• Il ravvedimento operoso. Quando, come e perchè.

    ravvedimento operosoTutti sanno che quando si acquista un immobile con le agevolazioni prima casa (pagando quindi le imposte in misura ridotta), bisogna mantenerlo per almeno 5 anni.

    Infatti tra le ipotesi di decadenza delle agevolazioni concesse vi è proprio il trasferimento (sia con atto di vendita che con atto di donazione) infraquinquennale dell’immobile acquistato con le agevolazioni prima casa.

    In tal caso l’Agenzia delle Entrate recupera la differenza delle imposte dovute (ossia la differenza tra le imposte versate e quelle che invece si sarebbero dovute versare se non si fosse usufruito delle agevolazioni prima casa) oltre a una sanzione pari al 30% dell’intero importo dovuto e il pagamento degli interessi.

    Evitare le sanzioni

    Ma come si fa ad evitare questo esborso di denaro nel caso in cui l’acquirente, per qualsiasi motivo (es. trasferimento in altra città, necessità di acquistare un’abitazione più grande ecc…) debba necessariamente vendere la casa acquistata con le suddette agevolazioni prima del decorso di 5 anni?

    Le soluzioni sono due:

    • o riacquista altra abitazione entro un anno dalla vendita;
    • o si avvale dell’istituto del ravvedimento operoso.

    Con il “ravvedimento” (art. 13 del Dlgs n. 472 del 1997) è infatti possibile regolarizzare omessi o insufficienti versamenti e altre irregolarità fiscali, beneficiando della riduzione delle sanzioni.

    Il ravvedimento operoso è uno strumento che permette ai contribuenti che abbiano violato norme fiscali, commesso errori o abbiano omesso di pagare tributi o di compiere determinati atti, di ottenere una riduzione delle sanzioni attraverso una sorta di “autodenuncia”: il contribuente regolarizza spontaneamente l’omesso o insufficiente pagamento prima che la violazione sia stata accertata dall’Agenzia delle Entrate.

    Il ravvedimento operoso è conveniente

    In parole semplici il contribuente che ha venduto l’abitazione acquistata con le agevolazioni prima casa prima del decorso dei 5 anni dall’acquisto, se non ha intenzione di riacquistare entro i successivi 12 mesi dalla vendita altra abitazione da adibire ad abitazione principale, può, sempre entro lo stesso termine di 12 mesi dalla vendita, avvalersi di questo istituto presentando un’apposita istanza all’Agenzia delle Entrate presso cui è stato registrato l’atto.

    L’Agenzia delle Entrate provvederà a “riliquidare” le imposte da applicare all’atto come se il contribuente non avesse mai richiesto ed usufruito delle agevolazioni per la prima casa. In questo modo il contribuente dovrà versare all’Erario la differenza delle imposte ma eviterà di pagare la sanzione.

    Se l’istanza viene presentata dopo i 12 mesi, dovrà pagare anche una sanzione, sebbene in misura ridotta, purché ovviamente non sia stato notificato, nel frattempo, un atto di liquidazione o un avviso di accertamento; infatti, una volta ricevuta la notifica, non sarà più possibile esercitare il ravvedimento operoso ed il contribuente, oltre a dover versare le imposte dovute e i relativi interessi, dovrà pagare la sanzione per intero.

    L’istituto in esame può essere utilizzato anche nel caso in cui il contribuente che abbia acquistato un immobile con agevolazioni prima casa non intenda o non possa più trasferire la residenza nel Comune entro i 18 mesi. In tal caso, se non è ancora trascorso il termine di 18 mesi per il trasferimento della residenza, l’acquirente che non può rispettare l’impegno assunto ha la possibilità di revocare la dichiarazione formulata nell’atto di acquisto dell’immobile e di chiedere la riliquidazione dell’imposta, presentando apposita istanza all’ufficio presso il quale l’atto è stato registrato.

    notaio Massimo d’Ambrosio

    Il ravvedimento operoso. Quando, come e perchè. ultima modifica: 2018-06-12T11:26:14+00:00 da notaio



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