• Torna obbligatoria la nomina del sindaco per 200mila imprese

    nomina sindaco per impreseIl Codice della Crisi d’impresa e dell’Insolvenza approvato con il Decreto Legislativo 12 gennaio 2019 n. 14 non ha solo stravolto e superato la legge fallimentare risalente al lontano 1942 e rimaneggiata da numerosi interventi legislativi ma ha anche totalmente cambiato il modo di intendere la stessa crisi d’impresa.

    La volontà è quella di superare una concezione della crisi intesa quale mera fase patologica dell’attività commerciale e di accoglierne una totalmente innovativa, volta a ritenerla quale momento fisiologico dell’attività aziendale, rispetto alla quale il legislatore predispone non solo strumenti preventivi ma anche disposizioni che garantiscano la possibilità per l’imprenditore di superarla senza dover interrompere la propria attività.

    Disciplina attuale della nomina del sindaco

    Va letta in quest’ottica anche la modifica apportata dall’art. 379 del codice della crisi d’impresa all’art. 2477 del codice civile. Questa norma nel disciplinare la nomina dell’organo di controllo nelle società a responsabilità limitata stabilisce al primo comma che la sua presenza nelle srl, di base, non è necessaria.

    Per di più, nei casi in cui la società decida di prevederne la nomina e lo statuto nulla preveda in merito alla composizione, la legge ritiene sufficiente la nomina di un solo membro effettivo.

    Partendo dal presupposto che la stragrande maggioranza delle srl in Italia possono essere considerate PMI (piccole e medie imprese), tale disposizione andava letta nell’ottica di evitare di appesantire il bilancio sociale con la sopportazione dei costi relativi alla presenza di un siffatto organo.

    A differenze delle SpA, nelle quali la presenza dell’organo di controllo è sempre necessaria, per le Srl, pensate per attività d’impresa di più ridotto impatto dimensionale,  la nomina dell’organo di controllo resta una semplice facoltà.

    Bisogna precisare che non tutte le Srl possono vivere senza la presenza di un organo di controllo ma al ricorrere dei presupposti di cui al 2° comma dell’art. 2477 c.c., la nomina diventa obbligatoria.

    Fino all’entrata in vigore delle modifiche di legge che andremo ad analizzare, il legislatore ha previsto l’obbligo di nomina dell’organo di controllo per le srl se:

    • la società è tenuta al bilancio consolidato;
    • controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
    • per due esercizi consecutivi ha superato due dei limiti indicati all’art. 2435-bis, primo comma del codice civile, in tema di redazione del bilancio in forma abbreviata, e precisamente:
    • totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 400.000 euro;
    • ricavi delle vendite e delle prestazioni: 800.000 euro;
    • dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50 unità.

    Tale obbligo di nomina cessa se, per due esercizi consecutivi, i suddetti limiti non vengono superati.

    Le nuove norme del Codice della Crisi d’Impresa

    Oggi, come detto, l’obbligo di nomina dell’organo di controllo scatta solo al superamento di determinati limiti dimensionali o al ricorrere di determinate condizioni, rispetto alle quali il legislatore presume la necessità di un controllo endo-societario sull’attività d’impresa (come nel caso in cui la società ne controlli un’altra obbligata alla revisione legale dei conti).

    Il codice della Crisi d’Impresa nell’ottica di consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese rivede i limiti entro i quali scatta l’obbligo di nomina dell’organo di controllo, al fine di estendere la platea di società interessate e garantire un maggior controllo sulla regolarità del controllo di gestione sociale.

    L’art. 379 del Codice suddetto nel modificare l’art. 2477 c.c. conserva l’obbligo di nomina dell’organo di controllo nel caso di società tenuta al bilancio consolidato e nel caso di società che ne controlli un’altra obbligata alla revisione legale dei conti ma ritocca al ribasso i limiti dimensionali.

    In particolare, scatta l’obbligo di nomina se la società supera, per due esercizi consecutivi, anche uno solo (e non più due come previsto precedentemente) dei seguenti limiti:

    • totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2.000.000 euro (e non più 4.400.000);
    • ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2.000.000 euro (e non più 4.400.000);
    • dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità (e non più 50).

    L’obbligo di nomina viene meno se, per tre esercizi consecutivi (e non più due), non viene superato nessuno dei limiti suindicati.

    Estensione dell’obbligo dei sindaci

    Questa modifica al ribasso è volta ad estendere l’applicazione della norma ad un numero di gran lunga maggiore di società rispetto alla precedente dizione della norma.

    Secondo le prime stime, almeno 175 mila piccole imprese organizzate in forma di srl (calcolando solo quelle che abbiano in media da 10 a 49 dipendenti) saranno sicuramente obbligate ad adeguare i propri statuti alla modifica di legge.

    Se da un lato, aumentano i costi per l’adeguamento degli statuti e per i compensi dei sindaci da nominare, dall’altro, si dovrebbe raggiungere una individuazione tempestiva dei segnali della crisi d’impresa così da prevenirla per tempo e, nel caso, superarla senza interrompere la propria attività.

    Come e quando adeguare gli statuti?

    Mentre il nucleo centrale delle nuove norme del codice della crisi d’impresa entrerà in vigore solo nell’estate del 2020 (così prevede espressamente l’art. 389 del Codice stesso), la norma in commento sarà valida ed efficace dal 16 marzo 2019.

    Occorre precisare che non in tutti i casi sarà necessario adeguare il proprio atto costitutivo/statuto alle nuove disposizioni di legge: ad esempio nel caso di statuti che prevedano astrattamente la nomina dell’organo di controllo, senza far riferimento ai parametri previgenti, potrebbe non essere necessaria alcuna modifica.

    Diversamente, sarà necessario procedere alla modifica notarile dello statuto per adeguarlo alle modifiche di legge. Detto questo, non essendo possibile prestabilire in quali casi sia necessario intervenire,  il consiglio è quello di rivolgersi subito al vostro notaio di fiducia, il quale leggerà il vostro statuto e saprà dirvi se sia necessario o meno procedere ad una modifica in adeguamento, onde evitare la sorpresa di provvedimenti autoritativi delle CCIA e del Tribunale.

    In definitiva, oltre all’adeguamento degli statuti, tutte le società che, tenendo in considerazione gli esercizi 2017 e 2018, abbiano superato  anche uno uno dei limiti sopra descritti dovranno procedere alla nomina dell’organo di controllo.

    Il legislatore consapevole della vasta platea interessata dalla modifica di legge, concede un termine dilatorio fissato ad ottobre 2019, fino al quale le previgenti disposizioni statutarie mantengono la loro efficacia anche se non conformi alle nuove disposizioni. Decorso anche questo ulteriore termine, in caso di mancato adeguamento, il Conservatore del Registro delle Imprese è legittimato a far constare l’inadempimento al Tribunale competente, il quale poi prenderà gli opportuni provvedimenti (scioglimento o nomina coattiva dell’organo di controllo).

    Prevenzione della crisi o aumento dei costi di gestione?

    Se da un lato, va apprezzata la scelta di estendere il controllo endo-societario svolto sindaci sull’efficiente gestione delle piccole e medie imprese (vero cuore pulsante dell’economia italiana), dall’altro, bisognerà verificare sul campo se gli effetti positivi che tale riforma sarà in grado di produrre – soprattutto in merito alla prevenzione delle crisi d’impresa – saranno in grado di compensare i costi, sicuramente non modesti, che le società saranno chiamate a sostenere per la nomina dei propri organi di controllo.

    Notaio Massimo d’Ambrosio

     

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    Torna obbligatoria la nomina del sindaco per 200mila imprese ultima modifica: 2019-03-06T17:32:15+02:00 da notaio



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