• il notaio e le esenzioni fiscali immobiliari nelle separazioni e nei divorzi

    esenzioni fiscali notaio separazione divorziIn sede di separazione o divorzio sorge quasi sempre l’esigenza di regolare i rapporti patrimoniali tra i coniugi, quali, soprattutto, l’assegnazione della casa coniugale e/o di altri immobili acquistati insieme durante il matrimonio. Il legislatore ha voluto agevolare e promuovere gli accordi patrimoniali presi in tale sede, già di per sè conflittuale nella maggior parte dei casi, prevedendo un’esenzione fiscale a tutti gli atti di trasferimento immobiliare relativi ai procedimenti di separazione e divorzio. L’articolo 19 della L. n. 74/1987 dispone che: “tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché ai procedimenti anche esecutivi e cautelari diretti ad ottenere la corresponsione o la revisione degli assegni di cui agli artt. 5 e 6 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, sono esenti dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa”.
    Tale esenzione è stata poi confermata e ribadita dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare 2/E del 21 febbraio 2014, anche dopo la riforma dell’imposta di registro che ha abrogato la maggior parte delle esenzioni fiscali precedentemente previste.

    Esenzioni fiscali anche nelle separazioni oltre che nei divorzi

    La Corte Costituzionale ha chiarito che tale norma, dettata solo per il caso di divorzio (procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio) si applica anche nell’ambito dei procedimenti di separazione personale (consensuale e giudiziale), ossia nella fase che precede il divorzio.
    Inoltre la Circolare 21 giugno 2012, n. 27 ha previsto che l’esenzione fiscale prevista dall’articolo 19 della legge n. 74 del 1987 deve ritenersi applicabile anche alle disposizioni patrimoniali in favore dei figli disposte in accordi di separazione e di divorzio a condizione che il testo dell’accordo omologato dal tribunale, al fine di garantire la certezza del diritto, preveda esplicitamente che l’accordo patrimoniale a beneficio dei figli, contenuto nello stesso, sia elemento funzionale e indispensabile ai fini della risoluzione della crisi coniugale.
    Fino a qualche tempo fa la Cassazione era ferma nel ritenere applicabile l’esenzione solo “a tutti gli atti e convenzioni che i coniugi pongono in essere nell’intento di regolare sotto il controllo del giudice i loro rapporti patrimoniali conseguenti allo scioglimento del matrimonio o alla separazione personale, ivi compresi gli accordi che contengono il riconoscimento o il trasferimento della proprietà esclusiva di beni mobili ed immobili all’uno o all’altro coniuge” e nel non ritenerla operante “quando si tratti di atti ed accordi che non siano finalizzati allo scioglimento della comunione tra coniugi conseguente alla separazione, ma siano soltanto occasionalmente generati dalla separazione”. Con una recente sentenza (n. 3110/2016), invece, la Cassazione ha fatto proprie e recepito le critiche relative alla distinzione tra accordi di separazione propriamente detti e accordi stipulati “in occasione della separazione”, estendendo l’esenzione in parola a tutti gli accordi che prevedano, nel contesto di una separazione tra coniugi, trasferimenti patrimoniali dall’uno all’altro coniuge o in favore dei figli.

    L’intervento obbligatorio del notaio

    Anche se sarebbe teoricamente prevista la possibilità di trascrivere il passaggio di proprietà direttamente con il provvedimento di omologa da parte del Giudice, senza rivolgersi al Notaio, in quanto esso è una sentenza vera e propria, i Tribunali preferiscono inserire nell’accordo omologato non il trasferimento ma l’assunzione di un impegno da parte dei coniugi ad attuare il trasferimento dinanzi al Notaio, sempre ovviamente con l’esenzione da tutte le imposte. Questo per molti motivi: basti pensare agli adempimenti che si accompagnano al trasferimento immobiliare (sia quelli preliminari che quelli successivi), che sono molto complessi e sicuramente le parti hanno maggiori garanzie di tutela se il trasferimento avviene a cura di un Notaio piuttosto che farseli da soli. Inoltre un atto di trasferimento, affinchè sia trascrivibile, deve contenere una molteplicità di menzioni, di controlli, di dichiarazioni (come quella sulla regolarità catastale o sulla regolarità edilizia ed urbanistica), di documenti da allegare che possono cambiare da caso a caso, e che  non possono nè essere rimessi alla responsabilità del giudice (il quale non è tenuto a verificare la correttezza dei dati catastali e relativi alla titolarità del bene, come pure l’esistenza di oneri e vincoli e così via), nè possono neppure essere materialmente compiuti tramite una sentenza del Giudice. Vi immaginate voi una sentenza con allegate le piantine catastali e il certificato di prestazione energetica? Eppure senza l’allegazione dell’APE, per esempio, la sentenza è intrascrivibile.

    Ecco perchè è necessario un atto notarile separato ed autonomo, ancorchè richiami la sentenza di omologazione massimamente per i fini fiscali di cui s’è detto, e la esperienza evidenzia che in tutti i casi in cui si è tentato di trascrivere una sentenza di omologazione il Conservatore, nel massimo rispetto della autorità del Giudice, ha rifiutato sempre la trascrizione.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    il notaio e le esenzioni fiscali immobiliari nelle separazioni e nei divorzi ultima modifica: 2017-08-21T17:48:36+00:00 da notaio
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    Categoria: Info e novità fiscali

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