non voglio qui uscire fuori tema con considerazioni che potrebbero essere considerate personali, perché l’oggetto dello sgomento del notariato è il venire meno della normativa oggettiva che presiede alla certezza del diritto e al controllo di legalità.

    Dando cioè per scontato che i 250.000 avvocati siano tutti molto più onesti e molto più bravi dei 5.000 notai che hanno dato un pubblico concorso, essi non potranno assicurare al cittadino quelle certezze, quel controllo, perché non hanno per legge i compiti, le responsabilità, le sanzioni, e i molteplici controlli ministeriali che invece hanno i notai.
    Il nuovo ddl concorrenza non sposta affatto le competenze dei notai agli avvocati, come gli slogan governativi cercano di far credere al cittadino, ma li eliminano semplicemente!
    Le visure ipotecarie, con il corollario di controllo della rispondenza tra Conservatoria e Catasto, la redazione dell’atto, sia esso conforme o no a legge, non sono, secondo il ddl concorrenza di competenza degli avvocati, perché la competenza della classe forense è limitata alla autentica delle sottoscrizioni.
    I notai contesterebbero il ddl concorrenza esattamente nella stessa maniera, con le stesse parole, anche se il nuovo istituto della “certificazione di firma”, tipo notary pubblic americano, che il Governo vuole sconsideratamente introdurre in Italia, fosse rimasta nella sola ed esclusiva competenza dei notai!

    Raccomando quindi agli amici avvocati di comprendere che la battaglia dei notai è una battaglia anche per loro, a cui si devono unire, perché è una battaglia contro l’umiliazione delle libere professioni, che colpisce tutti, dai geometri agli ingegneri, dai farmacisti ai medici, dagli avvocati ai notai.

    Opportunità per la classe forense?

    E prego gli amici avvocati di rendersi conto che il ddl concorrenza non costituisce affatto una nuova “opportunità” per la professione forense.
    Cosa si avvicina oggi di più alla nuova “autentica di firma” da notary pubblic italiano? Ve lo dico io, una banale procura. Quanto costa una procura? 100 Euro, e tenendo presente che la procura comporta ancora una sia pur minore responsabilità del notaio rogante, comporta ancora una tassazione per l’iscrizione a repertorio.
    In futuro, con la nuova “autentica di firma” da notary pubblic italiano, certo il cliente non potrà pagare più di 100 Euro. E quanti 100 Euro pagheranno? Una stima oggi ascrive a circa 15.000 atti al mese l’oggetto della riforma, e cioè, dato il maggior numero degli avvocati, circa 100 Euro al mese ogni sedici avvocati.
    Il risultato sarà che la nuova “autentica di firma” sarà non competenza degli avvocati ma terreno di caccia di pochi gruppi organizzati che potranno mettere a stipendio pochi legali, col fine di far meglio i propri interessi, e voi capite a chi mi riferisco.

    Deriva autoritaria

    Io so benissimo, l’ha dimostrato, che Renzi è sordo alle ragioni del buon senso, come lo dimostra il solo fatto di aver formulato una norma così epocale per il diritto italiano nel chiuso di una stanza buia, senza aver consultato nessuno, né assunto sufficienti informazioni.  Altro che deriva autoritaria!
    Io so benissimo che il potere di cui dispone questo Governo gli permette di infischiarsene del buon senso per perseguire autoritativamente i suoi obiettivi di rafforzamento mediatico nell’opinione pubblica, costi quel che costi. Tanto per il politico l’importante è l’effetto pubblicitario oggi.
    Io so benissimo che il potere quasi assoluto che ha Renzi in questo momento gli permette di schiacciare come formiche chiunque non sia d’accordo con lui. Me per primo!

    Ma ciò non fa e non farà venire meno l’impegno dei notai e dei cittadini rispettosi dei valori e delle Istituzioni a ricordare, oggi e in futuro, a tutti i cittadini che diranno sospirando “si stava meglio prima”, che il responsabile fu uno solo, Matteo Renzi.

    notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara

    Qui di seguito il video della I parte del discorso del notaio d’Ambrosio alla manifestazione di Oristano.

    Notai ad Oristano, 9.5.2015 – Intervento del notaio d’Ambrosio ultima modifica: 2015-05-15T01:08:44+00:00 da notaio



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    Categoria: Notai e liberalizzazioni

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