• Il notaio vi spiega cos’è e come funziona il reverse charge e quando si applica

    reverse chargeIl reverse charge o inversione contabile è un particolare meccanismo di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) in cui l’obbligo dell’imposizione fiscale viene traslato dal venditore all’acquirente.

    Con il reverse charge l’applicazione dell’IVA spetta al destinatario del bene o del servizio invece che al cedente o prestatore. Per applicare il reverse charge è necessario che entrambi le parti siano soggetti passivi IVA di imposta e che il destinatario del bene risieda nel territorio dello Stato.

    In termini pratici il reverse charge IVA rappresenta quel meccanismo tecnico contabile per

    • effetto del quale:il venditore emette fattura senza addebitare l’imposta;
    • l’acquirente integra la fattura ricevuta con l’aliquota di riferimento per il tipo di operazione fatturata e, allo stesso tempo, procede con la duplice annotazione nel registro acquisti (fatture di acquisto) e nel registro vendite (fatture emesse). L’acquirente o destinatario emette quindi un’autofattura, versando direttamente l’IVA all’Erario al posto del fornitore.

    Finalità del reverse charge

    Senza il reverse charge il fornitore o venditore avrebbe emesso una fattura con IVA che sarebbe stata versata dall’acquirente al fornitore; quest’ultimo (si spera) l’avrebbe poi versata allo Stato mentre l’acquirente l’avrebbe portata in detrazione.

    Applicando il reverse charge IVA, invece, entrambe queste operazioni vengono effettuate dall’acquirente. Quest’ultimo addebiterà l’IVA sulla cessione al consumatore finale, il soggetto passivo effettivo dell’imposta.

    Il reverse charge è nato quindi come un meccanismo contabile e fiscale la cui finalità è quella di eliminare l’evasione dell’IVA, evitando che l’acquirente detragga l’IVA anche in mancanza di versamento da parte del fornitore.

    Perplessità sul reverse change

    Chi scrive ha però delle perplessità: se è vero che il reverse charge impedisce al venditore disonesto di lucrare sull’IVA senza versarla allo Stato, da dove prende lo Stato la convinzione che l’acquirente sia più onesto?

    Nell’ambito notarile il reverse charge si applica, su espressa opzione delle parti, alle cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato, sempre a condizione che entrambi le parti siano soggetti passivi IVA di imposta e che il destinatario del bene risieda nel territorio dello Stato.

    Quando si applica?

    Si applica alla cessione di immobili strumentali per i quali il regime IVA non è già obbligatorio. Se la cessione avviene entro i 5 anni dall’ultimazione dei lavori da parte dell’impresa costruttrice il trasferimento è sempre soggetto ad IVA indipendentemente dalla qualifica dell’acquirente (privato o impresa).

    Il reverse charge si può invece richiedere in tutti i casi di cessioni di immobili ad uso strumentale da parte di impresa (anche non costruttrice) a favore di altra impresa (non privato) quando le parti abbiano espressamente optato per il regime di imponibilità dell’IVA.

    notaio Massimo d’Ambrosio

     

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    Il notaio vi spiega cos’è e come funziona il reverse charge e quando si applica ultima modifica: 2017-02-23T00:52:53+00:00 da notaio



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