• Che succede se non si presenta la dichiarazione di successione?

    dichiarazione di successioneCon questo nuovo articolo approfondiremo un altro aspetto della dichiarazione di successione e in particolare analizzeremo le conseguenze della mancata o ritardata presentazione della dichiarazione nei termini di legge.

    Come abbiamo già spiegato la successione non è solo un fenomeno rilevante ai fini civilistici ma anche fiscali, perché gli eredi per ottenere l’intestazione in proprio favore degli immobili ereditari e lo smobilizzo delle somme depositate nei conti correnti del de cuius devono prima pagare allo Stato le tasse di successione. Queste tasse vengono pagate proprio tramite la presentazione della dichiarazione di successione anche se in alcuni casi non è obbligatoria (per scoprire in quali casi non lo è, leggete l’articolo su “Quando non occorre presentare la denuncia di successione” ).

    In tutti i casi in cui è obbligatoria, l’articolo 31 del Testo Unico dell’imposta sulle donazioni e successioni stabilisce che la dichiarazione deve essere presentata entro dodici mesi dalla data di apertura della successione.

    Chi è obbligato a presentare la dichiarazione?

    L’articolo 28 stabilisce che sono obbligati a presentarla i chiamati all’eredità e i legatari. Il chiamato non è erede finché non accetta l’eredità ma l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione ricade su di lui sin da subito a meno che non rinunci espressamente all’eredità con atto pubblico ricevuto dal notaio o dal cancelliere del Tribunale.

    Attenzione: non è necessario che la dichiarazione di successione sia firmata da tutti gli eredi ma è sufficiente che a presentarla sia uno solo.

    Da qualche anno non è più possibile presentarla in via cartacea ma deve essere necessariamente predisposta e inviata in via telematica mediante un programma predisposto dall’Agenzia delle Entrate. Il che rende di fatto impossibile la presentazione da parte del privato o comunque da parte di chi non ha installato lo speciale programma.

    Niente paura! E’ sempre possibile incaricare un professionista per la predisposizione e l’invio della dichiarazione stessa e, in particolare, chi meglio del notaio  potrà aiutarvi nella presentazione della dichiarazione di successione.

    Che succede se non viene presentata nei termini di legge?

    Se gli eredi si dimenticano o decidono di non presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dall’apertura della successione la legge impone delle sanzioni meno salate in caso di ritardo e ben più ingenti in caso di totale omissione.

    Nel caso di ritardo nella presentazione della dichiarazione di successione, e sempre che non sia già intervenuto l’accertamento del fisco, agli eredi è concesso di procedere con il cosiddetto ravvedimento operoso; in poche parole, ci si auto-denuncia all’Agenzia delle Entrate la quale oltre il pagamento di quanto già dovuto per la presentazione della dichiarazione di successione, imporrà il pagamento di interessi di mora, che variano a seconda del ritardo accumulato, da poche decine di euro in caso di leggero ritardo fino a qualche centinaio di euro per tre o quattro mesi di ritardo.

    Nel caso in cui si sia deciso volontariamente di non rispettare l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione il rischio è ben più grave.

    Decorso il termine di dodici mesi, l’Agenzia delle Entrate può procedere d’ufficio all’accertamento dell’attivo ereditario e alla auto-liquidazione delle imposte a carico degli eredi. Una volta che è stato notificato l’accertamento, gli eredi non potranno più avvalersi del ravvedimento operoso e si vedranno costretti a pagare oltre a quanto dovuto e agli interessi di mora anche le sanzioni amministrative che possono andare dal 120 al 240 per cento dell’imposta liquidata d’ufficio.

     Accertamenti dell’Agenzia delle Entrate

    Negli ultimi anni sono notevolmente aumentati gli accertamenti d’ufficio per omessa presentazione della dichiarazione di successione; l’Agenzia delle Entrate può procedervi entro 5 anni dal termine ultimo per la presentazione della dichiarazione da parte degli eredi (cioè dopo il decorso di 12 mesi dall’apertura della successione).

    Si noti che la legge non prende alla leggera il pagamento di queste imposte e delle relative sanzioni infatti riconosce allo Stato un privilegio speciale per la riscossione coattiva delle imposte dovute e non pagate, la cui forza è tale da prevalere in sede di riparto del ricavato della vendita dei beni pignorati anche sulle ipoteche pre-esistenti.

    Rivolgetevi al notaio

    Il mio consiglio  è quindi quello di rivolgervi tempestivamente al notaio, un professionista qualificato che vi saprà dire se sia necessario o meno presentare la dichiarazione di successione, e al quale potrete affidare l’incarico di predisporla e presentarla direttamente all’Agenzia delle Entrate.

    Non pensate che il costo del notaio sia superfluo, presentare la dichiarazione di successione può sembrare banale ma non lo è assolutamente, ed è necessario avere nozioni e conoscenze che non tutti possiedono. Per questa ragione incaricare un professionista qualificato come il vostro notaio di fiducia vi pone al riparo da omissioni ed errori che potrebbero costringervi a presentare successioni integrative o modificative o ancor peggio esporvi al rischio di pericolosi accertamenti d’ufficio da parte dell’Agenzia delle Entrate.

    Il notaio Massimo d'Ambrosio vi informa sempre! Votalo con 5 stelle! Grazie!
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    Che succede se non si presenta la dichiarazione di successione? ultima modifica: 2019-12-21T18:53:55+01:00 da notaio



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