• Che costi si recuperano dal preliminare di acquisto?

    costi che si recuperano dal preliminareOltre al credito di imposta che vi abbiamo già illustrato, altra ipotesi importante in cui al contribuente è riconosciuto un credito d’imposta nei confronti dell’erario dello Stato, è quella prevista in caso di registrazione del contratto preliminare di compravendita (Testo Unico del 26/04/1986 n. 131 Tariffa parte 1 art. 10).

    Le spese del preliminare

    Al preliminare notarile di compravendita registrato e trascritto si applicano l’imposta di Registro in misura fissa pari ad Euro 200, più, eventualmente, lo 0,50% sulle somme date a titolo di caparra ed il 3% sulle somme date a titolo di acconto prezzo; l’imposta ipotecaria fissa di Euro 200; l’imposta di bollo di Euro 155 e la tassa ipotecaria di Euro 35. A queste imposte vanno aggiunte le spese notarili e l’onorario notarile per la redazione dell’atto che è un atto pubblico a tutti gli effetti.

    Sicchè se il contratto preliminare prevede la dazione di somme a titolo di caparra confirmatoria dovrà essere versata un’imposta di registro pari allo 0,50% della caparra stessa; se prevede il pagamento di acconti di prezzo non soggetti all’imposta sul valore aggiunto dovrà essere versata un’imposta di registro pari al 3% dell’acconto stesso. In entrambi i casi l’imposta pagata (0,50% o 3%) è imputata all’imposta principale dovuta per la registrazione del contratto definitivo: sia per la caparra che per gli acconti, le imposte pagate in sede di registrazione del contratto preliminare di compravendita possono essere scomputate dall’imposta di registro (Attenzione: non dall’Iva) da versare in sede di contratto definitivo di compravendita. A tal fine al notaio dovrà essere prodotta copia del contratto preliminare con gli estremi di registrazione e la quietanza comprovante le imposte versate.

    notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara

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    Che costi si recuperano dal preliminare di acquisto? ultima modifica: 2015-11-17T23:11:35+01:00 da notaio



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    2 Commenti su “Che costi si recuperano dal preliminare di acquisto?

    • af ha detto:

      Buongiorno Notaio d’Ambrosio, in riferimento al suo articolo sul rimborso dell’imposta di registro al momento del rogito, vorrei porle un quesito. Ho registrato un contratto preliminare per acquisto di prima casa pagando 200 euro di imposta di registro e 500 euro di imposta per la caparra confirmatoria. All’atto del rogito ho chiesto al mio notaio di recuperare l’imposta di registro pagata al rogito come descrive Lei nel suo articolo. Il notaio mi ha risposto che l’agenzia delle entrate non ha accettato la richiesta di detrazione e quindi non puo’ essere rimborsata la somma di euro 500. Vorrei gentilmente chiederLe un suo parere dal momento che leggendo il suo articolo mi pare che il rimborso sia legittimo. Come posso agire?
      Grazie mille
      Cordialmente

      • notaio ha detto:

        La legge consente di recuperare l’imposta di registro pagata in sede di preliminare alla stipula del definitivo. In particolare, tale somma (non quella fissa ma quella pagata in relazione alle somme date a titolo di caparra/acconto) verrà imputata all’imposta principale dovuta per la registrazione dell’atto. Nel suo caso non le 200 euro di imposta fissa ma il residuo. Capita che alcuni uffici del registro “si dimentichino di effettuare questo recupero” ed è prassi notarile quella di chiedere espressamente in atto il recupero dell’imposta pagata nel preliminare riportando gli estremi nella compravendita. Nel suo caso può tentare a presentare una istanza di rimborso ben consapevole di quanto sia purtroppo difficile ottenerlo.

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