• Come perderete la vostra casa chiedendo un prestito

    come perdere la casa con un nutuoSulle novità che verranno introdotte a breve dal Decreto Legislativo che dichiara di recepire la direttiva UE n. 17/2014 sul credito ipotecario si è acceso in Italia un ampio dibattito politico che, ovviamente, non ha portato ad alcuna soluzione.

    Anzi, ha confuso ulteriormente i termini della questione, sicché è difficile capire cosa effettivamente sia successo o stia succedendo.

    Confusione politica

    I sostenitori delle varie tesi, sia per ignoranza tecnica, sia perché portatori di interessi politici od economici specifici, hanno detto una incredibile quantità di baggianate, con la naturale conseguenza di quello che succede in questi casi, e cioè che vince chi grida più forte, chi dice la sciocchezza più efficace dal punto di vista mediatico, chi ha maggior potere per orientare quotidiani e mass-media sulle proprie tesi.

    Un giorno vi spiegherò di quanto sia enorme l’orrore di un paese che fa leggi non per il loro effettivo contenuto sostanziale e intrinseco, e per i suoi riflessi nella nostra vita, ma per questo o quell’interesse particolare, che viene nascosto a colpi di slogan e di frasi ad effetto e a cui, purtroppo, il cittadino italiano in mancanza di un’adeguata informazione, non può che abboccare.

    Facciamo chiarezza

    Ora è il momento di fare chiarezza su quello che sta effettivamente succedendo.
    È assolutamente giusto che chi riceve del danaro in prestito debba restituirlo con gli interessi. È assolutamente giusto che se il prestito non venga restituito il creditore possa procedere legalmente a riprendersi i propri soldi, anche espropriando la tua casa di abitazione che gli hai dato in garanzia.

    La debolezza di chi ha bisogno di un prestito e la forza della Banca

    Millenni di storia giuridica hanno però dimostrato che, al di là di ogni dubbio, chi ha bisogno di danaro in un determinato momento si trova in condizione di debolezza giuridica e contrattuale. Mentre chi in quel momento ha il danaro da dare in prestito ha un potere gigantesco che gli permette di far accettare a colui che necessita di soldi qualsiasi cosa.

    Quando si ha bisogno di danaro si tende infatti a risolvere nell’immediatezza il proprio problema, rinviando gli altri problemi ad un momento successivo. Quando si ha bisogno di danaro si tende a sopravvalutare la propria capacità di restituzione del prrestito, nella speranza, magari, che, dopo, succederà qualcosa che ci potrà aiutare! E così via!

    Millenni di storia giuridica hanno pure dimostrato che in questi casi, sempre, ma dico sempre, il più forte se ne approfitta, e per darti 1.000 euro di cui tu hai disperatamente bisogno in quel momento, se ne prende poi 100.000! Si tratta, a ben vedere, del meccanismo dell’usuraio, che cala sulla preda che si dibatte nelle difficoltà economiche del momento per stringergli il cappio al collo, e ucciderlo poi definitivamente.

    Il processo esecutivo. Il giudice. Il patto commissorio

    Questo si sa da sempre! E tutti gli ordinamenti civili del mondo hanno previsto delle norme che, per quanto possibile, tutelino il soggetto più debole. In Italia abbiamo due cardini importanti ed essenziali per la tutela del più debole.

    Il primo è il processo di esecuzione. Il soddisfacimento dei legittimi diritti del creditore come sopra accennati, in Italia, si svolge sotto il controllo del Giudice, in maniera da tutelare il diritto di chi deve restituire il danaro ad impedire al creditore di prendersene più del giusto. Il processo esecutivo tutela poi anche gli altri creditori più deboli. Sì, perché c’è anche una graduatoria tra creditori, e il creditore più debole ha il diritto di opporsi che il creditore più forte faccia piazza pulita dei beni del debitore senza lasciargli nulla.

    Il secondo cardine del nostro ordinamento giuridico è il divieto del patto commissorio di cui all’art.2744 del codice civile. L’articolo dice che è illegale che tu, debitore, volontariamente, pattuisca che chi ti presta i soldi possa poi prendersi la casa o un tuo qualsiasi altro bene!

    La norma dice cioè che è illecita la tua volontà, il tuo patto di debitore. Tu debitore non puoi dare al creditore, nel momento in cui ti presta i soldi, questa incredibile arma per portarti poi via tutto.

    Si tratta di una norma importantissima, perché i suoi riflessi ridondano su centinaia di altri aspetti giuridici, contratti, patti, e regolamenti di ogni genere, che, automaticamente diventano nulli perché ledono il detto principio cardine del divieto del patto commissorio.

    Spazzate via le norme a tutela del debitore

    Orbene, entrambi questi punti vengono ora letteralmente spazzati via dal Decreto Legislativo che vi abbiamo presentato all’inizio di questo articolo.

    Nella confusione del dibattito politico si è parlato a sproposito del numero delle rate che costituiscano “inadempienza” (sette, dieci, diciotto, e chi più ha più ne metta), si è parlato a sproposito dell’esistenza o meno di un trasferimento automatico della proprietà dell’immobile, si è parlato a sproposito del diritto del debitore all’eccedenza…. si tratta di chiacchiere, di fumo, di confusione di carattere politico.

    Il problema è molto semplice: c’erano quei capisaldi secolari nel nostro ordinamento, e in tutti gli altri ordinamenti civili del mondo, e da quando verrà approvato il Decreto Legislativo sopra citato, questi capisaldi non ci saranno più.

    Fa ridere anche l’argomentazione, che ho letto spesso nella grancassa confusionale mediatica, che gli italiani possono dormire sogni tranquilli per i mutui già esistenti, in quanto il Decreto Legislativo dice esattamente il contrario! Esso permette di convenire dopo (cioè anche successivamente al momento della conclusione del contratto di mutuo) che il debitore conceda al creditore di prendersi il proprio bene.

    La questione, che è stata mal posta anche da parte di coloro che sono critici nei confronti del Governo in carica, non è infatti sancito da Renzi il “diritto” del creditore di prendersi il tuo immobile, ma la liceità del patto con cui tu debitore consenti al creditore di prenderselo. Situazioni giuridiche diverse, anche se poi, in sostanza, è la stessa, perché tu, debitore, al momento del bisogno firmi qualsiasi cosa (“scusi, c’è qualche modulo da firmare, sa com’è la prassi, metta una firma qui, qui, e qui, dove c’è già la crocetta”).

    Ma, mi dico, stiamo protestando così tanto per le modalità mediante le quali molti hanno perso i loro risparmi con l’acquisto delle obbligazioni bancarie e ora vogliamo far fare la stessa cosa anche con la casa?

    Norma non richiesta dalla direttiva UE

    E non mi si dica che ci è imposto dalla UE.  Innanzitutto perché in ogni caso non dobbiamo accettare le sciocchezze della UE quando sono sciocchezze: se loro hanno altri sistemi per garantire il debitore adottiamo quelli, ma non cancelliamo i nostri lasciando il debitore in preda del più furbo. Ma anche perché la direttiva non conduce affatto alle conseguenze che il Governo ha recepito col Decreto Legislativo. Essa dice testualmente “… gli stati membri non dovrebbero impedire alle parti di un contratto di credito di convenire espressamente che il trasferimento della garanzia reale è sufficiente a rimborsare il credito”.

    Si tratta evidentemente di un principio assolutamente e totalmente diverso, che è stato stravolto dal Decreto governativo. Secondo la UE il principio da prevedere legislativamente è molto diverso, è che cioè il debitore, dopo l’inadempienza, quando riterrà opportuno, può trasferire la casa al creditore per estinguere il debito.  Il che può essere anche un vantaggio del debitore, perché magari ne può sortire un patto di carattere transattivo.

    Io, debitore, ti devo 100.000 euro, ma, se accetti, ti trasferisco un bene che ne vale 75.000 e chiudiamo così il nostro contenzioso! Questo dice la direttiva UE. Il Governo avrebbe dovuto prevedere esattamente quello che c’è scritto nella direttiva, e cioè la possibilità, successiva, che al momento in cui si accerti l’esistenza di un debito nei confronti del creditore il debitore se ne possa liberare trasferendo un immobile, anziché in altro modo.

    Mentre il Decreto Legislativo ha previsto tutt’altro, e cioè ha previsto che, anticipatamente, prima cioè dell’inadempienza, il debitore accetti che il creditore si prenda il suo bene in caso di futura inadempienza, anche indipendentemente dal rapporto di valore tra il tuo debito e il valore del bene, e cioè senza passare per il processo esecutivo, e cioè senza le garanzie che permettono al debitore di impedire al creditore di prendersi 100.000 invece di 1.000.

    Cambiamento radicale del nostro sistema giuridico

    Si tratta di un cambiamento radicale, gigantesco, del nostro ordinamento giuridico, che, di fatto, in poche righe, abroga centinaia, forse migliaia, di disposizioni legislative e secoli di produzione giurisprudenziale e dottrinaria.

    Si tratta, a ben vedere, di una tecnica che il Governo in carica ha già adoperato: nella indifferenza totale, senza che nessuno se ne accorga, sono state varate all’improvviso, senza dibattito nè parlamentare nè politico, delle leggine brevissime, poche righe, meglio anzi se inserite en passant in cospicui corpi legislativi, che però , in poche parole, cambiano 2.000 anni di storia e abrogano 1.000 altre leggi!

    E questa che stiamo commentando è una modifica epocale per la quale non si dica che non è stata condotta per il soddisfacimento dell’interesse del creditore.  Ne abbiamo la prova. Abbiamo la “pistola fumante” in mano. Mi riferisco ad altre leggi che contemporaneamente sono state varate dal Governo e oggetto di un incredibile propaganda mediatica.

    Non è certo una coincidenza!

    Mi riferisco infatti al prestito vitalizio ipotecario  e al suo regolamento, al leasing immobiliare, all’esecuzione forzata sul fondo e sui vincoli, e per i quali rinvio ad altri miei scritti, leggendo i quali vi renderete conto che in tutte le leggi il filo conduttore è sempre lo stesso del Decreto Legislativo di attuazione della direttiva UE di cui stiamo parlando (e non mi parlate di coincidenza!).

    E cioè, sia pur limitatamente agli aspetti specifici e limitati delle singole materie, il succo di tutte le leggi è lo stesso: bypassare il processo esecutivo, rendere inutile e obsoleto il meccanismo della iscrizione ipotecaria a garanzia del credito, e consentire che il creditore faccia la parte del leone,  e che per qualche perlina colorata si prenda il vostro oro, esattamente come facevano i conquistadores con gli indigeni del nuovo mondo.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Come perderete la vostra casa chiedendo un prestito ultima modifica: 2016-04-16T23:35:33+00:00 da notaio



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