• E’ possibile stipulare un prestito con patto marciano?

    patto marciano notaio

     

     

    Non vi lasciate impressionare dal titolo! Il presente articolo, anzi, vuole essere una spiegazione semplice su un concetto che abbiamo espresso più e più volte in merito ai numerosi provvedimenti a favore degli istituti bancari che sono stati varati dal Governo in tempi recenti, tra cui il noto decreto conosciuto come “acchiappacase”

    Vi suggerisco di leggere il mio scritto “Andranno alle banche gli immobili dei mutui” nel quale vi è riportato l’elenco, anche cronologico, dei provvedimenti legislativi sul tema.

    Il patto commissorio

    Per farvi capire che cos’è il patto marciano bisogna rammentare la fattispecie del patto commissorio che, come ho ricordato più volte, è assolutamente vietato dalla legge. Ai sensi dell’art. 2744 cc è infatti nullo il patto con il quale si conviene che in caso di inadempimento la proprietà della cosa prestata dal debitore a garanzia passi automaticamente in proprietà del creditore, anche qualora il patto sia  posteriore alla costituzione del pegno dell’ipoteca.

    La ratio della disposizione si rinviene nella tutela del debitore contro un’abusiva pressione del creditore, che potrebbe approfittare della posizione di debolezza del debitore, nonché anche nella tutela dei creditori estranei al patto.

    È del tutto evidente l’importante funzione dell’art. 2744  cc. Il debitore, in un  momento di necessità, nella falsa speranza di poter essere in grado di restituire il prestito, può essere indotto ad offrire in garanzia, per convincere la controparte a prestargli del danaro, beni di rilevante entità, sottovalutando il rischio e i pericoli. Si tratta, a ben vedere, del meccanismo che sta dietro all’usura, secondo la quale il legittimo prestito di danaro (non è proibito prestare danaro a qualcun altro) degenera in altri interessi e in accaparramento violento di beni del debitore.

    Il patto marciano

    Da quanto sopra detto per il patto commissorio si comprende la natura e la funzionalità del patto marciano, che non è nient’altro che una visione riveduta e corretta del patto commissorio, e che prende il nome dal giurista Elio Marciano (ca. 198-211 d.C.) che per primo lo teorizzò.

    Con esso il creditore e il debitore convengono che, in caso di inadempimento del debitore il creditore acquisti la proprietà del bene offerto precedentemente in garanzia dal debitore, ma con l’obbligo del creditore di versare al debitore la differenza tra l’importo del proprio credito e il valore del bene oggetto di garanzia.

    Il patto marciano poggia quindi sull’obbligo di procedere alla stima del bene ad opera di un soggetto terzo indipendente scelto di comune accordo tra le parti, che ne misuri il valore in un momento successivo all’inadempimento e sull’obbligo per il creditore di versare al debitore l’eventuale differenza positiva tra il maggior valore dell’immobile così come risultato dalla perizia di stima e l’importo del debito.

    La stima del bene e il versamento della differenza costituiscono il discrimen rispetto al patto commissorio, nel quale invece il creditore si appropria dell’immobile senza tante remore.

    È ammissibile il patto marciano?

    Nel nostro ordinamento manca una norma che sancisca l’ammissibilità del patto marciano anche se alcuni ne trovano un fondamento nell’art. 2851 cc in tema di pegno irregolare, che consenta al creditore pignoratizio di far proprio l’oggetto del pegno dietro la restituzione al debitore del valore eccedente.

    Personalmente ritengo che il meccanismo elaborato dal giurista Marciano consenta di valutare come meritevole di tutela giuridica il patto, in quanto la stima e la restituzione della differenza  sono da considerare meccanismi idonei a ristabilire l’equilibrio sinallagmatico tra le prestazioni e ad evitare che l’attuazione coattiva del credito avvenga senza alcun controllo e mediante sopraffazione degli interessi del debitore.

    In fondo anche un banale mutuo ipotecario poggia le sue basi sul patto marciano: l’immobile offerto in garanzia alla banca, e sul quale il debitore/mutuatario consente l’iscrizione dell’ipoteca in caso di inadempimento del debitore verrà valutato, messo all’asta, e il creditore potrà soddisfarsi sulla somma di danaro ricavata dalla vendita coattiva del bene solo fino a concorrenza del suo credito e comunque non oltre l’importo dell’ipoteca iscritta (ecco perché le banche chiedono un’iscrizione di ipoteca sempre pari ad almeno due volte l’importo del danaro prestato).

    Differenze tra marciano e commissorio

    Tra il patto commissorio e il patto marciano vi possono essere però nella pratica infinite sfumature. Il patto marciano può essere adoperato per nascondere, in realtà un patto commissorio illecito. Ed è qui che l’interprete deve sforzarsi di rinvenire esattamente tra le clausole dell’accordo la volontà delle parti e la assimilabilità all’una o all’altra fattispecie (commissorio o marciano).

    Nel procedimento analiticamente dettagliato dalla legge di un normale mutuo ipotecario la garanzia per il debitore è alta. Lo stimatore è un perito nominato dal Giudice, il creditore non può prendere il bene ma deve attendere che il Tribunale svolga la sua procedura esecutiva, il debitore ha mille  possibilità di eccepire eventuali illegittimità della procedura con tutte le garanzie giurisdizionali del caso.

    Un accordo invece che sancisca, ad esempio, la scelta dello stimatore ad opera del creditore, un meccanismo troppo complesso comunque sfavorevole al debitore di riversamento della differenza, condurrebbero alla valutazione del patto marciano come sottostante patto commissorio, decretandone la nullità e la invalidità.

    Notaio Massimo d’Ambrosio

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    E’ possibile stipulare un prestito con patto marciano? ultima modifica: 2020-05-28T18:23:58+02:00 da notaio



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