• Legittima e successione. Calcolo delle quote dell’erede

    eredita notaio d'ambrosio successione eredeLa successione legittima senza testamento

    Quando una persona muore senza lasciare testamento si apre la c.d. successione legittima. L’eredità si devolve, secondo un ordine e con quote ben prestabilite, al coniuge, ai discendenti (ossia i figli), agli ascendenti (ossia i genitori), ai collaterali (ossia i fratelli e sorelle), agli altri parenti (detti successibili o eredi legittimi) e allo Stato.

     

    In tal caso le quote sono le seguenti:

    • se non vi è coniuge ma vi sono figli: tutta l’eredità va ai figli in parti uguali;
    • se vi sono coniuge ed un solo figlio: 1/2 del patrimonio al coniuge ed un 1/2 al figlio;
    • se vi è coniuge con due o più figli: 1/3 al coniuge e gli altri 2/3 spettano in parti uguali ai figli;
    • se non vi sono figli ma solo il coniuge: 2/3 al coniuge e l’altro 1/3 va suddiviso tra i genitori, fratelli e sorelle;
    • se vi è coniuge e non vi sono nè figli, ne ascendenti, nè fratelli e sorelle: tutta l’eredità va al coniuge.

    La successione con testamento: i legittimari

    Se invece una persona muore lasciando testamento si apre la successione testamentaria secondo le disposizioni dettate dal defunto.

    La legge tuttavia riserva comunque a favore di determinati soggetti, detti eredi legittimari (coniuge, figli e ascendenti del defunto), una quota di eredità detta “quota di legittima” della quale non possono essere privati.

    Pertanto, chi fa testamento deve tener conto che una parte dell’eredità deve essere destinata ai parenti (c.d. “porzione indisponibile”) secondo le quote previste (c.d. “legittima”). Per determinare l’ammontare della porzione disponibile si procede alla cd. riunione fittizia, rispettando rigorosamente il seguente calcolo (art. 556 cod. civ.):

    1. si prendono in considerazione tutti i beni che appartenevano al defunto al tempo della morte;
    2. si detraggono i debiti del defunto;
    3. si aggiunge il valore dei beni donati dal defunto finché era in vita;
    4. sul totale così formato (asse ereditario) si calcola la quota di cui il defunto poteva disporre (porzione disponibile) e la quota destinata per legge al coniuge, ai discendenti ed in taluni casi agli ascendenti (genitori) del defunto (porzione indisponibile o quote di legittima).

    Facciamo un esempio:
    Tizio muore lasciando un patrimonio di 100 con debiti per 20. In vita aveva donato 40. Il valore della massa è di 100 – 20 + 40 = 120. Su questo valore si calcola la quota disponibile e la quota indisponibile, che sono diverse a seconda dei casi.

    Quota riservata ai figli

    Le quote di legittima riservate ai figli sono le seguenti:Un solo figlio: 1/2 del patrimonio ereditario, s

    • e non c’è coniuge.
    • Due figli o più: 2/3 del patrimonio ereditario (da diversi in parti uguali fra loro), se non c’è coniuge.

    Tornando all’esempio di prima, ipotizziamo che Tizio fosse vedovo, con prole.
    a.Se Tizio ha lasciato solo un figlio, questi ha diritto a 60 (1/2 del patrimonio). L’altro 60 costituisce la porzione disponibile.
    b. Se invece Tizio ha lasciato due o più figli, questi avranno diritto a 80 (2/3 del patrimonio), mentre il restante 40 (1/3 del patrimonio) è la porzione disponibile.

    Quota riservata al coniuge

    Le quote di legittima riservata al coniuge sono le seguenti:di 1/2 del patrimonio ereditario, se non ci sono figli;

    • di 1/3, se oltre al coniuge c’è un solo figlio (al quale andrà un altro terzo);di 1/4, se oltre al coniuge vi sono due figli
    • o più (ai quali andrà 1/2 del patrimonio ereditario, da ripartirsi equamente);al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, è sempre riservato il diritto di
    • abitazione sulla casa coniugale ed il diritto di uso sui mobili che l’arredano.

    Torniamo di nuovo all’esempio di prima:
    a. Se Tizio muore senza figli, lasciando una moglie, quest’ultima ha diritto a 60 (1/2 del patrimonio) e l’altro 60 e la porzione disponibile.
    b. Se Tizio muore lasciando la moglie e un figlio, la moglie ha diritto a 40 (1/3 del patrimonio) e il figlio a 40 (1/3 del patrimonio), mentre il restante 40 è la porzione disponibile.
    c. Se Tizio muore lasciando la moglie e due o più figli, la moglie ha diritto a 30 (1/4 del patrimonio), i figli a 60 (1/2 del patrimonio da spartirsi equamente), il restante 30 sarà la porzione disponibile.

    Quota riservata ai genitori

    La quota di legittima riservata ai genitori del defunto opera invece solamente se questi muore senza figli. Ammonta a:
    – 1/3 del patrimonio ereditario, se non c’è alcun coniuge del defunto;
    – 1/4 del patrimonio ereditario, se c’è un coniuge del defunto, al quale spetterà 1/2.
    Nell’esempio di sopra:
    a. Tizio muore senza prole lasciando moglie ed uno o entrambi i genitori: alla moglie spetta 60 (1/2 del patrimonio) ed ai genitori 30 (1/4 del patrimonio). Il restante 30 è la quota disponibile.
    b. Tizio già vedovo e senza prole muore lasciando solo i genitori: questi ultimi hanno diritto a 40 (1/3 del patrimonio); il restante 80 è la quota disponibile.

    Pertanto, per evitare possibili litigi e decennali cause ereditarie, chi intende fare testamento, è bene che tenga a mente queste regole, magari facendosi consigliare dal notaio di fiducia, e che disponga dei propri beni rispettando le sopra descritte quote di legittima in quanto le disposizioni testamentarie eccedenti la porzione disponibile sono soggette a riduzione da parte degli eredi legittimari.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Legittima e successione. Calcolo delle quote dell’erede ultima modifica: 2016-03-22T18:01:32+01:00 da notaio



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    18 Commenti su “Legittima e successione. Calcolo delle quote dell’erede

    • titty64 ha detto:

      buonasera, mia zia è rimasta vedova da poco, dopo un matrimonio durato 27 anni e senza figli.Il marito le ha lasciato per testamento soltanto l’usufrutto dell’appartamento in cui hanno abitato insieme per 27 anni, lasciando ai nipoti diretti il restante patrimonio costituito da 2 appartamenti (di cui uno è il suddetto appartamento, l’ altro è un appartamento concesso in locazione). E’ stata dunque lesa nel suo diritto alla legittima e per questo impugnerà il testamento.
      La mia domanda è la seguente: se mia zia chiedesse di essere liquidata in danaro, perderebbe il diritto all’uso e all’abitazione della casa in cui abita?

      • notaio ha detto:

        Al coniuge superstite spetta per legge il diritto di abitazione sulla casa coniugale, anche quando concorra con altri eredi. Tale diritto, inoltre, grava sulla disponibile e non sulla legittima. Quindi può bene pretendere la legittima e mantenere il diritto di abitazione sulla casa coniugale.

    • Alex ha detto:

      Egregio Dottore,

      le chiedo gentilmente se può rispondere a questo mio dubbio.
      Sono uno degli otto nipoti eredi in successione di una zia deceduta.
      Il curatore della successione è uno dei nipoti, il cui padre (mio zio) è stato anche tutore legale della zia e dei suoi beni
      Io insieme ai miei due fratelli abbiamo verbalmente contestato le quote ereditarie, in quanto non eque ed io personalmente ho ravvisato poca trasparenza nell’intera gestione, ma non ho mezzi per avviare eventuali contestazioni.
      Ho quindi pensato di non accettare, né di rinunciare alla mia quota.
      Dal punto di vista pratico l’omissione della mia volontà cosa comporta?
      Ho letto da qualche parte che questo congelerebbe la mia posizione per 5 anni, dopodiché…..?
      La ringrazio tantissimo.

      Cordiali saluti

    • Patrizia60 ha detto:

      Buonasera mia madre mi ha nominata legato all eredità della casa e ai miei 3 fratelli ha voluto lasciare solo la legittima in quanto sono anni che non si fanno vivi con lei. vorrei sapere per cortesia se il valore è per esempio 100.000 a me spetta la metà e anche un ultrriore sesto dell altra metà che spetta ai miei fratelli oppure io ho il 50% e basta? Spero di essermi spiegata. Grazie mille per la risposta

      • notaio ha detto:

        No non si è spiegata. Comunque la situazione è semplice: legga bene il mio articolo dove sono descritte le varie ipotesi con o senza testamento. Ivi potrà leggere quanto è la disponibile nel suo caso, da calcolarsi su tutta la eredità (donazioni comprese)

    • Patrizia60 ha detto:

      Gente sig. Notaio la ringrazio per la risposta anche se purtroppo non essendomi spiegata bene non ho avuto la risposta ma nemmeno leggendo ciò che mi indica non riesco a capire se, essendoci un testamento dove a me va la metà dell eredità è il resto come legittima ai miei fratelli, se a me spetta quindi la metà e basta oppure se rientro anche come quota nell aktra metà dell eredità che spetta ai miei fratelli. Ovvero da 100!a me spetta 50. Gli altri 50 vengono suddivisi ai miei tre fratellino si divide ulteriormente x 4 e quindi io entro anche come ereditiera della restante metà? Grazie se potrà rispondere.

      • notaio ha detto:

        Le eredità non vanno divise a metà! Questo è il suo errore. Il calcolo si fa sull’intero, e dall’intero si ottiene il valore della legittima di ciascuno e la quota disponibile totale che viene attribuita secondo testamento (che va letto per capire la volontà del testatore). Ottenute le quote sull’intero è facile verificare se il testamento abbia leso la legittima di ciascuno (con possibilità di azione di riduzione) oppure no. Comunque, le suggerisco di rivolgersi con fiducia al suo notaio, che, a voce, esaminate le carte, potrà darle i consigli in concreto utili

    • pietrogrippa ha detto:

      Buongiorno Dottore, le chiedo questa informazione: papà ci ha lasciati e non ha fatto testamento. Lascia un portafoglio titoli (azioni ed obbligazioni) e due immobili. Siamo ancora nella fase di successione: possiamo suddividere tra gli eredi (2 figli e la mamma) gli immobili ed i titoli, in modo diverso rispetto ad 1/3 a testa (mi pare di capire). Tuttavia la casa viene valorizzata al suo valore di catasto, mi si dice, e i titoli con il loro valore alla data del decesso del papà. E’ corretto quanto le dico? Quindi gli immobili sono parecchio sottovalutati ed i titoli, in questo contesto storico, decisamente sovravvalutati. E’ corretto quanto le scrivo?
      Grazie

      • notaio ha detto:

        Tutto quello che ha lasciato il defunto padre finisce in comunione ereditaria tra gli eredi (moglie e 2 figli) nelle quote loro spettanti (1/3 ciascuno). Poi sarà sufficiente fare una divisione ereditaria nella quale a ciascun erede verrà assegnato parte del patrimonio ereditario di modo che quanto assegnato componga la sua quota. I valori possono essere concordati tra gli eredi, salvo sempre il rispetto della disciplina fiscale.

    • romanobs ha detto:

      Buongiorno notaio, devo fare la successione di tre appartamenti con i miei due fratelli, siamo andati d’accordo che uno lo tengo io è possibile fare la successione direttamente con intestazione prima casa di questo appartamento senza dover fare altri passaggi? Grazie mille

    • gianluca.tursi ha detto:

      Salve articolo molto interessante, volevo capire se in fase di scrittura di testamento olografo o pubblico si deve calcolare la quota disponibile e già ripartire quella? oppure si può tralasciare ed i beni verranno ripartiti in fase di successione secondo le quote corrette?

      Inoltre:
      per il testamento olografo, nel caso in cui viene consegnato al notaio, bisogna prevedere anche alcuni documenti da consegnare (esempio, documenti di identità oppure documenti di proprietà dei beni che si vogliono lasciare)
      per il testamento pubblico bisogna prevedere anche alcuni documenti da consegnare ? (come sopra)

      grazie mille

    • Gentile Sig. Notaio,
      vorrei sapere se in data di successione in appartamento condiviso in proprieta’ con mia madre il giudice si riferira’ per la quota da suddividere in base al rogito oppure a lettera olografa dove mia madre attesta che io sono comproprietario in misura minore.
      La ringrazio anticipatamente per il suo prezioso aiuto.

    • libertar ha detto:

      Salve Sig. Notaio d’Ambrosio,
      avrei bisogno di un suggerimento
      siamo 4 figli ed i nostri genitori ancora in vita ma anziani hanno mille difficoltà a suddividere in parti uguali i loro beni mobili/immobili soprattutto perchè alcuni beni immobili sono in vendita. In attesa delle vendite (che oggi sono diventate difficilissime e nel nostro caso ancor di piu perchè ci sono in ballo un paio di proprietà molto grandi ed in stato di rudere) crediamo che a questo punto la soluzione migliore sia lasciare le cose come stanno vita natural durante. Potrebbe innanzitutto darci una opinione su questa scelta e dirci in questo caso se a livello di tributi da pagare….è conveniente fare DONAZIONE in vita, successione con TESTAMENTO oppure non fare proprio nulla e lasciare tutto in SUCCESSIONE senza testamento…il tutto per fare in modo che alla fine noi 4 figli avremmo tutti i loro beni indivisi (che in seguito gestiremo tra noi figli tramite atto di divisione) e nel mentre gli immobili da vendere siano svincolati dal problema dell’impugnabilità che renderebbe ancor piu difficile la vendita
      GRAZIE MILLE

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