• Notaio e coronavirus – Parte 2

    coronavirus notaio

     

    Come ho già esposto in precedenza tutti gli studi dei notai sono aperti e a disposizione del pubblico, nonostante tutti i decreti, a meno che un provvedimento specifico avente valore di legge non deroghi alla norma esistente. Tale principio, previsto dalla legge e che vi ho riportato nel mio precedente scritto, è stato ribadito anche da una recente circolare del Consiglio Nazionale del Notariato.  Dovete essere ora aggiornati sulle ultime cautele poste in essere a seguito dell’ultimo DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) che però non riguarda direttamente i notai

    Aggiornamento delle cautele nello studio del notaio Massimo d’Ambrosio

    Ovviamente gli studi notarili adottano tutte le precauzioni necessarie per la tutela del notaio, dei dipendenti, e dei clienti.  In concreto, nello studio notarile del notaio Massimo d’Ambrosio si è provveduto – a completamento  di quanto già scritto – ad innalzare la soglia di cautela come quanto segue:

    1. Sanificazione e disinfezione di tutte le superfici orizzontali, di maniglie, penne, porte e oggetti di uso comune due volte al giorno, da parte di personale specializzato
    2. Rispetto della distanza di 1,50 metri tra la clientela, il personale e il notaio
    3. Divieto di ingresso di tutti coloro che non sono indispensabili al rogito. Amici, cugini e spettatori in genere debbono rimanere a casa
    4. Uso da parte di tutti di mascherine, occhiali protettivi, guanti e “face shield” che ciascuno deve portare con se.  Una stipula del notaio Massimo d’Ambrosio da l’idea della situazione ed è riprodotta nella foto di copertina del presente articolo, con la precisazione che  il notaio in quel caso ha adottato anche un camice chirurgico integrale.
    5. Pagamento delle spese anticipato solo a “mani” di un dipendente autorizzato, che adotta cautele speciali.
    6. Divieto assoluto di usare contante. Per eventuali necessità speciali occorre avvertire prima lo studio in modo che si possa procedere ad organizzare una disinfezione speciale delle banconote.
    7. Obbligo di lavaggio continuo delle mani per tutto il personale e per le parti dell’atto notarile. L’operazione, che può essere eseguita in qualsiasi bagno dell’Ufficio consta di due tempi: A) lavaggio accurato con sapone; B) uso del disinfettante che si trova in ogni bagno
    8. Disinfezione dell’ambiente mediante un potente ionizzatore industriale che è in funzione in ufficio nelle ore notturne. Possibile permanenza di un odore pungente nelle prime ore della mattina.
    9. Divieto di stipulare atti fuori dell’ufficio. Il motivo – nell’interesse di tutti – è ovvio: le cautele soprariportate hanno senso se il rogito si svolge in ufficio, mentre per gli atti fuori dell’ufficio, indipendentemente dalla distanza, tutte le cautele a favore dei clienti vengono meno. Esempio tipico è quello del mutuo in Banca: ora con il coronavirus è diventato troppo rischioso per la clientela usufruire dei locali della banca che, sia pur con tutta la buona volontà dei singoli direttori, non hanno la conformazione nè i mezzi per cautele stringenti. Se il direttore di Banca non potesse spostarsi per la firma del mutuo la clientela è invitata a rinviare l’atto a dopo l’emergenza, o scegliere di cercare un altro notaio che la pensi come lui, se ne freghi delle cautele, e rischi la vita con lui per un interesse economico.

    La collaborazione degli utenti

    Ne consegue che va sottolineata l’importanza della collaborazione della clientela nella applicazione delle cautele sopra elencate. Va infatti capita l’importanza della prevenzione e le misure sopra descritte non devono essere interpretate come “stranezze” di un fanatico.  Purtroppo, anche a causa delle ondivaghe opinioni dei nostri politici e delle difficoltà di lettura degli stessi decreti fino ad oggi emanati, che non sono affatto chiarissimi, si è formata una incredibile schizofrenia nel nostro paese: si passa (a volte negli stessi soggetti!) da posizioni di panico ingiustificato ed anzi controproducente, a manifestazioni di incredibile e superficiale leggerezza.

    Nella città di Pescara appena due giorni fa lo scrivente era l’unico in assoluto ad adoperare la mascherina (e i guanti), e i passanti si fermavano (due giorni fa!) a fotografare il sottoscritto col loro cellulare, presumibilmente per poterne ridere poi in famiglia.  Oggi, appena due giorni dopo, a decreto governativo appena emesso, si sono formate lunghissime code di folla accalcata di fronte ai supermercati fino a notte fonda per comprare scorte alimentari, senza valutare che, se ci fosse stato tra loro un esemplare solitario di coronavirus sarebbe stato ben felice di trovare tanti organismi umani così stretti tra di loro da invadere!    Supermercati? Ma che dico! Ho notato addirittura una calca anche di fronte ad una merceria! Perchè? Mi sono informato. Per acquistare pigiami per i familiari che dovessero essere ricoverati d’urgenza in ospedale!

    Seguite sempre i consigli del notaio Massimo d’Ambrosio e tenetevi aggiornati su eventuali altre future cautele consultando periodicamente questo blog!

    Notaio Massimo d’Ambrosio

     

    Il notaio Massimo d'Ambrosio vi informa sempre! Votalo con 5 stelle! Grazie!
    [Voti: 83   Media: 5/5]
    Notaio e coronavirus – Parte 2 ultima modifica: 2020-03-12T09:40:48+01:00 da notaio



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    50 Commenti su “Notaio e coronavirus – Parte 2

    • AlbaFrance7880 ha detto:

      Buongiorno Sig. Notaio,
      volevo sapere come eventualmente giustificare il viaggio mio e di mia moglie presso gli uffici del notaio per un rogito con l’autocertificazione richiesta dalle forze dell’ordine.
      Grazie per la sua disponibilità.
      Cordiali Saluti,
      Alberto.

      • notaio ha detto:

        L’autocertificazione la può sottoscrivere solo lei, a richiesta delle forze dell’ordine. Per me un rogito è sempre un motivo importante di primaria necessità. Se invece le impediscono di procedere si prenderanno la responsabilità personale per i danni e l’eventuale inadempimento.

    • Andrea C ha detto:

      Salve Sig. Notaio,
      Il mio rogito notarile è stato rimandato causa questa emergenza sanitaria.
      Sembra che non sarà possibile eseguire l’atto prima della scadenza dell’attuale decreto emanato dal governo fino al 25 marzo.
      Ritengo siano molto probabili ulteriori prologhe e misure più restrittive, ed ho il timore che scadano i termini per andare al rogito notarile concordati con la parte venditrice.
      Cosa mi consiglia di fare ? Grazie

      • notaio ha detto:

        Non so capire i motivi del rinvio: gli studi notarili sono aperti, sia pur in mezzo a tante difficoltà. Cerchi di chiarire l’equivoco e, in caso negativo, si precostituisca le prove che lei non è responsabile per l’inadempimento eventuale

    • Mirus ha detto:

      Bongiorno Notaio d’Ambrosio,
      Grazie per i Suoi chiarimenti.
      Anche io come tanti ho la necessità di recarmi dal Notaio per la firma di un atto, nel mio caso di una Surroga.
      Ha già chiarito che la Sua opinione è che io sia giustificato e recarmi presso lo studio notarile, tra l’altro il notaio come publico ufficiale avrebbe l’obbligo di denuncia nel caso stessi commettendo un reato o sbaglio?
      Mi chiedo però se anche gli ufficiali di polizia incaricati dei controlli siano della stessa opinione, e se lo sarebbe il giudice al quale dovrei fare ricorso se mi comminassino una sanzione o peggio.

      Sarebbe possibile sollecitare l’ordine dei notai in modo da chiarire il punto in maniera ufficiale.
      Grazie

      • notaio ha detto:

        Il Consiglio Nazionale del Notariato ha spesso sollecitato e suggerito testi chiari. Non mi sembra però che il Governo intenda occuparsi dei suggerimenti degli esperti nella singola materia. Se la fermano però, e sbagliano, qualcuno sarà responsabile dei danni. Comunque non tema nulla dai notai: non hanno compiti di Polizia Giudiziaria e quindi nessuno le dirà nulla.

    • pavoneblu ha detto:

      Buongiorno,
      Ho stipulato il rogito oggi per una casa che si trova in un altro comune. Lei mi sa dire se ho la possibilità di recarmi nella nuova casa con l’autocertificazione? Ovviamente devo procedere a sistemarla e a traslocare.
      Devo prima procedere al cambio di residenza?
      Come posso fare?

      • notaio ha detto:

        La mia opinione è nota: l’acquisto di casa e le incombenze susseguenti sono motivi giustificativi per lo spostamento. E’ però vero che i Decreti non sono chiarissimi, e quando non c’è chiarezza si lascia spazio alla interpretazione di tutti

        • DI MASSO LUIGI ha detto:

          Buongiorno EGR. Notaio,

          volevo sottoporle quesito, io e mia moglie abbiamo acquistato un immobile che doveva venire pronto per fine aprile, ma con lo stop dei lavori edili causa CORONAVIRUS, questo difficilmente avverrà.
          Il problema e che per l’acquisto di questa nuova casa abbiamo già venduto e rogitato la nostra in cui abitiamo e come d’accordi dovremo liberarla!
          Questo tempo di “fermo cantieri” può essere applicato a carte già firmate?

          Grazie

          Saluti

          • notaio ha detto:

            Un bel problema: bisognava aspettare prudentemente per l’acquisto. Comunque, a mio parere, l’emergenza coronavirus è giustificazione sufficiente per ritardare la liberazione della casa di provenienza

    • Chiara Ghezzi ha detto:

      Egr. Notaio, vorrei sapere cortesemente se anche alle sue dipendenti ha fornito questo tipo di protezione.
      La ringrazio e la saluto cordialmente.

    • Daniel86 ha detto:

      Buongiorno.
      Ho firmato un contratto di affitto lunedì mattina.Nel pomeriggio volevo cominciare a spostare i miei effetti.Vengo fermato nel ritorno dalla polizia, che nonostante avessi il contratto con me,e l’autocertificazione,volevano denunciarmi.Alla fine mi hanno fatto un megacontrollo (1 ora di domande),e rilasciato,raccomandando di non uscire assolutamente di casa, perché il trasloco non è una scusa di necessità… Ora,io ho già pagato il mese delle nuova locazione,e me ne stó in casa.Volevo chiederle se invece posso effettuare il trasloco o in caso negativo,a chi posso “addossare” le spese già pagate,o che dovrò continuare a pagare senza usufruirne.Grazie

      • notaio ha detto:

        Purtroppo i Decreti emessi non brillano di chiarezza. Se la polizia ha sbagliato la responsabilità è loro, che le hanno impedito di proseguire. Debbo osservarle però che una causa sull’argomento è lunga e costosa.

    • alhabor ha detto:

      Egregio Notaio,
      siamo i venditori in una stipula fissata per metà Aprile;pur avendo volontà di finalizzare il rogito, se continuasse il blocco previsto dal decreto siamo impossibilitati a procedere con il trasloco (sia in quanto non sono operative le imprese specializzate , sia in quanto non so se siano giustificabili i nostri spostamenti fra vecchia e nuova abitazione per finalizzare lo spostamento dei nostri oggetti personali).
      Si può prefigurare lato nostro una inadempienza ?
      Vorremmo comunque proporre all’acquirente di procrastinare l’atto viste queste difficoltà.
      buona giornata

    • giuseppepimlico ha detto:

      Gentile Notaio,

      anzitutto grazie per le informazioni condivise. Dovrei stipulare il rogito – fissato nel compromesso al 20 di marzo – per l’acquisto di una casa a Milano. Abbiamo concordato con la parte venditrice di spostare il rogito al 26 di marzo per due motivi:

      1. il ritardo causato dal nostro operatore bancario, che ha fatto “casino” e ha ritardato tutta la procedura di rilascio del mutuo. La delibera dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, prima del rogito.
      2. la situazione attuale, che sta rallentando il lavoro del notaio.

      In preparazione all’incontro, il nostro notaio ci ha inviato un documento in cui si solleva da responsabilità relative al ritardo della scrittura pubblica del rogito.

      Quindi Le chiedo: come possiamo tutelarci dalla possibilità che la scrittura avvenga con grande ritardo, e che quindi la parte venditrice “se ne approfitti”, cercando di vendere l’immobile a terzi?
      Inoltre, è possibile avere qualche forma di tutela dal punto di vista legale, che ci sollevi da eventuali ritardi relativi all’erogazione della delibera del mutuo, o altri ritardi legati ai decreti del Governo, vista la situazione attuale? Non vorrei che la parte venditrice (che ha dimostrato problemi seri dal punto di vista psicologico) cerchi di approfittarsi della situazione e tenere la caparra.

      La ringrazio molto. Distinti saluti

      Giuseppe P.

      • notaio ha detto:

        Purtroppo la legge prevede, proprio per evitare questi problemi, l’istituto del preliminare trascritto e registrato. Non essendosi adottate in precedenza le precauzioni opportune ora occorre accordarsi con la parte venditrice: le suggerisco di rivolgersi ad un avvocato anche per la determinazione di una nuova scadenza

    • alberto - milano ha detto:

      Buongiorno,

      ho stipulato (e registrato) il compromesso per la vendita della mia attuale abitazione e per l’acquisto di una nuova casa, entrambe a Milano, prima che scoppiasero gli effetti imprevisti e nefasti del Coronavirus.

      In entrambi i compromessi ci si è impegnati a rogitare entro il 30 settembre.

      In sede di compromesso di acquisto ho ricevuto la delega da parte dei venditori a fare lavori di ristrutturazione, delega riportata e sottoscritta nell’atto di compromesso e anche sul modulo apposito previsto dal Comune di Milano.

      La nuova abitazione deve essere ristrutturata quasi completamente, ma l’impresa è attualmente ferma per via dei controlli della polizia che ha già comminato due multe ai muratori dell’impresa.

      Finora i ritardi sui lavori sono gestibili, tuttavia sono molto preoccupato perché se i blocchi attuali saranno prorogati per altre 4-8 settimane rischio concretamente di non poter onorare le scadenze di entrambi i rogiti di vendita e acquisto senza esser costretto a trasferirmi temporaneamente in affitto altrove, sostenendo anche gli impatti di un doppio trasloco (mobili esistenti inclusi).
      Purtroppo, su entrambi i compromessi non è presente una clausola di subordinazione legata al completamento dei lavori di ristruttrazione.

      Fino a metà-fine aprile attenderò, nel frattempo Le chiedo: se mi troverò in caso di necessità e non riuscissi a concordare un rinvio dei rogiti con le controparti, sarei tutelato e/o potrei difendermi in modo solido considerato che a Milano purtroppo molte imprese sono oggettivamente letterlamente bloccate?

      Secondo lei come valuterebbe questo caso un giudice? E cosa mi consiglia per evitare comunque le vie legali che sono purtroppo sempre lunghe e costose?

      La ringrazio in anticipo,
      Alberto

    • AlbaFrance7880 ha detto:

      Buonasera Sig, Notaio,
      alla luce delle nuove disposizioni negli spostamenti, e avendo io nei prossimi giorni un rogito presso un notaio in altro comune, anche se non troppo lontano, come posso giustificarlo sul nuovo modello di autocertificazione? Purtroppo il rogito, essendoci anche un contratto di mutuo concomitante, risulta indifferibile.
      Grazie della sua disponibilità.
      Cordiali Saluti.

    • Bravissimo1981 ha detto:

      Buon pomeriggio Sig. Notaio e complimenti per il blog.
      Le volevo chiedere un consiglio. Ho acquistato casa firmando un compromesso e registrato ad ottobre 2019 in cui in accordo col proprietario avevamo pattuito il rogito entro il 20. 04.2020.
      Ora i proprietari mi chiedono una proroga all’atto poiché con questa emergenza sanitaria l’impresa edile della loro nuova casa non lavora e quindi impossibilitati a trasferirsi.
      Le chiedo due cose:cosa succede se il rogito non viene fatto entro la data scritta nel compromesso, regolarmente registrato, non per colpa mia ovviamente?
      Ho la delibera del mutuo in scadenza proprio a fine aprile…. è possibile chiedere senza penali una proroga alla banca?
      In attesa di un suo gentile riscontro le auguro una buona giornata

    • Fede.Brusa ha detto:

      Egregio Notaio,
      Io e il mio compagno i primi di febbraio, prima dell’arrivo della pandemia covid 19, abbiamo venduto il nostro appartamento, tramite agenzia immobiliare, ora avvremmo il trasloco fissato con la ditta per il 20 aprile ( ma se le restrizioni rimangono tali loro sono impossibilitati, come da decreto, a lavorare) ed il rogito notarile fissato per il 23 aprile, data in cui dovremmo consegnare le chiavi dell immobile libero di cose e persone… Pertanto se slitta il trasloco slitterà anche il rogito, nel frattempo la proposta per l acquisto del nuovo immobile é stata accettata in data 25/03, noi siamo gia in possesso di una predelibera reddituale ( voucher mutuo) rilasciata dall istituto di credito al quale ci siamo affidati per la richietsa di mutuo, ora avrebbero dovuto verificare, con l ausilio dinub perito da loro incaricato, che i documenti dell immobile fossero ok per erogarci il mutuo, ma la filiale alla quale ci siamo affidati é attualmente chiusa, quindi siamo bloccati anche su questo fronte!!!
      In questa situazione noi brancoliamo nel buio piu totale, ho da poco letto un articolo dal quale si evince che “Chi però avesse avviato la pratica di mutuo prima dell’emergenza, “potrà continuare a portarla avanti, mettendo in conto però un possibile allungamento delle tempistiche che lo separano dal momento dell’erogazione del finanziamento da parte della banca, – spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it. – Tutti gli operatori coinvolti nel rogito e nell’erogazione del finanziamento continuano a lavorare, seppur magari con una rimodulazione degli orari di lavoro, pertanto non dovrebbero esserci problemi nel portare a termine l’iter, se non, appunto, un possibile allungamento dei tempi dato anche dalla necessità di dover mettere in dialogo diverse figure professionali in una situazione complessa come quella attuale”. Quale consiglio potrebbe darmi??
      Ringraziandola anticipatamente
      Cordiali saluti

      • notaio ha detto:

        Certo, le banche sono (teoricamente) aperte e le istruttorie del mutuo vanno (teoricamente) avanti come al solito. Consiglio però di integrare e modificare il preliminare tenendo conto della nuova realtà, onde evitare incresciosi equivoci legali in futuro

    • Antonio V ha detto:

      Buonasera,
      Ho stipulato un preliminare di compravendita (regolarmente registrato) per la vendita della mia attuale casa con l’indicazione delle scadenze di pagamento (entro aprile versamento caparra e entro giugno rogito).
      L’acquirente ora mi comunica che la sua banca non gli garantisce il rispetto della data di accettazione della richiesta di mutuo. Inoltre da parte mia non posso garantire la data di rogito, perché a mia volta sto acquistando un nuovo immobile da un costruttore che ha interrotto i lavori del cantiere e che non è in grado di darmi delle nuove tempistiche.
      Come mi conviene procedere dal momento che non abbiamo date certe per riformulare l’accordo? E’ sufficiente un accordo tra le parti (ratificato tramite PEC) che faccia riferimento ad esempio all’articolo 91 del Decreto Cura Italia?
      Grazie della Sua disponibilità.
      Cordiali saluti,
      Antonio

    • RobertS ha detto:

      Buongiorno Egr. Notaio,

      lo scorso febbraio è stata registrata una proposta di acquisto dopo delibera di mutuo per la parte acquirente, la scadenza fissata per l’atto è fine Giugno, nel caso l’acquirente si “tirasse indietro” all’ultimo momento per via di problemi legati al COVID-19, posso rivalermi e in che modo?
      La vendita del mio immobile è fondamentale per l’acquisto del nuovo immobile che ha atto entro luglio.
      grazie

      • notaio ha detto:

        No, la causa di forza maggiore derivante dal coronavirus può giustificare un ritardo, non un inadempimento. Comunque va valutata la circostanza caso per caso. Suggerisco di procedere cautelativamente con un preliminare trascritto.

    • tommaso7 ha detto:

      Gentile notaio
      Ho fatto poco prima dell’emergenza corona virus, tramite agenzia immobiliare, una proposta per l’acquisto di un immobile che sarà pronto a novembre 2020. La proposta è stata accettata ed ho versato una caparra di 8.000 euro.
      Ora la situazione è molto cambiata. Parte del denaro che mi serve per il preliminare e poi per il rogito è investita in borsa ed ora se dovessi disinvestire mi troverei a perdere una bella somma. In famiglia mia moglie è in cassa integrazione ed io essendo lavoratore autonomo non ho più possibilità di guadagnare. Insomma per farla breve siamo molto preoccupati ed il futuro è sicuramente incerto. Tra l’altro il cantiere è fermo e non sappiamo neanche quando riprenderanno i lavori e se ci saranno inevitabilmente dei ritardi.
      Possiamo rinunciare all’acquisto dell’immobile? Perderemmo la caparra? Dovremmo pagare l’agenzia immobiliare in ogni caso?
      Grazie per l disponibilità
      Tommaso

      • notaio ha detto:

        se avete fatto il preliminare l’agenzia va pagata. per quanto riguarda l’affitto le suggerisco un accordo con l’altra parte perchè, al momento, la sola esistenza dello stato emergenziale non è automaticamente una giusta causa di recesso.

    • Luciana ha detto:

      Gentile Notaio,
      a breve ho un rogito per la vendita di una casa che la controparte acquista con mutuo. Il rogito sarà nella regione dove risediamo ma al momento siamo in altra regione. Il rogito costituisce una “situazione di necessità” come previsto dall’ultimo DCPM e quindi sono esentata dal periodo di quarantena o devo muovermi con due settimane di anticipo rispetto alla data di suddetto rogito?
      La ringrazio in anticipo per la sua risposta
      Luciana

    • Dome ha detto:

      Buona sera Notaio

      Le scrivo per esporle la mia situazione.
      Dovevo rogitare i primi di aprile per acquisto prima casa tramite mutuo.
      Il rogito,vista l’emergenza sanitaria, è stato rimandato a fine aprile poiché le conservatorie In Lombardia sono chiuse.
      Volevo sapere se fosse possibile rogitare ugualmente e registrare l’atto in via telematica oppure bisogna aspettare che le conservatorie riaprono, aggiungo che ho già fatto presente che entro la fine di maggio devo liberare l’appartamento dove risiedo adesso.

      La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità.

      • notaio ha detto:

        Purtroppo con le Conservatorie chiuse il notaio non può nè eseguire i controlli prima dell’atto, nè portare a compimento l’atto successivamente. La registrazione telematica se le Conservatorie sono chiuse viene respinta

    • gianni79 ha detto:

      Buongiorno, secondo l’ultimo Decreto sono slittate per caso le date riguardo i limiti di stipula?..per esempio le compravendite o le donazioni da stipulare entro un anno da acquisto di un immobile come prima casa, che servono a non perdere le agevolazioni fiscali avute per la prima casa?
      La ringrazio.

    • mauraccio ha detto:

      Egregio Notaio,
      una donna ucraina (ora compagna dello scrivente) vedova, era sposata con uomo italiano deceduto da poco (16/12/2018). Ha ereditato 1/3 della proprietà dell’appartamento in cui ha vissuto col marito per oltre 10 anni. Alla morte del marito, i due figli di quest’ultimo (divenuti eredi per 2/3, già figli solo di lui e di precedente moglie), hanno voluto la vendita dell’appartamento dove la donna ucraina abitava.
      Quest’ultima per quieto vivere (nei confronti dei figli di lui) ha acconsentito alla vendita e nel frattempo ha cercato un appartamento da comprare. Giunto il momento del rogito e consegna dell’appartamento al compratore, la donna ucraina, non avendo ancora trovato un appartamento da acquistare in cui trasferirsi per abitarvi, ha giocoforza dovuto accettare una sistemazione provvisoria in affitto (una stanza con bagno e cucina comune con estranei). Ha poi trovato un appartamento, per il quale ha sottoscritto (tramite Agenzia Imm.) proposta di acquisto (con assunzione di stipula rogito entro il 26/03/2020. Intanto, divenendo insopportabile la condizione di vita in affitto, per il costo e lo stato di comunanza/promiscuità, oltre che di freddo (per imposizione del locatore), ha ritenuto di tornare in Ucraina fino a quando non fosse giunta la data di rogito e di possibilità di occupazione dell’alloggio acquistato (in cui trasferirsi definitivamente). Al momento di procedere alla stipula del rogito (26/03/2020), non è stato possibile rientrare in Italia per stipulare l’acquisto, a causa delle restrizioni conseguenti al Coronavirus.
      Siccome ora, la possibile protrazione delle misure di prevenzione COVID19, le impedisce il rientro dall’Ucraina in Italia, e per converso, la possibilità di onorare l’impegno di stipula del rogito di acquisto,
      Lei Notaio, può dire se esista una soluzione di perfezionamento in una forma particolare di stipula (“ricorrendo allo strumento del contratto a favore del terzo” – ci dice l’agenzia immobiliare) posto che il venditore, a propria volta, è bloccato da questa “involontaria inadempienza”, e posto anche che il venditore dovrebbe perfezionare, a scadenza, (pena inoltre la perdita di finanziamento bancario agevolato e benefici prima casa, per non aver venduto il suo appartamento all’ucraina). Tutto ciò, tenendo conto che il sottoscritto, in quanto compagno, potrebbe assoggettarsi a qualsiasi impegno che permettesse di dare soluzione al problema?
      Le sono molto grato per il suo impegno divulgativo di utili e preziose informazioni generali, ma ancor più e incommensurabilmente, se Ella potrà offrirmi qualche soluzione a un caso che rischia di procurare gravi conseguenze sul piano della salute dei coinvolti.

      • notaio ha detto:

        Grazie delle sue buone parole! Nel caso specifico mi sembra che la soluzione sia ovvia: vada da un notaio ucraino e prepari una procura ad una sua persona di fiducia in Italia che si recherà dal notaio e acquisterà per lei. La procura può essere spedita per posta.

    • ale79 ha detto:

      Buonasera Sig. Notaio, da inizio marzo ho rimandato di comune accordo con l’acquirente la stipula della vendita di una mia proprietá in Campania (io abito a Trieste).
      Una nuova data è stata stabilita il 24 maggio. Sarei intenzionata a andare in macchina da sola in giornata e fare subito ritorno, ma leggendo l’ordinanza n. 41 della Campania mi viene il dubbio che mi possano trattenere per 14 giorni.
      Ho letto a fondo e si fa cenno a chi torna in Campania, ma il mio viaggio avrebbe una durata circorscritta e di una durata brevissima. Le mie motivazioni mi sembrano a questo punto di necessità, anche di natura economica per i programmi e impegni presi, che senza vendita rischiano di crearmi grandi disagi. Cosa mi consiglia? L’ordinanza mi riguarda? La ringrazio molto.

      • notaio ha detto:

        Prima del 3 giugno è vietato lo spostamento tra Regioni, salvo che per ragioni di necessità. Può provare e presentare l’autocertificazione nel caso in cui la fermino le forze di polizia. Ritengo che la stipula di un rogito non rinviabile sia causa di necessità.

    • mario ha detto:

      Notaio buonasera, sono in procinto di acquistare una casa per cui ho fatto il compromesso a settembre. La venditrice sta facendo i lavori alla casa nuova ma ovviamente con il lock down i lavori hanno subito ritardi per cui mi ha chiesto di spostare il rogito da fine maggio a fine luglio. E’ una signora anziana quindi la vorrei aiutare ma non oltre fine luglio e comunque per venirle incontro incorro in spese (b&b per me e deposito per i miei mobili) che non penso di dover sostenere io. In ogni caso vorrei bloccare la nuova data come inderogabile. Le mie domande dunque sono due:
      1) posso richiedere le spese che dovrò sostenere derivanti dal suo ritardo (cosa che avevo peraltro previsto nel preliminare) oppure il precedente lock down la esonera dalla colpa?
      2) nel caso in cui ci accordassimo per una nuova data e ci fosse un ulteriore lock down per cui non riesce a ristrutturare la nuova casa, posso pretendere che rispetti la data di vendita e vada da un parente o trovi un’altra sistemazione? O comunque posso richiedere ulteriori rimborsi?

      Forse il tutto si può riassumere in “il lock down giustifica un venditore a posticipare una vendita senza incorrere nelle sanzioni previste dagli accordi tra le parti?”

      La ringrazio anticipatamente per il consulto e mi perdoni la lungaggine
      M.

      • notaio ha detto:

        Il decreto cura italia ha espressamente disciplinato questa ipotesi prevedendo che “Il rispetto delle misure di contenimento di cui presente decreto è sempre valutata ai fini dell’esclusione, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1218 e 1223 c.c., della responsabilità del debitore, anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti’.

    • icnib ha detto:

      Egregio Notaio lo scorso anno ho aderito alla rottamazione ter e saldo e stralcio e ad inizio anno (20/01/2020), tramite un mutuo preso in banca, ho pagato tutte le cartelle dal 2000 al 2017 ora vorrei far togliere due ipoteche che Equitalia mi aveva messo nel 2006 e 2008 e un pignoramento crediti verso terzi (poste Italiane ho dei buoni fruttiferi) del 2018, ho controllato tutte le cartelle e gli atti e sono tutti pagati, le ipoteche sono su 1/6 di un appartamento dove abitava mia madre che, purtroppo nel frattempo è deceduta. Ora da un mese sono diventato proprietario della metà di questo appartamento (l’altra metà è di mio fratello) e lo vorremmo vendere, ma ovviamente con queste ipoteche non si può. A chi mi devo rivolgere per farle togliere? O l’Agenzia Entrate lo deve fare d’ufficio visto che tutte le cartelle che riguardavano le suddette ipoteche o pignoramenti sono state pagate?
      Ringrazio anticipatamente

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