• Che atti può firmare in Italia il cittadino estero? La reciprocità.

    reciprocità ed atti notarili

    La condizione di reciprocità

    Vi sarà sicuramente capitato di dover firmare un contratto, un accordo, con un cittadino di uno Stato estero, quello che una volta con una terminologia assolutamente impeccabile ma che ora è considerata politically incorrect veniva chiamato lo “straniero”.

    Ci sono dei principi generali da applicare, pena la nullità del vostro accordo. Si tratta di una problematica di particolare rilievo per quanto riguarda gli atti notarili, ma che investe tutta la capacità di compiere atti e firmare contratti che hanno riflessi giuridici nel nostro ordinamento.

    Il principio fondamentale, che noi abbiamo previsto nell’art. 16 delle “Disposizioni sulla legge in generale” contenute nel R.D. n. 262 del 16.3.1942, è quello della c.d. “reciprocità”.
    Principio che è contenuto in tutte le legislazioni dei paesi civili.
    L’art. 16 delle Preleggi recita testualmente che “lo straniero è ammesso a godere dei diritti civili attribuiti al cittadino a condizione di reciprocità e salve le disposizioni contenute in leggi speciali. Questa disposizione vale anche per le persone giuridiche straniere”.

    Cosa vuol dire? Vuol dire che il nostro paese riserva giuridicamente al cittadino di altri paesi esattamente lo stesso potere che nel suo paese la sua legislazione riserva al cittadino italiano.

    La legge è sempre stata interpretata in modo restrittivo, anche richiedendo l’applicazione di istituti o di prassi sconosciute al nostro sistema giuridico. Così, giusto per fare un esempio di carattere umoristico, qualora in Arabia Saudita per comprare un’automobile la legge prevedesse che il cittadino italiano debba prostrarsi verso la Mecca di fronte a una commissione di Imam o di Ayatollah, ecco che noi dovremmo prendere il cittadino saudita e portarlo in chiesa facendogli fare il segno della croce.

    Non è certo facile qui in Italia per tutti sapere quali limiti ci sono all’esercizio all’attività giuridica per il cittadino italiano negli altri paesi. Il Ministero degli Affari Esteri ha creato un apposito servizio di funzionari che, attraverso le Ambasciate e i Consolati, monitorano costantemente la legislazione di tutti i paesi del mondo proprio per fornire in Italia le necessarie informazioni per il rispetto del principio della reciprocità.

    Tutte le notizie sono rese pubbliche in una pagina apposita del sito del Ministero degli Affari Esteri.
    Lo stesso Ministero ovviamente, nel rendere pubbliche le informazioni, fa qualche distinguo, dichiarando che “esse non hanno valore legale e sono da interpretare esclusivamente come indicazione di massima”.

    Perdoniamo il Ministero degli Affari Esteri per questa precisazione, in quanto ne comprendiamo la prudenza, trattandosi di notizie complesse da reperire e da organizzare, per lo più provenienti da sistemi giuridici a volte diversissimi dal nostro. È però certo che se neppure il Ministero degli Affari Esteri riesce a dare garanzia giuridica assoluta delle informazioni che lui stesso dirama, a maggior ragione ciò sarà difficile, se non impossibile, per il privato cittadino, sicché dal punto di vista giuridico seguire le indicazioni che da il Ministero degli Affari Esteri esonera da ogni responsabilità civile, principalmente per i notai che hanno giustamente paura di compiere un atto falso in transazioni che sono sempre di rilievo.

    prime tre esimentiLe prime tre esimenti

    La sostanziale uniformità dei sistemi giuridici di paesi europei fece sì che vennero emanate numerose leggi prima bilaterali, poi relative ai paesi della comunità europea, che escludevano la necessità di verificare la sussistenza del principio di reciprocità.

    Venne poi emanato il testo che oggi l’unica normativa di riferimento riguardante il godimento dei diritti civili da parte dei cittadini esteri, e cioè il D. Lgs. 25.7.1998 n. 286, denominato “Testo Unico delle Disposizioni concernenti la Disciplina della Immigrazione e Norme sulla condizione dello straniero”, precisato col successivo regolamento di attuazione emanato con Decreto del Presidente della Repubblica 31.08.1999 n. 394.

    Ebbene in base a detta legge sono stati parificati ai cittadini italiani i cittadini esteri in taluni precisi casi, dispensando quindi chiunque dall’andare a verificare la sussistenza o meno della condizione di reciprocità. Le esimenti si applicano nei confronti di:

    1. i cittadini, siano esse persone fisiche o giuridiche, degli Stati membri dell’Unione Europea, nonché i cittadini degli stati di Islanda, Liechtenstein e Norvegia;
    2. gli apolidi, i cittadini cioè senza cittadinanza, che siano residenti (legalmente) in Italia da almeno tre anni;
    3. i rifugiati che siano residenti da almeno tre anni.

    La quarta esimente

    Ma vi è una quarta ipotesi nel citato D. Lgs. 286/1998, che è quella di più frequente applicazione oggi in Italia a seguito dell’incrementato flusso di immigrati.
    Sono cioè altresì esentati dall’applicazione del principio di reciprocità i cittadini extracomunitari che siano soggiornanti nel territorio italiano, ma che siano titolari di una carta di soggiorno o di un regolare permesso di soggiorno, purché esso sia rilasciato per i seguenti motivi:

    1. lavoro subordinato;
    2. lavoro autonomo;
    3. per l’esercizio di un’impresa individuale;
    4. per motivi di famiglia;
    5. per motivi umanitari;
    6. per motivi di studio.

    È evidente l’esclusione dell’autorizzazione a risiedere in Italia per altri motivi, primo tra tutti il motivo turistico.
    Per i cittadini extracomunitari, in sostanza, tutti noi, e non solo i notai che sono richiesti di stipulare un atto notarile con un cittadino estero, ma chiunque voglia intrattenere rapporti di carattere giuridico con un cittadino estero (basti pensare agli immigrati) abbiamo l’obbligo di verificare se ha un permesso di soggiorno in corso, e se questo permesso di soggiorno è stato concesso per i motivi di cui all’elenco sopra riportato.

    investimentiLa quinta esimente: gli investimenti

    Una quinta esimente particolare prevede la legge, e cioè quella relativa ai cittadini esteri che vogliono compiere un investimento in Italia, che portano cioè danaro.

    In tutti i casi di investimento, e quindi dall’acquisto di beni immobili alla creazione di nuove imprese, dai crediti monetari all’estrazione e sfruttamento di risorse naturali, è possibile non verificare l’esistenza della condizione di reciprocità con quei paesi con i quali l’Italia ha concluso degli accordi bilaterali in materia di promozione e protezione di investimenti, sicché si può ritenere tout court esistente la condizione di reciprocità relativamente alle singole materie disciplinate nell’accordo bilaterale.

    Il Ministero degli Affari Esteri, nelle sue notizie reperibili come sopra, da anche comunicazione dell’elenco dei paesi con i quali sono in essere accordi bilaterali.

    I diritti fondamentali

    Ovviamente tutto quanto sopra è relativo all’esercizio del potere giuridico e contrattuale dei cittadini esteri, non è applicabile alle materie fondamentali dei diritti dell’uomo. La persona nel nostro ordinamento è tutelata in ogni caso, quando anche cioè nell’ordinamento del paese di provenienza del cittadino estero l’italiano non lo fosse.

    notaio Massimo d’Ambrosio

    Cosa ne pensi dei diritti dello straniero in Italia? L’articolo ti è stato utile? L’hai trovato interessante? Condividilo sui tuoi social e commentalo con le tue idee o proponi le tue richieste di chiarimento qui di seguito!

    Il notaio Massimo d'Ambrosio vi informa sempre! Votalo con 5 stelle! Grazie!
    [Voti: 12    Media Voto: 5/5]
    Che atti può firmare in Italia il cittadino estero? La reciprocità. ultima modifica: 2016-11-07T20:43:04+00:00 da notaio



    Vuoi interpellare il notaio Massimo d'Ambrosio per un quesito personale?

    Accedi alla sezione quesiti



    Categoria: Rivolgersi al notaio

    Articolo precedente:

    Articolo Successivo:


    © Tutti i diritti sono riservati. È vietato qualsiasi utilizzo, totale o parziale dei contenuti inseriti nel presente blog, senza autorizzazione scritta del notaio Massimo d'Ambrosio.

    Lascia un commento