• Onorario notarile e tasse. Una separazione indilazionabile. Video.

    onoraio del notaioVi dico subito che cosa avrei fatto se, anziché essere un umile notaio di campagna, fossi stato un autorevole rappresentante della categoria notarile. Avrei, con tutti i mezzi, stroncato la madre di tutti gli equivoci, l’incomprensione che maggiormente danneggia il prestigio del notariato, la causa del risentimento pre-muro di Berlino nei confronti della categoria, il danno principale nella trasparenza del nostro operato.

    Mi riferisco alla pasticciata confusione tra il compenso del notaio e le ingenti somme che lo Stato pretende dal cliente, e che il cliente deve pagare, ma che siamo obbligati a pagare noi per lui, in quanto sostituti di imposta.

    La distinzione personale tra onorario e imposte

    Dal primo giorno in cui sono diventato notaio l’equivoco mi ha dato sinceramente molto fastidio, ed il sottoscritto fin dal primo giorno in cui ha iniziato a esercitare la professione notarile si è dato da fare per smentire le false credenze che, come possiamo constatare ogni giorno, si trasformano facilmente in calunnie. Come?

    Fin dal primo atto ho ideato un mio personale foglio di calcolo che scompone analiticamente tutta la somma che richiedo al cliente, evidenziando non solo le principali imposte, quali registro, ipotecaria e catastale, ma anche la Cassa Nazionale del Notariato, il Consiglio Nazionale, il Consiglio Notarile, la Tassa archivio, e addirittura l’aggio che l’archivio notarile riscuote per ciascuna di queste voci.

    Il sottoscritto è stato così in grado, fin dal primo atto della sua professione, di poter rappresentare al cliente – alla bisogna – esattamente quanto va nelle tasche del notaio. Anzi il foglio di calcolo da me adottato evidenzia (sia pur sommariamente) – per eventuale edificazione del cliente – anche le imposte dirette del notaio. Non solo quindi l’Iva ma anche l’Ire, l’Addire, l’add. Prov.le Ira, l’Irap, eccetera.

    I miei clienti sono in grado di rendersi conto che il notaio non gli rastrella questa enorme quantità di danaro per andarseli a sciupare in bagordi o in donne di malaffare, ma spesso dalla somma da lui pagata non riesce a ricavarci neanche una pizza margherita e una birra 0,4.

    Limitati effetti della distinzione

    Ritengo di compiere, con queste informazioni, un’opera di tutela dell’immagine della categoria. Certo, con effetti modesti, sia perché sono solo io ad aver adottato questa scelta, sia perché ovviamente non rappresento neppure a tutti i clienti questa distinzione, e utilizzo il foglio analitico che sta all’interno di ogni mio fascicolo, solo ed esclusivamente quando se ne presenta l’occasione, constatando, purtroppo, che spesso i clienti non mi credono, perché i fatti concreti che espongo sono in contrasto col pregiudizio collettivo che hanno instillato nella mente dei cittadini italiani.

    Senza contare poi, che è la mia sola voce, perché, successivamente, neppure la fatturazione riporta la descrizione analitica, sia per vincoli formali, sia per banali problemi di software che non posso certo da solo rivoluzionare.

    Disparità con gli altri professionisti

    La mia personale iniziativa, che certo ha giovato a taluni casi particolari, non ha quindi di molto modificato la collettiva falsa impressione nei confronti del notariato. E ritengo ancora punitivo che tutti gli altri professionisti possano elaborare i loro preventivi limitandosi (correttamente) a rappresentare al cliente solo quanto concretamente loro richiedono, sorvolando sulle spese, che i clienti poi pagano (in aggiunta all’onorario) senza batter ciglio, perché le ritengono giuste.

    Se si chiede un preventivo a un medico vi dirà quanto lui vuole, non certo quanto costano le medicine, la sala operatoria, l’anestesista, ecc ecc. Se si chiede un preventivo a un avvocato vi dirà quanto lui vuole, non certo quanto costano le registrazioni dei provvedimenti, le tasse, e persino la Cassa Nazionale di Previdenza degli Avvocati, di cui il cliente non sa niente, ma che si ritroverà poi nella fattura come voce a parte, mentre da noi neppure questa voce viene evidenziata.

    Proposta di distinzione dell’ onorario

    Ritengo che si debba stroncare questo equivoco e si debba regolamentare che tutti i notai compiano una precisa distinzione, in modo da rappresentare ai clienti l’esatta verità.

    Se è necessario modificare delle norme regolamentari lo si faccia, se è necessario elaborare dei software che aiutino nella distinzione e che consentano una fatturazione analitica più esaustiva, lo si faccia. Ma l’obiettivo da perseguire è che il cliente, sia attraverso il preventivo, sia attraverso la fattura, sappia esattamente quanto va al notaio e quanto viene divorato obbligatoriamente dallo Stato. Si tratta di una riforma semplice ma, a mio avviso, importantissima, che, se compiuta capillarmente da tutti i notai in tutto il territorio nazionale, ha la possibilità di riportare le cose al posto giusto.

    Ed è anche in linea con i nuovi traguardi di trasparenza, perché solo attraverso una comparazione tra gli effettivi onorari percepiti dai notai il cliente può essere indirizzato ad una scelta responsabile. Il cliente, in questo modo, può decidere con maggiore cognizione di causa a quale notaio affidarsi. È meglio andare dal notaio X che mi ha richiesto 600 euro o dal notaio Y che mi ha chiesto 1000 euro? La differenza di 400 euro è giustificata o non è giustificata? E senza la depurazione dall’onorario delle tasse che incorpora lo Stato questo discernimento, nella confusione delle ingenti somme che il cliente deve pagare, non può essere esercitato correttamente.

    Trasparenza verso il cliente

    Ma v’è di più, perché in questo modo il cliente può anche valutare l’operato del notaio nella riscossione delle tasse. Perché mai, potrà chiedersi il cliente, tra i due notai che chiedono entrambi 600 euro di onorario il primo mi dichiara che devo pagare tasse per euro 1.000 e il secondo mi dichiara che devo pagare tasse per euro 5.000? Ha sbagliato il secondo notaio che ha dimenticato di applicare una qualche agevolazione tributaria, o ha sbagliato il primo notaio, esponendomi al rischio successivo di pagare all’Agenzia delle Entrate una somma molte volte superiore?

    Forse in passato questa confusione tra imposte, tasse, spese ed onorario, ha giovato a qualcuno? Non lo so. Non c’ero. Ma è certo che, a mio umile avviso, oggi questa confusione è solo ed esclusivamente un danno per il notaio prima di tutto, ma anche per il cittadino.

    Video

    In aggiunta a queste mie riflessioni vi presento il video dell’Associazione Notai Cattolici sull’argomento.  Regista Luigi Russo. Forse uno spot un po’ retorico, anzi “iperbolico”, perchè le reazioni della clientela nell’apprendere che al notaio va solo una piccolissima parte della somma che pagano non è certo di tanta gioia. I clienti rimangono sempre tristi, comunque, differentemente dallo spot, perchè quella somma la devono pagare lo stesso, ma sicuramente si meravigliano di quanto non erano informati, di quanto poco vada al notaio, anzi addirittura di meno di quanto avrebbero pagato spontaneamente a compenso della evidente assistenza che hanno ricevuto.

    notaio Massimo d’Ambrosio

     

     

    Cosa ne pensi del notaio come esattore delle tasse ? L’articolo ti è stato utile? L’hai trovato interessante? Condividilo sui tuoi social e commentalo con le tue idee o proponi le tue richieste di chiarimento qui di seguito!

    [Voti: 12    Media Voto: 5/5]
    Onorario notarile e tasse. Una separazione indilazionabile. Video. ultima modifica: 2017-02-09T01:25:43+00:00 da notaio



    Vuoi interpellare il notaio Massimo d'Ambrosio per un quesito personale?

    Accedi alla sezione quesiti



    Categoria: Quanto costa un notaio

    Tag:, , , , , , ,

    Articolo precedente:

    Articolo Successivo:


    © Tutti i diritti sono riservati. È vietato qualsiasi utilizzo, totale o parziale dei contenuti inseriti nel presente blog, senza autorizzazione scritta del notaio Massimo d'Ambrosio.

    4 Commenti su “Onorario notarile e tasse. Una separazione indilazionabile. Video.

    • Andreina ha detto:

      Il notaio è tenuto a fornire un preventivo di parcella al cliente? in questo caso, io acquirente di un immobile ho già chiesto questo preventivo, senza risultato.
      Anche perchè non so se tre mesi dall’accordo tra le parti è un tempo normale , dopo un anno di trattative con il venditore, per un notaio per redigere l’atto.
      Di conseguenza vorrei sapere prima quali sono gli importi dovuti tra tasse e parcella.

      • notaio ha detto:

        Si, il notaio fornisce il preventivo a richiesta, e di solito i tempi di stipula sono di 7-8 gg. E’ vero però che ci sono casi particolari che complicano il tutto. Ci sono atti che non si riesce a stipulare neppure dopo anni di lavoro e tassazioni che non si riesce a determinare in anticipo. Non conosco il caso specifico che la riguarda.

    • franco82 ha detto:

      Salve, mi chiamo Francesco, sto per vendere un terreno, quali sono le spese notarili da sostenere da me che sono il venditore? Ho sentito dire le spese per diritto di trascrizione sono a carico del venditore? Solo questo o c’è altro? Grazie mille saluti.

    Lascia un commento