• Il notaio Massimo d’Ambrosio al 49° Congresso Nazionale del Notariato – Roma 2014

    il notaio d'ambrosio - relazione al congresso notariatoNei giorni 6 e 7 novembre 2014 si è tenuto a Roma il   49°   Congresso Nazionale del Notariato  sul tema “Il contributo del notariato per la competitività del Paese”. Dopo il saluto del Presidente della Repubblica e le relazioni dei Presidenti del Consiglio Nazionale del Notariato e della Cassa Nazionale del Notariato all’autorevole assise nazionale è intervenuto il Ministro della Giustizia.
    Nel successivo dibattito congressuale, che si colloca in un momento drammatico della vita economica, sociale e giuridica del Paese, e a cui hanno partecipato più di duemila notai, è intervenuto anche il Notaio Massimo d’Ambrosio con il discorso che vi presentiamo nel video integrale che qui segue.
    L’intervento è stato accolto molto favorevolmente dalla assemblea, che ha sottolineato calorosamente con i suoi applausi i passaggi salienti della esposizione del notaio di Pescara svolta sul tema “Nuove frontiere per la tutela della categoria notarile”

    Il video integrale dell’intervento al Congresso Nazionale del Notariato

     

    Senza voler nulla togliere efficacia al breve intervento (5 minuti) del notaio d’Ambrosio che si è rivolto agli uditori parlando spontaneamente, da amico e collega, come si potrà constatare nel video integrale, si è cercato con quanto qui di seguito riportato di fornire al lettore anche un testo sistematico sugli spunti di riflessione che il notaio d’Ambrosio ha fornito alla assemblea:

    Nuove frontiere per la tutela della categoria notarile

    Le mie parole non riguardano nessuno di voi ma costituiscono osservazioni generali sulla politica di categoria.
    Neppure le mie parole vogliono essere critica di quanto meritevolissimamente compiuto dai nostri organi esponenziali: esse vogliono essere un richiamo alle nuove sfide che il notariato deve affrontare per mantenere la sua dignità e il suo ruolo.

    Detto ciò richiamo alla vostra attenzione tre aspetti importantissimi sui quali, a mio avviso, la categoria non può prescindere se vuole avere il futuro che gli spetta.

    Complesso di colpa

    La categoria è affetta da troppi anni da una specie di “complesso di colpa”, ritenendo erroneamente che si possano risollevare le sorti e il prestigio del notariato incrementando la severità nei confronti dei singoli notai, o elaborando nuove fattispecie di accusa, in una ricerca autolesionista quanto fallace di “purificazione” della categoria.
    A qualcuno – non so a chi nè quando – è venuto in mente di rispondere alla deprecabile quantità di fango che viene gettata ormai quotidianamente contro il notariato assumendo atteggiamenti intransigenti, per dimostrare all’esterno che noi siamo bravi e buoni, tant’è che i brutti e i cattivi tra di noi siamo i primi a colpirli e a perseguirli.
    Da qui il tempo, le energie, il danaro, profuso nell’elaborare sempre più complessi procedimenti disciplinari, normative deontologiche, soffocanti protocolli notarili, senza accorgersi che tutta questa attività porta esattamente all’effetto contrario.
    Tutto ciò non ha funzionato affatto, e non ci siamo resi conto che gli argomenti che elaboriamo per stigmatizzarci reciprocamente vengono ripresi di pari passo all’esterno, e vengono adoperati per fare di tutta erba un fascio e accusare in generale l’intera categoria!
    Che in questo modo si possa acquisire benevolenza e considerazione nell’opinione pubblica e nella classe politica è una idea fallace e suicida.
    Non devo essere io a ricordarvi che ogni società disunita all’interno è destinata a soccombere e scomparire, e gli eventuali successi tattici per ritardare la fine definitiva costituiscono solo strascichi dolorosi senza speranza.

    Interrompiamo quindi ogni sforzo, ogni iniziativa, ed ogni energia, finalizzata a combattere tra di noi, e dedichiamoci tutti assieme, con unità di intenti, alla difesa della categoria tutta, passando attraverso la difesa delle funzioni notarili, delle sue prerogative, e, perché no, anche di ogni singolo notaio.

    L’opinione pubblica

    Grandi sforzi, specie economici, sono stati rivolti negli anni passati alla organizzazione di importanti convegni di studio, di approfondimenti giuridici pregevolissimi, di attività di ricerca dottrinale, che sicuramente il mondo e ci invidia. Lodevolissimo. Ma tutto ciò non riguarda affatto i nostri problemi quotidiani e le battaglie che dobbiamo intraprendere per la nostra sopravvivenza.
    Le energie profuse per tali pur importanti iniziative, e per tante altre lontane dalla constatazione immediata dell’opinione pubblica, devono essere rivolti al pubblico, poiché la cittadinanza, la clientela, il legislatore, si disinteressano delle iniziative di alto livello, quando anche non siano controproducenti perché stimolano una valutazione trasudante cupidigia per la perfezione e la ricchezza della organizzazione degli eventi.
    Occorre dirottare gli sforzi verso iniziative che siano subito produttive a favore della categoria. Non un solo attacco al notariato deve rimanere senza ferma ed efficace risposta, né nella stampa , né in televisione, né in internet, né nelle sedi politiche, né nelle stanze del potere. E’ il momento di una aperta, leale, contrapposizione, nella considerazione che ormai il fairplay dello studioso non è più produttivo.
    Si assumano iniziative concrete, capillari, da porre in essere ogni giorno e col contributo di tutti i Notai, per far capire all’opinione pubblica che non è vero che il notaio è un vampiro succhia-soldi, che non è vero che incassa tutti questi quattrini senza far nulla, che non è vero che la categoria notarile è un residuato medievale che affligge solo il nostro paese, che non è vero che si tratta di un’attività che può compiere qualsiasi diplomato spingendo il tasto enter di un computer, e così via.

    Ormai la situazione è chiara: ci governa l’opinione pubblica, ci governano le dicerie frutto di un antico odio di classe che non è venuto meno con l’abbattimento del muro di Berlino, e i politici non hanno quella autonoma capacità di discernimento che sarebbe da loro dovuta al Paese: se il pubblico dice, ripete, e insiste a ripetere, che i notai vanno aboliti o ridimensionati i politici seguiranno queste idee per compiacere i loro elettori, anche se ciò costituisca danno grave agli interessi economici e giuridici del Paese.

    Il Santo Padre Papa Francesco ha ricordato nella omelia di S. Marta il 23 ottobre scorso che il nostro tempo è caratterizzato da tendenze primitive che elaborano capri espiatori su cui far ricadere una punizione per tutti i mali che affliggono la comunità. Ebbene, io trovo nell’atteggiamento contro il notariato proprio il riscontro della drammatica analisi condotta dal Papa.

    Spending review

    C’è la crisi, e così come ogni cittadino ha il diritto di chiedere al Presidente del Consiglio che abbatta il debito pubblico risparmiando, così come già da anni fa ogni famiglia italiana, anche noi Notai abbiamo il diritto di chiedere di porre mano a drastiche riduzioni della spendita del nostro danaro.
    Troppe volte abbiamo avuto l’impressione che ci si comporti nei nostri confronti come se noi fossimo sudditi che hanno il solo compito di pagare, pagare, e pagare.
    Occorre ridimensionare le spese, a tutti i costi, sia perché è ingiusto continuare ad aumentare le aliquote nei confronti della categoria, come se fosse un pozzo senza fondo, sia perché il drenaggio del danaro non sembra aver dato i risultati sperati.
    Come si fa a non rendersi conto che troppe iniziative suscitano solo avidi desideri di concupiscenza che fomentano l’odio di classe di cui la categoria, volente o nolente, è ancora vittima! Vi cito solo l’idea – sbagliatissima – di esibire una Maserati lussuosissima in questi nostri spazi congressuali, che ben ci ha fatto meritare la ironia sulle nostre dichiarazioni dei redditi – per fortuna benevolmente – addirittura di alcuni relatori.
    Si ponga inizio ad un programma di risparmio, si vendano i beni, si diminuisca la pressione economica contro il Notariato, si rifugga dalla tentazione di esercitare il potere impositivo nei confronti dei soggetti, e si utilizzi il danaro risparmiato per iniziative essenziali che fermino la deriva, che salvino la professione notarile, la pubblica fede, e la certezza del diritto che noi, nonostante tutto, continuiamo a dispensare.

    notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara

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    Il notaio Massimo d’Ambrosio al 49° Congresso Nazionale del Notariato – Roma 2014 ultima modifica: 2014-11-08T20:53:20+00:00 da notaio



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    Categoria: Notai e liberalizzazioni

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