• La prelazione dello Stato sugli immobili di interesse storico o culturale

    prelazione dello Stato sugli immobili storiciSiete proprietari di un maniero o di un palazzo storico avente pregio artistico? Speriamo di no, perché le spese, gli obblighi e i vincoli dello Stato vi farebbero desiderare ardentemente un modesto mini appartamento in periferia.

    La prelazione dello Stato è uno dei numerosi privilegi che la Pubblica Amministrazione si riserva, almeno teoricamente, per perseguire l’interesse pubblico e arricchire il patrimonio storico e artistico del paese.

    Vincoli e prelazione

    Ci sono tanti tipi di vincoli sui beni di interesse storico-culturale, e quello che ci interessa ora qui dal punto di vista giuridico è il diritto di prelazione, che, per fortuna, è facile riscontrarlo, perché ai sensi del D. Lgs. n. 42/2004 in caso di beni immobili o mobili registrati la dichiarazione che accerti l’interesse storico e culturale del bene deve essere trascritta nei Pubblici Registri.

    La prelazione dello Stato non è un’espropriazione, perché l’acquisizione non avviene mediante retratto di una fattispecie già perfezionata, ma non è neanche una prelazione vera e propria, perché l’operatività è connessa con l’iniziativa negoziale dei privati nella fase del trasferimento immobiliare non quindi in una fase precedente (il preliminare) come tutte le altre prelazioni.

    La prelazione dello Stato opera quindi non dopo, ma neanche prima del contratto di compravendita, ed opera solo se il soggetto aliena il bene.

    Modalità della prelazione dello Stato

    Come può essere possibile questo? Le parti debbono stipulare il normale contratto di compravendita (o anche altro provvedimento alienatorio come, ad esempio, un conferimento in società).

    Il notaio farà ben attenzione a che nell’atto non ci sia nessuna clausola che possa essere stata elaborata per rendere più difficile l’esercizio del diritto di prelazione. Dopodiché, dopo la stipula, il notaio predispone il testo della denuncia ed effettua la notifica del contratto stipulato alla Soprintendenza competente nel termine di 30 giorni. Il Ministero disporrà allora di altri 60 giorni per decidere se esercitare o meno il diritto di prelazione.

    Se la denuncia non viene eseguita o è stata presentata tardivamente la prelazione può essere esercitata dallo Stato entro 180 giorni dalla sanatoria della denuncia.

    Lo Stato, se decide di esercitare il diritto di prelazione, comunica di essere pronto ad acquistare alle medesime condizioni il prezzo dell’acquirente ed il contratto stipulato con l’acquirente si intende risolto per avveramento della condizione sospensiva.

    Pendenza dei termini

    Che succede all’atto notarile di compravendita durante la pendenza dei termini? L’atto di trasferimento notarile è perfetto, ma è inefficace. Ciò vuol dire che per 60, o 180 giorni, gli effetti definitivi del negozio, tra cui l’alienazione e il corrispondente acquisto della titolarità del diritto rimangono sospesi e al venditore è fatto espresso divieto di consegnare il bene all’acquirente.

    La prelazione dello Stato costituisce una condizione di diritto sospensivo del negozio, per cui questo è sospensivamente condizionato al mancato esercizio della prelazione nel termine di legge, trascorso il quale senza l’esercizio del diritto di prelazione il negozio produce retroattivamente i suoi effetti tra le parti e verso i terzi, e ciò può essere pubblicizzato nei Registri Immobiliari dal notaio con apposito annotamento.

    L’acquirente comunque è tutelato sia perché l’atto  notarile di compravendita, sospensivamente condizionato per legge viene regolarmente trascritto, sia perché in attesa della decisione del Ministero, l’acquirente non è tenuto al pagamento del prezzo.

     

    notaio Massimo d’Ambrosio

     

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    prelazione dello stato sugli immobili

    La prelazione dello Stato sugli immobili di interesse storico o culturale ultima modifica: 2018-07-28T10:57:24+00:00 da notaio



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